Tsipras a Bruxelles, Berlino gela la Grecia

Gli incontri con Junker, Shulz e Tusk: la nuova centralità della Grecia dello swap

Aggiornamento 18.20 - A meno di 24 ore dall'incontro tra il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e quello greco Varoufakis, Berlino gela la Grecia. E' quanto riportato in un documento del governo tedesco in cui si chiede che Atene prenda le distanze dalle promesse elettorali di Tsipras. A scriverlo è  l'Apa, citando un documento del governo tedesco svelato da Reuters.

Si legge ancora nel documento che l' obiettivo è che la Grecia torni alla crescita, ma perché avvenga, l'Eurogruppo ha bisogno di chiare promesse da Atene sul fronte delle riforme, concordate col governo precedente: il prosieguo del ruolo della Troika, le privatizzazioni, i tagli al settore pubblico, il rispetto degli obiettivi di bilancio e il pagamento dei creditori.

Aggiornamento 15.10 - Mentre Yanis Varoufakis ha definito il colloquio di Francoforte con Mario Draghi "fruttuoso" a Bruxelles Alexis Tsipras incassa una linea di credito politica piuttosto interessante da parte di Commissione e Consiglio d'Europa.

Dopo gli incontri del leader greco con i presidenti di Commissione, Consiglio e Parlamento europeo nella capitale belga infatti lo stesso Tsipras si è definito "ottimista" sul buon esito dei colloqui: trattative che sarebbero ancora in corso e ben lontane da una conclusione, ma che entrambe le parti sottolineano svolgersi in un clima fortemente collaborativo.

Da Berlino è Angela Merkel a cercare di riportare in asse gli assetti politico-economici del Continente: il cancelliere tedesco ha incalzato il leader greco, chiedendo che la Grecia snoccioli definitivamente la propria ricetta e le sue proposte di stampo economico.

"La Grecia al momento è sottoposta a un programma, che è stato prolungato fino a fine febbraio. Siamo lieti per questi primi incontri, aspettiamo le proposte e poi possiamo parlare. [...] Non credo che le posizioni degli Stati dell'eurozona nei confronti della Grecia siano differenti nella sostanza".

ha dichiarato Merkel, sottolineando di avere in tal senso il sostegno di Italia e Francia.

Tsipras a Bruxelles: l'incontro con la Commissione Ue


BELGIUM-EU-GREECE

Questa mattina il neopremier greco Alexis Tsipras è arrivato a Bruxelles per incontrare il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, il presidente del Parlamento UE Martin Shulz ed il presidente del Consiglio UE Donald Tusk.

L'accoglienza per il greco è stata piuttosto affettuosa, con gli abbracci ed i baci tra Tsipras e Junker a favore di telecamera e macchina fotografica, ma restano ancora piuttosto tesi i rapporti tra Atene e Bruxelles, con l'Unione che deve ancora capire, nel concreto, quali siano le reali intenzioni del nuovo governo greco.

In tal senso è più utile guardare agli incontri del ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, il quale ha avviato dei colloqui con il Fondo monetario internazionale per rinegoziare il debito della Grecia: oggi a Francoforte è previsto l’incontro tra Alexis Tsipras, Varoufakis e il presidente della Bce Mario Draghi al fine di negoziare un rinvio per la restituzione del prestito.

In un’intervista a Repubblica pubblicata questa mattina il ministro greco ha dichiarato che il Fondo potrebbe accettare di rinviare la restituzione del prestito: la prima tranche di 1,9 miliardi di euro scadrebbe il 15 marzo e la seconda, di pari importo, il 15 giugno.

Atene non ha molto tempo dunque, e nemmeno il Fondo e la BCE: l'impegno di Atene a surplus permanenti sarebbe finanziato da una difficile stretta sulla dilagante evasione fiscale greca ma in tal senso sembra che le rassicurazioni a Bruxelles non siano ancora state sufficienti.

Secondo quanto riporta l'Ansa lo swap greco, un concambio in nuovi bond con pagamenti indicizzati alla crescita ellenica, apparentemente verrebbe incontro alle richieste europee non tagliando il capitale di 315 miliardi dovuto ai creditori, anche se il molti avvertono che vi sarebbe un 'haircut' nascosto e Varoufakis stesso twitta "Nessun dietrofront!".

Insomma, la Grecia sembra essere tornata ad essere l'epicentro della crisi europea, che in realtà sembra stia abbandonando almeno i paesi nordici del Continente.

(in aggiornamento)

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