Che cos'è CasaPound, quando nasce e come si colloca

Da "primo centro sociale di destra" a costola dei progetti futuri della Lega Nord. Tutto sempre all'insegna del fascismo.

C'erano una volta Forza Nuova e la Fiamma Tricolore (e una marea di altre sigle), oggi si parla solo di CasaPound, nuovo soggetto di punta della galassia neo-fascista dell'estrema destra, ma che da questa si differenzia per molti aspetti. Innanzitutto per il modo in cui nasce CasaPound: laddove la galassia dei partiti di estrema destra è solitamente interamente riconducibile a ex esponenti del terrorismo nero o a vecchie glorie del Movimento Sociale Italiano, CasaPound nasce in modo molto diverso, in un modo che - in un certo senso - ricalca anzi il lavoro sociale svolto da alcuni gruppi di estrema sinistra.

CasaPound nasce infatti nel 2003 e non si configura inizialmente come partito, bensì come "primo centro sociale di ispirazione fascista". I suoi militanti iniziano a far parlare del gruppo dopo l'occupazione di uno stabile nel rione Esquilino che diverrà la loro sede. Ma, si sa, il tema della casa è sentitissimo, e così da occupazione singola per dare vita al "centro sociale fascista", quella della casa diventa il tema portante di tutta l'azione di CasaPound e il suo modo per farsi conoscere: occupare case e fabbricati abbandonati per, come dicono loro, "restituirli alle famiglie italiane" (e, si badi bene, solo alle famiglie italiane). L'attività sociale, quindi, è fin dall'inizio alla base di CasaPound.

Che intanto cresce, si espande oltre i confini di Roma e si costituisce nel 2008 come movimento politico, per la precisione come "associazione di promozione sociale regolarmente costituita e riconosciuta"; di fatto: un partito. Con un programma i cui punti principali sono: nazionalizzazione delle banche e di alcune grandi industrie, chiusura delle frontiere per impedire lo sbarco di clandestini, area commerciale europea chiusa, sovranità monetaria (vale a dire, ritorno alla lira), mutuo sociale che favorisca la proprietà della casa. Come si vede, temi dalla forte impronta sociale (che in alcuni casi potrebbero oggettivamente essere condivisi da alcuni gruppi dell'estrema sinistra): ragion per cui CasaPound è collocabile come movimento di estrema destra sociale, che si rifà esplicitamente al fascismo, in particolar modo a quello delle origini, di impronta più popolare e rivoluzionaria (altra parole di cui i militanti di CP fanno grande uso).

Nel pantheon di CasaPound, scritto su una parete della loro sede, si trovano i nomi di riferimento della loro area: Mussolini viene per primo, ovviamente; poi Ezra Pound, il poeta che nome dà nome al loro movimento; Julius Evola, il filosofo Ernst Jünger; il futurista Marinetti, il purtroppo immancabile Nietzche, Morselli, Terragni, Yeats e tanti altri (perché invece il simbolo è una tartaruga è spiegato qui). Secondo alcuni, le posizioni di CasaPound hanno origine nel gruppo extraparlamentare ed eversivo di estrema destra Terza Posizione, soprattutto per il modello di impronta fortemente anticapitalista.

Sul loro sito, i militanti di CasaPound si descrivono così:

E’ un movimento politico che opera per un’altra politica. I suoi militanti sono in larga parte giovani, le sue attività sotto la luce del sole. Cpi è uno slancio sociale, una speranza di riscossa, un’avanguardia del pensiero. E’ lo scudo e la spada di un popolo tradito, umiliato, venduto e che da solo continua a tradire se stesso. E’ arte, cultura, impegno sociale – in una parola: vita – in un mondo agonizzante e plastificato.

Non solo: sempre sul sito si definiscono (l'uso della doppia negazione svela la necessità di difendersi dalle accuse) "non antisemiti", "non contro i gay" (che possono anche unirsi legalmente, ma non adottare figli), "non xenofobo", "non cattolico", "non violento" e "non contro gli immigrati", che però non devono più arrivare in Italia, devono "essere aiutati a casa loro" e soprattutto l'Italia deve smettere di salvare vite umane in mezzo al mare (la descrizione del movimento in pillole si trova qui). E fin qui si è parlato di un ennesimo partitino di estrema destra, con radici nel sociale. Le inchieste ne hanno però svelato anche il lato oscuro, laddove loro si dichiarano invece non violenti. Leggiamo su MicroMega:

CasaPound non sembra – come si autonarra – quell'organizzazione di bravi ragazzi che fa politica in maniera trasparente e si impegna nel sociale. Secondo gli inquirenti nelle loro sedi si pianificherebbero aggressioni squadriste contro giovani studenti di sinistra o centri sociali. E' il 29 aprile del 2011 quando fuori la Facoltà di Lettere dell'Università Federico II vengono aggrediti attivisti dei collettivi universitari, tre dei quali finiscono in ospedale con profonde ferite d'arma da taglio e uno con gravi lesioni alla testa. Il 30 giugno scorso quattro bottiglie molotov colpiscono lo spazio occupato Insurgencia, senza provocare gravi danni. (...) Fanno accapponare la pelle le dissertazioni sull'opportunità o meno di bruciare un negozio di proprietà di un cittadino di religione ebraica, o le istruzioni ad un giovane militante su come mascherare le sue convinzioni negazioniste di fronte a "professori e giornalisti". E poi i discorsi su uno stupro, o altrimenti un pestaggio, che si meriterebbe una studentessa in quanto "ebrea".

Questioni dalle quali il volto pubblico di CasaPound e vicepresidente (il presidente, Iannone, è un po' meno telegenico) Di Stefano si è dissociato, spiegando come "in CasaPound non c'è posto per razzismo e antisemitismo", ma che danno un'idea del "militante tipo". D'altra parte basta scorrere velocemente Google per trovare una marea di aggressioni di CasaPound ai danni di militanti dell'estrema sinistra (e, va detto, anche di militanti dell'estrema sinistra a CasaPound). Più difficile capire se dietro alle innumerevoli aggressioni omofobe che si sono registrate negli ultimi anni a Roma ci fossero dietro loro (che si dichiarano "non omofobi"), CasaPound si è sempre tirata fuori, prove certe non ce ne sono, ma i sospetti (quanto meno di "spedizioni spontanee" e non organizzate) è molto forte.

Fatto sta che CasaPound è il volto nuovo dell'estrema destra, che ha rapidamente oscurato le rivali e che potrebbe entro breve assurgere a un ruolo nazionale di primo piano se davvero andrà in porto il progetto di un Front National italiano con la Lega Nord e Fratelli d'Italia. I "rivoluzionari" di CasaPound sono già pronti ad annacquarsi? D'altra parte lo dicono loro stessi che "il velleitarismo ribellistico estremista non ci interessa, non ci attrae, non ci piace. Noi vogliamo essere protagonisti del nostro tempo". Per il momento, nonostante il gran parlare, i risultati elettorali non sono stati così interessanti: alle scorse politiche CasaPound ha conquistato lo 0,14% (Forza Nuova, per dire, ha preso il doppio).

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