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Oggi proviamo a fare una cosa diversa, analizzando punto per punto la posizione sulla Riforma Gelmini-Legge 133 (ma meglio sarebbe dire sui tagli di Tremonti) di un insider di lusso come il Magnifico Rettore del Politecnico di Milano, Giulio Ballio. Ringraziamo per questo l’utente Proust che ci ha girato la lettera inviata dal Rettore a tutti gli studenti dell’ateneo. Vi anticipo che a breve contatteremo direttamente il dott. Ballio per avere una sua intervista diretta sull’argomento.
Sulla stampa, in molti striscioni, nelle manifestazioni si richiamano due realtà completamente diverse: la proposta del Ministro Gelmini sulla Scuola elementare e la legge 133/08 relativa al contenimento della spesa pubblica, il cui testo ricalca le proposte del Ministro Tremonti. Vi intratterrò soltanto sulla seconda che riguarda anche le Università […] Le riduzioni previste sono indistinte e colpiscono indiscriminatamente, senza considerare le differenze di funzioni, compiti e risultati delle varie tipologie di amministrazioni.
Per quanto è relativo alle Università statali come la nostra, le due conseguenze più rilevanti di questa legge approvata prima dell’Agosto 2008 sono le seguenti:
* una riduzione del finanziamento statale al sistema universitario (FFO = Fondo di Finanziamento Ordinario) a partire dal bilancio 2010 (quindi dal 1 gennaio 2010);
* la drastica riduzione del turn over (ogni 10 persone che vanno in pensione, ne possono entrare soltanto 2 fino al 2012 e poi 5 dal 2013)
* la possibilità di trasformare le università in Fondazioni di diritto privato.
Fin qui il preambolo, che distingue chiaramente tra Riforma Gelmini e tagli alle università, un po’ come noi abbiamo cercato di dimostrare in queste settimane. I punti individuati sono 3, vediamoli uno ad uno.
Ogni anno la Finanziaria stabilisce l’ammontare del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), cioè i soldi che vanno al Sistema Universitario statale. Questa somma è a disposizione del Ministero che la ridistribuisce fra i differenti Atenei. La somma è cresciuta dal 1995 al 2005 ed è praticamente stazionaria da tre anni. Vale oggi circa 7 Miliardi di euro. La legge prevede una riduzione di circa il 20% in tre anni di tale somma senza considerare che, nel nostro Paese, il finanziamento alle Università è fra i più bassi di Europa. (Basta guardare i dati dell’OCSE).Bisogna combattere affinché tale riduzione non avvenga. Vi sono Atenei che hanno utilizzato bene la loro autonomia ed altri meno bene.
Vi sono Atenei che hanno investito per migliorare i servizi agli studenti e le infrastrutture di ricerca, altri hanno soltanto assunto persone, talvolta calpestando il merito di altre.
Qui si entra nel vivo della questione, cioè lo smarcamento degli atenei virtuosi dagli scialacquatori. E’ un dato importante, questo, che viene rimarcato anche successivamente con espresso richiamo alla legge che vieta di impiegare più del 90% delle risorse a propria disposizione per pagare gli stipendi. Legge che molte università hanno ignorato pur di assumere gli amici degli amici.
Gli effetti del taglio di finanziamento possono essere ricondotti a due tipologie differenti.
La prima riguarda quegli Atenei che hanno esagerato nelle assunzioni di personale ed oggi hanno un costo del personale che praticamente mangia tutta la loro dotazione statale. Questi Atenei, se la legge venisse mantenuta inalterata, sono destinati, chi subito, chi fra due - tre anni a fallire perchè non saranno più in grado di pagare i loro dipendenti.
La seconda riguarda quegli Atenei, come il nostro, che, pur avendo aumentato negli anni il loro personale docente, tecnico e amministrativo, sono stati attenti a non caricarsi da impegni di spesa troppo onerosi (il Politecnico di Milano ha spese fisse di personale pari al 67% di FFO a fronte di una media nazionale dell’86%) ed hanno utilizzato la differenza per investimenti in attrezzature, infrastrutture, creazione e miglioramenti dei servizi offerti.
Attenzione a questo punto che è molto importante e verrà sviluppato successivamente.
Di fronte a un taglio di finanziamento statale, questi Atenei non sono condannati al fallimento, ma dovranno ridurre spese e servizi. Chi, come noi, ha già fatto ogni tipo di razionalizzazione e di economia, dovrà cercare, in tutti i modi possibili, di mantenere la qualità di tutti quei servizi che vi fanno apprezzare il nostro Ateneo.
Io confido che, a meno di cataclismi economici, il Governo dovrà rivedere le sue decisioni, almeno nei riguardi di quegli Atenei che hanno dimostrato di saper bene gestire le risorse loro assegnate.
Ecco il punto. Su questo il Rettore ha ragione da vendere. Chi ha ben amministrato deve essere premiato. Sono gli istituti “allegri” che vanno puniti. Torneremo su questo nelle conclusioni, dopo aver analizzato la questione del turn-over.
La riduzione imposta dalla legge per il turn over nasce forse da un ragionamento meramente economico, ma non considera le conseguenze che sono devastanti per tutti.
Il ragionamento è il seguente: riduciamo le persone, così riduciamo il costo degli stipendi e quindi compensiamo con tale riduzione il minor finanziamento. […] E’ un ragionamento che combatto da 5 anni e che non è facile da contestare perché l’opinione pubblica è sempre più attenta agli aspetti negativi che le vengono presentati che a quelli positivi. La legge è devastante perché colpisce tutti indiscriminatamente e ingiustamente. Chi ha limitato il numero di assunzioni, chi ha fatto una programmazione attenta dei ricambi generazionali viene colpito irrimediabilmente.
In definitiva si deve combattere per modificare la decisione legislativa perché è profondamente ingiusta, perché taglia le gambe al ricambio generazionale, perché colpisce le aspettative dei giovani, perché va esattamente nel senso contrario al riconoscimento del merito, perché indebolisce in modo irreversibile l’università che, senza l’immissione di giovani, diventerà vecchia e obsoleta nel giro di pochi anni.
Dopo aver ribadito il concetto già espresso al punto uno, cioè che non è giusto che tutti paghino allo stesso modo, il Rettore appare molto meno convincente sulla questione del turn-over. Si fa un certo sfoggio di retorica sul ricambio generazionale e sui “giovani” mentre sarebbe meglio dire che ciò che preoccupa è la riduzione di personale per chi già sia stato attento a limitarlo. Sono i numeri dei dipendenti il punto, non certo l’innalzamento dell’età media di 2-3 anni, che non fa gran differenza. Anche qui da parte del governo sarebbe stato meglio colpire gli spreconi invece che generalizzare, comunque. Ma veniamo alle fondazioni private.
E’ stato detto in molti interventi che l’articolo di legge che consente alle università statali di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato e non dice come e con la partecipazione di chi, che è talmente vago da essere non attuabile, che, con esso, si annuncia un cambiamento di strategia da parte del Governo nei riguardi del sistema della formazione e della ricerca italiano.
Quale privato può investire a fondo perduto?
Non vi sono altre alternative: in tutto il mondo le Università funzionano perché ricevono il loro prevalente fabbisogno finanziario o dalla Collettività Sociale o dalla contribuzione diretta degli Allievi.
E anche qui non possiamo che essere d’accordo. Abbiamo detto fin dal principio che la norma sull’ingresso delle fondazioni private era una bufala, e non solo nessun Senato accademico la voterebbe (serve la maggioranza) ma proprio nessun privato potrebbe entrarvi. Qui non stiamo parlando dell’Eni o di Luxottica, ma di enti in sostanziale perdita. Ma vediamo infine cosa si propone di fare.
Quello che bisogna fare subito, tutti insieme, riguarda soprattutto la politica interna degli Atenei. E’ quanto mai necessario che ogni Ateneo risponda, il più rapidamente possibile, alle critiche che vengono mosse in modo generalizzato, o per dimostrare di esserne esente o per modificare i propri comportamenti.
Altro smarcamento, cui segue un’analisi delle critiche spesso assai giustificate che si muovono alle università. Come fare per uscirne?
Bisogna combattere per convincere tutti gli Atenei ad attivarsi in queste direzioni. Bisogna combattere perché alcuni imbocchino questa strada fin da subito, nella speranza di essere di esempio per gli altri. Bisogna mettersi in discussione di fronte al Paese all’insegna della trasparenza e dell’obiettività. Bisogna essere disponibili a confrontarsi con esperti del Ministero dell’Economia e delle Finanze sui propri bilanci e sui criteri di gestione adottati, superando ogni forma di autoreferenzialità.
E chiusura finale:
Se dovessero arrivare dal Governo segnali precisi di non disponibilità alla discussione sulla base delle linee che Vi ho indicato, allora sarà chiara la sua volontà di penalizzare anche gli Atenei più aperti al cambiamento ed i loro Rettori saranno costretti ad assumere tutte le iniziative necessarie per evitare la catastrofe dell’intero sistema universitario pubblico del Paese.
E qui veniamo anche alle nostre conclusioni, ma soprattutto ad aprire un dibattito serio e non da “tifosi” che coinvolga anche tutti voi lettori. La lettera del Rettore è ampiamente condivisibile per vari aspetti, in particolar modo quello del merito. Non è giusto che i virtuosi paghino per tutti e vanno fatti dei distinguo precisi. Per le stesse ragioni tuttavia è giusto che chi ha distrutto l’economia del proprio ateneo perché “tanto paga Pantalone”, la paghi cara. Sono questi i cosiddetti baroni dell’università, di cui tanto si parla.
Questo deve essere il senso del turn-over e della riduzione del FFO, che di per sé possono anche essere validi strumenti di riassesto delle finanze pubbliche. In un’ipotesi virtuosa, infatti, un ateneo che abbia un surplus di personale con la Legge 133 può rimettersi in carreggiata e risparmiare molto più dei tagli che subisce. Certo dovrà rinunciare ad assumere il cugino del tale professore che è andato in pensione, ma siamo certi che sopravviverà. Invece lasciamo fuori dai tagli chi ha operato bene. Con quali criteri? Semplice, applicando la legge e premiando chi si sia mantenuto sotto il 90% del rapporto stipendi/finanziamento. I trasgressori invece siano bastonati.
A voi la parola.
Proust
31 ott 2008 - 12:00 - #1l’articolo migliore che hai scritto! :-D
scherzo, grazie per lo spazio e le analisi che hai dedicato alla lettere del Rettore.
Stef500f
31 ott 2008 - 12:54 - #2Già non è giusto che tutti paghino questo taglio di fondi.ma non è di certo togliendo soldi a tutti che si viene a capo del problema spreco.
Johnny stecchino
31 ott 2008 - 13:02 - #3BOICOTTATE I CANALI MEDIASET finchè il decreto Gelmini non verrà ritirato
Tim Buckley
31 ott 2008 - 13:06 - #4complimenti per il post che fa molta chiarezza!
pippi
31 ott 2008 - 13:15 - #5i tagli servono a coprire altre “spesucce” del Governo ( vedi totale abolizione ICI anche a coloro che certo non hanno problemi su come sbarcare il lunario) ;iniziativa che dimostra chiaramente che il governo non utilizza bene gli introiti che pervengono nelle Casse dello Stato ( vedi tasse a poveri dipendenti dissanguati) solo per un giochino condotto in campagna elettorale per guadagnare più voti.
La privatizzazione sarà a mio avviso un colossale insuccesso e la fine definitiva dell’istruzione e della ricerca in questo paese, perchè in Italia Privatizzare significa solo avere più utili e più dividendi agli azionisti con ovviamente minori costi.
Abbiamo già visto in Italia, la fine che hanno fatto e che stanno facendo aziende che prima erano a partecipazione statale e che una volta totalmente privatizzate, non hanno più fatto investimenti e sono state spolpate fino all’osso.
E’ una bella politica, non c’è che dire!.
lord_randal
31 ott 2008 - 13:41 - #6mi rispecchio nelle idee del rettore, magari fossero stati tutti come il politecnico, ma invece… e come al solito pagheranno le persone serie a causa degli imbroglioni!
classico italiano, continuo pero’ a sperare che, con la riforma che in questi giorni dovrebbe nascere si vada in quella direzione.. anche se non so, dubito che si potranno far fallire le tante università in quelle orride condizioni..
lord_randal
31 ott 2008 - 13:42 - #7ps: complimenti LL, bella idea partire dalla lettera per questa analisi
Liberty Valance
31 ott 2008 - 13:43 - #8#3
non scrivere sciocchezze,tu e i tuoi compagni poi cosa guardate, che “amici” va su italia1?
rhythm_bandit
31 ott 2008 - 14:26 - #9liberty, mi cadi sulla defilippi… amici va in onda su canale 5 :D
massigrassi
31 ott 2008 - 14:36 - #10Bell’articolo ed ottime iniziative per spiegare le varie visioni ed interpretazioni di questi benedetti decreti sulla scuola.
Ho un dubbio, nel decreto si parla di tagli alle spese è vero, ma non mi pare che sia mai indicato che saranno applicate a tutte le università in modo indiscriminato. O meglio mi pare che non ci sia nessuna specifica su come verranno operativamente applicati i tagli.
E se il governo pensasse di applicare i tagli proprio come il Rettore suggerisce ?
In ogni caso mi pare che anche il Rettore puntualizzi come ci siano università che hanno speso in modo irresponsabile in questi anni. E’ sacrosanto chiedere ora che non possano in futuro più comportarsi in questo modo.
ilPoli
31 ott 2008 - 14:47 - #11Fino ad ora quello che ha scritto il Rettore del Politecnico mi pare la disamina più intelligente e puntualizzata che sia stata fatta. Scevra da qualsiasi demagogia, precisa ed attenta e anche, perchè no, a favore del decreto, sempre a patto che i debiti criteri di assegnazioni dei fondi siano basati sulla meritocrazia.
ice
31 ott 2008 - 15:46 - #12credo sia esemplare notare che quanto piu i post che criticano atti del governo sono chiari, oggettivi e privi di posizioni di parte..
tanto piu sono insulsi, OT e ridicoli i commenti di chi difende l’operato del governo
tanto piu la discussione è seria tanto piu Ewan e SAC tendono a ridicolizzare l’argomento e i propri interlocutori
garcetto
31 ott 2008 - 16:05 - #13@ice
e di che ti stupisci, caro amico? e’ la stessa tecnica retorica da politicante imbonitore di piazza che viene usata dal loro padrone…”non in re sed ad personam”, ovvero disogliere il dibattito serio e fattuale (che evidentemente smaschererebbe la pochezza e demagogia dei loro programmetti per rilanciare l’itaGlia) con i tipici giochetti da spin politico come framing,pastoni,panini e altro…vedi fare servizi che intervistano ragazzini di 10 anni o due cre.tini che si picchiano in piazza…
Ddan
31 ott 2008 - 16:10 - #14Post interessantissimo, ma davvero non capisco questa parte:
Ma veniamo alle fondazioni private.
E’ stato detto in molti interventi che l’articolo di legge che consente alle università statali di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato e non dice come e con la partecipazione di chi, che è talmente vago da essere non attuabile, che, con esso, si annuncia un cambiamento di strategia da parte del Governo nei riguardi del sistema della formazione e della ricerca italiano.
Quale privato può investire a fondo perduto?
Non vi sono altre alternative: in tutto il mondo le Università funzionano perché ricevono il loro prevalente fabbisogno finanziario o dalla Collettività Sociale o dalla contribuzione diretta degli Allievi.
E anche qui non possiamo che essere d’accordo. Abbiamo detto fin dal principio che la norma sull’ingresso delle fondazioni private era una bufala, e non solo nessun Senato accademico la voterebbe (serve la maggioranza) ma proprio nessun privato potrebbe entrarvi. Qui non stiamo parlando dell’Eni o di Luxottica, ma di enti in sostanziale perdita. Ma vediamo infine cosa si propone di fare.
innanzitutto, la parte scritta dal rettore mi sembra incomprensibile, scritta in un incomprensibile italiano.. ma sicuramente sono solo io che non capisco: per come è scritto nella legge è inattuabile il processo di conversione delle università in fondazioni private?
Cosa centrano Luxottico ed Eni nel discorso? E perchè si parla di “enti in sostanziale perdita”?
Sono uno studente universitario e vorrei capire quello che sta accadendo. Qui ognuno dice una cosa diversa. c’è chi dice che con la conversione in fondazioni le tasse aumenteranno a dismisura e chi dice che invece rimarranno i tetti già fissati. Vi prego fatemi capire!
Luca Landoni
31 ott 2008 - 16:17 - #15innanzitutto rispondo a Ddan: nel post le parti in bquote (in chiaro e con rientro) sono del rettore, le altri sono mie. quindi eni e luxottica le ho inserite io per chiarire l’argomento, il rettore non c’entra nulla.
la privatizzazione non avverrà quindi non starei a preoccuparmi delle tasse. le uni private ci sono già e le pubbliche non svaniranno mai.
tornando invece sull’argomento pro-governativi e non, io non mi nascondo. sapete tutti che di sicuro non simpatizzo con l’opposizione e spesso ho parlato a favore dei provvediemnti governativi come nel caso della riforma gelmini.
in questo caso i tagli sono oggettivi e dobbiamo capirne i motivi. sbraitare e basta non serve a nulla. così come serve a poco dire che il governo fa tutto benissimo e ciao.
cerchiamo di essere problematici che alla fine non ci viene in tasca nulla se vince la sinistra o la destra, al di là delle idee personali, invece formare un movimento di opinione che sa le cose e non parla per slogan può servire parecchio
crock
31 ott 2008 - 16:34 - #16ma il problema è che non esistono argomenti seri per difendere l operato del governo..
Nel DDL 1741 (riordino legislazione in materia delle crisi aziendali) hanno nuovamente infilato l emendamento salva manager !!!
Vi è una chiara e palese volontà del governo di salvare i grandi truffatori che hanno rovinato migliaia di famiglie..tanzi , cragnotti ecc. gente che in USA farebbero 20 anni di carcere in italia c’è un governo che vuole garantirgli la totale impunità
SI DEVE ASSOLUTAMENTE PARLARE DI QUESTO !!!!
garcetto
31 ott 2008 - 16:38 - #17@crock
questa mi e’ sfuggita! hai un link per favore?!
Tokugawa
31 ott 2008 - 16:45 - #18Tutto sommato è completamente nefasta la tendenza che si ha in questo paese di colpire la moltitudine per punirne pochi,ne abbiamo esempi un po dappertutto.Per chi ancora una volta si ostina a non capire e a metterla sulla politica posso ricordare che alla stessa maniera il governo di sinistra colpì l’evasione fiscale rifacendosi non sugli evasori veri ma su una moltitudine di liberi professionisti,introducendo perfino gli studi di settore e quindi un guadagno presunto alla fine dell’anno fiscale.Come potete vedere è un’andazzo tipico dei politicanti italiani al di la della loro bandiera politica,per via del fatto che è meno dispendioso in termini di risorse e piu redditizio in termini di guadagni,gli economisti li inventarono per questo.
ilPoli
31 ott 2008 - 17:22 - #19Cliccando su un link della famigerate “pubblicità” di Polisblog sono finito qua:
http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_6208.asp
Qualcuno ne sa qualcosa? Avete letto qualche anticipazione a riguardo… se così non fosse credo che si sia sollevato un polverone pauroso e ora viene fuori che stava arrivando un decreto sull’applicazione della finanziaria del quale nessuno era a conoscenza.
sensualità a corte
31 ott 2008 - 17:26 - #20Come mai sono stato chiamato in causa?
io sono innocente
ahahah
ilPoli
31 ott 2008 - 17:27 - #21Giusto per la cronaca sul nuovo DDL della Gelmini che detta le linee guida sull’applicazione della 133:
Ecco, in dettaglio i 6 punti del ddl pubblicati da “La Stampa”. Il primo punto del piano per l’Universita’ che sarebbe contenuto nel nuovo ddl, che la Gelmini dovrebbe presentare tra una settimana, riguarda il blocco automatico dei concorsi in atto. “Si tratta -scrive ‘La Stampa’- di 7mila posti, di cui 4 mila per ordinari e associati e 3mila in due tranche per ricercatori che verrebbero cosi’ assunti a vita. Se il concorso passase verrebbe ingolfato per anni il sistema di reclutamento e i giovani di talento potrebbero dire addio alle loro aspirazioni”. “Tuttavia -prosegue il giornale- bloccare questo concorso significa inimicarsi tutta la baronia che aveva gia’ deciso chi e come sistemare. Al provvedimento dovrebbe seguire poi una nuova normativa sui concorsi. Verrebbe, infine, bloccata l’ereditarieta’ delle cattedre: chi e’ parente di un professore non potra’ concorrere a nessuna cattedra nella medesima universita’. Ma se e’ un genio? Vincera’ la cattedra in un altro ateneo”. Il secondo punto del ddl segnerebbe un addio alle sedi periferiche e il riordino anche dei corsi inutili. “Non saranno chiuse -continua il giornale- tutte le sedi distaccate, ma la ‘rete’ sara’ rivista. Un analogo criterio di revisione sara’ applicato alla pletora dei corsi di laurea che oggi sono 5.500, il doppio di quanti ce n’erano 6 anni fa e di quanti ce ne sono in media in Europa. Peraltro 37 di questi corsi hanno un solo iscritto e 327 facolta’ ne hanno meno di 15″. “Il terzo punto sarebbe quello relativo alla gestione finanziaria degli atenei. “Un articolo del ddl -scrive il quotidiano- riguardera’ la gestione finanziaria responsabile. Il ministro gelmini ha parlato di bilanci dissestati in molti atenei, e per cinque di loro di una situazione prossima alla bancarotta. Le universita’ non potranno in nessun caso spendere per il personale piu’ del 90% delle proprie risorse. ‘Negli ultimi concorsi -ha denunciato la Gelmini- nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero posti disponibili, facendo aumentare i di 300 milioni di euro’”. Al quarto punto si affronterebbe il tema dell’ingresso dei privati nella gestione delle Universita’. “Il nuovo ddl -riferisce il qurtodiano- non imporra’ a nessun ateneo di diventare fondazione, ma dara’ una serie di agevolazioni fiscali e normative a chi scegliera’ questa formula”. Al quinto punto si tratterebbe dei criteri di valutazione degli atenei. “Poiche’ la valutazione e’ alla base di ogni criterio di efficienza, il ddl dovrebbe indicare un nuovo sistema e forse un nuovo soggetto)”. Il sesto punto affrontato da “La Stampa” riguarda, infine, il confronto con le opposizioni. “Sulla carta -scrive- un confronto di merito con le opposizioni potrebbe avvenire in maniera piu’ fruttuosa di quanto non sia avvenuto per la scuola. Il documento del Pd intitolato ‘Il futuro dell’universita’, dieci proposte del governo ombra’, tocca molti dei temi che sarebbero contenuti nel ddl Gelmini”. Ma, conclude il giornale, “la contesa di fondo sta nel fatto che il Pd ritiene che ci sia un nesso molto stretto tra investimenti e qualita’ dell’istruzione, e che quindi i tagli comportano quasi inevitabilmente la dequalificazione”.
winkiller
31 ott 2008 - 17:36 - #22Bravo Landoni, ottimo post.
Mi permetto però di dissentire sull’irrilevanza dell’aumento dell’età media nel personale universitario.Se negli anni passati si è assunto con un ritmo 5 volte superiore, è matematicamente certo che, in assenza di un ingresso altrettanto voluminoso di docenti “freschi”, ci si troverà nel giro di 4-5 anni ad avere per la maggioranza “anziani”.
Questo benchè non sia necessariamente un fattore negativo sugli studenti, perchè non è affatto detto che un professore “giovane” sia meglio di uno “anziano” è sicuramente una mannaia sulle speranze di occupazione per tutti quei ragazzi che attualmente stanno frequentando corsi nella prospettiva di diventare ricercatori universitari o docenti. In uno scenario come quello odierno in cui per i neo-laureati è già problematico inserirsi ad un livello adeguato alla loro preparazione nel mondo del lavoro, credo che questo sia socialmente deprecabile e che spingerà moltissimi giovani a dover cercare alternative di profilo più basso, o addirittura, in casi più estremi, ad abbandonare l’attuale percorso di laurea, ormai non più utile per l’accesso all’impiego desiderato.
darling3
31 ott 2008 - 18:44 - #23una frase del professor perotti autore del famoso libro sugli sprechi delle università:
“i tagli tremontiani di per sè sono neutrali. E’ vero che finora sono stati indiscriminati, ma questo è uno dei pochi casi in cui mi trovo a difendere il governo. Se non c’è stato spazio per un dibattito su questo è soprattutto per il totale rifiuto da parte della Crui, che ha eretto un muro ogni volta che si è trattato di parlare del tema”.
la citazione la rigiro allo stesso rettore del polimi;
p.s. naturalmente siete a conoscenza chepolitecnico di milano ha costituito nel 2002 una fondazione privata con società private per aumentare i suoi finanziamenti per cui la sua virtuosità si deve anche a questo.
Johnny stecchino
31 ott 2008 - 18:56 - #24BOICOTTARE I CANALI MEDIASET finchè il decreto Gelmini non verrà ritirato !!
Johnny stecchino
31 ott 2008 - 18:57 - #25IO NON HO NEANCHE LA TELEVISIONE IN CASA QUINDI NON GUARDO PROPRIO NIENTE E LO STESSO I MIEI FIGLI.
BOICOTTARE I CANALI MEDIASET finchè il decreto Gelmini non verrà ritirato !!
darling3
31 ott 2008 - 19:27 - #26boicottare.. forse qualcuno di voi si ricorda che nel 93 ci fu il movimento bo.bi: boicottiamo il biscione.
passano gli anni ma le idee restano sempre le stesse.
pazienza.
il bo.bi non ebbe molto successo visto che vinse le elezioni!
Luca Landoni
31 ott 2008 - 19:30 - #27ricordiamoci sempre che rimettere in sesto le finanze è un imperativo, e qualcuno ci deve ben andare di mezzo. dovendo tutelare gli assunti saranno per forza i giovani. vuol dire che si cercheranno un lavoro altrove come ha fatto il 90% di noi
darling3
31 ott 2008 - 19:40 - #28vorrei che non sfuggisse una delle cose scritte dal rettore:
cioè che fra 2/3 anni, a leggi invariate, molti atenei già saranno al collasso.
e qui mi rivolgo agli studenti: capite da questo che i rettori e i professori che oggi vi appoggiano lo stanno facendo perchè così potranno dare colpa all’attuale governo del disastro che loro stessi hanno determinato con la loro gestione; non sono i tagli di tremonti a far saltare le università!
ilPoli
31 ott 2008 - 19:46 - #29Johnny anche se si boicottassero i canli Mediaset non cambierebbe nulla perchè nessuno da soldi a loro, al massimo alla RAI.
@ darling: fa comodo vedere ciò che serve per supportare le proprie tesi, ma quella frase era ben chiara per tutti… forse…
darling3
31 ott 2008 - 20:01 - #30intanto un altro dato:
Dai primi anni Novanta ad oggi, gli studenti universitari sono aumentati - in valore assoluto - del 7%; mentre il numero dei professori è aumentato del 25%.
scioperate contro le università che sono loro a mal gestire non contro il governo!
le università rivendicano la loro autonomia ma quando si tratta di assumersi le responsabilità scaricano tutto sul governo.
Johnny stecchino
31 ott 2008 - 20:14 - #31BOICOTTARE I CANALI MEDIASET finchè il decreto Gelmini non verrà ritirato !!
ilPoli
31 ott 2008 - 20:18 - #32Io non lo boicotto e tu hai rotto ampiamente le palle.
rhythm_bandit
01 nov 2008 - 01:34 - #33“tanto piu la discussione è seria tanto piu Ewan e SAC tendono a ridicolizzare l’argomento e i propri interlocutori”
ice, vai a c@gare
se ti sei offeso perché ti ho dato dell’imbecille (a ragione, ovviamente) in un altro post, rispondimi lì, non far sì che io debba inseguire il rumore dei tuoi piagnistei da un post all’altro
grazie
ilPoli
01 nov 2008 - 10:02 - #34Ieri sera parlavo con il mio amico che lavora al Politecnico… dice che loro di soldi ne fanno a palate, tanto poco vero che il dipartimento di meccanica viene finanziata solo per il 10% con parte dell’FFO.
Vercingetorige
01 nov 2008 - 10:17 - #35Bell’articolo, complimenti. Un interessante lettura.
gianni1949
01 nov 2008 - 11:42 - #36Veramente rimango sempre più allibito dalla mancanza di serietà della Sinistra tutta. i casi sono due, o non hanno memoria, o vogliono solo impedire di lavorare a chi ancora oggi lo fa con impegno. La sinistra critica il ministro Gelmini e l’On.Berlusconi per la riforma sulla scuola( e dei tagli? )
ma nessuno veramente si ricorda o va a controllare i veri danni che il precedente governo Prodi ha combinato, senza peraltro pagare gli sbagli?, Mi sembra di ricordare una..certa..riforma Fioroni, con tagli spaventosi alla scuola previsti fino al 2009. Invece di contribuire al risanamento della nostra cara Italia, Veltroni, Di Pietro e compagnia bella, fanno dimostrazioni in piazza per cosa? Che utilizzassero le proprie energie per qualcosa di serio e più necessario in questi periodi difficili ,che come al solito il PDL deve lavorare anche per rimediare agli (sbagli) ed ai danni che la sinistra in soli due anni ha fatto. Ma possibile che nessuno dei politici di sinistra sia capace di fare un esame di coscenza, e nel caso la coscienza parlo di lealtà? Dicono che vogliono aiutare i lavoratori, le classi più abbienti ed i pensionati, ma dai risultati mi sembra esattamente il contrario. Quello che mi fa male è che sperperano denaro pubblico e, quando sbagliano LORO NIN PAGANO MAI, MA TOCCA SEMPRE A NOI. Invece di criticare, solo per fare i bastian contrari,. cercate di lavorare e guadagnarvi i soldi che noi tutti contribuenti Vi elargiamo obbligatoriamente. Il Ministro Gelmini secondo me ha meritoriamente studiato un piano di risanamento molto buono, da quel che ho letto, ed il Presidente Silvio Berlusconi, sta mantenebdo i suoi impegni con gli Italiani tutti, NONOSTANTE i bastoni fra le ruote che lsa sinistra puntuamente inserisce, solo per un fatto politico ed avversivo nei confronti del Presidente Berlusconi. Ma io dico se avete contro l’On. Berlusconi qualcosa, perchè non lo risolvete personalmente, anzichè mettere in mezzo la nostra e cara Italia sempre?
Gianni (pensionato)
ilnandro
04 nov 2008 - 14:16 - #37perfettamente d’accordo con landoni. il problema che c’è sempre stato è che troppa gente ha usurpato posti senza che se lo meritasse e soprattutto senza guadagnarsi gli stipendi che riceveva!! se ora siamo arrivati a questa situazione non c’è da stupirsi e sarebbe anche ora che tutti coloro che occupano questi posti vengano mandati a casa. troppe persone campano sulle spalle di chi invece si impegna…ed in quanto studente di un ateneo posso confermare che c’è un surplus di personale veramente eccessivo, composto di persone ai limiti del surreale, incompetenti e soprattutto NULLAFACENTI. ovviamente ci sono anche le eccezioni, ma sono la minoranza.
gdgdgdgd
14 feb 2009 - 14:00 - #38penso ke la gelmini abbia fatto una CAZZATA!!!!!!è una stronza bucchina e tuttooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!
gdgdgdgd
14 feb 2009 - 14:00 - #39weeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
cmm si brutt gelmini
gdgdgdgd
14 feb 2009 - 14:01 - #40GELMINI FAI SCHIFOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
arciboldo_bobò
08 apr 2009 - 13:51 - #41sono un uomo, femmminato al 100%. sto cercando un compano che sia bello, simpatico, solare, possibilmente ricco. la mia mail è arci_boldo-bobò@hotmail.it. contattatemi presto. baci baci baci!
germana motta
08 apr 2009 - 13:56 - #42sono una donna dal cuore spezzato, il mio ex marito si chiama arciboldo boboldo, se lo vedete dategli un calcio nel culo x favore!!!
germana motta
08 apr 2009 - 13:58 - #43sn una donna dal cuore spezzato, il mio ex marito si chiama arciboldo boboldo e se lo vedete dategli un bel calcio in culo per favore!
germana motta
08 apr 2009 - 14:01 - #44sono acora io, germana. avete già dato sto benetto calcio in culo al mio ex marito!!?? aspetto risposte. nel frattempo vi dico ke sto cercando un compagno, contattatemi a: germanotta_motta@libero.it.
saluti by germanotta