G20 15 e 16 novembre a Brisbane. Putin abbandona il vertice

Il 15 e il 16 novembre in Australia il vertice tra i 20 Paesi più industrializzati del mondo

Aggiornamento 13:45 Sui media inglesi rimbalza la notizia che Vladimir Putin starebbe per abbandonare i lavori del G20 dopo un "teso" faccia a faccia con il premier inglese David Cameron. Secondo il Telegraph Putin lascerà il vertice domani mattina, prima della chiusura del G20, come reazione alle critiche ripetute da parte dei leader occidentali, a partire da Cameron ma anche il premier Canadese Harper e quello australiano Abbott hanno apostrofato il presidente russo in maniera molto dura riguardo la crisi in Ucraina.

Abbott ha minacciato di arrivare al confronto fisico con Putin, e Harper ha detto al presidente russo che gli avrebbe stretto la mano, ma che l'unica cosa che aveva da dirgli era "Fuori dall'Ucraina". In un incontro di 50 minuti, David Cameron ha minacciato sanzioni più dure nei confronti della Russia.

L'apertura dei lavori


Si sono aperti poco fa a Brisbane, in Australia, i lavori del vertice G20 che riunirà per due giorni i Grandi della Terra per discutere soprattutto di occupazione e crescita economica, la grande emergenza del pianeta. I 20 paesi più industrializzati sono pronti a concordare un piano d'azione che preveda soprattutto investimenti in grado di far ripartire l'economia fino a farla crescere di almeno 2 punti percentuali in cinque anni.

Grande l'impegno in questo senso da parte del "padrone di casa", il premier australiano Tony Abbot, ma anche di Barack Obama, che ha la consapevolezza che senza una vera ripresa europea anche gli Usa non potranno dirsi fuori dalla crisi. Da questo punto di vista si parla già di un vertice che metterà "sul banco degli imputati" Angela Merkel e le sue politiche di austerity.

Ma non sarà solo l'economia il tema del G20: l'accordo tra Usa e Cina sull'emissione di gas serra riporta in primo piano il tema dei cambiamenti climatici, con Obama che anche in questo caso vuole lasciare il segno con un piano da 3 miliardi di dollari per aiutare i Paesi più poveri a fronteggiare il climate change. E poi c'è il dossier Ucraina che continua ad aleggiare su questo come su tutti gli altri vertici internazionali.

Arrivando stamattina alla prima giornata di lavori, il premier Renzi ha spronato l'Europa a puntare sulla crescita:

L'Europa deve cambiare gioco e puntare di più su crescita e occupazione: dobbiamo cambiare strategia come eurozona, come ci hanno suggerito Barack Obama e David Cameron stamattina

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