USA 2016: i candidati alla Casa Bianca

Hillary Clinton, Bernie Sanders, Donald Trump, Ted Cruz e John Kasich. Ecco tutti i candidati alle elezioni presidenziali USA 2016.

I candidati a Usa 2016 rimasti in corsa per davvero sono solo cinque, ma tra di loro quelli che hanno vere chance di vittoria sono ancora meno. E pensare che solo pochi mesi fa, soprattutto nel campo dei repubblicani, si aveva a che fare con una miriade di candidati. Il tempo, però, è stato severo con tutti, in particolari con Jeb Bush (fratello di George W.), che era sceso in campo convinto di essere il front runner e si è invece dovuto scontrare con la dura realtà di una campagna elettorale completamente sbagliata e soprattutto con il ciclone Donald Trump, che dopo aver travolto lui, rischia di travolgere davvero tutti gli altri. Vediamo allora chi sono i candidati rimasti in corsa.

Usa 2016: i candidati democratici

Hillary Clinton - Dopo l'importante vittoria nel Supertuesday, in cui ha conquistato 7 stati su 11, la ex first lady si prepara a ricevere la nomination per la candidatura democratica, quella che otto anni fa le fu sottratta da una sorpresa di nome Barack Obama. Fondamentale, in questo, il voto degli afroamericani, una costituency (come dicono gli americani) con cui il clan dei Clinton ha da tempo costruito rapporti fortissimi e che oggi diventano l'elemento decisivo della quasi certa vittoria di Hillary. La candidata "istituzionale" della sinistra moderata, che lavora da tempo immemore per diventare presidente dopo essere stata senatrice, first lady e segretario di Stato, questa volta dovrebbe proprio riuscire a conquistare la nomination, nonostante qualche scandalo di troppo.

Bernie Sanders - Nonostante l'età e l'essere un wasp al 100%, è stato il candidato che ha scaldato i cuori dell'elettorato democratico più giovane e radicale. D'altra parte, Sanders è uno che si definisce socialista (che negli Usa è quasi una parolaccia), il governatore dell'ultra liberal Vermont, uno con un programma anti-banche tutto virato a sinistra. Eppure, le sue chance di vittoria sono bassissime: con il voto dei soli giovani radicali, con una presenza nel solo progressista New England e senza il favore delle minoranze, la sua candidatura non ha mai avuto delle chance concrete.

Usa 2016: i candidati repubblicani

Donald Trump - Il multimiliardario costruttore, il reazionario razzista e misogino, il gaffeur senza ritegno che già più di una volta aveva lanciato la sua candidatura solo per scherzo, questa volta ha fatto sul serio e rischia seriamente di conquistare la nomination. Il partito repubblicano è nel panico, ma non ha armi per fermare un candidato che si muove da solo, conquista i favori del pubblico e può disporre di tutti i soldi che gli servono. Visto come si stanno mettendo le cose, davvero non si capisce che cosa potrebbe fermare la corsa di The Trump.

Marco Rubio - Doveva essere l'Obama dei Repubblicani; il giovane politico di origini cubane in grado di riportare il GOP tra il popolo e non solo nelle grazie di un elettorato fatto di bianchi, ricchi e anziani protestanti. La sua missione, però, è fallita e Rubio riesce a restare in corsa solo per un soffio. Colpa di una campagna elettorale sconclusionata, in cui non è riuscito a incidere e a possedere un messaggio convincente e in cui essere la vittima prediletta di Trump non lo ha certo aiutato (edit: Marco Rubio si è ritirato dopo la cocente sconfitta in Florida).

Ted Cruz - Il governatore del Texas, campione dei cristiano-conservatori, sembra essere l'ultimo baluardo che il partito sa offrire alla vittoria di Donald Trump. Ma visti certi toni usati nel tentativo di non farsi sorpassare troppo facilmente dal multimiliardario, viene da chiedersi se davvero è auspicabile una sua vittoria.

John Kasich - Nonostante sia un conservatore a tutto tondo (favorevole alle armi, contrario agli aborti, per dirne solo due), rispetto ai due competitor fa la figura del repubblicano illuminato. Le sue chance di vittoria sono a zero, a meno che il partito repubblicano non organizzi qualche trovata (tipo una "broken convention") che gli consenta di portare a casa la nomination.

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