Vendola al Pd: "Se lo volete, Prodi Presidente alla quarta votazione"

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Nel fine settimana, ha avuto luogo l'assemblea nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà e Nichi Vendola ne ha approfittato per mandare dei messaggi molto chiari al Partito Democratico e al governo. Innanzitutto il politico pugliese ha bocciato senza appello la legge di Stabilità che, a suo avviso, farà saltare il sistema di welfare. Non meno tenero, poi, è stato riguardo alla legge elettorale. Sull'Italicum ha promesso "una battaglia campale" a gennaio, sempre che non ci siano significative modifiche.

Ma il passaggio più atteso del suo intervento era quello sull'elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Vendola, sorprendentemente, ha rilanciato il nome di Romano Prodi, sebbene quest'ultimo abbia escluso categoricamente una sua candidatura dopo l'incontro con il Presidente del Consiglio. Tuttavia, per il leader di Sel, portare il professore al Colle è ancora possibile: "Se il Pd vuole, dopo quattro votazioni possiamo eleggere Prodi al Quirinale".

La sua affermazione, più che come un invito a Matteo Renzi, suona come una sfida. L'esternazione del governatore pugliese, infatti, sembra rivolta esclusivamente alla minoranza del Pd. La sua idea è quella di convincere la sinistra democratica a sostenere Prodi senza cedere a compromessi, spingendo così Renzi a dover operare una scelta di campo alla quarta votazione. Tale scelta potrebbe essere così sintetizzata: o tenere il partito unito oppure scegliere un candidato che sia espressione del Patto del Nazareno, che Vendola ha definito "fonte prevalente di inquinamento" della vita politica.

Sel, per far eleggere l'ex leader dell'Ulivo, ci metterà tutto l'impegno e i suoi "grandi elettori", lascia intendere Vendola. Ma è credibile un'opzione del genere?

Per il momento, a nostro avviso, non pare cosa semplice, visto che i civatiani sembrano gli unici pronti a seguire Vendola "senza se e senza ma" sull'ipotesi Prodi al Colle. In secondo luogo, Berlusconi, correggendo parzialmente le sue affermazioni precedenti, in un'intervista a Repubblica, ha dichiarato di essere pronto a votare un candidato del Pd che si dimostri equilibrato, cosa che lascia presagire un'intesa vicina. E, infine, anche se Vendola spaccasse il Pd, sarebbero necessari comunque gran parte dei voti del Movimento 5 Stelle che saranno vincolati, come confermato da Grillo, al meccanismo delle Quirinarie on line.

In ogni caso, Vendola ci crede e pensa che l'elezione del nuovo Presidente possa far scoppiare contraddizioni nella maggioranza. Per questo motivo, ieri ha chiamato Pippo Civati a prendere posizioni più nette "per costruire una grande casa sinistra". A tale proposito, il leader di Sel ha detto: "non aspettiamo Civati-Godot ma dobbiamo valorizzare le crepe che si stanno aprendo nel Pd".

Facciamo notare che tale sollecitazione all'esponete democratico arriva in vista di Human Factor, conferenza programmatica della sinistra che si terrà a fine gennaio a Milano. Questa potrebbe essere un'occasione per discutere della creazione di un soggetto politico alternativo e potrebbe svolgersi proprio nei giorni dell'elezione del Presidente della Repubblica.

Civati, che alla conferenza di Vendola ci sarà, non ha gradito però la sua ironia. E, a stretto giro, ha replicato: "non si tratta di aspettare me o Godot ma di tornare ad avere quello che una volta si chiamava Ulivo".

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