Consiglio Ue, ok al piano Juncker. Renzi: un primo passo

A gennaio partirà ufficialmente il programma di contributi

Via libera da parte del Consiglio Ue al piano di investimenti del presidente della Commissione Jean Claude Juncker. Gli investimenti partiranno da giugno e i Paesi membri avranno diritto al pagamento rateizzato del contributo al bilancio comunitario derivante dalle nuove modalità di calcolo dei conti pubblici. Nel dettaglio, il piano Juncker crea un nuovo fondo per gli investimenti strategici (Efsi) con lo scopo di mobilitare 315 miliardi di euro nel 2015-2017. I Paesi possono contribuire, anche se finora nessuno si è impegnato a farlo, perché tutti vogliono vedere i dettagli (soprattutto il tipo di progetti che saranno finanziati) e la Commissione li presenterà solo a gennaio.

In caso i Paesi membri volessero contribuire, la Ue "prende nota della posizione favorevole" indicata dalla Commissione verso i contributi, "necessariamente in linea con la flessibilità", chiarisce il testo di conclusioni del vertice europeo, frutto di un compromesso tra Paesi più rigidi e quelli che cercano un'applicazione più morbida delle regole, tra cui l'Italia.

Il premier Renzi si è detto soddisfatto delle conclusioni, chiarendo che si tratta di "un primo passo, non certo l'ultimo, ma buono". La questione della flessibilità e dell'incidenza dei contributi dei Paesi agli investimenti sul Patto, è stata al centro di lunghe trattative, e Renzi ha raccontato che alcuni volevano addirittura escludere il riferimento alla flessibilità. Allo stato attuale, la clausola si applica solo se, a causa del contributo al piano, un Paese si ritrovasse in violazione del Patto. Ma se un Paese già lo viola per altri motivi, il fatto di contribuire al piano non impedirebbe alla Commissione di aprire una procedura, come le regole prevedono.

D'altronde la cancelliera Merkel, accusata di aver "annacquato" il piano Juncker, ha ribadito che i contributi dei Paesi membri al fondo "devono avvenire nell'ambito delle regole del Patto di stabilità, con la flessibilità prevista". Il prossimo passo sarà a gennaio quando la Commissione presenterà una proposta a gennaio 2015, che il Consiglio è chiamato ad approvare entro giugno, in modo che i nuovi investimenti del piano Juncker possano essere attivati al più presto a metà 2015. La bei, Banca investimenti europei, è "invitata a cominciare le attività utilizzando i suoi fondi da gennaio 2015".

Trovata la soluzione anche alla maxi multa a Italia e Gran Bretagna (oltre ad altri Paesi) dovuta al ricalcolo del Pil. I Paesi coinvolti potranno versare in più tranche il contributo extra (1,2 miliardi per l'Inghilterra, 400 milioni per l'Italia). Il Consiglio Ue ha di fatto concluso il semestre europeo di presidenza Ue dell'Italia.
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