Si fa un gran parlare in questi giorni della “social card“, feticcio del ministro Tremonti e centro delle strategie del governo per dare sollievo ai cittadini alle prese con la crisi economica. Secondo molti osservatori tuttavia le misure previste dal Consiglio dei Ministri sono totalmente insufficienti rispetto alla portata della crisi dei salari in atto e all’obiettivo di rilanciare la crescita economica.
Non solo: si tratta anche di una grande occasione sprecata. Il nostro sistema di ammortizzatori sociali ha infatti, come non si stanca di ripetere Tito Boeri, urgente bisogno di un ammodernamento, in quanto quello attuale è frammentato in una miriade di schemi di sostegno diversi e all’origine di profonde ingiustizie.
Gli interventi del governo Berlusconi non fanno che confermare, pavidamente, tutte queste linee di disuguaglianze: si sostengono con la social card i pensionati, ma non le persone che, con qualche anno di meno, si trovano nelle stesse condizioni economiche. Le famiglie con figli piccoli, ma non chi dovrebbe essere messo in condizione di poter procreare (i giovani).
E ancora: si potenzia la cassa integrazione, assurdo sistema italiano che sostiene prevalentemente i dipendenti delle grandi imprese, e comunque chi ha un contratto a tempo indeterminato, rispetto ad esempio ai precari. Per questi ultimi, che saranno i più colpiti dalla crisi, è previsto solo un aiuto una tantum.
Sarebbe invece il momento di provvedimenti profondi, che possano rendere il sistema di welfare italiano non solo più giusto ed europeo, ma anche meno contorto e frammentato del magma di provvedimenti d’urgenza e ad hoc attuale, cui il governo Berlusconi sta invece contribuendo alla grande.
Storicamente infatti i momenti di crisi del capitalismo sono stati spesso anche quelli di avanzamento del welfare state, di invenzione di nuovi strumenti che sono poi durati per decenni. In Italia sembra mancare il coraggio politico per fare grandi scelte di fondo, e non solo operazioni di facciata. Se non bastano neanche i 100 seggi di maggioranza dell’alleanza di governo per ritrovarlo, allora forse si tratta proprio di un problema congenito dei politici italiani.
Foto: richard winchell, Flickr.
Domenico Malara
28 nov 2008 - 13:16 - #1“Sarebbe invece il momento di provvedimenti profondi…” E cioè quali? A parte criticare il provvedimento del governo, non mi sembra che hai fatto una proposta alternativa valida, hai solo scritto dove si dovrebbe intervenire. In ogni caso se il governo avesse messo a disposizione 1000 euro anziché 40, le critiche non sarebbero cambiate di una virgola…
giulio.mattioli
28 nov 2008 - 13:19 - #2@1:
se segui i link ci arrivi, alle proposte concrete, guarda qui: http://www.polisblog.it/post/2910/recensioneun-nuovo-contratto-per-tutti-di-boeri-e-garibaldi-come-riformare-welfare-e-mercato-del-lavoro
Stef500f
28 nov 2008 - 13:56 - #3E cioè quali gne gne non sarebbe cambiata la critica se fossero stati mille euro gne gne..madonna mia.
gho
28 nov 2008 - 16:13 - #4una domanda mi faccio
oltre a umiliare le persone che hanno qsta card , che al supermercato caso mai la usa e dice IO SONO UN POVERO HO LA CARD , qndi ulteriore modo x sm€rdar€ le persone
vorrei sapere CHI HA PRESO L’APPALTO e CHI è IL PROPRIETARIO della fabbrica che le produce
mettiamo caso che il governo paga 1€ ( cosa improbabile è una cifra misera e simbolica ) le card da emettere dovrebbero essere 2.500.000 —> 2.500.000 di € spesi nn potevano andare in + x qste persone ?
Casarik_90
28 nov 2008 - 19:48 - #5#4 tu dici di piazzarli direttamente nel conto?