Città metropolitane, allarme bilanci. Nardella: "Situazione drammatica"

Il sindaco di Firenze lancia l'allarme patto di Stabilità sui bilanci delle città metropolitane: zero euro spesi e già in deficit, il vero miracolo italiano

Nel corso della seduta di oggi del Consiglio metropolitano di Firenze, il sindaco del capoluogo toscano e coordinatore delle aree metropolitane Dario Nardella, fu vicesindaco fedelissimo di Matteo Renzi e renziano della prima ora, ha lanciato un allarme sulla tenuta dei bilanci dei nuovi Consigli delle Città Metropolitane.

Quello delle Città Metropolitane è un mistero elettorale tutto italiano: noi di Blogo che abbiamo seguito la pantomima elettorale (consiglieri e presidenti che si votavano tra di loro in un election day dal sapore all'olio di ricino) ancora facciamo fatica a comprendere l'effettiva logica amministrativa che sta alla base delle nuove città metropolitane, che ricordiamo vanno a sostituire le province.

La logica politica ci sembra invece altresì piuttosto chiara.

Polemiche a parte, le parole di Nardella sono un macigno sull'evoluzione delle province italiane:

"La situazione dei bilanci delle città metropolitane, in prospettiva, è drammatica. [...] La legge di stabilità prevede, a carico di Province e città metropolitane, un taglio di un miliardo e duecentocinquantamila euro questo tema sarà all’ordine del giorno nel confronto che ci sarà domani con il sottosegretario Del Rio. [...] Al momento, sotto questo profilo non siamo in grado di garantire che tutto il personale attualmente impiegato dalla Provincia potrà rimanere: non potremo farlo finché non avremo ben chiaro il quadro definito dalla legge di stabilità. Questo problema, nei fatti, riguarda tutte le città metropolitane."

Alla prova dei fatti, dunque, o si viola il Patto di Stabilità o le città metropolitane falliscono ancora prima di cominciare, rischiando così di trasformarsi in un vero e proprio aborto amministrativo.

Avere il bilancio in deficit senza avere speso ancora un singolo euro è effettivamente quanto di più ridicolo possa esistere, ma fa il paio con quella paradossale situazione italiana che si chiama debito pubblico e che impone suppergiù un carico da 35-40mila euro di debito a nascituro.

Foto | Dario Nardella su Twitter

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