Di fronte all’esplosione della contestazione di studenti e insegnanti, il Governo e l’opposizione hanno imboccato la strada sbagliata.
Berlusconi e Maroni minimizzano la portata della protesta di massa e contemporaneamente minacciano. Veltroni e Di Pietro tentano in tutti i modi di mettere il cappello sul movimento che da giorni tiene in scacco la scuola e agita le piazze d’Italia. Non c’è realismo politico.
Al di là dei (pochi) meriti e dei (molti) demeriti della legge Gelmini (di fatto si vuole colpire la scuola pubblica), nessuno, né il governo né l’opposizione, cerca di capire le ragioni degli studenti (e degli insegnanti), capire chi sono e cosa vogliono davvero i “manifestanti”.
Se si esclude la solita teppaglia fascista, tutto il resto è nuovo. Nel senso che questi giovani sono figli di “nessuno”: non hanno politicamente né padri e né padrini.
“Sono persone – dice l’ex leader della Cisl e promoter della Costituente di centro Savino Pezzotta – unite da un sentimento prepolitico. Quello che c’è oggi in piazza noi non l’abbiamo mai conosciuto. E’ profondamente sbagliato proiettare su questo movimento le vecchie categorie interpretative”.
Se quindi è vero che i giovani di oggi non hanno nulla a che vedere con quelli di 40 anni fa marcati da una ideologia rivoluzionaria, e che sono pragmatici, interessati “solo” al loro futuro, le risposte del governo e quelle dell’opposizione sono inutili e dannose.
Berlusconi rischia di regalare a Veltroni una generazione e quest’ultimo (incagliatosi sul referendum) rischia di non sapere che farsene.
Purtroppo questi giovani si trovano fra due “fuochi”: o accettare la nuova “riforma” della Gelmini, o difendere lo status quo, cioè la scuola di oggi, che fa acqua da tutte le parti.
Ma non si può scaricare sui ragazzi le colpe della politica, di tutta la politica e di tutti i governi (non solo questo di Berlusconi) che hanno utilizzato e sfruttato la scuola per fini extra.
Di fronte a questa contestazione Berlusconi e Veltroni si muovono come pachidermi in una cristalleria. Per entrambi (ma anche per Beppe Grillo contestato a Bologna) è l’ennesima occasione mancata.
Se la politica e il Palazzo continueranno a non ascoltare e a strumentalizzare, il disagio di oggi amplierà ancor di più il distacco fra paese reale e potere. Con danni pesantissimi per il futuro dell’Italia e per la sua democrazia.
ople
31 ott 2008 - 13:07 - #1la classe politica non ha proprio idea di dove si trovi e chi sia la gente
dalle cose più banali (ricordate quattroruote che chiedeva i prezzi della benzina ai parlamentari? nessuno lo sapeva) a cose più importanti tipo esigenze, problemi ecc… tutti a raccontare slogan preparati ma più si sale di piano, meno hanno idea di cosa vogliano dire evidentemente
Pierpyx polisblog
31 ott 2008 - 13:30 - #2@1
quoto
è tutta gente che ha perso il contatto con la realtà di noi gente comune.. questa è colpa dei privilegi che loro stessi si son procurati e che si moltiplicano di legislatura in legislatura..
secondo me la retribuzione dovrebbe essere così composta:
il popolo italiano chiede una rappresentanza, il popolo italiano è quindi il datore di lavoro dei parlamentari, il datore di lavoro decide la retribuzione che spetta loro.. solo così si può tornare a un minimo di normalità.
Daniele74
31 ott 2008 - 13:47 - #3bene faccio questa proposta .. vista la situazione economica
tagli agli stipendi dei politici del 50% in 2 anni (25+25)
tagli alle pensioni dei politici del 50% in 2 anni (25+25)
contratto a progetto se non si raggiunge il progetto fuori non sei affidabile
fuori dal parlamento tutti quelli condannati (qui ci vorrebbe un tecnico)
fuori dal parlamento chi è indagato se .. solo se innocente può ripresentarsi
fuori chi ha evidenti conflitti di interessi .. quindi non solo Berlusconi ..
Johnny stecchino
31 ott 2008 - 14:04 - #4BOICOTTATE I CANALI MEDIASET finchè il decreto Gelmini non verrà ritirato
Tetsuro-2
31 ott 2008 - 14:14 - #5Ma perche’ bisogna sempre straparlare…? La scuola come e’ oggi e’ ottima e ben vista pure dai giapponesi. Ogni volta che si tocca la scuola si fa sempre qualche guaio pesante.
La scuola abbisogna solo di alcuni aggiustamenti… usando un termine informatico ‘bug fixes’. Non ci vuole nessuna megariforma.. ed i tagli sono la cosa peggiore. Piu’ soldi alla scuola, non meno!
unno
31 ott 2008 - 14:38 - #6Ho tolto rete 4 dalla tv da mesi
Fuori i condannati ha senso
Fuori gli indagati è pura follia
LoRè
31 ott 2008 - 16:48 - #7Io credo che come per la molti altri casi di mala-amministrazione pubblica nella scuola manca chi prende decisioni e soprattutto chi si prende la responsabilità delle decisioni prese, credo che ci sia ancora la possibilità concreta di rilanciare la scuola per quello che è o comunque essere, il centro nevralgico di una nazione. Il benessere deriva principalmente dall’innalzamento del livello culturale media credo sia palese, se si guarda ai paesi industrializzati chi ha un sistema scolastico migliore ha anche uno standard di vita medio migliore. Credo che una possibile soluzione sia quella di creare una stretta collaborazione tra pmi e università, da una parte ci sono “generalmente” imprenditori volenterosi che devono confrontarsi con multinazionali e si devono affidare solo a intuizioni sporadiche per rimanere a galla, dall’altra ci sono ricercatori capaci che devono spesso reinvestire il loro già magro stipendio per poter tirare avanti almeno parzialmente le loro ricerche una loro collaborazione porterebbe benefici a tutto il sistema paese. Questo non vuol dire università private perché la conoscenza deve essere un bene pubblico, non dico che dovrebbe essere alla portata di tutte le persone meritevoli (non di tutti in generale, non tutti siamo capaci di fare filosofia o matematica) detto questo partire dai tagli mi sembra una cosa poco logica anche se è vero che le università in molti casi sono centri di spreco che necessitano di una profonda riforma nella loro amministrazione ( è mai possibile che lo stipendio di un qualsiasi dipendente pubblico sia collegato solo all’età e non al merito? non è ne giusto ne logico secondo me) e credo anche che nella gestione di ricercatori e docenti si possa far meglio, un uomo può anche essere un genio in matematica ma non è detto che sia capace di insegnare a uno studente normale ( che non è stupido…solo normale) come si fa un integrale doppio. Detto questo: mi sa che mi sono un pò perso per la via ma quando parlo di queste cose mi agito >_
cucù
01 nov 2008 - 17:56 - #8unno sei ridicolo ahahahahaha