Carta dei diritti in internet - Neutralità della Rete

Il terzo punto della Carta dei diritti internet è la neutralità della Rete.

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Carta dei diritti in internet - La neutralità della Rete è il terzo dei quattordici punti fondamentali elaborati dalla Commissione e rientra a pieno titolo in uno dei temi più dibattuti nel mondo dell'informazione online, protagonista anche di veri e propri eventi - come l’Internet Slowdown - finalizzati proprio alla sensibilizzazione degli utenti su questa tematica.

Il punto 3 della dichiarazione recita:


    3. NEUTRALITÀ DELLA RETE
    Ogni persona ha il diritto che i dati che trasmette e riceve in Internet non subiscano discriminazioni, restrizioni o interferenze in relazione al mittente, ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato, applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone. La neutralità della Rete, fissa e mobile, e il diritto di accesso sono condizioni necessarie per l’effettività dei diritti fondamentali della persona. Garantiscono il mantenimento della capacità generativa di Internet anche in riferimento alla produzione di innovazione. Assicurano ai messaggi e alle loro applicazioni di viaggiare online senza discriminazioni per i loro contenuti e per le loro funzioni.

Negli Stati Uniti se ne sta discutendo ormai da anni, ma il dibattito si è intensificato negli ultimi mesi, quando la Federal Communications Commission (FCC), l’agenzia governativa USA che si occupa, tra le altre cose, di regolamentare le telecomunicazioni, ha cominciato a lavorare a una proposta di legge che permetterebbe agli internet service provider - gli operatori che ci forniscono la connessione internet - di dare priorità a un determinato contenuto al posto di un altro, smettendo di trattare in modo egualitario tutti i dati che confluiscono sulla Rete e potendo quindi discriminare utenti, siti, piattaforme, dispositivi o applicazioni.

Potete immaginare quale sarebbe il risultato se norme del genere venissero varate: accordi tra operatori, corsie preferenziali e una concreta minaccia agli equilibri raggiunti finora sulla Rete. Tim Berners-Lee, il padre del World Wide Web, ha spiegato alla perfezione cosa potrebbe succederà se la neutralità della Rete non venisse garantita:

Molti business là fuori vorrebbero permettere ai loro siti di caricarsi più velocemente dei rivali, o governi che vorrebbero restringere o rallentare l’accesso a certi siti per motivi politici, ma nel momento in cui si rinuncia alla neutralità della rete, in realtà si perde il web come finora è stato.

A sostenere la neutralità della Rete sono in tantissimi, dalle grandi personalità dell’IT come Vinton Cerf, Steve Wozniak e lo stesso Berners-Lee, ma anche di aziende come Mozilla, Netflix, Vimeo, Foursquare, Grooveshark e colossi come Yahoo!, Amazon e Microsoft.

Di net neutrality si sta discutendo attivamente in Europa e Nordamerica, si è mosso qualcosa a Israele - relativamente alle comunicazioni in mobilità - e in Brasile il governo ha promosso quest’anno una legge che sostiene dichiaratamente la neutralità della Rete e protegge la privacy degli utenti in seguito allo scandalo Datagate. La Russia ci ha messo una bella pietra sopra banda degli utenti se le azioni di questi mettono a rischio la normale funzionalità del servizio.

Noi ci stiamo avvicinando alla fase della consultazione pubblica: dal 27 ottobre prossimo, per quattro mesi, potremo far sentire la nostra voce ed esprimere il nostro parere sulla Dichiarazione dei diritti in Internet collegandoci a questo indirizzo e valutare o commentare le varie proposte, aggiungere ulteriori suggerimenti e link di riferimento.

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