L'Ucraina rinnova il Parlamento: il Fronte Popolare di Iatseniuk è in testa col 22,4%

29 ottobre 2014 - Come ampiamente anticipato dai sondaggi e dagli exit poll, il Fronte popolare del premier Arseni Yatseniuk è uscito vincitore dalle elezioni parlamentari in Ucraina.

Lo scrutinio non è ancora terminato, ma il Fronte Popolare si conferma in testa col 22,4% dei voti, seguito dal Blocco del presidente Poroshenko col 21,6% e dal Terzo Samopomich con il 10,9%. Il Blocco di opposizione, quello sostenuto dai filorussi, è invece fermo al 9,4%.

I dati definitivi saranno resi noti delle prossime ore.

Ore 22:45 - Con il 70% delle schede scrutinate il Fronte Popolare di Arseni Yatseniuk è al 21,82% nel proporzionale, mentre il partito del Presidente della Repubblcia Petro Poroshenko è al 21,45%. Con questi risultati, grazie ai seggi uninominali, il partito di Poroshenko avrebbe 127 seggi, quello di Yatseniuk 80.

Iulia Timoshenko con il suo partito Patria si è fermata al 5,66%, Samopomich all'11,12%, Svoboda non avrebbe superato la soglia di sbarramento del 5% poiché è al 4,72%.

Lunedì 27 ottobre 2014 - Il giorno dopo le elezioni, in attesa dei risultati ufficiali, dopo lo scrutinio del 30% delle schede i risultati sono, almeno per ora, diversi da quelli degli exit poll. In testa, infatti, c'è il Fronte popolare del premier Arseni Iatseniuk con il 21,71% dei voti, mentre il blocco del presidente Petro Poroshenko è un po' in svantaggio perché è al 21,59%. Il blocco di opposizione guidato dall'ex ministro di Viktor Ianukovich, Iuri Boiko, che guida il fronte filorusso, è al 9,6%.

Per gli exit poll gruppo Poroshenko in vantaggio


Domenica 26 ottobre 2014

19.20 - I seggi sono chiusi dalle 20 ora locale, le 19 italiane, e la conta dei voti è cominciata. I primi exit poll disponibili, frutto delle interviste fatte alle uscite dai seggi, vogliono il gruppo di Poroshenko vincitore con un 21-23%, mentre quello dell’ex premier Yatseniuk arriverebbe subito dopo con circa il 20% dei voti. Un testa a testa, insomma, come anticipato dai sondaggi.

Sempre secondo gli exit poll almeno un posto in Parlamento andrebbe al movimento dei filorussi.

15.15 - Le operazioni di voto stanno procedendo senza scontri o episodi violenti. L’affluenza, almeno secondo quanto affermato dal presidente Petro Poroshenko, è alta. Il capo dello Stato, subito dopo essersi recato a votare, si è rivolto alla stampa:

L'affluenza alle urne è molto alta, non si registra nessun incidente importante in queste elezioni che rispettano tutti gli standard europei. L'ordine in un Paese non è determinato dal numero dei ladri, ma dall'abilità del governo per combatterli.

26 ottobre 2014 - Si sono aperti da poche ore i seggi in Ucraina per le elezioni parlamentari anticipate. Si voterà in quasi tutto il Paese, ad eccezione della Crimea, ormai annessa alla Russia, e nelle aree ad est sotto il controllo dei ribelli filorussi. Lì, come comunicato dagli stessi ribelli, si voterà in maniera autonoma il prossimo due novembre.

I seggi resteranno aperti per tutta la giornata di oggi.

24 ottobre 2014

Si svolgeranno domenica le elezioni per il rinnovo del Parlamento ucraino, dopo la decisione del presidente Petro Poroshenko, lo scorso agosto, di sciogliere la Rada. Una decisione scontata sia perché il premier Yatsenyuk era rimasto senza maggioranza, sia perché il vecchio parlamento era ancora espressione dell'epoca del deposto presidente Yanukovitch. Se c'è una cosa certa nelle elezioni del 26 ottobre è che la coalizione del deposto presidente filorusso verrà spazzata via.

Non ci sono invece altrettante certezze sul dopo-elezioni, perché il cosiddetto "Blocco Poroshenko" che prende il nome dal presidente in carica gode sì dei favori dei sondaggi, ma difficilmente otterrà la maggioranza assoluta, e quindi bisognerà formare una coalizione, impresa tutt'altro che facile in un paese che sta faticosamente cercando di tornare alla normalità, e in cui le divisioni – anche all'interno dello stesso schieramento che un anno fa ha portato alla deposizione del vecchio presidente – sono tuttora forti e presenti.

Favorito è, appunto, il Blocco Poroshenko, formato e guidato dal presidente in carica, vincitore delle elezioni presidenziali dello scorso giugno. Poroshenko rappresenta l'ala più dialogante dei movimenti usciti vincitori dalle proteste di Piazza Maidan, è favorevole a una tregua duratura con la Russia e si è detto disposto a concedere maggiore autonomia alle Regioni separatiste filo-russe. Queste posizioni lo hanno portato in rotta di collisione con l'ala più oltranzista rappresentata dal Fronte Popolare, il partito dell'attuale premier Yatsenyuk e dell'ex presidente ad interim Turchynov. Poroshenko ha ricevuto l'appoggio dell'ex pugile Vitali Klitschko, sindaco di Kiev e anima degli attivisti di piazza Maidan.

Intanto il premier ha acceso gli animi ieri denunciando "provocazioni da parte russa" per condizionare le elezioni, riferendosi probabilmente anche all'aggressione avvenuta ai danni di Oleg Boiko, attivista per i diritti umani, che è stato malmenato da un gruppo di sconosciuti che gli ha intimato di ritirare la candidatura. Alla fine è probabile che il Blocco Poroshenko e il Fronte Popolare saranno costretti a trovare un accordo per governare, ma la stabilità di questo accordo sarà tutta da vedere.

Altri partiti "tradizionali" sono il Partito Radicale di Oleg Lyashko, Posizione Civica di Anatoly Grietsenko e Unione Nazionale Patria di Yulia Tymoshenko, ma sono moltissime le forze nate negli ultimi mesi, come Sviluppo dell'Ucraina, guidato da Yurij Miroshnicenko.

UKRAINE-RUSSIA-CRISIS

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