Grexit: che cos'è. Le ipotesi al vaglio dell'Eurogruppo

L'uscita della Grecia dall'Eurozona (Grexit) viene presa sempre più in seria considerazione.

Sabato 11 luglio 2015

- Ormai da mesi "Grexit sì o Grexit" no è un vero e proprio tormentone. Il governo Tsipras nato dopo la vittoria di Syriza alle elezioni del 25 gennaio ha ancora in corso lunghe trattative con l'Eurogruppo per stabilire un piano d'aiuti alla Grecia, mentre l'ipotesi che possa uscire dall'Eurozona diventa sempre più insistente.

Secondo le ultime notizie, il (o la) Grexit sarebbe stata proposta dalla Germania per cinque anni, affiancata però da un piano di aiuti umanitari. Un Grexit temporaneo che sarebbe però stato bocciato da fonti diplomatiche dell'Unione Europea, che sostengono che una soluzione del genere "non può essere presa sul serio" perché "è legalmente infattibile, senza senso economico e non in linea con la realtà politica". In alternativa si chiederebbe alla Grecia un fondo di garanzia da 50 miliardi di euro con i beni del Paese che possa servire da "paracadute" per i creditori.

L'ipotesi del Grexit temporaneo, che emergerebbe da un documento del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble secondo quanto riferito dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, è stata smentita dal governo greco. E proprio quest'ultimo potrebbe essere il vero obiettivo della Germania, che punterebbe a far cadere l'esecutivo Tsipras e vorrebbe nuove elezioni in Grecia già a ottobre 2015.

Tutto quello che c'è da sapere sul Grexit

Lunedì 5 gennaio 2015Grexit

– Negli ultimi giorni, e in particolare da quando in Grecia è stato sciolto il Parlamento per andare alle urne il prossimo 25 gennaio, un termine ha cominciato a farsi strada sulle cronache politiche internazionali: Grexit. Si tratta della (discutibile) abbreviazione di Greek Exit, uscita della Grecia. Da cosa? Dall'euro, ovviamente.

Il termine esiste dal 2012, ma è tornato alla ribalta in questi ultimi giorni, quando la possibile vittoria di Alexis Tsipras alle elezioni elleniche potrebbe portare Atene a uscire dalla zona euro. Dopo tante speculazioni, più o meno teoriche, è la prima volta dalla sua nascita che l'Eurozona potrebbe fronteggiare l'uscita volontaria di un suo membro.

Cos'è il Grexit


Quando si è iniziato a parlare di "Grexit", nel 2012, l'ipotesi era che l'uscita della Grecia non fosse volontaria ma forzata, a causa del crollo del sistema bancario. Un modo, quindi, per tutelare il resto dell'Eurozona e denominato "Piano Z". L'idea era che la Grecia fosse, prima o poi, destinata al default, e che tutte le misure per evitarlo avrebbero solo danneggiato l'Eurozona. Meglio quindi tagliare fuori il Paese prima di peggiorare la situazione.

L'Europa ha, come si sa, preferito adottare un'altra strategia, mettendo la politica e l'economia greca sotto "tutela" da parte della Troika. Il Grexit, secondo molti, avrebbe causato un effetto domino in grado di danneggiare l'Eurozona (e forse distruggerla) più di quanto previsto dai teorici del Grexit.

Oggi la situazione è cambiata. Dopo due anni di "tutela" da parte della Troika, l'economia greca si sta risollevando (anche se le condizioni di vita e il tasso di disoccupazione sono ancora lontani dalla normalità) e soprattutto le riforme volute da Bce, Ue e Fmi hanno cambiato notevolmente la composizione del debito greco. Le banche, le finanziarie e i fondi di investimento tedeschi e francesi che avevano nel portafoglio il debito greco, hanno ormai avuto tutto il tempo di sbarazzarsene, rivendendo a governi, istituzioni o a speculatori. Perciò, mentre i greci continuano a pagare il prezzo degli errori dei loro politici, le istituzioni europee si sono assicurate un buon paracadute.

Le conseguenze del Grexit


È per questo che, per la prima volta, dalla Germania arrivano voci di un possibile benestare alla richiesta della Grecia di uscire dall'euro. Richiesta, è bene ricordarlo, che non è ancora stata fatta e che non figura espressamente nel piano di Syriza. Anzi, ormai da mesi Tsipras ha smesso di parlare di uscita dall'euro, preferendo concentrarsi sulla richiesta di nuove tempistiche più elastiche per il rientro dal debito.

Quotidiani tedeschi fanno sapere però che Angela Merkel e il Ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble sarebbero pronti ad accettare l'uscita di Atene dall'euro, qualora arrivasse la richiesta. E anche se le fonti ufficiali del governo fanno sapere che "non c'è alcun cambio di rotta", e ci si aspetta che Atene onori gli impegni presi, si tratta di un segnale importante. Quasi che una parte del mondo finanziario preferisca l'uscita della Grecia ora che la situazione è tranquilla (per loro), prima di un possibile peggioramento.

Venuto meno l'effetto domino per i mercati finanziari, parlare di uscita dalla zona euro non è più un tabù. L'altro effetto domino potrebbe però essere quello per i Paesi in difficoltà: qualora la Grecia facesse da apripista con il ritorno alla dracma, e l'esperienza si rivelasse positiva, quanti altri Paesi membri dell'Eurozona potrebbero decidere di intraprendere la stessa strada?

GERMANY-ECB-EUROZONE-FOREX-RATE-ECONOMY


Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 3 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO