Manifestazione Nazionale 25 ottobre 2014, Cgil a Roma. Camusso: "Matteo stai sereno, il lavoro non cambia verso"

Tutto quel che c'è da sapere sulla manifestazione indetta a Roma dalla Cgil il 25 ottobre 2014.

14:25 - È da poco terminato l'intervento sul palco di Piazza San Giovanni di Susanna Camusso (mentre proprio negli stessi minuti Matteo Renzi prendeva la parola alla Leopolda), che ha minacciato uno sciopero generale e ha spiegato che "l'articolo 18 non è un totem". Camusso ha terminato con un "Matteo stai sereno, hai richiuso la sala verde, ma non non ci scoraggiamo". E, rifacendosi a uno slogan renziano, "Il lavoro non cambia verso".

12:00 - Mentre i due cortei sono in marcia per raggiungere Piazza San Giovanni, nella storica piazza della sinistra si susseguono sul palco interventi di lavoratori che si rivolgono al premier, perlopiù chiamandolo per nome. Arrivano intanto le parole del ministro dell'Interno Alfano che accusa la Cgil di "difendere il passato" e rivolgendosi a Camusso dice:

Badi molto a coloro i quali non hanno lavoro, non difenda posizioni del passato, ma lavoriamo tutti insieme per creare occupazione e dare un posto di lavoro soprattutto ai giovani

Rosi Bindi, invece, presente in piazza, definisce "Imbarazzante" la kermesse alla Leopolda.

25 ottobre. Sono arrivati in 150.000 in pullman a Roma per partecipare alla Manifestazione Nazionale della Cgil, tanto che i cortei diretti a Piazza San Giovanni sono partiti in anticipo. Previsto un milione di persone in piazza, un record considerata l'affluenza nelle ultime manifestazioni, ma molto meno dei tre milioni portati in piazza nel 2002 da Sergio Cofferati contro la riforma del lavoro del governo Berlusconi. Soddisfazione per l'affluenza da parte di Camusso e Landini, che si dicono pronti a proseguire la protesta "in ogni forma" convinti che Renzi "dovrà fare i conti con questa piazza".

Dal canto suo Renzi ha ribadito di rispettare i manifestanti ma si è detto deciso ad andare avanti. In piazza anche una parte della minoranza Pd, con Pippo Civati che ha annunciato il voto contrario allo Sblocca Italia.

in aggiornamento

La vigilia


Manca poco alla manifestazione nazionale della Cgil a Roma, che tra le altre cose sancirà in maniera finora inedita la spaccatura in quello che un tempo era il partito dei lavoratori. Non a caso già oggi alcuni giornali parlano di "scissione nel Pd", e in effetti il Partito democratico domani sarà diviso: da una parte Renzi e il governo a Firenze per la Leopolda 2014, dall'altra la minoranza del partito in piazza a Roma per protestare contro le politiche del governo.

Tra i sicuri partecipanti, l'ex segretario generale della Cgil ed ex segretario (pro tempore) del Pd Guglielmo Epifani, che ha detto "Certo che vado alla manifestazione. Io non ho mai mancato a una manifestazione della Cgil in vita mia dal 1975". Con lui anche Gianni Cuperlo, Pippo Civati, che fino a pochi anni fa era una presenza fissa alla Leopolda, e Stefano Fassina, che come ha riferito il ministro Boschi ha rispedito al mittente l'invito a partecipare alla kermesse di Firenze domenica perché "deve portare i bambini allo zoo".

La manifestazione


Il 25 ottobre 2014, dopo la giornata di sciopero del 24, ci sarà la grande manifestazione nazionale indetta dalla Cgil a Roma. Susanna Camusso concluderà la giornata con un intervento a Piazza San Giovanni.

Le parole chiave della manifestazione: Lavoro, Dignità, Uguaglianza. Per cambiare l'Italia

C'è il cambiamento, dunque, tanto caro a Renzi. E poi ci sono i tre punti cardine scelti dal sindacato. Secondo Camusso sarà una

«grande manifestazione della CGIL all'insegna del cambiamento del nostro Paese, a partire dalla libertà e dall'uguaglianza del lavoro».

Il segretario è certo che sia l'inizio di

«una stagione, per noi, di conquista di un cambiamento della politica economica del Paese».

Ma davvero il sindacato riuscirà di nuovo ad incidere, oggi? A mantenere la fiducia dei lavoratori? E come potrà attingere a quel bacino di disoccupati che non sono certo disposti a sentire slogan e parole ma vorrebbero confrontarsi con fatti? Le parole che promettono il cambiamento ci sono già: sono quelle, sparate ai quattro venti, di Matteo Renzi.

I lavoratori e i disoccupati italiani, i cittadini, insomma, hanno bisogno di concretezza e di una narrazione, anche nelle manifestazioni, che sia più attinente alla realtà, al mondo reale. La Cgil saprà fare questo passo in avanti?

Quanti scenderanno in piazza? Secondo un sondaggio Tecné almeno

«un milione di persone sarebbe interessato a partecipare il 25 ottobre alla manifestazione di Roma organizzata dalla Cgil contro la politica economica del governo»

Al momento, le prenotazioni sono attestate intorno alle 120.000 unità, un numero che suggerisce decisamente maggior prudenza rispetto agli entusiasmi a sette cifre.

A che ora parte il corteo?
Alle 9.30

Da dove parte il corteo?
In realtà sono due, i cortei: partono entrambi da Roma, ovviamente. Per la precisione, da Piazza Repubblica e e da Ostiense.

Qual è l'hashtag ufficiale della manifestazione?
L'hashtag scelto dalla Cgil, molto difficile da leggere e per nulla immediato è #tutogliioincludo


Lo spot
Il video in apertura si intitola Roma Calling, lo slogan è: «I diritti non arretrano». È prodotto dalla Cgil etnea, girato a Catania per la regia di Riccardo Napoli.

Manifestazione del 25 ottobre 2014, la Cgil a Roma

Ecco il comunicato della Cgil, così come appare sul sito ufficiale del sindacato, a proposito della manifestazione del 25 ottobre:

«L'intervento con cui il Presidente del Consiglio e Segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, ha aperto oggi i lavori della direzione del PD, sebbene contenga toni diversi dal passato, sui temi della riforma del mercato del lavoro e sulla revisione della legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) resta ancora vago, indefinito e contraddittorio, a partire dalle affermazioni sull'articolo 18.
Non è infatti ancora chiara la proposta avanzata. Anche l'enunciazione dell'obiettivo, da tutti condiviso, dell'eliminazione del precariato e del superamento del mercato del lavoro duale, non si traduce in proposte vere di riduzione delle forme contrattuali.
Sebbene sia certamente apprezzabile l'ulteriore estensione a tutte le donne che lavorano del diritto alla maternità e l'impegno a una legge sulle dimissioni in bianco, l'allargamento dei diritti a tutti i lavoratori richiede di considerare anche le altre tutele. Così come sugli ammortizzatori le risorse indicate non fanno intravedere, purtroppo, un'effettiva universalità.
Se il Presidente del Consiglio, annunciando l'apertura della Sala Verde, intendeva sfidare il sindacato, non possiamo che ribadire che la CGIL è da sempre pronta al confronto. Sarebbe infatti ben strano essere l'unico Paese europeo che fa riforme sul mercato del lavoro senza un dialogo con le parti sociali.
Rivendichiamo da anni la legge sulla rappresentanza. Ben venga che anche il Governo voglia aprire la discussione, visto che fino ad ora hanno supplito gli accordi sindacali e, a nostro avviso, si dovrà partire dal Testo Unico del 10 gennaio 2014.
La CGIL porterà al confronto tutta la sua piattaforma che parte dal vero tema centrale del Paese, ovvero creare lavoro.
A sostegno della piattaforma, per dare forza all'eguaglianza delle tutele e dei diritti, la CGIL continua la preparazione della grande manifestazione del 25 ottobre a Roma».

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