Elezioni Usa 2012: il Senato ai democratici, la Camera ai repubblicani

Per Barack Obama - appena finiti i festeggiamenti - ci sarà una situazione non facile da affrontare. Il presidente ha ricevuto il mandato per altri quattro anni al comando degli Stati Uniti, ma il voto ha anche riconfermato la situazione che negli ultimi due anni aveva azzoppato la sua presidenza: il Senato in mano ai democratici e la Camera ai repubblicani. Si riparte quindi dalla situazione che - dopo le elezioni di mid term del 2010 - aveva caratterizzato la politica statunitense, con i repubblicani in grado di fare totale ostruzionismo e bloccare qualsiasi legge di entrata e di spesa. Obama è quindi una 'lame duck', anatra zoppa. Soprannome che indica il presidente costretto a lavorare con una delle due camere contro.

Ma rispetto ai precedenti due anni c'è una sostanziale differenza: Obama è al suo secondo e ultimo mandato. Quindi i repubblicani hanno meno interesse a boicottarlo nella speranza (comunque risultata vana) che gli scarsi risultati ottenuti - anche a causa della loro opposizione - gli si ritorcessero contro il giorno delle elezioni. E proprio per questo nel suo discorso Obama ha subito messo l'accento sulla necessaria bipartisanship che dovrà caratterizzare i prossimi due anni. Nella speranza che le elezioni di midterm del 2014 ribaltino la situazione a favore dei democratici.

Vediamo nello specifico qual è la situazione di Camera e Senato.

Camera: Si rinnovano tutti i 435 seggi. All'appello ne mancano ancora 16, ma la situazione è saldamente in mano ai repubblicani che ne hanno conquistati 232 assicurandosi quindi la maggioranza. I democratici per il momento sono fermi a 187. Dovrebbe finire 236 per i repubblicani contri i 199 dei democratici. Che quindi migliorano la loro situazione rispetto alla Camera uscente, in cui il Grand Old Party aveva 241 seggi contro i 191 del partito dell'asinello. I restanti 3 sono assegnati a partiti minori.

Senato: Si rinnova un terzo dei 100 membri del Senato. Anche qui si riconferma la situazione precedente, con i democratici che conquistano 52 seggi contro i 44 dei repubblicani. Un seggio va anche a un candidato indipendente. Ancora 3 posti sono in palio, ma la previsione più probabile è che la corsa finisca 53 a 45 con due seggi indipendenti. I democratici quindi guadagnano qualcosa, visto che il Senato uscente vedeva 51 democratici, 47 repubblicani e 2 indipendenti.

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