
Professore Stefano Ceccanti, deputato del Partito Democratico e docente di diritto pubblico comparato presso l’Università di Roma “La Sapienza”, il Pd studia un referendum abrogativo per bloccare la riforma Gelmini. E’ una questione “delicata” perché tocca in parte anche la legge di bilancio. E così?
“Il referendum non si può fare sulle leggi di bilancio: per esempio, quindi, non si può fare sui tagli, come quelli apportati al fondo di finanziamento ordinario delle università. Su ciò che non è strettamente legge di bilancio i referendum si possono fare. Non si possono estendere i limiti a dismisura: è ovvio che tutte le scelte hanno riflessi di bilancio, ma questo argomento rischia di provare troppo perché, estremizzato, condurrebbe a non poter fare i referendum su nulla”.
Dato che non sarà quindi possibile abrogare l’intera legge quali parti il Pd intende sottoporre a referendum ?
“E’ presto per dirlo. Si tratta di fare mirate verifiche tecniche e politiche. Ad un primo personale e sommario esame mi sembra che la reintroduzione del maestro unico e la trasformazione delle università in fondazioni potrebbero essere due scelte da considerare”.
Chiedo al politico: perché è sbagliata la riforma dell’istruzione proposta dal Governo?
“Perché è legata solo ad esigenze di tagli di bilancio, prescinde dai risultati delle valutazioni sul rendimento del sistema da cui si dovrebbe partire per riformare in profondità la scuola a partire dai limiti oggettivi che si riscontrano”.
Il referendum è la risposta giusta?
“Il referendum è uno strumento giusto, nella sua parzialità, che contribuisce a dare una risposta giusta. E’ un primo modo parziale per canalizzare la protesta, per reintrodurla nelle procedure democratiche; è chiaro che andrà affiancato con altri strumenti capaci di dare una risposta più complessiva in positivo, forse anche ricorrendo all’iniziativa legislativa popolare”.
Chiedo al professore: cosa non va nella riforma Gelmini?
“Esattamente la sconnessione tra le valutazioni che già possediamo (e che dovremmo rafforzare, rendendole più costanti e strutturate) e gli ambiti di intervento: la scelta di partire dalle elementari, dove i problemi sono minori ma dove era più facile tagliare, è emblematica”.
Avrebbe fatto lezione in piazza anche lei come molti suoi colleghi in questi giorni?
“Credo di sì; ma soprattutto avrei comunque chiesto agli studenti di documentarsi e di esporre le loro idee”.
rhythm_bandit
30 ott 2008 - 13:36 - #1pensano davvero che un referendum del genere possa raggiungere il quorum?
darling3
30 ott 2008 - 13:51 - #2ma non avete capito che non sanno che farci con questo referendum? che l’idea veltroni l’ha presa senza consultare nessuno e infatti i dirigenti del pd l’hanno accolta con freddezza?
già non sanno se abolire tutto il decreto o solo parte?
anche perchè poi nel decreto ci sono articoli su cui voglio vedere il pd dire che non è d’accordo: insegnamento della educazione civica, voti a numeri, voto in condotta, blocco dei libri di testo, rifinanziamento dell’edilizia scolastica.
l’unico nodo del contendere sarebbe il maestro unico, ma visto che per il referendum se ne parla nel 2010 i genitori avranno tutto il tempo di accorgersi che accanto al maestro unico ci sono almeno quello di inglese e informatica.
rhythm_bandit
30 ott 2008 - 13:56 - #3haha darling, hai perfettamente ragione. veltroni, forse, era stato colto da un attacco diarroico di dipietrismo
Proust
30 ott 2008 - 14:34 - #4mi pare na boiata…
nulla (tagli a parte che andrebbero razionalizzati, non tolti) è così scandaloso da poter avere le forza di trovare conferma in un referendum, secondo me l’hanno un po’ sparata per aria, come gran parte delle cose dette dal Pd ultimamente.
Cynewulf2
30 ott 2008 - 14:37 - #5In effetti lo scempio della manovra non è certo il grembiulino o il voto in condotta… il referendum a che serve, ormai?
Amelia Enoteca
30 ott 2008 - 14:46 - #6Meglio un referendum che i bastoni del Blocco studentesco.
F/A-22 Raptor
30 ott 2008 - 14:53 - #7guardate su sky TG24…
c’è l’onorevole Barbareschi, Dario Fo e Sgarbi…
è bellissimo vedere come un uomo immagine come Barbareschi sia annullato a livello di intelligenza da Fo…
fantastico…se sapevo prima lo registravo…
ilPoli
30 ott 2008 - 14:57 - #8Ah quest’ora ho la brutta abitudine di lavorare.
Luca Landoni
30 ott 2008 - 17:57 - #9la mia impressione iniziale che un eventuale referendum sarebbe una ca*ata pazzesca, per citare un caposaldo della cultura italiana, esce paurosamente rafforzata da quest’intervista.
Possibile che Ceccanti non si sia accorto che si stava dando la zappa sui piedi? Francamente sono sorpreso.
Bravo Fra comunque, bellissima intervista
Murasaki Shikibu
02 nov 2008 - 23:59 - #10Il quorum è un problema che si presenterà tra due anni, le firme per questo referendum si raccolgono in fretta perché gli insegnanti hanno letto la legge Gelmini (al contrario di voi, o non stareste a parlare di grembiulino, che non viene mai citato) e sanno che fermare il ritorno del maestro unico è importante.
E già che siamo in argomento: il maestro unico tornerebbe, solo per le prime elementari, nel settembre 2009 o addirittura nel 2010 per poi estendersi alle altre classi. Il referendum potrebbe fermarlo addirittura prima della sua entrata.
Last but not least: il referendum ha un suo costo e il maestro unico è un risparmio modesto: prima di fare le votazioni il governo (persino un governo di pazzi incautamente lasciati in libertà come questo) ritoccherebbe la legge.