
A beneficio di tutti quelli che non hanno letto Fini, che non hanno letto e non leggono la nostra rivista, insomma a beneficio di tutti quelli che sono ignoranti sul tema della destra-sinistrudine di Fini (ignoranti nel senso letterale del termine, ovvero che ignorano la realtà, beninteso), ribadisco ancora una volta il punto: siamo oltre la destra e la sinistra; siamo oltre i partiti attuali (soprattutto quelli italiani). Ergo: non abbiamo nulla a che fare con realtà di destra o di sinistra. Nel senso che non apparteniamo a nessuna delle due.
Così Valerio Lo Monaco, direttore responsabile (insieme a Massimo Fini) della rivista La Voce del Ribelle, risponde alla domanda classica che ogni iniziativa, editoriale e politica, si trova a dover affrontare. Un interrogativo che una pubblicazione con questo nome, che può facilmente richiamare tendenze molto sinistre o anche molto cameratesche, può prevedibilmente generare.
Il nuovo mensile, di cui a novembre è uscito il numero 2, è affiancato da un sito in cui anche i non abbonati hanno a disposizione: il giornale online, la WebRadio e la WebTv. Su queste sezioni vengono pubblicati giornalmente gli aggiornamenti, una rassegna stampa particolare, i video editoriali di Fini e degli altri collaboratori della rivista e una selezione di video.
Mentre navigo tra gli articoli del sito, mi viene un dubbio: ma questi qui, sono di destra o di sinistra?
YuSuKe
12 nov 2008 - 17:49 - #1http://www.youtube.com/watch?v=BQXD2Bzn1Rw
sensualità a corte
12 nov 2008 - 19:39 - #2ma chissene
Gunny
12 nov 2008 - 20:25 - #3garantito al limone che Fini è antisionista, poi, di sinistra non è di sicuro.
Ciao sensualità
Alter_EGO
13 nov 2008 - 11:16 - #4Massimo Fini mi è noto solo per ben rappresentare l’ipocrisia e il doppiopesismo di chi conosce la Verità.
Quando si parlava di Amyna, la somala (credo) che andava lapidata perché incinta del suo violentatore o qualcosa del genere, M.F. era per la lapidazione, perché non si deve interferire con le culture altrui (molto Star Trek).
1 secondo dopo però, M.F. però “dimentica” il suo principio di non interferenza quando vuole interferire con la (mia) cultura occidentale che prevede l’interferenza per alcune questioni umanitarie.