Carta dei diritti in internet - Il diritto all'identità

L'ottavo punto della carta dei diritti in internet è il diritto all'identità.

08-diritto-all-identita

Carta dei diritti in internet - Il diritto all'identità è l'ottavo dei quattordici punti elaborati dalla commissione parlamentare, in un bozza che sarà poi sottoposta a una grande consultazione pubblica che si apre il 27 ottobre sul sito internet appositamente creato.

Il punto otto della dichiarazione recita:


    8. DIRITTO ALL'IDENTITA'

    Ogni persona ha diritto alla rappresentazione integrale e aggiornata della propria identità. La sua definizione riguarda la libera costruzione della personalità e non può essere sottratta all’intervento e alla conoscenza dell’interessato. L’uso di algoritmi e di tecniche probabilistiche deve essere portato a conoscenza delle persone interessate, che in ogni caso possono opporsi alla costruzione e alla diffusione di profili che le riguardano. Ogni persona ha diritto di fornire solo i dati strettamente necessari per l’adempimento di obblighi previsti dalla legge, per la fornitura di beni e servizi, per l’accesso alle piattaforme che operano in Internet. La definizione di un’identità in Internet da parte dell’amministrazione pubblica deve essere accompagnata da adeguate garanzie.

La questione fa chiaramente il paio con il diritto all'oblio di cui a lungo si è discusso e che è al centro delle richieste che in tanti stanno facendo a Google affinché la loro identità non sia più rintracciabile online. In quel caso, si tratta del diritto a essere "cancellati dalla rete" (possibilità consentita solo a certe condizioni a chi ha un profilo di pubblico interesse), in questo caso si tratta del diritto a che la nostra identità venga rappresentata correttamente, senza storture, in modo aggiornato e soprattutto tenendomi sempre informato di quanto sta avvenendo.

Se si volesse fare qualche caso pratico, si potrebbe pensare alla creazione di numerosi profili "fake" di personaggi famosi gestiti da fan o anche da detrattori; cosa che non sarebbe ovviamente più possibile nel momento in cui "la libera costruzione della personalità e non può essere sottratta all’intervento e alla conoscenza dell’interessato". Si tratta, comunque, della versione digitale del diritto all'identità personale, che recita:

Ogni individuo ha il diritto di vedersi descritto esattamente così come è, senza inesattezze che ne stravolgano la personalità agli occhi del pubblico. L’identità personale, quindi, attiene alla proiezione del sé nel sociale. Alla base della sua violazione non vi è alcuna offesa, ma solo una distorta rappresentazione della personalità, dei suoi tratti e dei comportamenti che la caratterizzano. Dal punto di vista della cronaca, la lesione del diritto all’identità personale si sostanzia in una violazione del requisito della verità.

Anche in questo caso, è evidente come la questione riguardi in primis la professione giornalistica - nel momento in cui la cronaca rappresenta in maniera distorta una persona -, ma che nel mondo di internet rimanda immediatamente ai social network, alla creazione di profili falsi creati per i più svariati motivi, alle biografie che restano in rete per anni senza mai più venire toccate e anche questioni importanti di privacy, come i dati che consegniamo alle aziende online per poter accedere ai loro servizi e l'uso che ne viene fatto. Dovrà essere possibile fornire solo i dati minimi richiesti dalla legge, senza che per questo ci possa venire negato di accedere al servizio.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO