Carta dei diritti in internet – Tutela dei dati personali

Il quarto punto della Carta dei diritti in internet è la tutela dei dati personali

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Carta dei diritti in internet – Subito dopo il punto sulla neutralità della rete, al quarto punto la Carta elaborata dalla Commissione parlamentare affronta il delicato tema della Tutela dei dati personali, tema che riguarda anche alcuni punti successivi come quello sulla sicurezza. Anche questo punto, assieme a tutti gli altri, sarà oggetto della grande consultazione pubblica che partirà il 27 ottobre.

Il punto quattro della dichiarazione recita così

4. TUTELA DEI DATI PERSONALI
Ogni persona ha diritto alla protezione dei dati che la riguardano, per garantire il rispetto della sua dignità, identità e riservatezza. I dati personali sono quelli che consentono di risalire all'identità di una persona e comprendono anche i dati identificativi dei dispositivi e le loro ulteriori elaborazioni, come quelle legate alla produzione di profili. I dati devono essere trattati rispettando i principi di necessità, finalità, pertinenza, proporzionalità e, in ogni caso, prevale il diritto di ogni persona all'autodeterminazione informativa. I dati possono essere raccolti e trattati solo con il consenso effettivamente informato della persona interessata o in base a altro fondamento legittimo previsto dalla legge. Il consenso è in via di principio revocabile. Per il trattamento dei dati sensibili la legge può prevedere che il consenso della persona interessata debba essere accompagnato da specifiche autorizzazioni. Il consenso non può costituire una base legale per il trattamento quando vi sia un significativo squilibrio di potere tra la persona interessata e il soggetto che effettua il trattamento. Sono vietati l'accesso e il trattamento dei dati personali con finalità anche indirettamente discriminatorie.

Si tratta di uno dei punti più lunghi e articolati della dichiarazione, e ha il non facile compito di porre le basi per la definizione stessa del concetto di dati personali sul web. Un concetto che in buona parte ricalca quello analogo "extra-Web" che è alla base dell'Autorità garante per la privacy, ma che ha comunque delle peculiarità specifiche.

Si nota, su tutte, il riferimento ai dispositivi, che vengono equiparati a tutti gli altri dati personali sensibili, in quanto possono essere elaborati e usati per la definizione di profili. La modalità con cui gli attori del Web – che si tratti di provider, siti o fornitori di servizi – gestisce i dati dei singoli utenti è un territorio molto delicato e in cui i confini tra lecito e illecito, tra opportuno e inopportuno, è labile e ancora oggetto di discussione. Non a caso il garante per la privacy ha stabilito una serie di linee guida che però appaiono quantomeno inadeguate, o comunque non sempre rispettate.

Pur restando su linee generali, il quarto punto della carta prevede un "consenso informato" per la raccolta e il trattamento dei dati personali, sulla scorta di quanto accade già nella vita di tutti i giorni, anche se sul Web le modalità di consenso, e soprattutto di raccolta, sono più complesse. Si prevede comunque che il consenso generale sia poi accompagnato da specifiche autorizzazioni, per esempio su modalità più esplicite di trattamento, anche qui a imitazione di quanto prevedono le normative sulla privacy. Interessante, anche se forse troppo vago, il riferimento a un "significativo squilibrio di potere" tra la persona interessata e chi effettua il trattamento, con riferimento evidente a certi colossi del web che possono raccogliere dati in maniera non sempre esplicita anche attraverso le ricerche in internet o i "mi piace".

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