Financial Times: "Renzi è l'ultima speranza per l'Italia"

ITALY-POLITICS

Tony Barber, in un suo articolo uscito ieri sul Financial Times, definisce Matteo Renzi come "l'ultima speranza per la classe dirigente italiana".

Secondo il più importante giornale economico-finanziario del Regno Unito, tutti gli italiani e i paesi dell'Eurozona dovrebbero tifare, senza indugi, per il rottamatore. Ecco cosa scrive Barber a tale riguardo: "Le prospettive dell'Italia appaiono oscure a meno che Renzi non ce la faccia. Il resto dell'Europa dovrebbe augurargli buona fortuna o, come si dice nella sua Firenze in bocca al lupo". Ma perché un tale trasporto nei confronti del nostro Presidente del Consiglio?

Barber è convinto dell'efficacia delle riforme messe in campo da Renzi. Queste, se portate a compimento, non avranno solo un effetto benefico sul nostro paese, ma anche sugli altri Stati dell'Unione Europea. Se invece il governo non dovesse farcela, l'Italia si metterebbe in una situazione molto difficile, perché rispetto ad altri paesi in difficoltà (Spagna, Irlanda, Grecia) sconta un forte "deterioramento dei tradizionali partiti e dei processi democratici" . Ciò, per il giornalista britannico, ha prodotto una situazione esplosiva; ovvero metà dell'arco istituzionale è rappresentato da formazioni populiste ed euroscettiche. Tra queste vengono menzionate la Lega Nord, il Movimento 5 Stelle e Forza Italia.

Un tempo, scrive Barber, l'Italia poteva fare affidamento su un partito conservatore e moderato, come la Democrazia Cristiana. Quest'ultima guardava all'integrazione europea come "al più nobile degli ideali", ma, dopo vent'anni di berlusconismo, il panorama politico è molto cambiato.

Tuttavia, per parte nostra, non possiamo non evidenziare che il Financial Times forse sottovaluta due cose. La prima è che Renzi e Berlusconi sono legati dal Patto del Nazareno, fatto che condiziona l'operato dell'esecutivo anche in materia economica.

La seconda, non meno importante, è che Renzi durante il semestre europeo non è riuscito ad imporre, insieme alla Francia, una svolta radicale alle politiche di austerity europee. Il nostro paese, attualmente in deflazione, avrebbe bisogno di pesare di più a Francoforte e a Bruxelles. Se così non sarà, potrebbero prodursi ulteriori "deterioramenti nei processi democratici".

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