Milano. Per Marco Reguzzoni (Lega) le opere per l'Expo 2015 sono già in ritardo


Quando, all'inizio dello scorso aprile, Milano vinse la sfida per aggiudicarsi l'Expo del 2015 ci fu un grande sfoggio di ottimismo e di grandeur all'italiana, quella fondata sul fatto che la memoria non è una delle caratteristiche più sviluppate degli abitanti della Penisola.

Oggi, a sei mesi di distanza, il Corriere della Sera riporta stralci del significativo dibattito che si è svolto ieri alla Camera, relativamente alla richiesta della Lega di trovare nuove forme di finanziamento per l'Expo 2015.
Durante la seduta l'onorevole Marco Reguzzoni avrebbe lanciato l'allarme: “Siamo decisamente molto in ritardo su molti impegni e vi sono opere infrastrutturali che avrebbero dovuto essere già realizzate nel giugno del 2008 e non sono ancora state avviate. È chiaro che questo è un ulteriore ritardo che si aggiunge a tanti altri. Non c’è nulla che stia girando come dovrebbe e ci auguriamo anche anche il centrodestra sostenga l’emendamento con cui il Pd chiede che nella Finanziaria vengano aumentati i fondi destinati all’Expo già nel 2009”. Per il deputato Vinicio Peluffo (Pd) “anche la Lega si è resa conto che ci sono continui inciampi nel cammino dell’Expo. Prima l’ammissione del sottosegretario Castelli sulla mancanza di una parte dei fondi previsti, poi la Governance che ancora non c’è, il richiamo del presidente del Bureau, il Dpf che prevede la parte consistente dei fondi agli ultimi anni prima del 2015, e ora la non-lotteria”.

Mancanza di fondi, ritardi nelle infrastrutture... come previsto, l'Expo 2015 non parte affatto bene.

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