Carta dei diritti in internet - La sicurezza in rete

Il dodicesimo punto della carta dei diritti in internet è quello della sicurezza in rete.

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Carta dei diritti in internet - La sicurezza in rete è il dodicesimo dei quattordici punti elaborati dalla commissione parlamentare, in un bozza che sarà poi sottoposta a una grande consultazione pubblica che si apre il 27 ottobre sul sito internet appositamente creato.

Il dodicesimo punto recita:


    12. SICUREZZA IN RETE
    La sicurezza in rete deve essere garantita come interesse pubblico, attraverso l’integrità delle infrastrutture e la loro tutela da attacchi esterni, e come interesse delle singole persone. Non sono ammesse limitazioni della libertà di manifestazione del pensiero; deve essere garantita la tutela della dignità delle persone da abusi connessi a comportamenti negativi, quali l’incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza.

Si tratta probabilmente di uno dei punti meno controversi dell'intera carta dei diritti, ma che allo stesso tempo tocca uno degli aspetti che fin dalla comparsa di internet hanno destato l'allarme di molti: chi gestisce le infrastrutture attraverso cui passano tutte le informazioni? Che uso può farne? Possono cadere in mani che potrebbe farne un uso pericoloso o ricattatorio? Si tratta di aspetti che concernono l'intera sicurezza statale così come della singola persona, che dev'essere tutelata da possibili attacchi esterni.

È il caso degli attacchi hacker che sottraggono materiale sensibile e strettamente personale come fotografie scattate nella sfera intima, è il caso anche di alcune manovre volte a sottrarre il patrimonio dai conti bancari, è il caso di sconosciuti che si inseriscono nel nostro computer per farne gli usi più diversi. Ma è evidente come, soprattutto nella seconda parte di questo testo, si faccia riferimento a questioni più "alte".

"Non sono ammesse limitazioni della libertà di pensiero", e non devono essere ammesse per principio. Il che riporta alla domanda di chi gestisce le infrastrutture, soprattutto se si pensa ad alcuni casi in cui motori di ricerca e nazioni viaggiano di pari passo per impedire che determinate opinioni possano venire diffuse e determinati argomenti essere oggetto di approfondimento. Da qui, si passa alla sfera personale, facendo riferimento ai cosiddetti crimini d'odio.

Non solo la sicurezza dell'infrastruttura dev'essere garantita, ma anche la sicurezza della persona, che attraverso internet è spesso messa a repentaglio attraverso il megafono enorme che mette a disposizione di chi vuole farne uso per propagare odio, razzismo, antisemitismo e altro. Ancor più nello specifico, si può pensare ai casi di stalking e cyberbullismo di cui sono vittime soprattutto gli adolescenti, che su internet vivono in un mondo che è un po' tutto loro e fatto anche di social network a loro di fatto riservati, il che rende più difficile monitorare quanto avviene e prevenire i casi più gravi.

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