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Riforma Gelmini: l'autoriforma dell'Onda parte prima. Il diritto allo studio

Pubblicato: 18 nov 2008 da Luca Landoni

Da più parti l’Onda studentesca che si oppone alla Riforma Gelmini e dell’università in generale, è stata accusata di voler solo distruggere e non costruire. Se ciò poteva essere vero in passato, ora sicuramente non lo è più. Il sito di riferimento degli studenti in lotta,ateneinrivolta.org, ha infatti pubblicato oltre al video di cui sopra un documento articolato, scaturito dal cosiddetto workshop svoltosi alla Sapienza di Roma.

La proposta è organizzata in tre diversi file, denominati Il diritto allo studio, Ricerca e Didattica. E’ nostra intenzione analizzarli tutti e tre senza alcuna preclusione, al fine di consentire ai lettori di farsi un’idea libera e indipendente, al di là delle posizioni di chi scrive. Cominciamo dal primo file.

Il diritto allo studio. Al di là dell’esordio drammatico (”Il workshop di ieri è stato partecipato da circa un migliaio di persone”, viva l’italiano), siamo di fronte a un vero manifesto programmatico che cerca di dare una risposta alla crisi e di spiegare le scelte successive. Il punto di partenza è il curioso motto “noi la crisi non la paghiamo”; curioso perché nessuna categoria la vuole pagare ma qualcuno dovrà pur farlo, anzi possibilmente tutti in misura eguale, anche se siamo d’accordo sul fatto che questa sia un’utopia.

Chiarito che anche il centro-sinistra ha contribuito allo “smantellamento dell’istruzione e della ricerca”, si accusa tuttavia il governo di nascondere una matrice ideologica dietro la logica dei tagli ex-legge 133. L’ideologia in questione non è ben chiarita, ma l’accenno velato è presumibimente rivolto alla privatizzazione indotta. In seguito si torna sul vecchio cavallo di battaglia della liberalizzazione dei corsi e riduzione delle tasse universitarie, secondo il motto “la crisi la paghino le banche, le imprese, i governi e i baroni”.

Tornando agli studenti, oltre alle istanze di cui sopra, si chiede una forma ulteriore di retribuzione diretta e indiretta. In parole povere studenti e precari dovrebbero avere accesso, come viene spiegato anche nel video, a un reddito di sostegno e a numerosi servizi gratuiti come trasporti, cinema e spettacoli vari. Dove vadano reperiti i fondi per tutto questo non è dato sapere, ma l’unica forma di retribuzione prevista dal progetto governativo, vale a dire le borse di studio stanziate per i meritevoli, viene così bollata:

[…] l’irrisorio e propagandistico stanziamento di fondi per le borse di studio, strettamente regolato dal sistema meritocratico

Dove meritocratico va letto in chiave negativa. Si chiude evocando l’Onda come materia fluida e imprevedibile, in viaggio verso “il nostro tempo che comincia adesso”. In quale modo lo vedremo nelle successive analisi, sperabilmente più concrete.

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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • Radicale_di_Sinistra

    18 nov 2008 - 11:42 - #1
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    Come al solito le proteste iniziano bene per poi prendere a sbandare inesorabilmente. I Radicali di Sinistra appoggiano la battaglia ingaggiata dagli studenti contro il governo sui temi dell’istruzione e della ricerca, ma riteniamo controproducente per loro mettersi a stendere un progetto di riforma scolastica in toto.

  • darling3

    18 nov 2008 - 12:12 - #2
    1 punto
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    solita storia: si chiedono solo diritti senza parlare di doveri.
    per degli studenti il dovere minimo sarebbe quello di studiare e avere buoni voti ma il considerare la meritocrazia una cosa negativa la dice lunga sul loro modo di pensare ancora legato ad un egualitarismo di vecchia data.
    hanno anche proposto l’abolizione del numero chiuso e della frequenza obbligatoria.

  • Profilo di MetalSho

    MetalSho

    18 nov 2008 - 12:27 - #3
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    “curioso perché nessuna categoria la vuole pagare ma qualcuno dovrà pur farlo”

    Sicuramente non la pagherà la casta che ci costa il quadruplo della classe politica Spagnola (Stato che ci ha superato da poco).

    Landoni, forse non ti è chiaro che il futuro di un paese civile(nonché il presente) si basa sullo studio, la ricerca e il lavoro.
    Queste 3 cose se sfruttate a dovere coaudiano in un circolo virtuoso che porta benefici alle casse dello stato (per non parlare del prestigio e quindi investimenti stranieri) sia in futuro che nell’immediato (la ricerca, per fare un esempio, anche se non porta frutti adesso, crea cmq una classe lavoratrice che spende e che paga le tasse).

    Possibile che non ci arrivi? Tagliare su queste cose vuol dire tagliare anche la possibilità di rialzarci dalla crisi.
    E’ come se uno zoppo per risparmiare decidesse di non comprare la stampella! Non arriverrebe mai da nessuna parte!

    Nella LEGGE 133 si parla di tagli enormi all’istruzione e alla ricerca. E lo sai.

    Quando la classe politica ci costerà (perché ti ricordo che la paghiamo NOI) quanto quella di uno stato del terzo mondo quale stiamo diventando(perché accostarla a quella di qualsiasi paese europeo che crea profitto è una bestemmia), allora forse potrò accettare qualche taglio qua e là.

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    18 nov 2008 - 12:29 - #4
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    Darling mai letta la Costituzione?…fallo poi inizierai a capire qualche cosa…..

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    18 nov 2008 - 13:05 - #5
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    due appunti:
    è vero che la casta costa troppo ed è uno scandalo, ma non è riducendo i costi che si sitemano le casse dello stato. è un provvedimento giusto ma di facciata.

    non devi fare confusione tra i tagli della 133, che si possono giustamente contestare e la richiesta di innalzamento dall’ 1 al 3% della parte pil destinata alla ricerca. sono due cose ben diverse. la cifra richiesta sarebbe invece il triplo dell’attuale cosa non finanziabile se non tagliando qualcosa di concreto, come i contratti degli statali, le pensioni ecc

    e in quest’ultimo caso voglio vedere se non insorgerebbero tutti pure piu di ora

  • Profilo di MetalSho

    MetalSho

    18 nov 2008 - 13:20 - #6
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    @Luca

    Sappiamo benissimo che i soldi ci sono. Basta vedere tutti quelli che hanno sborsato per qui ladri delle banche senza neanche punire un dirigente (o meglio, al massimo gli hanno dato una buona uscita milionaria). O per non parlare di Alitalia che potevamo dare ai francesi (anche se ammetto che mi sarebbe dispiaciuto) senza sborsare un euro… e invece guarda adesso come siamo ridotti.

    Smettiamola di nasconderci dentro un dito. Se tagliamo lo studio e la ricerca(senza considerare che già diamo pochissimo) ci tarpiamo le ali e non avremo mai la possibilità di uscire dalla crisi. E non voglio neanche pensare a come si ritroveranno i nostri figli che c’è da mettersi le mani nei capelli.

    I politici non sono stati in grado di gestire la crisi creata da loro. Non solo non si dimettono, ma alzano anche i loro stipendi (mentre continuano a far cadere i giovani nella precarietà più assoluta) e creano leggi per restare impuniti… te ne rendi conto?

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    18 nov 2008 - 14:02 - #7
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    Landoni capisco perfettamente ch l’aritmetica non e’ un’opinione, ma se andassimo a verificare costi di consulenti, sperpreri per sto cavolo di expo, ponti sugli stretti senza pero’ progettare quel che gli sta attorno, i costi assurdi per l’alta velocita’ (non so se hai notato che costano esattamente 10 volte i prezzi medi europei al km) ecco magari iniziando a far pagare a manager e a dirigenti scelte strategiche, economiche e finanziarie completamente senza senso forse qualche euro in piu’ lo si trova…….

  • Miha

    18 nov 2008 - 14:13 - #8
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    Mi sa che Darling3 non ha afferrato l’ironia.
    Il dovere allo studio è la prima cosa, ma cervelli non pecore.

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    18 nov 2008 - 14:23 - #9
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    sai che sono d’accordo con te sugli sprechi, Chico, rilevavo solo che pur essendo sacrosanto che i furbi devono pagarla, non è così che si reperiscono i fondi per migliorare la scuola. fondi che sono strutturali, vale a dire alla base di qualche capitolo di spesa primario

  • Profilo di MetalSho

    MetalSho

    18 nov 2008 - 14:52 - #10
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    @Luca

    Mi sa che se adegui i costi di costruzione, tagli tutti gli sperchi della politica e fai leggi contro bancarottieri ed evasori fiscali ecc ecc vedi che i soldi li trovi eccome.

    I soldi ce stanno… se li stanno solo a mangia’ loro.

  • Profilo di Chico Mendez

    Chico Mendez

    18 nov 2008 - 15:05 - #11
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    Landoni, contando che dopo gli USA siamo lo stato con il piu’ alto deficit (opps debito) pubblico, contando che negli USA non si spende mezza lira per la sanita’, contando che gli USA hanno il potere di far scendere a piacimento il gradimento sul dollaro e quindi far calare il peso del debito, sapendo che inItalia si spendono valangate di soldi per favorire nicchie di categorie, che non si spende una lira per il lavoro dipendente se non per ingrassare le gia’ strabordanti tasche degli imprenditori con le pezze al sedere, come puoi dire che il problema e’ solo strutturale? Il problema e’ decisamente di metodo, mancano criteri con i quali destinare i fondi, mancano politiche a medio e lungo respiro, la struttura esiste, ma se per ingrassare gli stantii ingranaggi della politica della raccomandazione e degli appalti per opere faraoniche al costo di spedizioni sulla luna, come puoi pensare che gli studenti abbiano torto nell’affermare che nella Costituzione esiste gia’ l’articolo che prevede L’OBBLIGATORIETA’ allo Stato di rimuovere qualsiasi ostacolo (economico, sociale, sanitario, logistico) alla crescita culturale e sociale dei propri cittadini?…indirettamente rsipondevo anche a Darling che in quanto a costituzione mi pare a digiuno, per questo il bollino della meritocrazia e’ assurdo, non puo’ essere SOLTANTO quello il metodo, le borse di studio devono anche provvedere e premiare coloro che hanno molti piu’ problemi nel gestirsi la vita da studente…….

  • Profilo di frappa

    frappa

    18 nov 2008 - 15:54 - #12
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    no al 3+2? entrata libera x tutti??
    ma stanno fuoi di testa questi??

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    18 nov 2008 - 16:14 - #13
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    sì ok, ma non intendevo questo, forse mi sono spiegato male. Intendevo che per portare i finanziamenti alla ricerca dall’1 al 3% del PIL servono risorse di tale entità che sarebbe possibile reperirle solo tramite sottrazioni a fondi strutturali o per meglio dire “di sistema” come quelli per pensioni, stipendi degli statali ecc.

    E’ una mia impressione,ovviamente, ma mi riprometto di approfondire l’argomento, soprattutto quantificandone le cifre esatte

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    18 nov 2008 - 16:22 - #14
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    I corsi liberi sarebbero la fine della nostra società. Io inserirei il numero chiuso per tutte le facoltà.

    Abbiamo migliaia di psicologi e scienziati politici disoccupati (chissà perchè) ma non operai e artigiani… e sarà sempre peggio…

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    18 nov 2008 - 17:07 - #15
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    Sono favorevole al numero chiuso, ma non con uno pseudotest come ora, ad esempio il test di ingresso di Medicina e Chirurgia (che ho provato, e a Padova sono disponibili 239 posti quando gli iscritti sono circa 2500) conta per metà il risultato dell’esame di maturità (come se in tutte le scuole le valutazioni fossero identiche, licei classici/scientifici pubblici e professionali privati…) e le domande riguardano per un oltre un terzo cultura generale (tipo come si chiamava il re inglese che nel 1356 prese parte alla battaglia…). Il primo anno dovrebbe essere aperto a tutti, il secondo può essere frequentato solo da chi è in linea con gli esami e ha una certa media

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    18 nov 2008 - 17:09 - #16
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    Senza contare che in alcune università (vedi Padova) passa uno su 10 e in altre sono più i posti disponibili che le richieste…

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    18 nov 2008 - 17:30 - #17
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    D’accordo con te steffa… il fatto che conti la maturità è ridicolo… un 60 in un liceo non so se vale meno di un 80 in qualche altro genere di scuola… con tutto il rispetto.

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    18 nov 2008 - 17:56 - #18
    1 punto
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    Ci sono differenze abissali tra i diversi istituti, tra le sezioni, tra le regioni, tra pubblico e privato… Conosco persone che in uno scientifico sono state bocciate il primo anno, sono andate in un altro e fanno tutti e 5 gli anni con la media dell’8, altri che vengono bocciati all’ITIS pubblico, vanno in una scuola privata e fanno 3 anni in uno, frequentando la metà delle ore ecc. L’ingresso all’università non può dipendere da voto di maturità

  • Maurizio lazzerini

    18 mar 2010 - 11:01 - #19
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    Ripensando a quando ero studente universitario credo che bisogna salvaguardare innanzitutto la qualità dei corsi e dei laboratori(in senso lato) agevolare la frequenza di chi non gioca a fare lo studente ma ha obiettivi e seria volantà di crearsi e praticare un percorso formativo. Questo comporta che sia finalmente avallata la figura di un tutor istituzionale e che una borsa di studio di sopravvivenza sia garantita agli studenti che sono in regola con il corso.Il salario di continuità per tutti e la scuola di massa con le aule straboccanti ed urlanti laboratori disastrati e gente spaesata sono da esludere

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