Carta dei diritti in internet - Inviolabilità dei sistemi e domicili informatici

Il sesto punto della Carta dei diritti internet è l’inviolabilità dei sistemi e domicili informatici.

carta-diritti-internet-inviolabilita-dati-personali


Carta dei diritti in internet - L’inviolabilità dei sistemi e domicili informatici è il sesto dei quattordici punti fondamentali elaborati dalla Commissione parlamentare nella bozza che dal 27 ottobre prossimo sarà sottoposta a una consultazione pubblica a cui si potrà partecipare iscrivendosi al sito appositamente creato per l’occasione.

Il punto 6 della dichiarazione recita:


    6. INVIOLABILITÀ DEI SISTEMI E DOMICILI INFORMATICI
    Senza l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, nei soli casi e modi previsti dalla legge, è vietato l’accesso ai dati della persona che si trovino su dispositivi personali, su elaboratori remoti accessibili tramite credenziali da qualsiasi elaboratore connesso a Internet o simultaneamente su dispositivi personali e, in copia, su elaboratori remoti, nonché l’intercettazione di qualsiasi forma di comunicazione elettronica.

Dopo lo scandalo scoppiato grazie a Edward Snowden e alle sue rivelazioni, le intercettazioni sono tornate al centro del dibattito sulla sicurezza online e la privacy dei cittadini. Gli Stati Uniti e non solo hanno agito alle spalle degli utenti, senza alcuna autorizzazione e, in molti casi, senza un motivo reale.

La bozza attualmente disponibile della carta dei diritti in internet si occupa anche di questo e tenta di mettere un freno al far west di intercettazioni e recupero dei dati personali dei cittadini senza l’intervento delle autorità competenti in grado di fornire un’autorizzazione.

Il sesto punto precisa proprio che i dati personali degli utenti, le loro conversazioni e la loro attività online devono rimanere privati a meno che l’autorità giudiziaria non dica altrimenti.

Questo significa che per accedere ai dati che i cittadini conservano su Internet o nei loro dispositivi possono essere visualizzati e controllati dalle autorità solo al termine di un inter processuale che può essere avviato soltanto in casi particolari, come può essere un procedimento per omicidio o violenza sessuale, senza contare il terrorismo e altri reati gravi, e non soltanto davanti a un sospetto che non ha alcun fondamento, come i documenti diffusi a più riprese da Snowden ci hanno fatto capire sia stato fatto in passato.

Come già anticipato, l’apertura della fase di discussione pubblica è imminente: dal 27 ottobre, per quattro mesi, potremo far sentire la nostra voce ed esprimere il nostro parere sulla Dichiarazione dei diritti in Internet collegandoci a questo indirizzo e valutare o commentare le varie proposte, aggiungere ulteriori suggerimenti e link di riferimento.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 2 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO