Modest proposal - La "modesta proposta" di Yanis Varoufakis - Traduzione in italiano

Una traduzione in italiano della "Modest Proposal", la Modesta proposta di Varoufakis per uscire dalla crisi dell'Euro.

Modest Porposal Varoufakis - Traduzione italiano

Una Modesta proposta per risolvere la crisi dell'Eurozona (v. 4.0)
di Yanis Varoufakis, Stuart Holland e James K. Galbraith - Luglio 2013
(traduzione in italiano a cura di Alberto Puliafito (punti 1., 2. 3., 5. ) e Daniele Particelli (punti 4.1 - 4-2).

Premessa: la Modesta proposta di Yanis Varoufakis (Ministro dell'Economia in Grecia dopo la vittoria di Tsipras) e di Holland e Galbraith non è stata ancora tradotta integralmente in italiano. Visto che crediamo sia molto importante offrirne una traduzione, abbiamo preparato questa (È in fase di completamento ed è aperta a suggerimenti e modifiche, soprattutto nei suoi tecnicismi. Ritenevamo, tuttavia, che fosse molto importante proporla prima possibile).

1. Prologo

L'Europa si sta frammentando. Mentre negli anni passato la Banca Centrale Europea (BCE) è riuscita a stabilizzare I mercati delle obbligazioni, le economie del nucleo dell'Europa e quelle della sua periferia si stanno allontanando. Mentre accade ciò, aumentano i costi umani e la disintegrazione diventa una minaccia crescente.
Non è una questione che riguarda soltanto l'Eurozona. Le conseguenze di una rottura dell'Eurozona distruggerebbero l'Unione Europea, ad eccezione, forse, del nome. E la frammentazione dell'Europa rappresenta un pericolo globale.
Dopo una serie di errori e di ritardi evitabili, la leadership europea continua a negare la natura della crisi e continua a proporre la falsa scelta fra un'austerità draconiana e un'Europa federale.
Di contro, noi proponiamo soluzioni immediate, compatibili con gli attuali i trattati e leggi europee.
Ci sono, in questa crisi, quattro sotto-crisi: una crisi delle banche, una crisi del debito pubblico, una crisi di sotto-investimento e ora anche una crisi sociale – il risultato di cinque anni di fallimenti politici.
La nostra Modesta Proposta, dunque, è composta da quattro elementi: essi implementano le istituzioni esistenti e non richiedono alcuno degli “spostamenti” cui si oppongono la maggior parte degli europei (come le garanzie nazionali o trasferimenti fiscali). Nè richiedono cambiaenti dei trattati, che molti elettori potrebbero in ogni caso rifiutare. Qui proponiamo un New Deal Europeo che, come il suo antenato americano, porterebbe al progresso in pochi mesi, ma attraverso misure che rimangono interamente all'interno del percorso costituzionale che i governi europei hanno già concordato.

2. La natura della crisi dell'Eurozona

La crisi dell'eurozona si svolge su quattro binari correlati.

Crisi bancaria: C'è una crisi bancaria globale, comune, che è stata innescata soprattutto dalla catastrofe della finanza americana. Ma l'Eurozona si è rivelata l'unica a non essere in grado di far fronte al disastro, e questo è un problema di struttura e di governance. L'Eurozona dispone di una banca centrale senza un governo e di governi nazionali senza banche centrali di sostegno, schierate contro una rete globale di mega-banche che non possono in nessun caso supervisonare. La risposta dell'Europa è stata quella di realizzare una piena Unione Bancaria – una misura audace, in linea di principio, ma che minaccia sia di attuarsi in ritardo sia di distrarre dalle azioni che sono immediatamente necessarie.
Crisi del debito: La stretta creditizia del 2008 ha rivelato come impraticabile il principio dell'Eurozona che vede i debiti pubblici perfettamente separati. Forzata a creare un fondo di salvataggio che non violasse le clausole di non salvataggio dello statuto della BCE e del Trattato di Lisbona, l'Europa ha creato l'EFSF (Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria Temporanea) e quindi l'ESM (Meccanismo Europeo di Stabilità), che invece è permante.

La creazione di queste due nuove istituzioni ha soddisfatto le necessità di finanziamento immediato di alcuni stati membri, ma ha mantenuto il principio imperfetto dei debiti pubblici separabili, e quindi non ha potuto contenere la crisi.
Uno stato sovrano, Cipro, di fatto è in bancarotta, imponendo controlli sui capitali pur rimanendo all'interno dell'Euro.
Durante l'estate del 2012, la BCE ha proposto un altro approccio: l'OMT (acronimo che sta per Outright Monetary Transactions’ Programme, letteralmente, programma per le transazioni monetarie dirette, comunemente tradotto in italiano dai media come “piano anti-spread”, ndt). L'OMT è riuscito a calmare per un po' il mercato delle obbligazioni. Ma ha fallito, ugualmente, come soluzione della crisi, perché è basato su una “minaccia” fra mercati di bond che non può essere credibile a lungo. E mentre mette in pausa la crisi del debito pubblico, fallisce nell'invertire la tendenza; l'acquisto di bond da parte della BCE non può ripristinare il potere di concessione dei mercati falliti o il potere di indebitamento di governi che stanno fallendo.
Crisi dell'investimento: la mancanza di investimenti in Europa minaccia i suoi standard di vita e la sua competitività internazionale. Mentre la Germania raggiungeva da sola ampie eccedenze dopo il 2000, i conseguenti squilibri commerciali hanno fatto si che, quando la crisi colpì nel 2008, le zone deficitarie crollassero. E l'onere di sistemare le cose è ricaduto esattamente sulle zone deficitarie, che non potevano sostenerlo. Né potevano compensarlo con svalutazione o nuova spesa pubblica: insomma, lo scenario era ideale per il disinvestimento proprio in quelle regioni che più necessitavano di investimenti. Così, l'Europa è finita per avere sia bassi investimenti totali sia un'ancor più irregolare distribuzione di quegli investimenti fra le zone in surplus e quelle deficitarie.
Crisi sociale: tre anni di dura austerità hanno riscosso il loro tributo sui popoli europei. Da Atene a Dublino e da Lisbona alla Germania orientale, milioni di Europei hanno perso l'accesso ai beni di prima necessità e alla dignità. La disoccupazione è dilagante. I senzatetto e la fame sono in aumento. Le pensioni sono state tagliate; le imposte sui beni di prima necessità nel frattempo continuano a crescere. Per la prima volta in due generazioni, gli Europei stanno mettendo in discussione il progetto europeo, mentre i nazionalismi. e persino i partiti nazisti, stanno diventando più forti.

3. Vincoli politici per qualsiasi soluzione.

Qualsiasi soluzione alla crisi deve rispettare vincoli realistici all'azione politica. Ecco perché devono essere evitati grandi progetti. Ecco perché abbiamo bisogno di una Modesta proposta.
L'Europa deve fare i conti, al momento, con quattro vincoli:
(a) Alla BCE non sarà consentito di monetizzare direttamente il debito sovrano. Non ci sarà alcuna garanzia della BCE sulle emissioni di debito da parte degli stati membri, né acquisti da parte della BCE di titoli di stato sul mercato primario, né pressioni da parte della BCE su EFSF e ESM per l'acquisto di titoli di debito sovrano nei mercati primario e secondario.
(b) Il programma OMT della BCE è statotollerato in quanto le obbligazioni non sono veramente acquistate. L'OMT è una politica che non fa corrispondere stabilità a crescita e, prima o poi, si rivelerà deficitario.
(c) I paesi in surplus non acconsentiranno alla creazione di Eurobond solidi e garantiti per mutualizzare i debiti, e i paesi in deficit resisteranno alla perdita di sovranità che verrebbe richiesta loro senza un corretto funzionamento di un'unione federale, che la Germania, comprensibilmente, rifiuta.
(d) l'Europa non può aspettare di diventare federale. Se la soluzione della crisi dipendesse dalla federazione, l'Eurozona fallirebbe prima. Le modifiche necessarie ai trattati per creare un Tesoro Europeo, con il potere di tassare, spendere, prendere in prestito, non può e non deve avvenire prima della risoluzione della crisi.

La prossima sezione presenta quattro politiche che rispettano questi vincoli.

4. La Modesta Protesta - Quattro crisi, quattro politiche

La Modesta Proposta non introduce nuovi istituzioni nell’Unione Europea e non viola alcun accordo esistente. Proponiamo, invece, che le istituzioni esistenti siano usate in modo che restino all’interno della legislazione europea, ma che permettano nuovi compiti e nuove politiche.

Queste istituzioni sono:

· La Banca Centrale Europea – BCE

· La Banca Europea per gli Investimenti – BEI

· Il Fondo Europeo per gli Investimenti - FEI

· Il Meccanismo Europeo di Stabilità – MES

Ecco le quattro politiche che ridistribuiranno le istituzioni di cui sopra in modo da dare un colpo decisivo a, rispettivamente (1) la crisi del settore bancario, (2) la crisi del debito pubblico, (3) la crisi dei sottoinvestimento e degli squilibri interni e (4) la crisi dell’emergenza sociale che affligge i Paesi in cui la povertà assoluta sta diventando un problema serio:


Politica 1 – Programma bancario caso per caso (CCBP)

Per il momento proponiamo che le banche bisognose di ricapitalizzazione da parte del MES si rivolgano direttamente al MES - invece di permettere al governo nazionale di chiedere il prestito per conto della banca. Le banche di Cipro, Grecia e Spagna probabilmente rientreranno in questa proposta. Il MES, e non il governo nazionale, dovrà quindi ristrutturare, ricapitalizzare e risolvere le banche in fallimento dedicando la maggior parte delle proprie capacità di finanziamento a questo scopo.

L’Eurozona deve infine diventare un’area bancaria unica con un’unica autorità bancaria. Ma questo obiettivo finale diventa il nemico della buona politica attuale. Al Consiglio Europeo del giugno 2012 la ricapitalizzazione diretta delle banche mise d’accordo in linea generale, ma fu resa subordinata alla formazione di un’Unione Bancaria. Da quel momento le difficoltà nel regolamentare, progettare e implementare un’Unione Bancaria hanno significato slittamento ed esitazione. Un anno dopo quella decisione sensata, l’abbraccio mortale tra i sistemi bancari nazionali insolventi e e gli Stati membri insolventi continua. [i]

Oggi l’opinione dominante dell’UE rimane che l’unione bancaria deve essere completata prima che il MES ricapitalizzi direttamente le banche. E che quando sarà completata, il contributo del MES sarà parziale e arriverà solo dopo un bail-in dei depositanti nei Paesi fiscalmente stressati della periferia. In questo modo la crisi bancaria o non sarà mai risolta o la sua risoluzione sarà ritardata per anni, rischiando una nuova implosione finanziaria.

La nostra proposta è che un governo nazionale debba avere l’opzione di rinunciare al proprio diritto di supervisionare e risolvere una banca in fallimento. L’equivalente in azioni dell’iniezione di capitale necessario dovrebbe poi essere passato al MES, e la BCE e il MES dovrebbero nominare un nuovo Consiglio di Amministrazione. Il nuovo consiglio dovrebbe compiere un’analisi completa della posizione della banca e raccomandare alla BCE e al MES il percorso per riformare la banca.

La riforma potrebbe comportare una fusione, un ridimensionamento o anche una risoluzione completa della banca, con la consapevolezza che saranno intraprese delle azioni per evitare, soprattutto, un taglio dei depositi. Quando la banca sarà stata ristrutturata e ricapitalizzata, il MES potrà vendere le sue azioni e recuperare i costi.

La proposta qui sopra può essere implementata oggi, senza un’Unione Bancaria o alcun cambiamento degli accordi. L’esperienza che la BCE e il MES acquisiranno da questo processo caso per caso aiuterà la formazione di una corretta unione bancaria quando l’attuale crisi sarà rientrata.

NOTE: [i] Anzi, le recenti decisioni hanno reso quell’abbraccio permanente.

Politica 2 – Programma di conversione limitata del debito (LDCP)

Il Trattato di Maastricht consente ad ogni Stato membro dell’Europa di emettere un debito sovrano fino al 60% del PIL. A partire dalla crisi del 2008 la maggior parte degli Stati membri dell’Eurozona hanno superato questo limite. Noi proponiamo che la BCE offra agli Stati membri la possibilità di una conversione del debito per il loro MCD (Debito permesso da Maastricht, definizione degli autori), mentre le quote nazionali del debito convertito continuerebbero ad essere garantite separatamente da ogni Stato membro.

La BCE, fedele al vincolo di non-monetizzazione di cui sopra (a), non cercherebbe di comprare o garantire, direttamente o indirettamente, il debito sovrano MCD. Al contrario, agirebbe da intermediario, mediando tra gli investitori e gli Stati membri. La BCE potrebbe a tutti gli effetti orchestrare un prestito al servizio della conversione conversione del prestito di servizio per il MCD con lo scopo di riscattare quelle obbligazioni alla loro scadenza. [ii]

Il prestito a servizio della conversionefunziona come segue. Il rifinanziamento della quota del debito del Maastricht compliant, ora detenuto in obbligazioni della BCE, sarebbe a carico degli Stati membri ma a tassi di interesse stabiliti dalla BCE appena sopra il rendimento delle sue obbligazioni. Le quote del debito nazionale convertite in obbligazioni della BCE devono essere espresse in conti di addebito. Non potranno essere utilizzate come garanzia reale o per la creazione di derivati. [iii] Gli Stati membri si impegneranno a riscattare in pieno quelle obbligazioni alla loro scadenza, se i detentori opteranno per questa opzione invece di estenderle a tassi più bassi e più sicuri offerti della BCE.

I Governi che vorranno partecipare a questo metodo possono farlo sulle basi della Cooperazione rafforzata, che necessità di almeno nove Stati membri. [iv] Chi non opterà per questa soluzione potrà tenere le proprie obbligazioni anche per il proprio MCD. Per salvaguardare la credibilità di questa conversione, e fornire una protezione alle obbligazioni della BCE che non necessitano di monetizzazione della BCE, gli Stati membri accettano di garantire ai loro conti di addebito della BCE lo status di superanzianità e che il meccanismo di conversione del prestito di servizio sia assicurato dal MES utilizzando soltanto una piccola parte delle proprie capacità di prestito. Se uno Stato membro finisce in un turbolento default prima che scadano le obbligazioni della BCE emesse a suo nome, allora il pagamento di quelle obbligazioni della BCE sarebbe coperto dall’assicurazione acquisita o fornita dal MES.

Perché non continuare con l’OMT della BCE?

La BCE è riuscita ad affievolire il tasso di interesse degli spread nell’Eurozona annunciando le proprie operazioni monetarie definitive (Outright Monetary Transactions, OMT). Le OMT sono state concepite come supporto illimitato alle obbligazioni sotto tensione dell’Area Euro - quelle di Italia e Spagna in particolare - così da mettere fine al contagio e salvare l’euro dal collasso. Ciononostante le pressioni politiche e istituzionali hanno fatto in modo che la minaccia contro i fornitori delle obbligazioni, implicita nell’annuncio delle OMT, fosse diluita a un programma condizionale. La condizionalità implica la supervisione della troika sui governi che sono aiutati delle OMT, che vengono obbligati a firmare un memorandum d'intesa prima che le OMT abbiano effetto.

Il problema è non soltanto che questo da solo non fa nulla per il bisogno di stabilità e di crescita, ma anche che i governi di Italia e Spagna non sopravviverebbero alla firma del memorandum d’intesa, e proprio per questo non lo hanno fatto.

Il successo delle OMT nel calmare i mercati delle obbligazioni è pertanto basato su una minaccia non credibile. Fino ad ora nessuna obbligazione è stata acquistata. Questo costituisce un invito aperto ai venditori di obbligazioni a mettere alla prova la risoluzione della BCE al momento della decisione. Si tratta di una soluzione temporanea, che potrà non essere più applicata quando le circostanze incoraggeranno i venditori di obbligazioni. Questo potrebbe succedere quando la mutevolezza tornerà ai mercati globali delle obbligazioni una volta che la Federal Reserve e la Banca del Giappone cominceranno a limitare i loro programmi di alleggerimento quantitativo.

[ii] Per uno Stato membro il cui rapporto Debito/PIL è superiore al 90% del PIL, il rapporto del suo debito che si qualifica come MCD è pari a 2/3. In questo modo quando scade un’obbligazione con un valore apparente di 1 miliardo di euro, due terzi (667 milioni di euro) sarebbero pagati (riscattati) dalla BCE con somme ricavate (dalla stessa BCE) dai mercati finanziari attraverso l’emissione di obbligazioni della BCE.

[iii] Non più di quanto una carta di debito personale possa essere usata per fare credito.

[iv] L’articolo 20 (TEU) e gli articoli 326-334 (TFEU) affermano che:

“Le cooperazioni rafforzate sono intese a promuovere la realizzazione degli obiettivi dell'Unione, a proteggere i suoi interessi e a rafforzare il suo processo di integrazione. Sono aperte in qualsiasi momento a tutti gli Stati membri ai sensi dell'articolo 328 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
La decisione che autorizza una cooperazione rafforzata è adottata dal Consiglio in ultima
istanza, qualora esso stabilisca che gli obiettivi ricercati da detta cooperazione non possono essere conseguiti entro un termine ragionevole dall'Unione nel suo insieme, e a condizione che vi partecipino almeno nove Stati membri”.

La procedura di approvazione di una cooperazione rafforzata da parte del Consiglio deve essere unanime o arrivare dalla maggioranza qualificata. Ma visto che tutti gli Stati membri, e non soltanto quelli nell’Eurozona, possono guadagnare dall’investimento nelle Eurobbligazioni - che, come le obbligazioni della BEI, non contano sul debito nazionale - c’è una prospettiva realistica della sua adozione.

Politica 3 - Una ripresa basata su investimenti e un Progamma di Convergenza

All’inizio, l’Unione Europea aveva già una strategia di ripresa e convergenza, nell’European Economic Recovery Programme 2020. In pratica, però, questa strategia è stata impedita dall’austerità. Proponiamo che l’Unione europea lanci un nuovo programma di investimenti per invertire la situazione di recessione, rafforzare l’integrazione europea, recuperare la fiducia del settore privato, adempiere alle indicazioni del Trattato di Roma per alzare gli standard di vita e a quelle del Single European Act del 1986 per la coesione sociale ed economica. (in fase di revisione)

Politica 4 - ESSP (Programma di solidarietà per l'emergenza sociale)

Raccomandiamo che l’Europa adotti immediatamente un programma di solidarietà per l’emergenza sociale (ESSP) che garantisca l’accesso alla nutrizione e ai beni di prima necessità per tutti gli europei, e che si traduca in un Programma Europeo di Buoni Alimentari modellato sull’equivalente degli USA e di un Programma Europeo per il minimo energetico.

Questi programmi dovranno essere finanziati dalla Commissione Europea utilizzando gli interessi accumulati mediante il sistema europeo delle banche centrali, dal bilancio del sistema TARGET2, dai profitti realizzati attraverso il mercato delle obbligazioni nazionali e, in futuro, da altre transazioni finanziarie o voci di bilancio che l’UE sta attualmente. (in fase di revisione)

5. CONCLUSIONI: quattro politiche realistiche per sostituire cinque scelte false



Tre anni di crisi sono culminati in un'Europa che ha perso la sua legittimazione fra i suoi stessi cittadini e che ha perso credibilità con il resto del mondo.
L'Europa è ritornata senza motivo in recessione. Mentre il mercato delle obbligazioni veniva placato dall'azione della BCE nell'estate del 2012, l'Eurozona rimane sulla strada della disintegrazione.
Mentre questo processo corrode il potenziale europeo di una prosperità condivisa, i governi europei sono imprigionati fra false scelte:


    · fra stabilità e crescita
    · fra austerità e stimolo
    · fra l'abbraccio mortale delle banche insolventi di governi insolventi, e un'ammirevole ma indefinita e indefinitamente ritardata Unione Bancaria
    · fra il principo di debiti nazionali perfettamente separabili e la presunta necessità di persuadere i paesi in surplus di finanziare il resto
    · fra la sovranità nazionale e il federalismo

Queste scelte, falsamente binarie, imprigionano il pensiero e immobilizzano i governi. Sono responsabili della legittimazione della crisi del progetto europeo. E These falsely dyadic choices imprison thinking and immobilise governments. They are responsible for a legitimation crisis for the European project. E rischiano una catastrofica crisi umana, sociale e democratica in Europa.

Di contro, la Modesta Proposta replica che:

· la scelta effettiva è fra una deflazione beggar-my-neighbour (si veda la trattazione della Treccani. Si tratta di un intervento di politica economica, che produce benefici unicamente al Paese che lo adotta e danni agli altri, ndt) e un recupero di investimenti coordinati con stabilizzazione sociale.
· il recupero di investimenti sarà finanziato dal capitale globale, fornito essenzialmente da fondi sovrani e fondi pensione che cercano sbocchi di investimento a lungo termine. La stabilizzazione sociale può essere finanziata, inizialmente, attraverso lo schema di pagamenti TARGET2.
· i contribuenti in Germania e gli altri paesi in surplus non hanno bisogno di finanziare il programma di ripresa economica europea 2020, la ristrutturazione del debito sovrano, la risoluzione della crisi bancaria, o il programma di emergenza umanitaria di cui ha così urgentemente bisogno la periferia europea.
· né una politica monetaria espansionistica né uno stimolo fiscale in Germania e altre nazioni in surplus sarebbero sufficienti a portare la ripresa in Europa.
· le modifiche dei trattati per arrivare ad un’Unione federale potrebbero essere un obiettivo per alcuni, ma richiederebbero troppo tempo, sono osteggiate da molti, e non sono necessarie, ora, per risolvere la crisi.

Su queste basi, le quattro politiche della Modesta proposta sono passi possibili attraverso i quali affrontare con decisione la crisi dell'Europa bancaria, la crisi del debito, investimenti insufficienti, la disoccupazione e l'emergenza umana, sociale e politica.

La versione 4.0 della Modesta Proposta offre risposte immediate alle domande a proposito della credilità dell’OMT della BCE, dell’impasse sull’Unione Bancaria, finanziando le PMI mediante obbligazioni dell’EIF e costituendo un fondo di venture capital per l’energia green, le start up ad alta tecnologia nella periferia europea e quelle esigenze umane di base che la crisi ha lasciato indifese.

Non si sa quanti colpi ci vollero ad Alessandro Magno per tagliare il nodo gordiano. Ma in quattro fendenti, l’Europa potrebbe tagliare il nodo del debito e del deficit in cui si è legata da sola.

· Con il primo colpo, Politica 1 – Programma bancario caso per caso (CCBP)Potica 1, il CCBP (Programma bancario caso-per-caso) si aggira l’impasse dell’unione bancaria, disaccoppiando il debito sovrano sotto tensione e attraverso la ricapitalizzazione bancaria; si consente di avere il tempo di costruire l’Unione bancaria.
· Con il secondo colpo, Politica 2 – Programma di conversione limitata del debito (LDCP)Politica 2, il LDCP (Programma di conversione limitata del debito), si riduce l’ammontare del debito dell’Eurozona attraverso una conversione operata dalla BCE del MCD (Il debito consentito da Maastricht)
· Con il terzo colpo, Politica 3 - Una ripresa basata su investimenti e un Progamma di ConvergenzaPolitica 3, l’IRCP (Programma di Ripresa guidata dall’investimento e Convergenza), si ricicla il surplus globale in investimenti europei
· Con il quarto colpo, Politica 4 - ESSP (Programma di solidarietà per l'emergenza sociale)Politica 4, l’ESSP (Programma di solidarietà per l’emergenza sociale) distribuisce i fondi creati dalle asimmetrie che hanno contribuito a causare la crisi per soddisfare i bisogni umani fondamentali causati dalla crisi stessa.

A livello politico, le quattro politiche della Modesta proposta costituiscono un processo di europeizzazione decentrata, da contrapporre a una federazione autoritaria che non è stata sottoposta all’elettorato europeo, che difficilmente piacerebbe agli europei e che non offre alcuna assicurazione di maggiori livelli di occupazione e welfare.

Proponiamo che quattro aree di attività economica vengano europeizzate: le banche che hanno bisogno di iniezioni di capitale dall’ESM. Proponiamo che quattro settori di attività economica da europeizzata: le banche hanno bisogno di iniezioni di capitale ESM, la gestione del debito sovrano, il riciclaggio di risparmio europeo e mondiale in investimenti socialmente produttivi e un rapido finanziamento di un programma di emergenza sociale di base.
La nostra proposta di europeizzazione del denaro per investimenti mantiene un elevato grado di sussidiarietà. Essa è coerente con una maggiore sovranità per gli stati membri di quella che sarebbe implicita in una struttura federale, ed è compatibile con il principio di riduzione del debito nazionale in eccesso, una volta che le banche, il debito e i flussi di investimento saranno europeizzati senza la necessità di garanzie nazionali o trasferimenti fiscali.

Anche se è ambiziosa nei suoi scopi, la Modesta proposta non vuole suggerire nuove istituzioni e non mira a ridisegnare la zona euro. Non ha bisogno di nuove regole, patti fiscali o troike. Non richiede nessun accordo prima di muoversi in senso federale, consentendo contemporaneamente il consenso attraverso la maggiore cooperazione, invece dell’imposizione di austerità.

È in questo senso che questa proposta è, nei fatti, modesta.


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