Wall Street giù, Asia ed Europa pure. In attesa dei miracoli in America (rilancio della leadership Usa nell’economia mondiale, superamento della recessione, distensione e sicurezza internazionale), Barack Obama il primo miracolo l’ha fatto in Italia.
Ieri a Roma i 10 mila delegati dell’Assemblea generale della Cgil erano tutti in piedi ad applaudire il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America!
Un evento unico, mai accaduto nella storia del più grande sindacato italiano, da sempre abituato, diciamo la verità, agli slogan “yenkee go home” e a bruciare nei cortei la bandiera a stelle e strisce, a considerare gli Usa il paese del male.
Prevale la festa: via i brutti pensieri, le guerre in corso (Iraq in testa), il “gelo” e l’ombra della Cina, l’avvertimento della Russia (Medvedev: “installeremo missili nucleari in Europa”) al neoeletto.
Nella sinistra italiana c’è indubbiamente un consenso di merito per il programma di Obama, con la proposta di leggi a favore del mondo del lavoro e del sindacato, per la riduzione delle tasse a chi sta peggio, per ridare centralità e dignità al lavoro, per garantire agli esclusi l’accesso alle cure sanitarie, per aprire più scuole per i ragazzi disagiati.
Ma quegli applausi, oltre che salutare il trionfo “Democrat” ritenuto “impossibile” solo poche settimane addietro, sono un po’ il simbolo dello “sfogo” della sinistra italiana battuta, delusa e disorientata, il simbolo cui aggrapparsi per una svolta che da qualche altra parte, addirittura negli Usa, avviene.
Bene. Ma di qua dall’Oceano, di qua dalle Alpi, nell’”italietta” berlusconiana tira un’altra aria.
La Cgil applaude Obama. E il Pd, euforico, lo festeggia a Piazza Navona. Siamo alle solite, allo sbandamento della sinistra fra l’odio e l’amore?
In Vaticano, lì a due passi, suona un’altra musica: quella della “prudenza”.
Comunque chi s’accontenta gode. Magari sognando l’Ulivo mondiale. Da queste parti, nella sinistra, un Obama non è neppure in incubazione.
Nel frattempo Berlusconi tesse la “tela” per rinnovare il “governo mondiale”. Per fortuna (della sinistra) che c’è ancora uno come Gasparri!
n00dles
06 nov 2008 - 13:09 - #1mah, festeggiare è sempre divertente e poi sembra un’ottima occasione per broccolare con qualche studentessa radical chic ma mai come in questi giorni ci si rende conto di quanto il nostro paese sia “italietta” e provinciale
gho
06 nov 2008 - 13:42 - #2“da sempre abituato, diciamo la verità, agli slogan “yenkee go home” e a bruciare nei cortei la bandiera a stelle e strisce, a considerare gli Usa il paese del male.”
bhe forse xkè è stato eliminato un verme pericoloso qsi qnto berlusconi, ora tocca eliminarlo in italia
Stef500f
06 nov 2008 - 13:45 - #3Eliminiamolo..
bodabo
06 nov 2008 - 13:45 - #4be anche gasparri che da del (quasi) terrorista al nuovo presidente USA ha fatto la sua porca figura…
Chico Mendez
06 nov 2008 - 14:57 - #5Beh dei tre anni regnanti uno e’ stato segato, mancano il figlio di puttin e il nano ecoriano poi abbiamo finito il lavoro :))
Chico Mendez
06 nov 2008 - 14:57 - #6Beh dei tre anni regannti uno e’ stato segato, mancano il figlio di puttin e il nano ecoriano poi abbiamo finito il lavoro :))
Chico Mendez
06 nov 2008 - 15:35 - #7Tastiera infigarda (mannaggia a sti wireless). traduzione dle mio post:
Beh dei tre nani regnanti uno e’ stato segato, mancano il figlio di puttin e il nano arcoriano poi abbiamo finito il lavoro :))