La lista Falciani, Pippo Civati e il tritacarne mediatico

Sbattuto in prima pagina come fosse un evasore milionario, ma la realtà dei fatti è molto diversa.

E così, oggi, troviamo la foto di Pippo Civati sulle prime pagine della maggior parte dei quotidiani e delle homepage dell'italica informazione; una foto associata alla lista Falciani in cui sono presenti oltre 7mila italiani che hanno conti in Svizzera in una filiale della banca Hsbc, molti dei quali, si presume, evasi al fisco. Tanto basta perché sui social network si scateni la gazzarra, anche se in realtà Pippo Civati è completamente estraneo alla vicenda.

Com'è possibile? Il problema è che pur di fare uno scoop, nel titolo si racconta come nella lista Falciani sia stato scovato anche il nome di Pippo Civati. E dal momento che oggi tantissimi utenti si fermano al titolo senza prendersi la briga di leggere anche ciò che segue, ecco che il parlamentare del Pd si trova esposto alla gogna pubblica e mediatica. A cui lui risponde nel modo più semplice possibile, pubblicando la spiegazione di "cosa ci faccia il suo nome in quella lista" sul suo blog:

l'Espresso, nel corso del lavoro giornalistico che riguarda Swissleaks, mi comunica che nella lista Falciani compare il nome di mio padre in relazione a un conto corrente presso la banca Hsbc. Il motivo per cui compare anche il mio nome dipende unicamente dal fatto che mio padre ha aperto quel conto nel 1994 (quando avevo diciannove anni) indicandomi come procuratore, insieme a mia madre (in quanto eredi, per il caso in cui fosse mancato). (...) La domanda, invece, «perché in quella banca?», trova presto risposta: mio padre, amministratore delegato di un gruppo multinazionale che intratteneva rapporti con istituti bancari di vari paesi, ne aveva, tra gli altri operatori finanziari, anche con Hsbc, presso la quale fu aperto un conto regolarmente dichiarato nel bilancio della società (tutto trasparente, quindi). Presso la stessa banca aprì anche il suo, con la cifra indicata qui sopra.

Nulla di illegale, nessun movimento, una somma irrisoria (10mila euro), un conto che inoltre si è "estinto nel 2011 (essendosi azzerato a causa delle spese di tenuta)" e sul quale non c'è mai stato nessun movimento. Tutto liscio e trasparente, insomma. La domanda che sorge è: non si poteva evitare di sbattere il nome di Civati in prima pagina, visto che si sapeva benissimo come stavano le cose e si sapeva benissimo anche come avrebbe potuto reagire una parte dell'opinione pubblica?

Nello stesso articolo de L'Espresso si parla anche di Giorgio Stracquadanio (defunto nel gennaio 2014):

Il primo parlamentare citato nella lista Falciani è Giorgio Stracquadanio, ex radicale passato a Forza Italia, legato a Marcello Dell’Utri. Stracquadanio è morto nel gennaio 2014, ma dai documenti bancari risulta che nel 2007 il suo conto alla Hsbc di Ginevra aveva una disponibilità notevole: dieci milioni e 700 mila dollari. L'Espresso ha contattato i suoi familiari, indicati come contitolari del conto, offrendo la possibilità di fornire chiarimenti. «Non ho alcun commento da fare», ha però dichiarato la sorella di Giorgio, Tiziana Stracquadanio, cointestataria del deposito svizzero insieme al padre Raffaele.

E anche dell'ormai noto finanziere renziano Davide Serra, che ha confermato di essere titolare di un conto all’Hsbc «in totale trasparenza e in accordo con il sistema fiscale inglese».

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