Eurogruppo, accordo Ue-Grecia: aiuti per altri 4 mesi, cosa succede ora

È stato raggiunto un accordo di massima tra la Grecia e i suoi partner dell'Eurozona, ma il governo ellenico deve ancora lavorare duramente nei prossimi giorni.

Sabato 21 febbraio - Alexis Tsipras lo ha detto “abbiamo vinto una battaglia, non la guerra”. L’accordo con l’Eurogruppo prevede altri quattro mesi di aiuti ad Atene e rappresenta una soluzione di compromesso per evitare che una delle due parti in causa decida di forzare la mano in un braccio di ferro che potrebbe avere conseguenze per tutta l’unione. Nonostante il premier greco abbia palesato soddisfazione per gli accordi presi, la negoziazione ha visto retrocedere i greci che avevano chiesto altri sei mesi di “tregua”, vincoli ridotti e una maggiore flessibilità.

Già da lunedì i greci presenteranno una lista di riforme che verranno valutate dalla troika nei giorni successivi. Se il piano di Tsipras non dovesse passare al vaglio delle “istituzioni” cadrà l’intesa con l’Ue, come ha spiegato il ministro delle finanze Yanis Varoufakis. Il ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schaeuble non è stato certo tenero con il neopremier ellenico: “Sarà difficile per Tsipras spiegare l’intesa agli elettori”. Come dire che per mantenere gli accordi presi in Europa Tispras sarà costretto a frustrare le aspettative delle elettorato che lo ha spinto al successo.

Prima delle ultime elezioni i leader di Syriza si erano detti intenzionati a risolvere il problema del debito chiedendo di cancellarne una parte: nessun passo è stata fatto in questa direzione e la gran parte del debito greco continua a essere detenuta dagli stati membri dell’Eurozona. Nei prossimi quattro mesi, insomma, Tsipras dovrà accontentare l’opinione pubblica con riforme in grado di alleggerire la situazione di diffusa povertà e cercare soluzioni di lungo termine da proporre all’Europa, dalla rinegoziazione delle scadenze del debito a un accordo che permetta di pagare ai creditori un interesse relazionato alla crescita economica.

Venerdì 20 febbraio, 21:27 - In conferenza stampa il Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha commentato:

"Atene promette di non tornare indietro sulle misure austerità. È un primo passo per ricostruire la fiducia"
21:15

- Il commento del ministro dell'Economia italiano Pier Carlo Padoan all'uscita dalle riunione dell'Eurogruppo:

"Siamo tutti vincitori. Lo dico senza retorica: è un grande passo avanti per l'Europa; sono molto soddisfatto. È stata una decisione difficile ma presa insieme. Abbiamo vinto le resistenze perché abbiamo tutti cercato una soluzione che alla fine è arrivata. È un processo che dovrà portare all'estensione del programma di aiuti per qualche mese e poi eventualmente a un nuovo programma per la Grecia"
20:28

- Panagiotis Agraflotis, portavoce della delegazione greca a Bruxelles, ha detto:

"La Grecia e la Germania hanno trovato un accordo di principio politico che consentirà di estendere il programma di aiuti ad Atene. L'accordo è ora sottoposto all'attenzione dei ministri dell'Eurogruppo e se tutto andrà bene, porrà le condizioni perché si proceda con i lavori tecnici per rendere attuabile l'accordo"

L'intesa prevede che entro lunedì il governo gergo mandi una lista alla Germania con le misure concrete periste per rientrare nei parametri concordati con la comunità internazionale.

20:16 - Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma fonti elleniche ed europee riportate dalle principali agenzie di informazione parlano di un accordo di massima raggiunto tra l'Eurogruppo e la Grecia che prevederebbe un'estensione del programma di aiuti di quattro mesi.

19:29 - Sono circolate voci su un accordo imminente tra la Grecia e i partner dell'Eurozona sul problema del rifinanziamento del debito, ma da Atene sono giunte delle smentite. Occorre aspettare ancora un po' per conoscere l'esito dell'Eurogruppo di oggi.

18:58 - Bloomberg ha diffuso una nota del governo greco secondo la quale nel caso in cui il vertice di oggi fallisce il premier Tsipras chiederà un vertice Ue d'emergenza per domenica.

14:10 - Mentre la Germania si dimostra pessimista, la Commissione europea, invece, è possibilista sul raggiungimento di un accordo con la Grecia. La portavoce Margaritis Schinas ha detto infatti che l'intesa sul prolungamento della proroga per la restituzione del debito da parte di Atene è "possibile" in un futuro prossimo "se tutti si mostreranno ragionevoli".

Intanto l'inizio del vertice odierno è stato posticipato: non comincerà alle 15, ma alle 16:30.

12:58 - In attesa della riunione dell'Eurogruppo che comincerà alle 15, arrivano già voci di un commento della cancelliera tedesca Angela Merkel che, attraverso la sua portavoce Christiane Wirtz, fa sapere che il governo tedesco è compatto nel ritenere la lettera scritta da Atene insufficiente. Merkel, dunque, condivide quando detto dal suo ministro dell'Economia Wolfgang Schaueble.

11:57 - Il Premier italiano Matteo Renzi ha avuto stamattina un colloquio telefonico con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Al centro del colloquio, spiegano fonti di palazzo Chigi citate dall'AdnKronos, oltre a un giro di orizzonte sulla Libia e l'Ucraina ci sarebbe la situazione greca in vista dell'Eurogruppo.

Lo stesso Renzi ha spiegato ieri sera a Virus, su Rai2, che oggi Pier Carlo Padoan sarà a Bruxelles all'Eurogruppo, nonostante proprio ieri la sua presenza sembrava fosse a rischio: il lavoro che starebbe facendo il titolare del dicastero dell'economia, ha spiegato il Presidente del Consiglio, è quello di mediare tra la posizione greca e quella tedesca "nell'interesse dell'Europa", una mission decisamente complicata vista la distanza tra le due posizioni in materia di politiche economiche.

Alle ore 15 di oggi inizierà la riunione e questa sera avremo, forse, un riscontro definitivo sul destino greco nell'Unione Europea.

Venerdì 20 febbraio 2015 - Per la terza volta ci ritroviamo a dire che l'Eurogruppo di oggi dovrebbe essere quello decisivo per le sorti della Grecia. Vedremo nel corso della giornata se effettivamente sarà così, Atene freme e ha posto una specie di ultimatum del tipo "Ci dicano sì o no" al prestito. Ieri Yanis Varoufakis, ministro delle Finanze greco, ha inviato la lettera con la richiesta di estensione dei prestiti al Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem che lo aveva subito rassicurato, così come rassicuranti sono apparse le parole del Presidente della Commissione Jean Claude Juncker, ma poco dopo è arrivata la doccia fredda con il no del ministro dell'Economia tedesco Wolfgang Schaeuble. Ieri sera c'è stata una telefonata di quasi un'ora tra Alexis Tsipras e Angela Merkel e forse proprio questa potrebbe essere la chiave di volta.

Varoufakis su Twitter: "Gli Usa avvertono entrambe le parti"

Mercoledì 18 febbraio 201519:00

- Varoufakis è più determinato che mai a non mollare e ha voluto precisare quello che, a suo avviso, è il senso della telefonata del Segretario del Tesoro americano: "mi ha effettivamente detto che un mancato accordo danneggerebbe la Grecia. Ha aggiunto che danneggerebbe anche l'Europa. Un avvertimento a entrambe le parti".

La dichiarazione del ministro delle Finanze ellenico è giunta su Twitter. E fa presagire che, fino a venerdì, continuerà il braccio di ferro tra Atene e Bruxelles.

17:30

- Dopo il sostegno manifestato da Barack Obama al governo di Tsipras, gli Stati Uniti cambiano linea. Il Segretario del Tesoro americano, Jack Lew, ha telefonato al ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, avvertendolo che è arrivato il momento di mettere fine al clima di incertezza.

Secondo quanto riportato dalle agenzie, Lew avrebbe detto al ministro greco: "E' il momento di passare ai fatti, di trovare un sentiero costruttivo in accordo con il Fmi e i ministri europei delle Finanze. L'incertezza non è una cosa buona per l'Europa".

Mercoledì 18 febbraio 2015 - Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, puntualizza ancora una volta che la Ue non è disposta a scendere a patti con il piano presentato dal ministro delle finanze ellenico, Varoufakis. Ecco cosa ha dichiarato il politico lettone: "Nell'attuale programma di aiuti ci sono ancora dei fondi ma, se la Grecia li vuole, deve concludere il programma e le valutazioni periodiche perché è quella la condizione per avere i fondi".

Oggi Varoufakis invierà una missiva al presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Come dichiarato dal portavoce del ministro, la lettera ribadirà che l'esecutivo non tornerà indietro su questioni che considera prioritarie e non negoziabili. Secondo le anticipazioni di ieri, i contenuti della lettera si rifaranno in gran parte alle proposte della Commissione Europea, compreso il cosiddetto documento Moscovici.

Si lavora per un'intesa entro la fine della settimana, ma le parti sembrano ancora distanti. Se da un lato la Troika non sembra intenzionata a recedere, dall'altra Tsipras cerca di "portare a casa qualche risultato" per non perdere la faccia davanti al suo elettorato.

Varoufakis: "Cerchiamo accordo per tutti"

20:23

- Con parole decisamente ad effetto, e che sono rimbalzate in mezza Europa, il portavoce del governo ellenico Sakellaridis ha ribadito alla tv greca la posizione ufficiale del governo di Atene nei negoziati all'Eurogruppo per la rinegoziazione del debito:

"La Grecia non firmerà un'estensione del programma di aiuti nemmeno con una pistola puntata alla tempia".

Secondo alcune indiscrezioni i negoziati, ufficialmente bloccati, punterebbero da parte del governo di Tsipras non tanto ad uno stralcio dell'accordo per come è stato firmato quanto più ad un blocco del protocollo sul piano di rientro di modo che l'economia ellenica possa, nelle intenzioni di Atene, avere il tempo di sviluppare un nuovo processo di crescita.

L'esecutivo di Atene, sostengono invece i media ellenici, deciderà domani se chiedere un'estensione del prestito concesso dai partner europei, ma non dell'intero programma di salvataggio: il governo Tsipras potrebbe presentare domani a Bruxelles una richiesta di proroga di 6 mesi dei finanziamenti, una proposta avanzata ieri dal commissario europeo Moscovici al ministro greco Varoufakis.

Secondo quanto scrive l'Ansa se la richiesta verrà considerata "compatibile" venerdì l'Eurogruppo si riunirà per la decisione definitiva.

14:33 - Secondo quanto si legge in una dichiarazione diffusa dall'ufficio del premier greco Alexis Tsipras all'indomani del fallimento delle trattative dell'Eurogruppo a Bruxelles la Grecia, seppur confermando di avere la volontà di chiudere un accordo effettivo per il debito greco, si dice non disposta ad accettare alcun ultimatum da parte di istituzioni esterne al paese.

Nel frattempo anche il francese Moscovici, a capo degli Affari Economici dell'Unione Europea, ha affermato che le trattative proseguono, anche perchè "non c'è alcun piano B" per la Grecia.

Questa mattina intanto le agenzie stampa riportano notizie dalle borse decisamente interessanti: volano i tassi dei titoli di Stato greci, il bond a tre anni schizza al 19,50%, sfiorando i massimi dal 2012, quello sul titolo a 5 anni vola al 15,25% mentre il rendimento del decennale si attesta al 9,96%. Anche la Borsa di Atene è negativa, pur se in recupero rispetto all'apertura, e a metà seduta la perdita è al 2,22%.

Martedì 17 febbraio 2015, ore 10.22 - Entrando nella riunione di oggi del Consiglio Ecofin il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha rilanciato la bontà della posizione greca, confermando che nonostante la fumata nera di ieri, le intenzioni di Atene sono di trovare un accordo nell'interesse di tutti i paesi membri della UE:

"Cerchiamo un buon accordo per tutti gli europei, non solo per i greci, gli olandesi o i tedeschi. Cerchiamo una soluzione molto buona e onorevole a partire da un disaccordo iniziale".

ha dichiarato Varoufakis all'ingresso della riunione ad alcuni cronisti. Il ministro olandese delle Finanze e presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, secondo quanto riporta l'AdnKronos, ha cautamente manifestato ottimismo per un accordo che dovrebbe arrivare entro giovedì:

"Spero che la Grecia chieda un'estensione del programma. E una volta che l'avranno fatto potremmo accordare la flessibilità all'interno del programma, in cui potrà inserire le proprie priorità politiche. Spetta ai greci decidere, noi siamo pronti a lavorare con loro".

Eurogruppo, fumata nera per l'accordo Ue-Grecia

Lunedì 16 febbraio 2015


eurogruppo grecia ue

20:10 - È arrivata la conferma che la nuova riunione dell'Eurogruppo si dovrà tenere entro venerdì 20 febbraio. Il presidente Jeroen Dijsselbloem, infatti, ha posto quella data come deadline. Il nuovo incontro ci sarà se la Grecia lo richiederà. Nel frattempo sarà lasciato spazio agli incontri bilaterali.

19:30 - Ancora un nulla di fatto e un rinvio. Atene ha categoricamente rifiutato di estendere il piano di salvataggio attuale e la riunione dell'Eurogruppo probabilmente si aggiornerà venerdì prossimo, 20 febbraio.

Secondo alcune fonti vicine al governo greco, in funzionari di Atene hanno considerato "assurda e inaccettabile" la bozza del documento presentata loro dall'Eurogruppo. In particolare i greci sono stati infastiditi dall'insistenza di alcune persone affinché Atene attui il piano di salvataggio e se queste sono le circostanze, oggi non ci può essere alcun accordo.

Giovanna Pancheri, corrispondente da Bruxelles di SkyTg 24, ha diffuso via Twitter la bozza del documento dell'Eurogruppo rifiutata dalla Grecia.

Eurogruppo: Grecia-Ue accordo vicino?

Lunedì 16 febbraio 2015

- Sarebbe dovuto essere decisivo l'Eurogruppo della scorsa settimana, ma così non è stato, per questo oggi, lunedì 16 febbraio 2015, i ministri europei dell'Economia e delle Finanze si riuniscono per parlare ancora una volta della situazione della Grecia.

Il Premier greco Alexis Tsipras e il suo ministro delle Finanze Yanis Vaorufakis hanno già fatto chiarezza sulla loro posizione spiegando di non essere disponibili a un accordo al ribasso e arrivano all'appuntamento forti del sostegno degli Usa e della positività dei mercati.

Caroline Atkinson, consigliere di Barack Obama per quanto riguarda l'economia internazionale, ha detto che occorre un "compromesso più equo" che tenga conto del crollo degli stipendi, del prodotto e della crescita della disoccupazione che si sono verificati in Grecia.

Per quanto riguarda i mercati, invece, quello di Atene venerdì ha chiuso in forte rialzo, con un +5,61%, segno evidente di un certo ottimismo sulla possibilità che si trovi a breve un accordo con l'Ue.

Intanto il vicepresidente dell'Ue per Crescita e Lavoro, Jyrki Katainen, ha detto che l'Eurogruppo cercherà una soluzione che sia accettabile per tutti i 19 Stati che ne fanno parte e ha anche sottolineato che si farà di tutto per aiutare la Grecia, ma il piano di aiuti deve essere approvato da tutti i membri e intanto Atene deve andare avanti con le riforme mettendo mano alla politica fiscale e conquistando la fiducia degli investitori.

Intanto Alexis Tsipras in un'intervista al settimanale Stern, ha detto:

"Non vogliamo nuovi prestiti. Ci serve tempo, non denaro per fare le riforme. Sono per una soluzione in cui tutti possano solo vincere. Voglio salvare la Grecia da una tragedia, scongiurare una spaccatura dell'Europa"

Eurogruppo: riprende il negoziato con la Grecia

Domenica 15 febbraio 2015

Il vero nemico dell'Eurogruppo di domani, lunedì 16 febbraio 2015, è il tempo. Uno spazio per le trattative tra Grecia e Ue, secondo gli analisti, c'è; ma le casse di Atene che vanno rapidamente svuotandosi e la scadenza di fine febbraio per il varo del nuovo "memorandum" rendono la situazione molto più complessa. Sarebbe importante che il vertice di domani lanciasse qualche segnale rassicurante, ma vista la distanza ancora molto ampia che si registra tra le due parti non è affatto detto che si arrivi a una qualche soluzione di compromesso.

Da una parte l'Unione Europea, che vuole imporre nuove misure di austerità per dare il via libera a ulteriori prestiti, dall'altra il governo Tsipras, che ha bisogno di una nuova linea di credito per evitare il default - e anche la prospettiva di un Grexit, un'uscita dall'euro - senza per questo venir meno alle promesse vincenti della campagna elettorale all'insegna del "mai più troika e austerity". I rappresentanti di Bce, Fmi e Commissione europea sono già riuniti per trovare un memorandum che possa andare in parte incontro alle richieste greche: "Stiamo cercando un punto di sovrapposizione su cui lavorare", spiegano i tecnici; ma è una ricerca che al momento non sembra aver dato frutti, anche per la fermezza con cui il governo insiste sulla sua volontà di cancellare le norme sul mercato del lavoro e non solo imposte dalla fu troika.

Tsipras non vuole uscire dall'Euro - come non vogliono i greci - e non vuole nemmeno sobbarcarsi misure che vadano a impoverire ulteriormente la nazione; in questo spazio si giocano le chance di trovare un accordo, in cui ognuna delle parti dovrà cedere qualcosa e che poi il governo appena insediatosi potrà mostrare come miglior punto d'incontro per evitare l'addio alla moneta unica e le conseguenze imprevedibili che questa potrebbe causare. L'importante è che ci sia "un quadro di riferimento", che tranquillizzi i creditori, i mercati e tracci una strada da percorrere per tutti i protagonisti in gioco.

Quella di domani non è l'ultima spiaggia, ma in caso di nuovo flop i tempi diventerebbero davvero molto stretti, anche perché alcuni paesi - tra cui i falchi del rigore di Germania, Olanda, Finlandia, Estonia - devono sottoporre al loro parlamento la proposta di concedere nuovi prestiti. Il conto alla rovescia pesa però anche su Atene, alle prese con il crollo delle entrate fiscali (in gennaio c'è un buco di un miliardo di euro), una nuova contrazione dell'economia che sembrava aver ripreso la crescita e la corsa agli sportelli che continua (dall'inizio del 2015 sono "svaniti" 21 miliardi di euro). Da parte sua, il governo greco tranquillizza tutti: "Non abbiamo bisogno urgente di liquidità e siamo fiduciosi: un accordo, anche all'ultimo minuto, si troverà".

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