Usa 2012: Barack Obama e la straordinaria vittoria. Di Nate Silver (e di chi ha avuto fiducia in lui)

Nate Silver

Nate Silver è un esperto di statistica e si diletta, mica male, con la scrittura. Nel 2008 ha creato FiveThirtyEight (sotto il dominio FiveThirthyEight.com. Ha cominciato a lavorarci dal 7 marzo 2008, anche se naturalmente aveva il progetto in mente da tempo.

Ma di cosa si tratta esattamente? E' molto semplice da spiegare: durante le presidenziali americane del 2008, Silver ha esaminato le primarie e le elezioni generali attraverso una serie di ricompilazione di sondaggi mediante un metodo unico ed originale, che il matematico ha mutuato dalla sua esperienza con il baseball. L'idea alla base del metodo è quella di esaminare i risultati dei sondaggi, con dati di comparazione demografica, e poi pesare il risultato dei singoli sondaggi con le loro evidenze storiche, ritarare il range d'errore del sondaggio stesso ed aggiustare il modello.

Più facile da vedere (non a farsi) che da spiegare.

Fatto sta che nel 2008, Silver si è fatto notare per aver fatto previsioni molto accurate. Dal 2010 è stato assoldato dal New York Times. Quest'anno ha prodotto una previsione semplicemente straordinaria: l'immagine parla da sé. A sinistra, le previsioni. A destra i risultati reali.

Nate Silver

Qui, su Polisblog, abbiamo seguito, come linea editoriale, i risultati del metodo di Silver. Non abbiamo mai ceduto alla retorica del testa a testa fra Romney e Obama (anzi, abbiamo cercato di smontarlo), né a quella degli "stati chiave", degli "stati decisivi". E così siamo stati condotti, saggiamente, verso il risultato che Silver aveva abilmente e con competenza pronosticato.

Con Obama, dunque, ha vinto anche Silver. Ha vinto il New York Times, che ha avuto fiducia in lui (non del tutto, visto che i guru analisti-giornalisti non hanno sposato fin dal principio le sue tesi) e un po' abbiamo vinto anche noi, che non abbiamo ceduto alle lusinghe della narrazione da testa-a-testa, da thriller, da costruzione mediatica acchiappalettori ma ci siamo affidati alla statistica e al calcolo delle probabilità, seguendo Silver.

La cosa davvero buffa era vedere, nottetempo, il mainstream italiano che arrancava lambiccandosi, quello americano che non osava sposare le previsioni del matematico (nemmeno sul NYTimes, che, eccezion fatta per il blog 538, continuava sulla linea di tutti.

Ma anche assistere alle illazioni nei confronti di Silver, alle accuse di essere pro-Obama e simili.

Semplicemente, Silver ha mostrato le potenzialità di un metodo ben elaborato, ben sviluppato e ben implementato. Ed ha ottenuto una grande vittoria, precisando a tutti da tempo che, no, Obama non avrebbe mai potuto perdere.

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