Non è una questione di “offese” . E’ una questione politica.
Con la cena separata dei “carbonari” a Palazzo Grazioli (dove un segretario generale della Cisl corre dalle cucine di un albergo per non farsi vedere … ) il capo del governo è passato dalla (eventuale) ragione al torto.
Escludere dall’invito di un vertice il capo di una organizzazione di oltre 5 milioni di iscritti significa per il premier due cose: o non avere capito niente e presto pagare lo scotto politico di questa esclusione, o avere capito tutto ed essere certi di poter stravolgere le relazioni sindacali e sociali a proprio uso e consumo pensando che gli “esclusi” dicano grazie e tolgano il disturbo.
A suo tempo, D’Alema e i Ds e tutta la sinistra commisero l’errore fatale di non “riconoscere” Berlusconi e la sua forza elettorale.
Gli avversari non si scelgono. Oggi è Berlusconi a seguire la stessa strada contro la Cgil, accusata, questo è il punto vero, di fare da apripista nell’alimentare lo scontro sociale contro il governo.
La Cgil è indubbiamente in mezzo al guado. Epifani si è impantanato senza sapere o potere elaborare una linea autonoma riformista. Per anni il sindacato di Corso d’Italia non ha disturbato il manovratore (i governi di centro sinistra): trasformato in una grande e capillare società di servizi per lavoratori, pensionati, disoccupati, precari ed extracomunitari.
Poi, con il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi, la svolta.
Una svolta non voluta. Ma quasi obbligata per la linea economica del governo e per le “provocazioni” varie (Brunetta, la Gelmini ecc.).
Alla fine la Cgil, sbagliando sulla contrattazione, sull’Università, sul pubblico impiego, ha sposato le posizioni più massimaliste della Fiom e della sinistra extrasindacale. Che sono posizioni più conservatrici, non più avanzate.
Ma Berlusconi ha “aiutato” questo processo involutivo, convinto di poter trarre vantaggio dalla rottura sindacale e dal mettere all’angolo la Cgil. Come se Cisl e Uil potessero esaurire la rappresentanza del mondo del lavoro.
Ora la frittata è fatta. Non vorremmo essere nei panni di Epifani. E neppure in quelli di Angeletti e Bonanni, fin troppo solerti a seguire il richiamo nella corte del Cavaliere e a “firmare” prima di verificare contenuti e conseguenze.
La domanda da porsi è però un’altra. Senza la Cgil, con un sindacato ridotto a brandelli, il governo Berlusconi farà più velocemente e meglio le riforme promesse e la Confindustria chiuderà più in fretta i contratti?
Se pensiamo ad Alitalia, alla scuola, agli extracomunitari, alla risposta alla crisi economica, verrebbe solo da ridere. O da piangere.
Alla fine, il conto (salato) della cena dei “carbonari” lo pagheranno gli italiani. Il 12 dicembre, primo tocco di campana con lo sciopero generale marcato Cgil. Antipasto.
Paix
13 nov 2008 - 12:52 - #1@Il 12 dicembre, primo tocco di campana con lo sciopero generale marcato Cgil
Si vedrà… vedremo chi ci sarà e chi no… :)
darling3
13 nov 2008 - 13:15 - #2berlusconi a casa sua invita chi vuole.
perchè secondo qualcuno epifani non ha mai incontrato riservatamente prodi?
Vercingetorige
13 nov 2008 - 13:46 - #3I sindacati italiani sono il parassitaggio assoluto, dopo la classe politica, se gli abolissero e si riformassero da zero, sarebbe solo per il meglio. Ormai sono tutti di facciata, protestano solo per falsa ideologia politica, ovviamente contro la destra, e proteggono solo i parassiti come loro, basta vedere come si son inalberati quando son stati licenziati quelli che si facevano timbrare il cartellino dagli altri colleghi.
...
13 nov 2008 - 14:01 - #4al solito decerebrato: i sindacati han diverso colore politico, non sono covi di comunisti.
Quindi finiscila di scriver ca.ca.te senza ritegno.
Tesqua
13 nov 2008 - 14:43 - #5@2 il Prsidente del Consiglio in un incontro tra confindustria e sindacati semplicemente non può permettersi di escludere il sindacato che rappresenta più lavoratori, x il semplice motivo che “non gli piace il colore”. E’ l’ennesimo esempio di “cattiva educazione”, istutuzionale e non solo, del CAvaliere. Ma tant’è, a molti suoi sostenitori pare che piaccia quest’atteggiamento da bullo….
coraggio....
13 nov 2008 - 15:24 - #6L’isolamento della cgil é semplicemente il terzo punto del “Piano di rinascita democratica” della P2 scritto da Licio Gelli. I due precedenti (nel primo sono stati sostituiti i partiti che sono crollati dopo mani pulite) sono gia stati attuati
Franti
13 nov 2008 - 18:44 - #7Ho due bassotti molto simpatici che ho chiamato Bonanni e Angeletti: hanno lo stesso identico modo di scodinzolare e di leccare la mano al padrone (nello specifico a me…)
Probabilmente Epifani non è un genio, ma rispetto a questi sembra un incrocio tra Di Vittorio e Trentin
NON BOICOTTIAMO LL
13 nov 2008 - 19:23 - #8#4
solo la ugl, sapientone dei miei stivali
...
13 nov 2008 - 19:43 - #9a quello delle identità multiple #8: forse è il caso che ti rileggi la storia delle sigle sindacali italiane, sapientino dei miei calzini.
andrea 27
13 nov 2008 - 20:25 - #10Nella CGIL troviamo una componente (minoritaria) socialista e una comunista;la CISL ha una componente prevalente cattolica,è stata a lungo collaterale alla DC;nella UIL troviamo componenti socialiste,repubblicane e socialdemocratiche.La CISNAL era vicina alla destra e ora è confluita nella UGL, che si definisce apartitica,nata da varie sigle autonome(tratto da un manuale di diritto sindacale).
Non sono tutti comunisti,ma direi che sono più orientati a sinistra, con l’eccezione dell’UGL.
...
13 nov 2008 - 22:47 - #11Ma anche no, visto che la DC ed il PSI con la Sinistra non hanno nulla a che vedere, visto che la maggior parte dei ripescati dopo mani pulite son rientrati in Forza Italia ed in quegl’aborti di (molto)centro-(e poco)sinistra che oggi prendono il nome di PD.
Quindi i comunisti e la Sinistra tra i sindacati ce li vedete solo voi lobotomizzati adepti di quello che con Democristiani e Socialisti ci ha costruito il suo impero, detto anche Nano di Arcore.
Ed ora ritornare sui libri, grazie.
andrea 27
14 nov 2008 - 10:40 - #12caro … la tua arroganza supera ogni confine.Parlavi di storia dei sindacati e io per chiarezza ho riportato quanto affermano gli autori de “Diritto del lavoro - Il diritto sindacale” ed UTET,che per la cronaca sono: Carinci,De luca Tamajo, Tosi e Treu,l’ex ministro del lavoro di Dini e Prodi .Se poi ritieni di saperne di più di loro…..Cmq puoi dire la tua anche senza offendere,visto che io non l’ho fatto.