Muro di Berlino, le celebrazioni per i 25 anni dalla caduta. Merkel: "I sogni possono diventare realtà"

Il Muro di Berlino viene abbattuto: è Il 9 novembre del 1989. Migliaia di persone attraversano la barriera. E il mondo cambia per sempre. Il video in anteprima della testimonianza di Laura Boldrini

19.30 - Il concerto si sta per concludere e il tanto atteso rilascio degli 8 mila palloncini che in queste ore hanno ripercorso il tragitto occupato fino al 1989 dal muro di Berlino sta per iniziare. Uno ad uno si staccheranno dalla base e si alzeranno in volo sopra la città, in uno spettacolo suggestivo che migliaia di berlinesi si stanno godendo in strada.

A seguire uno spettacolo pirotecnico che partirà dalla Porta di Brandeburgo e illuminerà a giorno la città.

13.40 - La cancelliera tedesca Angela Merkel ha ufficialmente inaugurato il nuovo memoriale in Bernauer Strasse e ha colto l’occasione per tenere un breve discorso prima di lasciare i cittadini accorsi per l’evento liberi di rendere omaggio e ammirare il lavoro di rinnovo e ampliamento da poco concluso:

Noi abbiamo la forza di volgere le cose al bene: questo è il messaggio della caduta del Muro di Berlino. La caduta del muro ha dimostrato che i sogni possono diventare realtà e noi vogliamo condividere questo messaggio con i nostri Partner nel mondo. Quello che provo non è solo gioia, ma soprattutto un senso di responsabilità del popolo tedesco.

E, ancora,

La caduta del Muro trasmette un messaggio di fiducia nel fatto che altri muri possono essere demoliti: i muri delle dittature, i muri della violenza, i muri dell'ideologia, e i muri dell'inimicizia. Il monumento sul Muro di Berlino mostra quale grande fortuna e quale regalo sia poter vivere oggi nel nostro continente, uniti pacificamente in un ordine sociale ed economico, che lega libertà a responsabilità.

Non poteva mancare anche un riferimento all’Unione Europea:

Oggi nell’UE 28 stati condividono gli stessi valori: la libertà di espressione, la libertà di stampa, la libertà di fede, la libertà di viaggio. Tutti principi elementari e diritti dell'umanità.

Anche Papa Francesco, durante l’Angelus di oggi, ha speso qualche parola per ricordare quello storico giorno di 25 anni fa.

Al via le celebrazioni

Sono cominciati a Berlino i festeggiamenti per i 25 anni dalla caduta del Muro, da quando venerdì il sindaco della città, Klaus Wowereit, ha acceso gli ottomila palloncini che percorrono 15 chilometri sulle tracce del muro al confine che ha diviso la città per ben 28 anni.

La commemorazione è cominciata al Bundestag e culminerà nella giornata di oggi alla Porta di Brandeburgo, quando il direttore d’orchestra israeliano Daniel Barenboim dirigerà l’Inno alla gioia e tanti artisti si avvicenderanno in un mega concerto durante il quale quegli 8 mila palloncini saranno liberati in volo in uno spettacolo che in tantissimi sono pronti a seguire in strada.

Nel pomeriggio, alle 16, si terrà un evento celebrativo alla Concert Hall a Gendarmenmarkt in presenza dei premi Nobel per la Pace Lech Walesa e Mikhail Gorbaciov. La cancelliera tedesca Angela Merkel, in mattinata, inaugurerà invece il nuovo memoriale del Muro sulla Bernauer Strasse, appena rinnovato e ampliato.

Gli eventi e le commemorazioni riguarderanno anche lo stesso tracciato del muro. In sette aree saranno disponibili visite guidate speciali e filmati storici saranno proiettati in giro per la città, per ricordare quanto è cambiato da quello storico 9 novembre del 1989.

Boldrini: «La storia non ci ha insegnato abbastanza»

Laura Boldrini, Presidente della Camera, ha registrato un video per il venticinquesimo anniversario dell’abbattimento del Muro di Berlino. Ve lo proponiamo in anteprima assoluta su Blogo.

Il video è stato registrato nell’ambito dell’iniziativa individuata “socialmente” dall’hashtag #fallofthewall25, supporto “virtuale”all’installazione Lichtgrenze a Berlino.

Personalità politiche da tutto il mondo – ma l’iniziativa è aperta a tutti – inviano e invieranno i loro contributi video in testimonianza di quello storico evento di 25 anni fa.

Sulla pagina Facebook ufficiale ci sono già i contributi del commissario UE Johannes Hahn, quello di Enda Kenny, Taoiseach dell'Irlanda, uno scritto di Ana Botella, sindaco di Madrid. Ovviamente, sono destinati ad aumentare nei prossimi giorni.

La Presidente della Camera fa leva, nel suo intervento, sul fatto che quel 9 novembre di 25 anni fa fu un momento di speranza. Ed in effetti è raccontato ancora oggi così, come se tutto fosse cambiato in meglio.

Ma, dice Boldrini,

«dobbiamo ammettere che, nonostante tutto, la storia non ci ha insegnato abbastanza. A 25 anni di distanza abbiamo ancora dei muri, materiali ma anche non materiali, che esistono, dividono e frappongono».
(A.P.)

Muro di Berlino: la trascrizione del video di Laura Boldrini

Muro di Berlino - Laura Boldrini

    Venticinque anni fa, il 9 novembre del 1989, crollava il muro di Berlino.

    E con questo crollo finiva anche un’epoca storica, quella della guerra fredda, della contrapposizione fra due blocchi.

    Ora, chiunque sia nato prima del 1980, quella serata lì la ricorda bene. Ricorda bene le immagini di gioia, gli abbracci delle persone, il senso di libertà che c’era intorno al muro e anche le persone che brandivano il piccone e poi lo battevano contro il muro.

    Era un momento di grande ottimismo e di grande speranza.

    Purtroppo però dobbiamo ammettere che nonostante tutto la storia non ci ha insegnato abbastanza. Perché a 25 anni di distanza, noi abbiamo ancora dei muri, muri materiali ma anche muri non materiali, ma che comunque esistono e dividono e frappongono. Allora per questo è importante ricordare quella data, ricordare quel 9 novembre. Proprio perché è importante, ancora oggi, rilanciare quel messaggio di pace, quel messaggio di speranza che da Berlino partì e si diffuse in tutto il mondo.


Muro di Berlino: abbattuto 25 anni fa, ma la Germania è ancora divisa

Muro di Berlino - I confini restano - Reddito

Muro di Berlino - Se fra quattro giorni si celebrerà il venticinquennale dell'abbattimento della divisione artificiale fra Berlino Est e Berlino Ovest, non è però detto che tutto sia omogeneo e lieto, nella Germania unita, un quarto di secolo dopo.

Tanto per cominciare, grazie ad un sondaggio condotto da Infratest Dimap per conto della Bundesstiftung zur Aufarbeitung der SED-Diktatur (un'organizzazione governativa con il compito di ricostruire la storia della Germania Est, per studiarne gli impatti sulla Germania Unita), si evince che c'è un grosso problema di memoria storica.

Sì, perché, secondo i risultati di questo sondaggio, solo il 38% dei cittadini tedeschi, secondo il sondaggio, vuole sapere di più a proposito della Repubblica Democratica di Germania; più del 54% non vuole saperne nulla. Le cose vanno un po' meglio fra i più giovani: il 58% degli intervistati fra i 14 e i 29 anni vorrebbe avere più informazioni.

Un bellissimo pezzo pubblicato da Zeit mostra, inoltre, come le divisioni permangono, confini invisibili ma molto importanti a guardarli bene.

Per esempio, in quella che un tempo era la Germania Est, l'età media è più alta.
E il reddito, invece, è sensibilmente più basso.

Muro di Berlino - I confini restano - Età media

La questione della divisione che permane è molto evidente anche su argomenti più futili, che pure affondano le proprie radici nel substrato socio economico.

Per esempio, le squadre dell'Est rappresentate nella Bundesliga, il massimo campionato di calcio tedesco, sono molte meno rispetto alle squadre dell'Ovest.

Insomma: abbattere un muro fisicamente non significa affatto rimuovere tutte le differenze sociali.
Ah, sì, è molto importante dirlo, e varrà la pena di approfondire il concetto. Il Muro di Berlino non è caduto. È stato abbattuto, appunto.

(A.P.)

Storia e abbattimento del Muro di Berlino

Muro di Berlino - 4 novembre 2014, ore 12.43 - Si chiama Lichtgrenze – The Splitscreeen Movie ed è un video di 150 secondi che ripercorre la Berlino di un tempo lungo l'arteria vitale del muro: le riprese sono state realizzate e montate dal regista Marc Bauder proprio in occasione del 25esimo anniversario della caduta del muro di Berlino.

Il corto sarà proiettato per tre giorni, dal 7 al 9 novembre, su sei megaschermi che verranno appositamente allestiti vicino al muro di palloncini ad elio dislocati appositamente per la celebrazione sul vecchio percorso del muro: un'installazione ideata e creata dal fratello del regista, Christoper Bauder.

LICHTGRENZE - The Splitscreen Movie from Fall of the Wall 25 on Vimeo.

Nelle immagini, molto belle e ben realizzate, si mostrano i luoghi del muro di ieri e di oggi: è molto emozionante vedere come si sia trasformata la città di Berlino a soli 25 anni dalla riunificazione; vecchie immagini, che per certi versi rappresentano uno splendido documento storico su com'era Berlino durante la Guerra Fredda, vengono contrapposte a nuovi fotogrammi della Berlino contemporanea, una città all'avanguardia in Europa per quanto riguarda il design, la sostenibilità ambientale, la mobilità, la qualità della vita. Una trasformazione evidente all'occhio quanto nella quotidianità e che le immagini di Bauder mostrano in un dualismo impressionante per quanto vero, realistico, documentato.

Muro di Berlino: la storia a 25 anni dalla caduta

La Germania iniziò l'opera di riunificazione, la guerra fredda volse al termine e di lì a breve anche l'Unione Sovietica sarebbe caduta; concludendo così l'epoca del mondo bipolare e ponendo i primi semi per il mondo multipolare e con nuove superpotenze in cui stiamo vivendo oggi. Questo per dire dell'importanza che ha avuto la caduta del Muro di Berlino nella storia mondiale. Era il 9 novembre 1989: tra pochi giorni, quindi, in Germania e in tutto il mondo si celebrerà il venticinquesimo anniversario di quel giorno in cui, picconi alla mano, la gente di Berlino decise di chiudere un'epoca.

Un'epoca che comincia subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale: il nazismo è stato sconfitto e Berlino è stata conquistata da Alleati e Unione Sovietica per poi venire suddivisa in quattro settori, amministrati rispettivamente da Urss, Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Nei primi anni ai cittadini di Berlino era consentito circolare in tutte e quattro le aree liberamente, una situazione che cambia rapidamente col crescere della tensione tra il blocco occidentale e il blocco sovietico. Nel 1952 i confini vengono chiusi, ma non si arresta l'esodo di tedeschi orientali che vogliono passare dall'altra parte, quantificati in due milioni e mezzo di persone dal 1949 al 1961.

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Una situazione insostenibile per la Germania dell'Est, che decide quindi di erigere, nella notte del 12 agosto 1961, un muro, che divida fisicamente le due parti di Berlino. Nei primi giorni, il muro di Berlino è costituito solo da filo spinato, ma subito inizia la costruzione del muro vero e proprio, attraverso prefabbricati di cemento e pietra. In questo modo, il settore ovest di Berlino diventa una vera e propria isola, completamente circondata dalla Germania Est in cui, geograficamente, tutta la città è interamente inclusa (come si vede nell'immagine: Berlino è il punto "multicolore" in una mare di rosso).

Lungo 155 chilometri, costruito - nelle parole della Ddr - per evitare una "aggressione fascista", eretto in verità per bloccare che la fuga dei cervelli (professionisti e lavoratori specializzati) continuasse. E in effetti dai 2,5 milioni il numero di persone in fuga crolla alle 5mila del periodo 1961-1989: furono circa 200 gli uomini e le donne che persero la vita nel tentativo di superare i controlli e passare da est a ovest. Il muro, quindi, funzionava da un punto di vista pratico, mentre da un punto di vista simbolico fu un disastro, diventando di fatto l'immagine concreta della divisione tra la tirannia comunista e il mondo libero.

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Le premesse alla caduta del Muro di Berlino sono nel 23 agosto 1989, quando l'Ungheria rimuove le sue restrizioni al confine con l'Austria a partire dall'11 settembre. Subito 13mila tedeschi dell'est scappano in Ungheria; appena si decide di chiudere la Cortina di Ferro ai cittadini non ungheresi, questi inondano in massa le ambasciate occidentali di Budapest e Praga. La mediazioni tra ambasciate e ministeri fanno sì che i cittadini fuggiti ottenessero il permesso di raggiungere l'occidente, ma dovendo riattraversare i confini della Germania dell'Est: una decisione pessima, dal momento che i tedeschi orientali poterono assistere ai treni colmi di rimpatriati che attraversavano i confini.

Dimostrazioni contro il governo si svolgono in contemporanea al passaggio dei treni, iniziando a minare le certezze della Ddr. Nell'ottobre 1989 si dimette il segretario generale Honecker, sostituito da Egon Frenz, che entra in carica promettendo una svolta e contemporaneamente promettendo di mantenere la sovranità statale della Ddr (e già il fatto che abbia detto una cosa del genere, significava che qualcuno non andava per il verso giusto). La "svolta", però, avviene davvero: il ministro della Propaganda Guenter Schabowski, annuncia improvvisamente la libertà di viaggio verso l'ovest. Una decisione presa con tempi improvvisi, che prende alla sprovvista le guardie di confine, che non hanno ricevuto informazioni precise, ma non coglie alla sprovvista i cittadini, che sentono in televisione il membro del Politburo del Partito Socialista Günter Schabowski annunciare che "se sono stato informato correttamente, quest'ordine diventa effettivo immediatamente".

Parole che fanno capire quanto confusa fosse la situazione. E la confusione non può che aumentare nel momento in cui migliaia di cittadini si dirigono immediatamente verso il muro chiedendo di poter passare a ovest. Le guardie non sanno che fare, ma non possono bloccare un afflusso di gente che ha ormai preso chiaramente il controllo della situazione. I checkpoint vengono quindi aperti, senza che nemmeno nessun controllo dell'identità o nessun permesso venisse rilasciato. I soldati a un certo punto si ritirano, le persone ormai iniziano a scavalcare il muro, a portarne via pezzi, a picconarlo, reicontrandosi tra berlinesi dell'est e dell'ovest dopo 29 anni. Il muro di Berlino è caduto.

Ma la Germania è ancora divisa in due. La situazione è però ormai irreversibile, nella Ddr regna il caos, la riunificazione è l'unica strada percorribile, tanto che Gorbaciov dà il suo assenso. Il 3 ottobre del 1990, i due stati non vengono riuniti, ma uno dei due stati, cioè la DDR, si auto-scioglie e le regioni della DDR vengono annesse in blocco alla Repubblica Federale.

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