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L'on. Bocchino e i pizzini di Latorre. Scoppia la guerra nel Pd

Pubblicato: 20 nov 2008 da Luca Landoni

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E’ la notizia del giorno. Come anticipato dai colleghi di TvBlog in seguito allo scoop di Striscia che vedete nel video qui sopra; nel corso di un dibattito a Omnibus su La7 l’on. Nicola Latorre del Partito Democratico avrebbe suggerito a Italo Bocchino del Pdl come rispondere a Donadi (Idv) in merito alla querelle sulla presidenza della vigilanza Rai.

La cosa è stata successivamente confermata dal conduttore della trasmissione Antonello Piroso, che ha mostrato il “pizzino” (video relativo dopo il salto) svelandone il contenuto:

“Io non posso dirlo, ma il precedente della Corte? E Pecorella?”

La cosa ridicola è proprio il contenuto del suggerimento. Paradossalmente sarebbe bastato che Bocchino leggesse PolisBlog o parlasse con uno dei nostri commentatori abituali, visto che da giorni discutiamo del fatto che il veto su Orlando fosse frutto del precedente niet del centro-sinistra su Pecorella alla Corte Costituzionale. E’ anche vero che non è stato Bocchino a chiedere l’aiuto di Latorre, ma deve essere proprio bassa la considerazione reciproca dei nostri parlamentari se ancora ritengono di suggerirsi che 2+2 fa 4.

Il caso aperto da Striscia tuttavia non si è chiuso qui. Anzi, ha fatto da sponda a chi ritiene di fomentare la faida interna al Partito Democratico tra dalemiani e veltroniani, già estremamente irritati (ambedue) dal caso Villari. Latorre appartiene alla prima corrente, e in queste ore le accuse reciproche di stalinismo si sprecano.

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51 commenti

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  • Profilo di Amex I.

    Amex I.

    20 nov 2008 - 20:08 - #51
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    se è vero:
    riporto altro testo:
    sorgente:
    http://www.rifondazione-cinecitta.org/falcone-pentiti.html

    I falsi pentiti nascono in galera. Raccontava Falcone al Csm

    Prima commissione referente
    seduta del 15 ottobre 1991 ore 9,30
    verbale numero 61
    L’anno millenovecentonovantuno; il giorno 15 del mese di ottobre, alle ore 9,30, in Roma, nella sede del Consiglio Superiore della Magistratura, si è riunita la Prima Commissione Referente.
    Sono presenti i signori:
    Dott. Luciano Santoro Presidente
    Prof. Giorgio Lombardi V. Presidente
    Prof. Alessandro Pizzorusso Componente
    Dott. Alessandro Criscuolo Componente
    Dott. Antonio Condorelli Componente
    Dott. Aldo Giubilaro Componente
    Partecipano alla seduta, ai sensi dell’art. 41 del Regolamento Interno, i dottori Alfonso Amatucci , Ernesto Stajano, Carlo De Gregorio , Gianfranco Viglietta , Gennaro Marasca , Gaetano Santamaria Amato, Giacinto De Marco, Renato Vuosi, Renato Teresi, Nicola Lipari , i professori Giuseppe Ruggiero, Pio Marconi, Mario Patrono, Gaetano Silvestri e l’avvocato Franco Coccia .
    Esercita le funzioni di Segretario il Direttore di Cancelleria Domenica Faranda.
    Falcone:

    “La musica è cambiata: sono indagini che non sono state fatte o che sono state fatte male. Questo solo per una puntigliosa precisazione; però anche qui consentitemi un altro sfogo: essere costretto a scrivere l’Unità che non è carino scrivere – dopo che si presenta questo memoriale – Falcone preferì insabbiare tutto”.
    Diceva Enzo Biagi “si può uccidere anche con la parola”. E mi sembra molto strano se…prendo anche un articolo de l’Unità in cui Chiaromonte ricorda: “mi chiamò l’allora sindaco Orlando per esprimere solidarietà a Falcone” in occasione del mio attentato; in quel momento l’unità del fronte antimafia era molto. In quel momento c’era chi diceva a tutti i giornalisti, ma non era Orlando, che quelle bombe, quei candelotti di dinamite me li ero messi da solo lì. Io non voglio parlare degli amici. Quando nel corso di una polemica vivacissima fra Orlando e altri, una giornalista mi chiese che cosa ne pensassi di Orlando, io ho detto “ma che vuole che possa rispondere di un amico”, ecco. Dopo poche ore, tornato in sede, ho appreso di quell’attacco riguardante le prove nei cassetti. Ecco, questa è la situazione. Non intendo dare valutazioni di nessun genere.
    Prof. Silvestri:
    Io vorrei ricordare un poco su alcuni elementi specifici. Nel memoriale che ci è stato consegnato (Orlando, chiaramente): “tu sei accusato di averle rivelato il contenuto delle dichiarazioni di Pellegriti ad Andreotti”. Se non mi si dice questo, allora su questo punto adotto e faccio le mie precisazioni, ma non mi si può chiedere, in maniera maliziosa, non da parte – per carità – di questi Signori, se per caso ho telefonato ad Andreotti, perché questo rientra nel foro personale di ciascuno: non si può chiedere. E’ una questione di principio, intendiamoci, e proprio su questo punto nascono i dissensi – non sul punto della telefonata – sul punto metodologico nascono i dissensi tra me e Orlando. Non si può investire dalla cultura del sospetto tutto e tutti. La cultura del sospetto non è l’anticamera della verità, la cultura del sospetto è l’anticamera del Komeinismo. Dopodiché ho detto che non c’era stata questa telefonata.
    Dott. Santoro:
    Il problema è un altro. Il nostro compito è anche quello di cercare di diradare i sospetti e allora più cerchiamo di approfondire e più è una ricerca di verità, quindi noi dobbiamo cercare – altrimenti facciamo il discorso che mi faceva il collega – nei limiti del possibile, di diradare i sospetti, di arrivare ad una
    Dott. Falcone:
    Se mi fossi comportato come loro avrei dovuto dire che prima di interrogare Pellegriti ci sono state tutta una serie..
    Ad esempio ci sono stati dei convegni carcerari in cui certe persone hanno incontrato Pellegriti e continuano ad alzare il polverone. Si diceva: “Siano le tue parole: sì, sì. No, no. Il resto è del maligno”. Io sono sempre perfettamente convinto di questo.
    Dott. Santoro:
    Sì, però se ci sono dei fatti in quel senso e si possono sapere, è sempre meglio perché così anche noi arriviamo ad una convinzione più profonda, perché siccome, purtroppo, i sospetti sono stati lanciati, e non solo in questa stanza…
    Dott. Falcone:
    I sospetti sono stati lanciati, sono stati respinti e, per doveroso rispetto nei confronti del Csm, finora non si è fatto nulla. Non si può andare avanti in questa maniera, questo sia chiaro, non è possibile; questo è un linciaggio morale continuo. Io sono in grado di resistere, ma altri colleghi un po’ meno. Io vorrei che voi vedeste che tipo di atmosfera c’è per adesso a Palermo. Ma veramente non lavorano più! Si trovano in una situazione estremamente demotivata e delegittimata, sono guardati con estremo sospetto da tutti…”

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