Vigili a Roma: il Capodanno e molto altro. Com'è andata a finire?

A Capodanno, il Comandante dei Vigili di Roma non riesce in alcun modo a mandare in servizio i 700 di cui avrebbe bisogno. La situazione di attrito fra il corpo dei Vigili e l'Amministrazione e il Comando dura da tempo. Una questione (anche) politica. Domande, risposte, numeri, percentuali, opinioni e una riflessione sul giornalismo

15 gennaio 2015

: è probabile che in molti si chiedano com'è andata a finire la vicenda dei vigili a Roma. Ebbene, quello che siamo in grado di scrivere dopo aver ricontattato l'ufficio stampa del Comune di Roma, è che la situazione è ancora in fieri. Infatti, ci dicono,

ancora non si sono chiuse le prime verifiche e sono ancora in corso gli accertamenti di numerose posizioni. Quindi al momento non ci sono provvedimenti presi, ma solo attesa che gli ispettori interni del Campidoglio e quelli del ministero facciano le loro verifiche».

Nel frattempo, per il 12 di febbraio 2015, è stato proclamato uno sciopero nazionale che riguarda i Vigili urbani di tutta Italia, non solo di Roma. Un'agitazione indetta dal sindacato Ospol-Csa e che prevede un corteo per Roma, da Piazza della Repubblica fino a Piazza SS Apostoli.

Vigili a Roma: il Capodanno e molto altro

Vigili Urbani Roma

Vigili a Roma – Il 1° gennaio 2015 è il giorno dell'indignazione. Repubblica.it titola così: «Capodanno a Roma, l'83,5% dei vigili in turno si dà malato. Il comandante: "Diserzione che infanga l'intero corpo». E questo è l'attacco del pezzo:

«Per la notte di Capodanno, l'83,5 per cento dei vigili che dovevano lavorare era assente per malattia, donazione sangue, disabilità. A renderlo noto è il Campidoglio».

La notizia ha suscitato, come dicevamo, la consueta indignazione a orologeria, quella che si manifesta, ormai, sul web come al bar e che scivola con facilità nel luogo comune, nell'uso disinvolto dei numeri e nella battaglia contro i fannulloni.

I vigili sono una categoria sufficientemente invisa al pubblico, o per via delle multe o per via dei disservizi percepiti, in particolare in una città nel caos come Roma: non stupisce che si scatenino queste reazioni.

Poco dopo l'indignazione che monta arriva anche il primo Tweet del 2015 di Matteo Renzi, che cavalca l'onda e semplifica ancor di più, per dar voce alla sua battaglia volta a cambiar le regole nel pubblico impiego (le altre le ha già cambiate con il Jobs Act).

È possibile che l'iperattivismo ostentato di Renzi del 2 gennaio c'entri poco con la sostanza della questione?

Io credo di sì. E credo anche che cercare di raccontare correttamente questa storia non sia né un attacco ai lavoratori né una difesa dei Vigili di Roma, ma semplicemente un dovere nei confronti dei lettori e della professione giornalistica.

Domande al Comune di Roma

Così, tanto per cominciare ho mandato una serie di domande all'Ufficio stampa del Comune di Roma e ai sindacati, con il proposito di scrivere un pezzo da aggiornarsi progressivamente e di cercare di dare una visione d'insieme sull'intera vicenda. Le risposte sono del 3 gennaio 2015.

    Quanti sono i vigili a Roma?
    6200.
    Quanti vigili avrebbero dovuto essere in servizio a Roma il 31/12?
    Circa 700 divisi su due turni, come negli anni passati
    Quanti erano in servizio?
    In servizio sono stati 470 agenti
    Quali sono tutte le cause delle assenze?
    Malattia, donazione sangue, legge 104, legge 53, articolo 19 e non giustificate
    Quanti erano a casa per malattia?
    571 circa
    Quanti erano a casa per malattia da più giorni o per più giorni?
    Si sta verificando
    Le visite fiscali hanno accertato anomalie?
    Gli accertamenti e le indagini interne son tuttora in corso
    La percentuale dei malati è in linea con gli altri anni?
    Assolutamente no
    C'è un'evidenza del fatto che il tasso di certificati medici per malattia di vigili per il 31/12 e limitrofi sia significativamente più alto rispetto a quelli di altre categorie di lavoratori?
    Per quanto riguarda gli altri servizi alla cittadinanza Ama ha intensificato i turni e gli addetti alla spazzatura e alla raccolta. In Atac invece si è verificata la stessa metodologia di assenza (per malattia) dei conducenti della metro su 24 previsti per il turno serale/notturno 17 (70%) non sono andati a lavoro

Infine, ecco le percentuali e i motivi delle assenze dal lavoro fornitemi nel dettaglio:


    571 malattia
    63 donazione di sangue
    81 legge 104
    23 legge 53
    29 articolo 19 legge 53
    8 non giustificati

    Una trentina i casi da verificare.

Se 571 erano i vigili in malattia, sul un totale di 6200, la percentuale degli assenti per malattia è del 9%.
Se i vigili in turno dovevano essere 700 e sono stati 470, la percentuale degli assenti rispetto all'obiettivo era del 33%.(*)
Da dove arriva, allora, l'83%?

Vigili a Roma - Le dichiarazioni di Clemente

Dal Comune di Roma, oltre alle risposte alle semplici domande inviate, mi hanno girato anche il comunicato stampa con le dichiarazioni di Raffaele Clemente, Comandante della Polizia Locale di Roma.

Eccolo di seguito, riportato integralmente.

    CAPODANNO: NONOSTANTE ASSENZE DELL’ULTIMA ORA DI 83,5% VIGILI SERVIZIO REGOLARE
    CLEMENTE, STIGMATIZZO COMPORTAMENTI DI CHI HA MESSO A RISCHIO FESTA POPOLARE

    La serata e la nottata di Capodanno si sono svolte senza intoppi per la mobilità e la sicurezza delle 600 mila persone che hanno festeggiato l’arrivo del 2015 nelle strade della Capitale, a via dei Fori Imperiali e al Circo Massimo. Il servizio degli agenti della Polizia locale di Roma Capitale è stato garantito grazie al previdente ricorso all'istituto della pronta reperibilità, affinché si potesse disporre di un numero sufficiente di personale da impiegare nei servizi di viabilità finalizzati alla sicurezza stradale. Nello specifico, sono state impiegate circa 470 unità, 240 dalle ore 18.00/19.00 (75 di reperibilità) e circa 230 dalle ore 24.00 (45 di reperibilità). Inizialmente, i servizi di Capodanno prevedevano di impiegare circa 700 unità, come nei precedenti anni, in turno straordinario. Ma la mancata adesione allo straordinario aveva indotto il comando del corpo a disporre una ridistribuzione di tutto il personale.

    Dopo il differimento dell’assemblea sindacale dei giorni scorsi, prevista proprio per il 31 dicembre a ridosso della mezzanotte, già ieri pomeriggio era apparso chiaro che, a fronte della iniziale disponibilità di 1000 agenti (in servizio ordinario per il turno di seminotte) si sarebbe giunti progressivamente a 165 unità, per un totale di 835 assenze dell’ultima ora (-83,5%), motivate da malattia, donazione sangue, legge 104, legge 53 art. 19 ecc.. Inoltre, per il turno di notte dal numero iniziale di 300 unità previste si sarebbe arrivati a 185 unità, con 115 assenze riconducibili alle medesime motivazioni (percentuale di assenza del 38%). Ciononostante, proprio grazie alla reperibilità, è stato possibile garantire tutte le chiusure stradali, nonché governare l’afflusso e il deflusso dei tantissimi cittadini e turisti in strada a festeggiare.

    “Gli agenti che hanno lavorato ieri sera e ieri notte – commenta il comandante della Polizia locale di Roma Capitale, Raffaele Clemente – hanno compiuto un eccellente lavoro e per questo li ringrazio, a nome dell’amministrazione, della città e mio personale. Diversamente, non posso che stigmatizzare l’atteggiamento di quanti, tra i miei colleghi, hanno cercato di sabotare, con una diserzione numerica assolutamente ingiustificata, la festa popolare del Capodanno, cercando di mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini ma anche il buon nome dell’intero Corpo degli agenti della Polizia locale e della città di Roma. Le divergenze sorte nelle ultime settimane o mesi, sul fronte della rotazione degli agenti o sulla definizione del salario accessorio – conclude Clemente - non dovrebbero essere prese a pretesto per venir meno alla propria professionalità e ai propri doveri . Per questa ragione, per un evidente bisogno di equità nei confronti di quanti ieri hanno prestato il proprio dovere con professionalità e spirito di abnegazione sarà rigorosamente ricostruita l’intera vicenda a favore delle autorità giudiziaria o di garanzia. Ogni eventuale condotta illecita sarà sanzionata amministrativamente”.


È da qui, dunque, che arriva l'83%, utilizzato per semplificare una situazione complessa. Qualcuno ha scelto, giornalisticamente, di puntare sul numero più grosso, che faceva più scalpore.

Eppure sarebbe stato possibile raccontare la storia in un altro modo, e non dimenticare la situazione dei rapporti fra il Comune e i Vigili, per esempio.

Vigili a Roma - La storia recente

Il rapporto fra la giunta Marino e la base dei vigili non è affatto all'acqua di rose. Anzi. Probabilmente l'inizio delle ostilità si può ascrivere al rapporto conflittuale fra il sindaco di Roma e l'ex comandante dei Vigili, Carlo Buttarelli. Nominato da Gianni Alemanno (al posto di Angelo Giuliani, in seguito a un'inchiesta che travolse il corpo dei vigili urbani romani nel 2012, a riprova del fatto che la faccenda sia molto problematica), Buttarelli si dimette il 7 luglio 2013, ufficialmente per ragioni personali, ma secondo altre voci proprio in seguito ad attriti con il Sindaco.

A quel punto bisogna procedere alle nomine. Tocca a Oreste Liporace, scelto fra 99 candidati. È un ufficiale dell'arma dei Carabinieri. Superqualificato, in teoria: ha tre lauree (in Economia e in Giurisprudenza all'università La Sapienza e in Scienza della Sicurezza a Tor Vergata) ed è abilitato all'esercizio della professione di commercialista. Ma incontra subito le proteste dell'Ospol, che non gradiscono la provenienza non interna al corpo, nonostante sia legittima. Viene fuori poi che Liporace non ha titoli a sufficienza per ricoprire il ruolo. Manca un requisito: cinque anni di esperienza da dirigente di un ente pubblico. Scivolone di Marino, prontamente "distrutto" mediaticamente (su Repubblica Merlo sentenzia: «con questo suo ultimo pasticcio Ignazio Marino ha esaurito il credito che gli era dovuto perché è di sinistra e perché ha sconfitto Alemanno») e dimissioni conseguenti di Liporace. L'11 ottobre 2013 Marino ammette l'errore e fa un'altra nomina che non piacerà almeno a parte dei sindacati dei Vigili, perché anche in questo caso pesca all'esterno del Corpo: Raffaele Clemente. Già a capo della divisione anticrimine, primo dirigente di polizia, già direttore della sala operativa della Questura.

Come prevedibile, Clemente è inviso a molti. L'Ospol annuncia addirittura ricorso al Tar contro la sua nomina. Marino e Clemente fanno squadra. Contro i "poteri forti", dice il sindaco: «Ho subito attacchi da tutte le parti. Stiamo sfidando i poteri forti della città: costruttori, editori e imprenditori. Le critiche sono una medaglia. Non credo che i romani mi abbiano eletto per vedermi ripetere i riti di una politica stanca e inconcludente».

Fatto sta che la riorganizzazione che vuole operare Clemente per cambiare le cose non incontra il favore del corpo. Infatti la situazione di tensione permane da oltre un anno, durante il quale, ha spiegato Stefano Lulli (segretario per Roma e provincia del sindacato Ospol), sono stati fatti tre scioperi e dieci assemblee generali.

Anche il 31 dicembre 2013 si parla dello scarso numero di vigili in servizio a capodanno: allora furono 440. Ecco il pezzo del Messaggero:

«Metro aperte solo fino alle 2.30 e niente bus dalle 21. Questi sono i due orari da ricordare per chi si appresta a festeggiare il Capodanno a Roma e si affida ai mezzi del trasporto pubblico.Chi vorrà festeggiare fino al mattino dovrà per forza usare l’auto. Un lavoro in più per i vigili urbani mobilitati dal Comando che aveva chiesto 700 unità per far fronte alle necessità ed è riuscito a radunarne appena 443, di cui 278 realmente in strada con una media di una decina di vigili per ogni municipio, centro storico a parte».

In quel caso, però, non si fa ricorso alla reperibilità. Perché? Secondo un pezzo di allora, per Marino bastano per un giorno di festa. E la cosa si archivia lì.

In un anno di scontri, l'oggetto del contendere cambia di volta in volta. Prima il ritardato pagamento di alcuni straordinari di luglio e agosto 2013, poi il salario accessorio, sul quale bisognerebbe aprire una lunga parentesi di approfondimento, quindi le proteste contro le modalità di applicazione del piano di rotazione territoriale anti-corruzione, approvato dall'autorità Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. Anche in quest'ultimo caso si dovrebbe fare un approfondimento per esplicitare le motivazioni del Comandante Clemente e quelle di chi protesta. Infine, i contrasti per il contratto decentrato (Giancarlo Cosentino, segretario Funzione Pubblica Cisl Roma e Lazio, afferma: «È evidente che si è scelto di impostare il tavolo di trattativa puntando ad esasperare quella che è la flessibilità dei lavoratori. Si chiede una maggiore copertura notturna, una diversa organizzazione del territorio, il tutto senza una visione d'insieme del corpo»).

Insomma: si arriva a metà dicembre 2014 con questo clima rovente. I sindacati convocano due assemblee a ridosso della mezzanotte del 31 dicembre: in 1000 danno comunque disponibilità per il turno straordinario, ma evidentemente la pressione dei sindacati funziona. L'assemblea viene bloccata (scrive l'Ansa da «una lettera della commissione scioperi»), ma cominciano le defezioni. Il prefetto non avvia la precettazione. Il Comando dei Vigili prova a riorganizzare i turni. E alla fine si arriva alla medesima situazione del capodanno del 2013. Con un dato di fatto: le organizzazioni sindacali sono arrivate compatte a questo appuntamento (come l'anno scorso, verrebbe da dire). Ma questa volta Clemente, che ritiene di aver bisogno di questi 700 vigili in servizio, come è in suo potere e diritto, avvia la procedura di reperibilità.

Il risultato sono i numeri che ho illustrato più sopra (nota a margine: c'è la medesima procedura di protesta, ovvero l'assemblea convocata, prevista per il prossimo derby Roma-Lazio, l'11 gennaio 2015) e l'iniziativa mediatica per denunciare pubblicamente gli assenteisti.

Marino incassa l'appoggio di Renzi e Madia, come detto (ma per altri motivi). Il sindaco si dice grato a chi ha lavorato e promette: «Chi ha finto di essere malato, chi ha inventato scuse ne dovrà rendere atto nei modi previsti dalla legge e assumersi le proprie responsabilità».

Chi ha ragione? Non è facile dirlo senza lasciarsi condizionare dalle proprie idee personali. Di certo, globalmente, è già stata emessa la sentenza di condanna dei Vigili romani, anche se qua e là sono apparse voci fuori dal coro.

Su Lettera43, ecco la testimonianza di un vigile:

«se gli agenti hanno preferito rinunciare a 220 euro di straordinario per donare il sangue è evidente che c’è un malessere fortissimo»

Alessandro Gilioli, su l'Espresso, ha pubblicato La versione del vigile, che parla di un futuro fatto di perdite medie sullo stipendio piuttosto alte, con il nuovo contratto decentrato. E che ammette che si siano usati tutti gli appigli possibili per evitare la riorganizzazione dei turni proposta dal Comando a Capodanno:

«in maniera del tutto spontanea e slegata da qualsiasi proposta sindacale, molti vigili hanno iniziato per conto proprio a studiare il proprio contratto e hanno scoperto di aver diritto da contratto, per esempio, a donare sangue in un giorno di lavoro o ad assistere il proprio parente infermo o a effettuare una visita medica: tutti istituti contrattuali regolari, previsti, ovviamente da esercitarsi con giustificativo a norma di legge».

Sulla "spontaneità" del fenomeno si riporta la parola del vigile ma non si può fare alcuna verifica.

La Cgil nazionale, tramite Rossana Dettori, prende le distanze dall'assenteismo per protesta, pur condannando l'Amministrazione e il Comando:

«È una brutta pagina per la pubblica amministrazione capitolina e per il lavoro pubblico. Da mesi il sindacato cerca di ricomporre una frattura causata dalla sordità dell’Amministrazione e del Comando della Polizia Municipale. Invano. Ma questo non giustifica atteggiamenti contrari alle norme e che ricadono sui cittadini»

La Uil promette nuove battaglie e anche lo sciopero, eventualmente.
Le differenti posizioni dei sindacati (compatti nella protesta, meno nelle forme) e le differenti appartenenze politiche dei medesimi rendono molto più complicata la ricostruzione del pensiero sindacale in merito.

Lo scopo di questa ricostruzione non è, comunque, quello di stabilire le ragioni ma di raccontare una vicenda in maniera approfondita.

Vigili a Roma - Una questione politica?

Il fatto è che, al netto di questo caso specifico, tutta la storia recente dei Vigili a Roma sembrerebbe essere una questione politica, a vari livelli.

Così, ecco che arriva anche Alemanno a dire la sua.

Su Facebook, l'ex sindaco accusa l'attuale amministrazione di incompetenza e di ricostruzione mediatica. Un'accusa effettiva? Un'altra strumentalizzazione delle cifre?

Altre domande al Comune

Visto l'intervento di Alemanno e visto che avevo bisogno di chiarire altre questioni, procedurali e numeriche, ho fatto altre domande all'Uffico Stampa del Comune di Roma.

Eccole, dunque, con le relative risposte di oggi, domenica 4 gennaio 2015.

    Come procedono le verifiche? Cos'è emerso fino a questo momento?
    Le verifiche procedono bene e velocemente. C'è un pool di persone guidate da Raffaella Modafferi (vice comandante) che coordina il lavoro. Domani arriveranno anche gli ispettori inviati dal ministero della Madia. Tra qualche giorno dovrebbero infine arrivare i primi risultati
    Si parla di 44 certificati di malattia dubbi, è corretto?
    Sono i primi e più palesemente anomali, quelli che ad una poco attenta verifica sono risultati contestabili e impugnabili.
    Nella sera del 31/12 si è provveduto a utilizzare la reperibilità?
    Si è utilizzata la reperibilità (come prevede il contratto in particolari casi di emergenza) solo dopo aver constatato l'assenza effettiva del numero minimo per garantire lo svolgimento del Capodanno.
    Come funziona in genere la reperibilità dei Vigili?
    La reperibilità si utilizza nei casi di estremo bisogno o meglio le emergenze (ultimi casi a Roma sono stati la nevicata e gli allagamenti dello scorso anno e quelli precedenti)
    Nelle dichiarazioni del Comandante Clemente si legge «era apparso chiaro che, a fronte della iniziale disponibilità di 1000 agenti (in servizio ordinario per il turno di seminotte) si sarebbe giunti progressivamente a 165 unità, per un totale di 835 assenze dell’ultima ora (-83,5%)». È da queste che nasce quell'83% che è diventato il titolo di tutti i giornali. Questa "iniziale disponibilità" che cos'è? Quei 1000 erano i vigili "reperibili"? Oppure era il numero di agenti che avevano dato la loro disponibilità su carta per i turni straordinari per poi ritirarla?
    Il numero di 1000 si era raggiunto tra turni e disponibilità poi venuto meno all'ultimo momento e quindi si è ricorso alla reperibilità.
    Alemanno attacca tramite i social network accusando l'amministrazione di "impreparazione all'evento" e di "inganno mediatico". Qual è la replica dell'amministrazione?
    Non c'è una replica diretta ad Alemanno, ma un'indagine in corso, da parte anche di ispettori esterni inviati dal ministero, che darà risultati certi i quali saranno poi inviati agli organi competenti.
    È corretto affermare "Gli assenteisti presunti colpevoli sono 44 su circa mille: il 4,4 %"?
    Non è corretto. Il numero, 44, fa riferimento, come spiegato prima, ai primi casi immediatamente riscontrabili

Insomma: la risposta su quei famigerati 1000 dimostra una volta di più che titolare sull'83% era una scorciatoia troppo facile. Allo stesso modo, puntare tutti sulle 44 anomalie riscontrate è frettoloso e scorretto. Bisogna aspettare l'esito delle ispezioni: da 2 a 4 giorni al massimo, mi dicono dal Comune.

Quanto al caso del Capodanno 2013, mi rispondono, semplicemente: «Non si è usata la reperibilità».

L'USB accusa: Renzi strumentalizza i Vigili

In questo quadro complicato, l'Unione Sindacale di Base ha diramato un comunicato che penso valga la pena di riportare nella sua interezza. In esso il sindacato rappresenta il proprio punto di vista sulla questione del Capodanno, ma poi prova a inquadrare la questione in un contesto più ampio.

    USB PUBBLICO IMPIEGO - GOVERNO RENZI STRUMENTALIZZA I VIGILI DI ROMA
    CAPITALE PER COLPIRE TUTTO IL PUBBLICO IMPIEGO E APPLICARE IL JOBS ACT

    7 Gennaio assemblea generale di tutto il personale in Campidoglio a partire dalle 8,00
    Aperta alla cittadinanza

    "Lo straordinario accanimento contro il Pubblico Impiego da parte della coppia Renzi-Madia, ha trovato nuova enfasi mediatica grazie all’utilizzo strumentale della condizione dei vigili urbani di Roma Capitale” dichiara Daniela Mencarelli dell’Esecutivo Nazionale USB Pubblico Impiego.
    A questo disegno prestano il fianco sia l’intera amministrazione capitolina, che il comandante della Polizia Locale, lasciando intendere alla cittadinanza che quanto non funziona a Roma dipende esclusivamente dall’assenteismo e dai privilegi dei pubblici dipendenti, mentre per USB lo sfascio messo in atto la notte di Capodanno deriva da una grande disorganizzazione e dall’aver impostato il servizio su base volontaria senza ricevere adeguate conferme” continua la rappresentante sindacale della USB.
    «Anche gli interventi del primo ministro e della responsabile della Funzione Pubblica sembrano più dettati dall’esigenza di avallare l’impossibile equazione dipendente pubblico=fannullone, e giustificare in tal modo l’applicazione del jobs act ai pubblici dipendenti, il mancato rinnovo dei Contratti Nazionali, la riduzione sistematica di personale e il blocco delle assunzioni, la spending review operata sui salari accessori e sui servizi rivolti alla cittadinanza” incalza la sindacalista della USB “senza contare l’imminente apertura della discussione sulla riforma della Pubblica Amministrazione, sulla quale i sindacati conniventi paiono del tutto silenti”.
    “USB ha convocato sin dalla scorsa settimana una assemblea generale del personale che – alla luce degli ipocriti comportamenti degli amministratori e della dirigenza dell’ente – diventa un primo appuntamento di lotta e assume un valore enorme affinché sia recuperata una comune intesa tra lavoratori pubblici e cittadini, stanchi di pagare i costi della politica incapace, della corruzione mai arrestata e della dirigenza asservita” conclude Daniela Mencarelli della USB».


Mi sembra che sia una posizione che ben riassume la complessità della situazione, insieme alle altre testimonianze. In più, si focalizza sulla rappresentazione mediatica.

Vigili a Roma: come è stata raccontata la storia del Capodanno

Vigili di Roma - Il titolo di Reuters

Come sia stata raccontata questa storia, più o meno, lo abbiamo capito. Per tutti è uno scandalo, per tutti 83 vigili su 100 non hanno lavorato a Capodanno.

Come abbiamo visto, è una semplificazione errata. Del Tweet di Matteo Renzi si è già detto. Ne sono arrivati due anche del Ministro Marianna Madia. Il secondo è il più interessante: si persegue la retorica renziana secondo la quale non ci sarebbero gli strumenti per licenziare o per punire i responsabili di illeciti sul lavoro. Non è così, lo sappiamo bene.

Fra i giornalisti, Gianni Riotta ci ha tenuto a twittare Reuters: «Parlano di noi», ha scritto il collega.

Certo, con il titolo che abbiamo suggerito loro, semplificando Urbi et Orbi.

Il Corriere con Sergio Rizzo picchia durissimo e amplia il raggio: contro il salario accessorio usato a pioggia (secondo alcuni, però, questo salario accessorio era usato sì a pioggia, ma per compensare stipendi bassi, per questo dicevo che occorrerà approfondire), contro le stabilizzazioni facili (393 assunzioni in un giorno), contro gli incentivi. Insomma, contro la casta dei Vigili.

Quanto all'efficienza del corpo, secondo alcuni i Vigili sarebbero sottodimensionati nell'organico. E a giudicare dalla legge regionale, art.2 comma 2-a, sarebbe vero. Secondo molti altri – dalla redazione di Roma fa schifo, durissima contro i Vigili al semplice cittadino che vive o ha esperienze di Roma – i Vigili urbani a Roma sarebbero esempio dell'italica inefficienza. Dalle auto in doppia fila senza multa alle inchieste sul Corpo, l'immagine non aiuta a pensare il contrario).

Vigili e opinioni

Poi entriamo nel campo delle opinioni.

L'opinione che mi sono fatto io, leggendo tutto quel che ho linkato e anche qualcosa di più, la scrivo qui, ben separata da tutto il resto, e vale come tale: è una mia opinione.

Penso che ci sia molto che non vada, nel corpo dei Vigili urbani a Roma. Che l'evidente braccio di ferro fra la base e i vertici andrebbe approfondito meglio. Che la situazione sia l'ennesima riprova di un sistema-Roma che non funziona. Penso – per averci vissuto svariati anni e per i racconti che me ne vengono fatti – che il percepito del lavoro dei Vigili a Roma non sia positivo e che questo percepito molto spesso sia una cartina di tornasole. Le responsabilità di questo le immagino a vari livelli.

Sul Capodanno e sul caso specifico, credo che un appartenente alla Polizia Municipale dovrebbe sentire il dovere di prestare servizio in una situazione particolarmente delicata; credo poco alla spontaneità della protesta e molto al fatto che chi si è reso irreperibile utilizzando gli strumenti legali a sua disposizione lo abbia fatto a scapito dell'etica professionale.

Mi sembra anche che, quest'anno, Marino e Clemente abbiano voluto forzar la mano – mentre nel 2013 non si ricorse alla procedura di reperibilità – perché in qualche modo il sindaco di Roma, dopo la bufera di Mafia Capitale, gode di un maggior appoggio non solo da una fetta di opinione pubblica ma anche dai renziani. E perché, evidentemente, la situazione è diventata ingestibile, dopo oltre un anno di scontri intestini. L'anno scorso Marino non ne ebbe la forza politica (e ai colleghi giornalisti la notizia non interessò più di tanto). Su questo, ovviamente, lavoro per ipotesi non avendo ricevuto altre risposte dal Comune. Penso che per arrivare a una situazione del genere ci sia davvero tanto malessere.

Mi sembra che ci siano svariati interessi politici in ballo.

Mi sembra anche che da una parte si cerchino di proteggere i privilegi di chi se ne approfitta, a scapito di quelli che lavorano con onestà, mentre dall'altra si usi la leva dei privilegi da azzerare per imporre a tutti condizioni di lavoro peggiori.

I privilegiati che se ne approfittano vengano poi strumentalizzati per e andare all'attacco, ad esempio con la personale visione renziana di come si debbano modificare le regole nel mondo del lavoro. Ma rendere i licenziamenti più facili, così come non c'entra nulla con la ripresa e la crescita, non hanno nulla a che vedere con questa storia. Penso che ai Vigili di Roma vadano attribuiti torti e responsabilità (e spero che le irregolarità vengano sanzionate, come dovrebbe accadere in qualsiasi contesto) e che anche l'Amministrazione e il Comando dovrebbero fare la loro parte di ammissioni di responsabilità.

Ma penso che anche questa storia si collochi perfettamente nella narrativa politica ben descritta da Alessandro Robecchi come generatrice di invidia sociale, in quell'ideologia renziana all’attacco del pubblico impiego che tratteggia Carlo Gubitosa. La vicenda con tutti i suoi risvolti, non ultimo quello mediatico, è conseguenza e rappresentazione perfetta della crisi sociale e politica (non solo di quella economica).

Visto che siamo nel campo delle opinioni, mi consentirete, infine, una generalizzazione e una semplificazione: aggiungerò anche che non mi piace per niente il modo in cui il giornalismo italiano ha affrontato questa notizia.

Né il modo in cui le affronta da un po' di tempo a questa parte.

I Vigili e il giornalismo

Qualcuno titola. Il titolo fa scalpore. Tutti gli altri (o quasi) titolano a loro volta. La notizia si amplifica. Poi, se mai, si procede a verifica.

Lo si fa se si ha tempo, se sembra il caso, se conviene.

Come si poteva raccontare questa storia? Per esempio, senza puntare sull'enfasi dei numeri. Evitando la tentazione del titolo ad effetto. Scrivendo che a Roma in nessun modo il Comandante dei Vigili urbani è riuscito a trovare i 700 previsti nonostante gli incentivi economici dello straordinario. Precisando che tutto questo nasce da una diatriba ormai radicata e raccontando, per quanto possibile, il contesto e le condizioni al contorno. Se proprio non si poteva fare a meno del titolo ad effetto, si poteva puntare sulla situazione caotica dei Vigili a Roma.

Anche il numero di 44 casi anomali è prematuro. Occorre comunque aspettare le verifiche degli ispettori.

I tempi dell'informazione online sono diventati frenetici e ossessivi al punto da richiedere una velocità tale d'esecuzione che rende impossibili tutte le sane forme di verifica. La necessità (la voglia? la fretta?) di uscire presto, subito, prima degli altri (o almeno di coprire lo scandalo del giorno, che gli altri stanno già cavalcando), la necessità di fare l'ennesimo titolo acchiappaclick per portare traffico, forse anche la pigrizia, portano tutti a uniformarsi sotto la bandiera del titolo unico che poi diventa pensiero unico.

È una questione di tempi e di opportunità e di costi, anche, oltre che di volontà. Se si tratta tutto con superficialità e la politica, altrettanto superficiale ma per convenienza, accoglie determinati assist approfittandone, va a finire che diventa normale, legittimo pensare che una notizia "serva" alla riforma, come scrive Roberta Covelli.

Ci ho messo molto a scrivere questo pezzo e non ho raccontato tutto quel che si poteva. Eppure il risultato è un articolo molto lungo: non è affatto detto che il lettore medio abbia voglia di arrivare fino alla fine, anche perché è ormai abituato ad altro, alle notizie cotte e mangiate. Nei primi quattro giorni del 2015, il lettore medio ha ricevuto quattro indignazioni a orologeria sul piatto: Pompei chiuso a Natale e Capodanno, i Vigili di Roma, il volo di Renzi, la norma salva-Berlusconi. Nella maggior parte dei casi mancano verifiche, ci si basa sulle dichiarazioni e non sulle carte e via dicendo. È come lavorare in uno stato d'emergenza permanente. Solo che l'emergenza richiede eccezionalità: quando diventa normalità è pericolosa e ingestibile.

Non è detto, dunque, che quello dell'approfondimento sia un modello di business sostenibile?

Non ci voglio credere: se non si vuole rinunciare a fare giornalismo, sarà il caso di trovare il modo di farlo diventare sostenibile. E alla svelta.

Postille

    (*) Alcuni lettori che hanno commentato sui social network questo pezzo si sono concentrati molto su queste percentuali. In un caso sono state utilizzate per criticare tutto l'impianto del mio articolo.

    Per la precisione: è vero che le basi di calcolo per ottenerle sono state scelte arbitrariamente da me. Il motivo di queste due percentuali offerte è che, come spero si capisca proseguendo nella lettura, anche la base di calcolo per ottenere quell'83% è scelta arbitrariamente ed è stata presa quella, giornalisticamente, perché è il numero più roboante. I valori assoluti sono molto più utili in questo caso, ed è per questo che mi sono fatto mandare i numeri in valore assoluto dal Comune di Roma, che si suppongono corretti, visto che è l'unica fonte titolata a produrli. Bisognerebbe essere molto cauti nell'uso dei numeri per titolare e per dare notizie. Soprattutto, nell'uso dei numeri percentuali. Un altro esempio recente di fretta nello sciorinare numeri (in questo caso in senso assoluto) è dato dal caso Norman Atlantic, di cui ad oggi non si conosce ancora l'ammontare dei dispersi

[La foto della Sfilata dei motociclisti della Polizia municipale di Roma, attuale Polizia Roma Capitale (nel 2007), è tratta da Wikipedia].
[Il pezzo è da intendersi in progressivo aggiornamento. Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2015]

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