Jobs Act, critiche dalla minoranza PD e da Laura Boldrini. Alfano: “Trionfo di Ncd”

Angelino Alfano è uno dei più soddisfatti dopo il Cdm di venerdì scorso. Critiche dalla minoranza del Partito Democratico e dalla Presidente della Camera Laura Boldrini.

I decreti attuativi del Jobs Act approvati venerdì hanno scatenato una serie di reazioni contrastanti, anche e soprattutto tra le fila del Partito Democratico, con la minoranza interna che non ha visto di buon occhio quella che il Premier ha definito “una giornata storica”.

Gianni Cuperlo non ci ha girato intorno:

Non credo che quella di ieri sia stata giornata storica. Non lo è stata se guardi le cose con gli occhi dei lavoratori che sentono di aver perso qualcosa, della loro storia e dignità. […] I decreti attuativi vedono da parte nostra un giudizio critico, anche perché il governo non ha ritenuto nemmeno di recepire quelle che erano delle raccomandazioni contenute nei pareri delle commissioni parlamentari.

Critiche anche da Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, che da ex sindacalista ha così commentato i decreti di venerdì:

Sui licenziamenti collettivi rischia di aprirsi subito un contenzioso davanti alla magistratura. Nei collettivi infatti emergerà in maniera evidente quella divisione strutturale tra vecchi e nuovi assunti che percorre tutto il Jobs act. Nel caso di licenziamenti collettivi illegittimi, il giudice dovrebbe ordinare il reintegro nel posto di lavoro di coloro che sono stati assunti prima della riforma mentre per quelli presi col contratto a tutele crescenti basterebbe l’indennizzo economico.

Stefano Fassina, Viceministro dell'Economia e delle Finanze sotto il Governo Letta, arriva a parlare di ferita nei confronti del Parlamento, spiegando che su un provvedimento come quello del lavoro è stato ignorato il parere unanime delle Commissioni. Poi l’affondo a Renzi:

La propaganda di Renzi prende in giro i precari e procura un danno ai lavoratori. Con questo decreto il Pd di Renzi diventa il partito degli interessi forti. Dopo essere arrivato sulle posizioni di Ichino ora ha raggiunto Sacconi che, a questo punto, può entrare nel Pd di Renzi.

Stessa linea quella espressa dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, che senza mezzi termini ha attaccato:

Ci sono stati anche anche dei pareri non favorevoli da parte delle commissioni di Camera e Senato e forse sarebbe stato opportuno tenerli nel dovuto conto. […] Credo che non sia nella riforma del mercato del lavoro che si possa davvero puntare per una ripresa. Bisogna crearlo il lavoro, e mi auguro che questa sia una priorità, perché il lavoro è la madre di tutte le emergenze.

Critiche al Jobs Act anche da parte dei sindacati, che mettono in discussione la svolta sbandierata da Renzi. La Cgil non ha dubbi:

Il Jobs act è il mantenimento delle differenze e non la lotta alla precarietà. Il contratto a tutele crescenti è la modifica strutturale del tempo indeterminato che ora prevede, nel caso di licenziamento illegittimo o collettivo, che l'azienda possa licenziare liberamente pagando un misero indennizzo.

Chi esprime soddisfazione, invece, è il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, leader di NCD, che preannuncia il proprio supporto al Governo Renzi per arrivare fino al 2018:

Il Cdm di ieri è il trionfo del nostro stare al governo. Il cdm di ieri sta a significare che è superato l'articolo 18. Chi aveva mai cancellato lo statuto dei lavoratori e l'articolo 18? […] Noi al presidente del Consiglio diciamo con franchezza che ci stiamo per i prossimi tre anni per fare le riforme, per andare avanti, per prendere decisioni come quelle del Consiglio dei ministri di ieri, che è stato il nostro trionfo. Noi dobbiamo andare avanti avendo le idee chiare.

Per tutte le novità sul Jobs Act vi invitiamo a leggere il nostro post dedicato, aggiornato di volta in volta con le ultime modifiche apportate.

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