Logo Blogo

"La moschea a Milano non si deve fare". Intervista con Pier Gianni Prosperini. Parte seconda

Pubblicato: 28 nov 2008 da Luca Landoni

I fatti di Mumbai hanno reso più attuali alcuni contenuti dell’intervista all’assessore regionale con delega alla sicurezza Pier Gianni Prosperini. Nel corso della prima parte avevamo affrontato il tema dell’immigrazione, soprattutto di marca islamica, della sicurezza in generale e di una sorta di razzismo al contrario vigente nel nostro paese. Riprendiamo proprio da qui.

Assessore, che idea si è fatto del caso del ragazzo ghanese pestato, sempre se le ipotesi del pm dovessero essere confermate, dalle forze dell’ordine a Parma?

Ora, non conosco il caso nello specifico, ma il fatto che sia stato un vigile… anzi dieci, mi lascia molto perplesso. Proprio per questa ragione se la cosa è avvenuta non la fanno franca di sicuro… e comunque chiediamoci anche cos’ha fatto e detto questo qui? Ricordiamoci che molto spesso da noi si è gridato al razzismo per niente, vedi il caso della somala che non voleva farsi perquisire e poi si è scoperto che era un’ovulatrice (le donne che inghiottono ovuli di cocaina per passare la dogana, NdR) e una spacciatrice.

Su molti casi lei ha avuto ragione. A Parma però c’è un procedimento penale aperto.

Ma certo, i pazzi ci sono dappertutto. Se le forze dell’ordine hanno abusato del loro potere è giusto che paghino.

Sfogliando le pagine del sito www.prosperini.it mi sono imbattuto in una Sua proposta di legge del 2004, relativa al divieto di indossare il burqa. Una legge del genere già esiste in Francia ma in Italia per ora è rimasta lettera morta. Alla luce del fatto che il problema sta divenendo sempre più d’attualità, pensa di riproporla in futuro?

In regione abbiamo in programma di realizzare una bozza di legge che preveda il divieto di circolare senza essere riconosciuti. Appena pronta ve la faremo avere. In pratica varranno le disposizioni relative alla foto sul documento: se vuoi girare devi essere riconoscibile. Il burqa lo mettano a casa loro. Oltretutto qui non stiamo parlando di un precetto islamico, bensì di un puro atto di sottomissione cui barbari costringono le loro donne.

Quando verrà presentato il progetto?

Sto aspettando la bozza di legge sul federalismo per vedere che poteri ci darà. Ma dal momento che secondo me sarà una bufala, ripresenterò personalmente una proposta di legge per Lombardia regione autonoma.

Non sarà semplice…

Basta insistere e prima o poi le cose arrivano. Non è pensabile che al giorno d’oggi ci ritroviamo ancora sottoposti a leggi romanocentriche e dissennate. Identico discorso valga per i luoghi di culto mussulmani, che si fanno dove il popolo decide vale a dire attraverso il referendum. Sempre tenendo conto che questa gente si è rivelata totalmente inadatta alla convivenza civile.

A questo proposito, c’è qualche novità per il nuovo sito della moschea di Milano?

No, è tutto fermo, e le dico chiaramente che non c’è nessuna intenzione di farla. Vogliamo scherzare? Combatteremo su questo fino all’ultimo perché si tratta di un atto di inciviltà nei confronti dell’identità lombarda e milanese. Milano e la Lombardia sono cristiane, cattoliche e rigorosamente di ceppo nordico-asburgico. Non abbiamo niente da imparare da gente che lapida una bambina perchè è stata stuprata da un gruppo di uomini. Berlusconi ha pienamente ragione quando dice che noi abbiamo una civiltà superiore. La nostra civiltà è superiore.

E qui torniamo al discorso dell’Islam moderato…

Ecco. Che vengano e ce lo presentino l’Islam moderato - che non esiste - perché da quello che abbiamo davanti non abbiamo sicuramente nulla da imparare. Guardi anche il caso di Hamas; adesso hanno ottenuto un’altra volta i soldi dall’Onu per comprare armi ed esplosivi per ammazzare la gente. E li chiamano poverini. E va be’ che devo dire, forse moriremo tutti, ma spero almeno di morire combattendo.

Cambiamo argomento e parliamo del nostro meraviglioso dialetto, visto che da milanese con grande rammarico sto vedendo morire quella nostra lingua che ormai i ragazzi ignorano. Lei è noto per inframmezzare i suoi discorsi con citazioni in milanese, con grande effetto scenico e presa sulla platea. Pensa che sia ancora possibile salvare il nostro dialetto, magari con iniziative mirate anche da parte della regione o del comune, o dobbiamo rassegnarci inesorabilmente alla sua estinzione?

Dobbiamo rassegnarci, e le spiego anche perché. Abbiamo provato a fare le scuole di milanese. Non viene nessuno, non gliene frega niente a nessuno perché il dialetto non può essere imparato come una lingua, te lo devi sentire dentro; devi parlare in dialetto, sognare in dialetto. Per vari motivi storici in Veneto (Prosperini è vicentino di nascita, milanese di adozione, NdR) lo hanno salvato, qui invece non c’è niente da fare. Noi tutti gli anni promuoviamo dei corsi. Cominciano con 15 partecipanti, dopo una settimana diventano 10, poi 5 poi uno più il professore. E il motivo è semplice: usciti di lì con chi lo parlano?

Non pensa che potrebbe prima o poi esserci un ritorno alle vecchie tradizioni?

No! Il dialetto è finito; nella società multietnica non c’è niente da fare. Questa è una battaglia che io ho portato avanti per 15 anni, ma ho dovuto constatare che è persa. La Lombardia ha perso questa corsa e bisogna farsene una ragione. Il Veneto invece l’ha vinta.

Un’ultima battuta sulle proteste studentesche relative alla Riforma Gelmini. Che ne pensa?

Allora, cosa vuole pensare di una banda di individui (il termine non era esattamente questo, NdR) che non sa neanche cosa vuole. Hanno scritto “difendiamo la scuola pubblica” Ma chi l’ha mai voluta attaccare? “No alla chiusura del tempo pieno”… ma se aumenta! Sa cos’è la verità? Che le maestre, i maestri, e in generale gli insegnanti indecenti hanno paura a venire giudicati. Il multimaestro l’hanno inventato per dare lavoro e carpire il voto alle classi sociali disagiate. Era ora che tornassimo indietro.

Ma il governo andrà fino in fondo?

Mi auguro di sì. Non ho motivi per pensare il contrario, ma certo che se ritornano indietro stavolta facciamo una figura veramente da cioccolatai.

Pier Gianni Prosperini

Pier Gianni Prosperini
Pier Gianni ProsperiniPier Gianni ProsperiniPier Gianni ProsperiniPier Gianni ProsperiniPier Gianni Prosperini

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (4 Voti | Media: 4 su 5)
condividi condividi
30 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di Felix the Cat

    Felix the Cat

    28 nov 2008 - 09:09 - #1
    -1 punto
    Up Down

    Una Moschea qua, una Chiesa la….

  • Profilo di Proust

    Proust

    28 nov 2008 - 09:12 - #2
    0 punti
    Up Down

    Milano e la Lombardia sono cristiane, cattoliche e rigorosamente di ceppo nordico-asburgico.

    questo si è bevuto il cervello, oltre il suo naso non riece a guardare… bah.

  • Profilo di rhythm__bandit

    rhythm__bandit

    28 nov 2008 - 09:29 - #3
    1 punto
    Up Down

    ah, i dialetti sono importanti? e che cosa ci fai coi dialetti? i colloqui di lavoro alla bayer? ci programmi i sistemi di contabilità, coi dialetti? ci gestisci le comunicazioni aziendali? no, sul serio, dimmi, che cosa ci fai nel duemilaotto col dialetto milanese, bergamasco, napoletano? ci canti o mia bela madunina o le canzoni di gigi d’alessio, al massimo. di certo sapere il dialetto è ininfluente ai fini dell’accrescimento del curriculum personale.

  • unno

    28 nov 2008 - 09:31 - #4
    0 punti
    Up Down

    Purtroppo il nostro dialetto è schifoso, è più musicale un rutto
    Fino a quando l’islam non avrà la sua versione del papa le moschee saranno pericolose, senza controllo
    La mancanza di un autorità religiosa centrale permette ai pazzi di piegare l’islam ai propri interessi
    Il cristianesimo stesso può essere interpretato in maniera violenta figurati una religione dove Maometto era un capo militare

  • Profilo di rhythm__bandit

    rhythm__bandit

    28 nov 2008 - 09:43 - #5
    1 punto
    Up Down

    non hai capito. qui non si tratta del fatto che il dialetto mio o quello di qualcun altro mi piaccia o meno. qui si tratta del fatto che il dialetto come concetto generale non è assolutamente utile nel duemilaotto a.d., imparare il dialetto equivale ad un hobby, non è pesabile che si vogliano finanziare dei corsi volti all’apprendimento di una cosa inutile, e rabbrividisco quando questa cosa inutile viene insegnata nelle scuole (è un vizio delle amministrazioni comunale i leghiste)

  • Profilo di Proust

    Proust

    28 nov 2008 - 09:47 - #6
    0 punti
    Up Down

    ma che discorsi sono, anche il latino o la storia dell’arte non servono per fare un colloquio alla bayer ma sono comunque parte della Cultura.

    Perdere i dialetti è perdere cultura, che poi in una società regolata dalla De Filippi tutto questo non interessi è un altro discorso.

  • Profilo di Luca Landoni

    Luca Landoni

    28 nov 2008 - 09:47 - #7
    -1 punto
    Up Down

    Il dialetto sono le nostre radici. Il dialetto siamo noi.

    Io sono fiero di essere milanese e amo la mia città e la sua lingua madre

  • Profilo di SPUTAFIAMME DRAGHON

    SPUTAFIAMME DRAGHON

    28 nov 2008 - 09:47 - #8
    0 punti
    Up Down

    IO voto sempre e solo Prosperini, tutte cose estremamente condivisibili.
    Per il dialetto concordo con Ewan, lascia il tempo che trova.

  • Profilo di SPUTAFIAMME DRAGHON

    SPUTAFIAMME DRAGHON

    28 nov 2008 - 09:48 - #9
    0 punti
    Up Down

    10
    hai ragione Landoni, ma se proprio vuoi, ti fai dei corsi privati.

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    28 nov 2008 - 10:05 - #10
    0 punti
    Up Down

    Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge [cfr. artt. 19, 20].
    Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
    I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
    Se vogliono fare una moschea sono liberissimi di farla, purchè se la paghino, hanno diritto ad avere un luogo di culto quanto gli altri.
    Per quanto riguarda le parole sull’opposizione alla Gelmini… tutti idioti, solo il sano leghista lombardo-veneto sa come stanno le cose, studenti, insegnanti e professori universitari sono tutti co*lioni.
    Non esiste un islam moderato?? Ovvio che chi politica anzichè lavorare non ha modo di conoscere musulmani moderati e tranquillissimi che vengono qui per lavorare

  • ...

    28 nov 2008 - 10:06 - #11
    -1 punto
    Up Down

    Un uomo equilibrato portavoce di altri equilibrati…

    Per quanto riguarda i dialetti concordo con Ewan: avranno un che di territoriale (nulla di male se poi non li si usa come crociati, e spesso il passo è breve..), ma ai fini pratici sono deleteri.

    Il latino è una lingua (morta, ma ancora utile) non un dialetto, ce ne passa. Sullo stesso piano la storia dell’arte.
    I dialetti han un che di tradizione, a livello familiare/regionale, figurarsi se bisogna istituire corsi pagati con fondi pubblici.

  • Profilo di Proust

    Proust

    28 nov 2008 - 10:20 - #12
    0 punti
    Up Down

    ah beh, ma se facciamo un discorso di soldi pubblici non finiamo più, se vai a vedere i corsi organizzati dal comune quello del dialetto è tra i più utili. ;-)

    ma poi, siamo sicuri che il corso di dialetto sia gratis?
    anche il corso da sommelier c’è nell’elenco dei corsi del comune, ma costa un occhio della testa.

  • Profilo di panoramix

    panoramix

    28 nov 2008 - 10:35 - #13
    0 punti
    Up Down

    Concordo con tutto quanto già detto da Prosperini. Come ho scritto ieri - ma qualcuno lo ha cancellato - è gente che non ha nulla da insegnarci e che non vuole imparare nulla da noi. Basti vedere come si ghettizzano tra loro. Come riducono quartieri , come se ne sbattano delle nostre leggi e molto spesso anche delle loro… Quindi non venitemi a parlare di integrazione. Non venitemi a parlare di luoghi di culto. E’ gente che non merita assolutamente nulla e quando prima o poi faranno un attentato in Italia , molti si sveglieranno…

  • ...

    28 nov 2008 - 10:37 - #14
    0 punti
    Up Down

    @ Proust: d’accordo, il dialetto è l’ultimo (almeno attualmente) dei nostri problemi, anche tra le voce di spesa della pecunia pubblica. :)

    Resta un dilemma: che fine han fatto le famiglie in questo paese?!
    Perché dalla scuola alla tv, dai servizi sociali al posto di lavoro, insomma in tutto quello in cui la famiglia una volta era pregnante, maestra e responsabile, ora è delegato a terzi?!
    Il dialetto è tradizione, si insegna in casa e nel parentado.
    L’educazione va insegnata innanzitutto a casa, a scuola i poppanti ci vanno per apprendere nozioni, non regole base di comportamento civile.
    I nonni (quelli che ancora possono e che non lavorano in nero..) invece che crepare imbottiti di medicinali od oziare sui tavolini dei bar dovrebbero occuparsi dei nipoti e fare lavori socialmente utili, visto che vanno in pensione a 60anni e ne campano almeno altri 20, con tutto quello che concerne i contributi, pagati da chi non avrà mai una pensione.
    La Chiesa sta a frantumare i maroni su Famiglia, Dio, Vita ed altri ca..i ma il ruolo sociale se l’è perso, anche tra i fedeli.
    Una volta questo paese era noto perché, pur con tutte le sue disgrazie (anzi, proprio grazie ad esse), gli italiani conoscevano “l’arte dell’arrangiarsi”, che comprendeva, nella miseria, una certa dose di solidarietà tra pari (va bene, si trattava di gruppi familiari, geografici, politici e religiosi, ma espandere questi concetti invece che estinguerli dopo 50anni dovrebbe essere la norma, non l’eccezione).
    Poi è arrivato il mito di 5 anni di boom economico, il mito dell’industrializzazione, il mito dei giovani rampanti della “Milano da bere”, e, nanetto docet, ha fatto scuola al posto di tutte quelle che erano le tradizioni (pur da rivedere, ci mancherebbe) di questo paese somma di popoli.

    Prosperini invece che attaccarsi a tradizioni nordico-asburgiche, ad Odino e l’anello del Nibelungo, pensasse a questioni serie, per una volta interrogando studiosi della materia, piuttosto che santoni e stregoni.

  • Profilo di Stef500f

    Stef500f

    28 nov 2008 - 10:43 - #15
    0 punti
    Up Down

    Tra le tante cose inutli che vengono finanziate è il male minore non credi?

  • Profilo di panoramix

    panoramix

    28 nov 2008 - 10:52 - #16
    0 punti
    Up Down

    @…
    Perchè si delega a terzi ? Dov’è finita la famiglia ?
    La famiglia è a lavorare per poter pagare il mutuo,l’asilo o la scuola, la macchina e la badante dei nonni. Io mi ritengo un privilegiato, non me ne vergogno, ma la maggior parte della gente per arrivare a fine mese ha bisogno di 2 stipendi. Se poi qualcuno di questi ha anche un figlio a carico diventa un bel casino. Purtroppo solo una spesa come l’asilo diventa enorme dato che gli extracomunitari ti passano davanti in graduatoria e a te tocca pagare. Poi se nessuno dei due può andarlo a prendere devi avere anche una baby sitter che te lo tiene fino alle 8. Vivviamo poi in una società che ha negli ultimi anni aumentato a dismisura i servizi: il cellulare,la palestra, sky ,leasing ecc ecc sono la normalità. Ma c’è chi può e chi non può. E il problema, relativo anche a questa crisi economica, è che chi “non poteva” ha fatto finta di potere indebitandosi fino al collo. Moltiplica per milioni di persone ed ecco la crisi servita su piatto d’argento. Sono convito che questo periodo di magra servirà per far tornare un po’ tutti con i piedi per terra… gli islamici comunque continueranno a non piacermi

  • ...

    28 nov 2008 - 11:07 - #17
    -1 punto
    Up Down

    @ panoramix: sì, ma il mito del consumo oltre le proprie capacità ha attecchito in maniera trasversale anche tra classi notoriamente non dedite allo sperpero di danaro, come artigiani ed anziani.

    Ora io comprendo i servizi essenziali, ma cellulare, palestra, Sky, leasing, pluri-auto, pluri-casa di proprietà, tecnologie-addicted e via dicendo van tutti fuori dal seminato.
    Si lavora di più, si vive peggio e si spreca (perché non è più consumo, è spreco) per mantenere in vita un sistema che ha dato segni di cedimento già nei primi decenni del secolo passato.
    Nel frattempo si è fatto delle questioni sociali mercati per privati, spesso e volentieri senza reale concorrenza ed a discapito dei cittadini stessi.
    Se gli italiani scordano quel poco che li accomuna (e l’hanno già fatto 20anni fa) segnano la loro condanna a morte (che a breve toccherà percentuali maggiori di popolazione).
    Qui l’immigrazione non c’azzeca un ciufolo.
    L’immigrazione, a livello meramente economico e sociale (lasciando per un momento da parte le questioni religiose e razziali), non è diversa di quella che ha caratterizzato la migrazione da sud, ed infatti i meccanismi messi in moto sono gli stessi, a cui si vanno a sommare recrudescenze fasciste e razziali.
    La crisi vera è parte di questo paese da 40 anni.
    Gli immigrati sono solo un elemento terzo che aumentano di poco la complessità del sistema, a fronte di un contributo di PIL del 9%.
    Al momento, checché ne dicano i partiti xenofobi ed i loro elettori, restano una risorsa, tanto che gli stessi imprenditori appartenenti a quei partiti continuano a servirsene.

  • Profilo di William Wallace

    William Wallace

    28 nov 2008 - 11:14 - #18
    1 punto
    Up Down

    sono COMPLETAMENTE d’accordo

    Però ti dico solo una cosa riguardo l’immigrazione: se io ho una spesa per il sociale x per tot numero di persone, se il numero di persone aumenta e la cifra che posso spendere è sempre x cominciano tutti a ricevere meno e stanno peggio.

    Io chiuderei le frontiere, poi fate voi.

  • Profilo di panoramix

    panoramix

    28 nov 2008 - 11:25 - #19
    0 punti
    Up Down

    Percarità sky , l’auto in leasing e via dicendo sono consapevole che siano fesserie, il problema è che spesso sono cose che hanno proprio persone che non possono permetterselo. Allora alla tua domanda “dove sia andata a finire la famiglia” ti ho risposto A LAVORARE PER PAGARE LA SFILZA DI RATE CHE HANNO OGNI MESE, poichè cr..e.tini.
    Da qui mi ricollegavo al fatto che questa crisi , a mio parere, darà maggior importanza a un valore come la famiglia. Aiuterà a far ragionare una persona che è meglio spendere i soldi secondo il proprio metro e le proprie possibilità. E’ evidente che però - rialacciandomi agli extracomunitari islamici e non- che per colpa loro la mia segreteria (per es.) deve pagare 2/300 euro al mese di asilo per il figlio perchè gli “ospiti” hanno la precedenza. Io il mio l’ho messo in un asilo privato perchè non mi cambia nulla, ma chi non può e deve lavorare come fa?

  • Profilo di panoramix

    panoramix

    28 nov 2008 - 11:28 - #20
    0 punti
    Up Down

    @wallace
    d’accordissimo. Ci dovrebbe essere il numero chiuso. E poi una distribuzione migliore degli aiuti che dovrebbe riguardare anche GLI ITALIANI e non solo gli stranieri. Cosa che come ho detto prima capovolgerei: PRIMA GLI ITALIANO POI GLI ALTRI

  • Profilo di lord_randal

    lord_randal

    28 nov 2008 - 11:32 - #21
    0 punti
    Up Down

    sara’, ma non avete un minimo di identità, almeno in sardegna (e il sardo è una lingua) è rispettato da dx e sx, non sara’ utile, ma rende un popolo unito e fa sentire ognuno parte integrante di qualcosa..
    vi state uniformando un po’ troppo, non saranno 2 corsi di dialetto a mettere in crisi l’Italia, o mi sbaglio pure in questo?

  • paix

    28 nov 2008 - 11:59 - #22
    0 punti
    Up Down

    Ah, da veneto posso dire con tranquillità che la nostra identità storico-sociale l’abbiamo!! Tutte le persone qua parlano in dialetto (come si diceva nell’articolo) tra noi ci parliamo praticamente solo in dialetto, solo con gli “esterni” tiriamo furoi l’italiano puro (ma anche qua a volte qualche parola dilettica salta furoi)!!
    Gli immigrati qui imparano il nostro dialetto, compresi tutti coloro che vengono qui dal sud dove i primi anni sono una prea per il culo pazzesca per il miscuglio tra accento del sud e dialetto veneto XD!!! Ma ovviamente viviamo in una regione che non si è quasi mai sentita italiana, dove la scritta “veneto sovrano” è impressa su quasi ogni casa abbandonata, dove l’immigrato non esiste che non viene a bersi l’aperitivo alla sera (albanesi, indiani, slavi in generale, neri etc. etc.) ma c’è un gruppo di immigrati che sta ben lontano dal integrarsi con tutto ciò… e sono proprio gli islamici!!
    E posso generalizzare con tranqullità, perchè è cosi… il punto nero c’è sempre ma la maggioranza non gliene frega niente di noi, anzi se non ci fossimo sarebbe meglio, niente infedeli!!

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    28 nov 2008 - 12:58 - #23
    0 punti
    Up Down

    @paix: anch’io sono veneto e in parte concordo con quello che dici ma ho lavorato un paio di volte con dei musulmani e siamo sempre andati d’accordo, certo non bevono e non mangiano affettati (e in Veneto è una pecca non da poco… ;) però non hanno mai rotto le scatole a nessuno

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    28 nov 2008 - 13:02 - #24
    0 punti
    Up Down

    e in ogni caso l’integrazione ha poco a che fare con i reati, ad esempio i filippini, che tendono a ghettizzarsi e stare sulle loro non han mai fatto nulla, come del resto tutti gli originari del sud-est asiatico, metre albanesi e romeni, che si integrano molto di più sono quelli che troviamo più spesso nella cronaca…

  • Profilo di SPUTAFIAMME DRAGHON

    SPUTAFIAMME DRAGHON

    28 nov 2008 - 13:40 - #25
    0 punti
    Up Down

    27
    la differenza, è che i filippini sono riservati ed estremamente educati, gli islamici sono sospettosi ecercano sempre di fregarti.
    Poi, chiaro che di mussulmani per bene ce ne sono a decine, uno ha anche iscritto la sua bambina ad un asilo di suore, dove va anche mio nipote, ma, è vero che la maggior parte ci odia a prescindere.

  • Profilo di Steffa

    Steffa

    28 nov 2008 - 13:57 - #26
    0 punti
    Up Down

    “Professor Vercingetorige”, l’Iraq non è mai stato così fondamentalista da quando gli US sono andati li a portare la democrazia, lungi da me difendere Saddham, ma almeno ha sempre combattuto il fondamentalismo islamico (già lo vedi dal fatto che taglia la barba), “comunsiti più razzisti di quelli di destra”, ora dici l’esatto opposto di quello che scrivi due righe prima, ti consiglio di mettere in funzione il cervello

  • Profilo di Bus

    Bus

    28 nov 2008 - 14:54 - #27
    0 punti
    Up Down

    in veneto non so bene perchè nonstante le mie radici siano per meta padovane vivo altrove…e qui dove vivo l’immigrazione c’è sempre stata..e continua a esserci.
    il dialetto si è perso…almeno quello torinese poichè l’immigrazione ha iniziato ha mischiare il proprio dialetto con quello piemontese creandone uno nuovo ma piu vicino ai dialetti non piemontesi
    per me è una gran cosa sentire parlare gli anziani è bello.
    però d’altro canto penso che sia importante per tutti noi saper(anche solo sapere senza doverlo fare) parlare un italiano neutro discernendo quali sono influssi dialettali e quali no: perche a volte i nostri dialetti influiscono pesantemente nel costrutto grammaticale, perche qui i figli di 3generazione che ormai non hanno piu un dialetto utilizzano un costrutto simile a quello del piemontese; e vedo persone che non sanno parlare in italiano o non bene quanto dovrebbero.
    poi vabbè definirli dialetti è fortemente riduttivo il veneto è una lingua vera e propria e anche il sardo e qui c’è la lingua occitana che altro non è che la lingua d’oc la lingua dei trovatori francesi sugli altri dialettilingue non ho esperienza diretta quindi taccio

    comunque sull’immigrazione ritengo che certi discorsi nascondano una velata ignoranza perchè non si puo ne fare di tutt’erba un fascio ne sperare che l’integrazione avvenga per magia. cioè se uno pensa che loro non vogliano comunicare con noi primo bisognerebbe vedere se costui abbia provato a parlare con loro e poi che si interroghi sul perchè fare tutti i sacrifici che fanno per lasciare casa per poi starsene chiusi per conto loro
    perchè secondo me bisogna anche che noi si comprenda le loro culture…a loro sta l’assimilare la nostra e a noi sta di conoscer la loro.
    di solito il timore e il razzismo si crea per la mancata conoscenza…poi si alcuni vengono qui per commettere illeciti ma lì servono corsi per stranieri e serve anche che gli itaiani diano il buon esempio.

    quelli di prosperini son discorsi xenofobi fatti da gente che non ha mai letto il corano non ha mai perlato con un musulmano e sopratutto sfrutta l’idea di una religione per supportare le sue tesi, le quali senza l’attaccamento a questi simboli poco potrebbero. non esiste nessuno che non abbia niente da imparare, non esiste nessuna cultura pura a sto mondo la nostra è frutto di un miscuglio di culture(greca latina, etrusca, barbara, turca, francese, austriaca, spagnola) se è così bella lo dobbiamo a fatto che il nostro territorio ha ospitato piu culture e la messe assieme e a permesso loro una miscela che oggi sembra sia una cosa da rinnegare.
    sicuramente non è un cristiano st’essere qui e forse non sa manco cosa vuol dire esserlo.

    io non so come si possa amare la propria terra la propria cultura e poi dire certe cose

  • Profilo di Utan

    Utan

    28 nov 2008 - 19:05 - #28
    0 punti
    Up Down

    “comunque chiediamoci anche cos’ha fatto e detto questo qui?” penso si riferisca ad emmanuel:

    Cosa doveva fare e dire? Passava di li casualmente senza aver nulla a che fare con le colpe a lui attribuite, doveva smaterializzarsi subito o tornare a casa zitto e buono (magari ringraziando) dopo il bel trattamento?

  • Profilo di Moderatore

    Moderatore

    28 nov 2008 - 19:08 - #29
    0 punti
    Up Down

    Vi preghiamo di non pubblicare commenti che divagano, conversazioni personali, attacchi e offese di qualsiasi genere, commenti fuori luogo. Siamo costretti a intervenire per moderare tutto quello che provoca rumore e distoglie la conversazione dal tema del post.

  • Profilo di rhythm__bandit

    rhythm__bandit

    28 nov 2008 - 19:36 - #30
    0 punti
    Up Down

    senti, moderatore della m i n c h i a, te lo dico chiaro e tondo: se non sei capace di fare il lavoro per cui ti pagano, cioè LEGGERE i commenti, individuare quelli verboten e cancellarli, sappi che internet è pieno di porno e non devi per forza ammorbarci le palle con la tua insulsaggine

    si presuppone che se cancelli un commnento (pertinente, in topic, non volgare e non istigante al flame, ma lo si presuppone e basta, da che appartiene al mondo delle mere speculazioni la tua capacità di leggere e comprendere un testo) che da origine ad una DISCUSSIONE forse un po’ stizzita, ma non volgare, tu cancelli anche i commenti che sottostanno a questa discussione, e che da essa sono tratti, e mi sto riferendo ai miei commenti #3 e #5

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento