Robert Mugabe è il nuovo presidente dell'Unione Africana

Il 90enne presidente dello Zimbabwe è il nuovo presidente dell'Unione Africana: l'ennesimo schiaffo ai diritti umani e alla politica estera europea

Robert Mugabe, anziano Presidente dello Zimbabwe, è stato designato questa mattina come Presidente di turno dell’Unione Africana (Ua): l'incarico, che durerà un anno, è stato assunto dal 90enne leader africano durante il summit di Addis Abeba dell'Ua al quale partecipano i 54 membri degli stati africani.

Mugabe, che in Zimbabwe detiene il potere politico dal 1980 (come primo ministro fino al 1987 e poi come Presidente), prenderà il posto di Mohamed Ould Abdel Aziz, Presidente della Mauritania dal 2009, è un personaggio decisamente controverso: "persona non grata" a Stati Uniti e Unione Europea, definito dai più il "padre padrone" dello Zimbabwe, Mugabe ha vinto le elezioni del 2013 grazie ai soliti brogli elettorali (si dice che a oltre un milione di elettori sia stato fisicamente impedito il voto). Tra i suoi "successi" internazionali si annoverano la cacciata dello Zimbabwe dal Commonwealth, l'instaurazione di un corrotto sistema dittatoriale nel paese da lui governato come la più classica delle cleptocrazie africane, un rapporto molto controverso con l'ex impero coloniale britannico.

Proprio questa mattina il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon aveva esortato i membri dell'Unione Africana ad un cambio di rotta verso una reale democratizzazione del continente africano:

"Esorto tutti i leader, in Africa e nel mondo, ad ascoltare il popolo. I dirigenti moderni non possono permettersi di ignorare i desideri e le aspirazioni di coloro che li rappresentano [...] esorto inoltre i leader a non aggrapparsi alle poltrone del potere [...] Condivido i timori di quei dirigenti che si rifiutano di lasciare le loro funzioni alla fine del mandato ma le modifiche non democratiche della Costituzione e i vuoti giuridici non dovrebbero essere utilizzati per aggrapparsi al potere."

un appello chiaro quello del segretario generale delle Nazioni Unite, caduto tuttavia nel vuoto assoluto, rimbalzato letteralmente sul muro della sordità di molti leader africani riuniti ad Addis Abeba.

La Presidenza di turno dell'Ua cui è stato incaricato Robert Mugabe fa di lui uno dei leader chiave del Continente africano, uno dei leader con cui adesso l'Unione Europea dovrà necessariamente fare i conti: il processo di Khartoum, avviato per trovare una soluzione che sia definitiva al problema dei migranti (la logica è quella di fermare le partenze già dal paese di origine, cosa che implica lo stringere accordi con i peggiori regimi del mondo, eritreo in primis), è solo uno degli aspetti controversi del nuovo corso dei rapporti Ue-Africa.

Chi è Robert Mugabe?

65th United Nations General Assembly Continues

Robert Mugabe ha ricevuto un'educazione cattolica dai padri gesuiti del distretto rhodesiano di Kutama e un'educazione accademica in Sudafrica, Tanzania e Ghana (dove ha anche insegnato): nei primi anni '60 si "converte" al marxismo-leninismo del Partito Nazionaldemocratico (NDP), passa all'ala paramilitare dello Zimbabwe African National Liberation Army (ZANLA) nel 1964 e ne assume il controllo (dopo aver eliminato ogni avversario) nel 1975. Dopo il governo coloniale del 1979 Mugabe vinse a sorpresa le elezioni del 1980 mostrando intenti democratici che si rivelarono pretesti in meno di due anni: sciolto il governo (una grande coalizione con l'opposizione di Nkomo), il potere fu accentrato fortemente nelle sue mani.

Se da un lato Mugabe ha realizzato importanti riforme nel paese (lo Zimbabwe è il paese africano col più basso tasso d'analfabetismo, circa il 10%) dall'altro la repressione del libero pensiero e delle opposizioni ha caratterizzato gli ultimi 34 anni di potere politico-militare in Zimbabwe.

Amnesty International ha accusato più volte il Presidente di organizzare e pianificare deliberatamente violazioni dei diritti umani mentre l'opposizione politica all'estero denuncia da anni il "Regno del terrore" di Mugabe, dove le violenze settarie e indiscriminate verso la popolazione più povera sono il braccio armato di un sistema corrotto e repressivo.

In Zimbabwe le politiche di Mugabe vengono tuttavia spiegate come un'inevitabile conseguenza del colonialismo britannico:

"[...] questa demonizzazione è fatta da persone che non comprendono quello che Robert Gabriel Mugabe e i combattenti per la libertà hanno dovuto sopportare."

dichiarò l'ex Presidente Kenneth Kaunda alla Bbc.

Tra il 18 maggio e il 5 luglio 2005 in Zimbabwe si è tenuta la cosiddetta "Operazione Murambatsvina", denunciata anche da Amnesty International, che consistette in una campagna di sgomberi forzati di proporzioni gigantesche: 92.460 abitazioni e 700 mila persone furono lasciate senza casa dal regime di Mugabe, ufficialmente per motivi sanitari.

In realtà l'Operazione coinvolse circa 2,4 milioni di cittadini, in quanto gli sfollati furono costretti a riversarsi nelle periferie delle grandi città (di fatto aggravando le condizioni sanitarie delle stesse periferie).

Robert Mugabe, considerato "persona non grata" dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea, in teoria non sarebbe autorizzato a viaggiare entro i loro confini ma di fatto non è così. Da cattolico praticante Mugabe si è recato spesso a Roma, in visita dal Papa alla Città del Vaticano, una presenza ingombrante che dovrebbe far riflettere lo Stato Italiano su una necessaria revisione dei Patti Lateranensi (in base ai quali un cittadino straniero che si reca in Vaticano non può essere toccato) e lo Stato Vaticano sull'opportunità di ricevere in udienza un sanguinario dittatore.

Di recente infatti Mugabe si è recato in Vaticano per la messa di inaugurazione del pontificato di Francesco e in occasione della canonizzazione "dei due papi", così come il suo omologo equatoguineano Teodoro Obiang Nguema Mbasogo è stato ricevuto da Francesco ben 4 volte negli ultimi 13 mesi: un enorme privilegio che non si concede a chiunque.


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