Elezioni USA 2012: Mitt Romney ha perso facendo peggio di John McCain

C'è una notizia non da poco, che riguarda questa tornata elettorale negli U.S.A. Ed è il fatto che Mitt Romney non è nemmeno riuscito a prendere più voti di John McCain. Anzi: ne ha presi ben 2 milioni e 900 mila in meno del "collega" repubblicano. Insomma, vedendola dall'altra parte della barricata, in un quadro di profonda crisi, non solo Obama è stato riconfermato ma è stato riconfermato con più entusiasmo (numerico) rispetto a quanto aveva fatto quattro anni fa, quando era un leader carismatico che rappresentava anche iconograficamente un cambiamento epocale.

Il cambiamento epocale non c'è stato. Ma Romney comunque non è stato nemmeno un degno avversario. Il tutto, nonostante i venti di crisi, la crescita stagnante, la disoccupazione al 7,9% e le voci (senza fondamento) che volevano il secondo mandato di Obama a rischio.

L'ultima conferenza stampa da candidato

A bordo del suo aereo privato, prima di atterrare a Boston, Romney ha rilasciato le ultime dichiarazioni nel corso di una breve conferenza stampa volante.

«Se vincessi, la mia mente andrebbe immediatamente alla transizione, al lavoro da fare. [...] Quanto alla prospettiva di perdere, non ci penso molto. So che è possibile, perché non c'è nulla di certo in politica. Ma naturalmente, ho una famiglia e una vita che sono importanti per me, che io vinca o perda»

7 novembre, 0.09: Mitt Romney, spavaldo, ha appena dichiarato:

Ho appena finito di scrivere il discorso per la vittoria. E' di 1118 parole. E sono sicuro che cambierà prima che io abbia finito, perché non l'ho ancora provato con la mia famiglia e con gli amici e i consiglieri, per sentire le loro reazioni».

Poi ha precisato di aver scritto un solo discorso. Quello per la vittoria, appunto. Non quello di congratulazioni all'avversario in caso di sconfitta.

0.00: i primi seggi sono chiusi. A Boston, lo staff di Romney sta preparando gli ultimi dettagli per l'Election Night del candidato repubblicano.

6 novembre 2012: il candidato repubblicano ha votato alle 8.40 ora locale a Belmont in Massachussets, insieme alla moglie Ann. I due si sono scambiati un bacio davanti a una piccola folla eterogenea: alcuni sollevavano cartelli pro-Obama. Una donna, invece, ne reggeva uno con su scritto: «Mitt & Ann, godetevi la vostra nuova Casa Bianca».

Romney non rinuncia alla campagna elettorale nemmeno oggi: si è diretto a Cleveland (Ohio, uno stato chiave, storicamente) e poi a Pittsburg.

22.26: l'ultima giornata di campagna elettorale di USA 2012, per Mitt Romney, ha il programma di chi sa che questa è l'ultima spiaggia e tocca giocarsi il tutto per tutto perché, anche se non si deve dire in nessun caso, potrebbe essere tutto inutile.

E così, il candidato repubblicano parte peresto in Florida, per poi andare in Ohio, Virginia e New Hampshire: 14 ore di campagna elettorale. Un tour de force che si giustifica solamente come l'ultimo tentativo di sovvertire i pronostici. Lo sa anche Romney, che la statistica è contro di lui e che solamente un miracolo potrebbe consentirgli di battere Obama.

Anche i comizi non sembrano avere la verve necessaria:

«Se qualcuno è preoccupato dal fatto che gli ultimi quattro anni possano essere il meglio che possiamo fare, o se qualcuno ha paura che il sogno americano stia svanendo, o se c'è qualcuno che teme che lavori migliori e meglio pagati siano un fatto el passato, ho un messaggio chiaro e univoco per loro: con la giusta leadership, l'America tornerà a ruggire».

Romney ha mostrato di saper fare di meglio, persino nel periodo da gaffeur.

5 novembre 2012, ore 2.00: Mitt Romney ha annunciato su Twitter che c'è ancora posto per partecipare insieme a lui e al suo "secondo" all'Election Night a Boston, in Massachussets (stato che, secondo i sondaggi, dovrebbe vedere il candidato repubblicano sconfitto da Barack Obama).


Chi è Mitt Romney

Seguiamo le Elezioni Presidenziali USA 2012 dal punto di vista di Mitt Romney e, per cominciare, scopriamo chi è il candidato repubblicano.

Willard Mitt Romney, classe 1947, viene da una dinastia politica. Suo padre George è stato governatore del Michigan dal 1963 al 1969, e nel 1968 provò a conquistare la nomination repubblicana per le elezioni presidenziali. Per un certo periodo fu il favorito ma venne infine sconfitto da Nixon, cui rifiutò di cedere i delegati perdendo così la possibilità di essere scelto come vicepresidente. Fino a un certo momento, Mitt è sembrato destinato a ripercorrere le orme del padre nel bene e nel male: governatore del Massachusetts, nel 2008 si è candidato alle primarie repubblicane dove è stato sconfitto da John McCain. La sua perseveranza lo ha però portato a ricandidarsi quest'anno e a ottenere la nomination.

Romney è di religione mormone, e questo gli ha causato difficoltà nella carriera politica perché negli Usa i mormoni vengono ancora guardati con sospetto nonostante da decenni non pratichino più la poligamia e non vivano più in compound isolati e autogestiti. Non particolarmente attratto né dagli studi né dallo sport, ad appena 15 anni partecipa alla campagna elettorale del padre per le elezioni in Michigan. Lascia l'università di Stanford dopo un solo anno e parte per la Francia come missionario mormone: impegnato in questo compito non si accorge né delle rivolte studentesche francesi né del movimento anti-Vietnam in patria. Al ritorno in America partecipa alla campagna elettorale della madre Lenore, che prova invano a farsi eleggere al Senato nel 1970. Spinto dal padre, Mitt riprende gli studi e nel 1975 si laurea in legge ad Harvard. Nel frattempo, ha sposato Ann Davies da cui avrà 5 figli.

Dopo la laurea, Romney inizia a lavorare come consulente per alcune importanti aziende, e nel 1977 viene assunto dalla Bain & Co., di cui diventa vicepresidente l'anno successivo. Nel 1984 fonda la finanziaria Bain Capital, società di investimenti. Contemporaneamente all'attività nella finanza, Romney occupa posizioni di rilievo anche nella comunità mormone in Massachusetts, lo stato in cui nel frattempo si è trasferito con la famiglia.

Nel 1993 decide di seguire le orme del padre e scende in politica. Fino a quel momento indipendente, in un primo momento considera l'ipotesi di partecipare alle primarie democratiche per il Senato, poi entra nel partito repubblicano e sfida Ted Kennedy per il suo storico (quasi 40 anni) seggio senatoriale. Romney, che nel frattempo ha lasciato la Bain Capital, conduce una campagna elettorale dispendiosa in cui si mette in luce per le sue posizioni liberali, a favore dell'aborto e critico verso la dottrina Reagan. Viene sconfitto, ma può vantarsi di aver raggiunto il miglior risultato di un candidato opposto a Ted Kennedy.

Nel 1998 alla moglie Ann viene diagnosticata la sclerosi multipla. Nel 2002 (nel frattempo è rientrato alla Bain) viene nominato responsabile dell'organizzazione dei Giochi Olimpici invernali di Salt Lake City. Lo stesso anno si candida a governatore del Massachusetts, riuscendo a vincere con un programma estremamente liberal in uno stato tradizionalmente democratico. I primi anni di mandato sono positivi, approva una riforma del sistema sanitario e di quello fiscale (con una tassa sul possesso di armi), misure che non vengono ben viste dal partito. Nel 2004 approva le unioni civili per i gay. Dal 2005 tuttavia si sposta a destra, opponendosi alla libertà di scelta sull'aborto, nel tentativo di conquistare il consenso del partito a livello nazionale. Alla fine del mandato, il suo indice di approvazione è il terzo più basso tra i governatori di tutto il paese, così decide di non ricandidarsi.

Nel 2008 si candida invece alle primarie repubblicane per le elezioni presidenziali. Tuttavia i continui cambiamenti di posizione nella sua carriera politica, la sua fede mormone e le divisioni nel partito repubblicano gli precludono ben presto la vittoria: l'ala destra del partito sponsorizza l'ultraconservatore Huckabee, gli altri puntano su John McCain, eroe di guerra moderato ma non troppo. Romney si ritira presto dalla corsa, a febbraio, quando ha già speso 110 milioni di dollari, di cui quasi la metà di tasca propria.

Gli ultimi quattro anni li ha trascorsi a preparare il terreno per le elezioni 2012, e dopo qualche difficoltà è riuscito a conquistare la nomination e a presentarsi alle elezioni di martedì 6 novembre con buone chance di vittoria. Il suo programma in politica interna prevede un sostanziale taglio della riforma sanitaria voluta da Obama, la creazione di 12 milioni di posti di lavoro in 4 anni, una riforma fiscale che preveda sgravi per i più ricchi. In politica estera si richiama a un ruolo da protagonista degli Usa, indica la Russia come un pericolo geopolitico e la Cina come nemico economico. Ritiene prioritario impedire all'Iran di sviluppare il nucleare, con qualsiasi mezzo.

Gli scheletri nell'armadio di Romney riguardano essenzialmente la sua attività finanziaria (è di poche settimane fa l'indagine sulla Bain Capital per frode fiscale) e i capitali portati nei paradisi fiscali. Una storia più leggera riguarda la storia del "cane sul tetto": durante un viaggio di 12 ore nel 1983, Romney legò il cane di famiglia Seamus sul tetto della macchina, in una cuccia riparata dal vento. Raccontata dallo stesso Romney, la storia ha scatenato reazioni dall'ironico al polemico sia nel 2008 che quest'anno.

Foto |© Getty Images

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