Riforma della scuola approvata in via definitiva: come funziona e cosa cambia

Le ultime notizie sulla riforma della scuola, come funziona e cosa cambia. La Camera ha dato il via libera definitivo.

9 luglio, 12.09

- La riforma della scuola del Governo Renzi è stata approvata in via definitiva con 277 sì e 173 no. A favore hanno votato Pd, Area popolare (Ncd-Udc), Scelta civica, Pi-Cd, Psi, Minoranze linguistiche. Contrari M5s, Forza Italia, Lega, Sel, Alternativa libera, Fratelli d'italia.

9 luglio 2015

- A partire dalle 10 di oggi è atteso il voto finale alla riforma della scuola firmata dal governo Renzi. Si tratta dell'ultimo voto, quello che porta all'approvazione definitiva.

Riforma della scuola, i 12 punti del governo Renzi: cosa cambia

Questi i punti principali della riforma così come spiegati dal governo Renzi.

  • 1. MAI PIÙ' PRECARI NELLA SCUOLA - Un piano straordinario per assumere 150 mila docenti a settembre 2015 e chiudere le Graduatorie ad Esaurimento.

  • 2. DAL 2016 SI ENTRA SOLO PER CONCORSO - 40 mila giovani qualificati nella scuola fra il 2016 e il 2019. D’ora in avanti si diventerà docenti di ruolo solo per concorso, come previsto dalla Costituzione. Mai più ‘liste d’attesa’ che durano decenni.

  • 3. BASTA SUPPLENZE - Garantire alle scuole, grazie al Piano di assunzioni, un team stabile di docenti per coprire cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze, dando agli studenti la continuità didattica a cui hanno diritto.

  • 4. LA SCUOLA FA CARRIERA: QUALITÀ, VALUTAZIONE E MERITO - Scatti, si cambia: ogni 3 anni 2 prof. su 3 avranno in busta paga 60 euro netti al mese in più grazie ad una carriera che premierà qualità del lavoro in classe, formazione e contributo al miglioramento della scuola. Dal 2015 ogni scuola pubblicherà il proprio Rapporto di Autovalutazione e un progetto di miglioramento.

  • 5. LA SCUOLA SI AGGIORNA: FORMAZIONE E INNOVAZIONE - Formazione continua obbligatoria mettendo al centro i docenti che fanno innovazione attraverso lo scambio fra pari. Per valorizzare i nuovi Don Milani, Montessori e Malaguzzi.

  • 6. SCUOLA DI VETRO: DATI E PROFILI ONLINE - Online dal 2015 i dati di ogni scuola (budget, valutazione, progetti finanziati) e un registro nazionale dei docenti per aiutare i presidi a migliorare la propria squadra e l’offerta formativa.

  • 7. SBLOCCA SCUOLA - Coinvolgimento di presidi, docenti, amministrativi e studenti per individuare le 100 procedure burocratiche più gravose per la scuola. Per abolirle tutte.

  • 8. LA SCUOLA DIGITALE - Piani di co-investimento per portare a tutte le scuole la banda larga veloce e il wifi. Disegnare insieme i nuovi servizi digitali per la scuola, per aumentarne la trasparenza e diminuirne i costi.

  • 9. CULTURA IN CORPORE SANO - Portare Musica e Sport nella scuola primaria e più Storia dell’Arte nelle secondarie, per scommettere sui punti di forza dell’Italia.

  • 10. LE NUOVE ALFABETIZZAZIONI - Rafforzamento del piano formativo per le lingue straniere, a partire dai 6 anni. Competenze digitali: coding e pensiero computazionale nella primaria e piano “Digital Makers” nella secondaria. Diffusione dello studio dei principi dell’Economia in tutte le secondarie.

  • 11. FONDATA SUL LAVORO - Alternanza Scuola-Lavoro obbligatoria negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici e professionali per almeno 200 ore l’anno, estensione dell’impresa didattica, potenziamento delle esperienze di apprendistato sperimentale.

  • 12. LA SCUOLA PER TUTTI, TUTTI PER LA SCUOLA - Stabilizzare il Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa (MOF), renderne trasparente l’utilizzo e legarlo agli obiettivi di miglioramento delle scuole. Attrarre risorse private (singoli cittadini, fondazioni, imprese), attraverso incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche.

Riforma della Scuola 2015: le assunzioni

Per iniziare a capire qualcosa in materia, è stato necessario decodificare i 20 commi del provvedimento del testo approvato al Senato. Secondo Cisl scuola, con la prima fase delle assunzioni, denominata "zero" e che avrà luogo entro il 31 agosto, riceveranno la proposta di assunzione 36.627 insegnanti, tra posti comuni e di sostegno. Le convocazioni avverranno in maniera tradizionale: il 50% dei posti verrà individuato dalle graduatorie dei concorsi a cattedra del 2012, del 1999 e del 1990 ancora in vigore, mentre l'altra metà dei posti sarà prerogativa dei precari inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento.

Qui non si corre il rischio di trasferirsi in altre regioni perché le assunzioni avverranno nel contesto regionale e provinciale. E i concorsi del 1990 e del 1999 cesseranno di avere efficacia con la fine della fase "zero". A questo punto scatta il piano di assunzioni straordinario, diviso in tre fasi.

La fase A, da chiudersi entro il 15 settembre, riguarderà sempre i precari delle graduatorie a esaurimento e i vincitori del concorso 2012. Questi si contenderanno i posti non assegnati nella fase zero più 10.849 posti vacanti oltre il turn-over (presenti nella relazione tecnica). Anche in questo caso ci sarà una ripartizione dei posti al 50% tra precari e vincitori di concorso. L'assunzione, inoltre, si concretizzerà nella provincia in cui è inserito il supplente o nella regione in cui si è partecipato al concorso 2012.

La fase B contempla invece delle novità. Coloro che non hanno ricevuto la proposta di assunzione nella fase A dovranno produrre domanda online di assunzione, indicando tutte le province in ordine di preferenza. Chi riceverà una proposta di contratto sarà chiamato a rispondere entro 10 giorni, accettandola. In caso contrario, ci si ritroverà fuori Piano straordinario di immissioni in ruolo. Le assunzioni si svolgeranno in corso d'anno, ma avranno decorrenza giuridica dal 1° settembre 2015. E i posti disponibili, assegnati in ambito nazionale, saranno quelli residuati dai 47.476 delle fasi precedenti.

Chi non riceverà nessuna proposta passa alla fase C. Ivi, si terrà conto dell'ordine di preferenza delle diverse province indicato nella domanda online. Tuttavia, il ministero è libero di collocare il precario nella provincia italiana in cui sarà disponibile una cattedra. La proposta potrebbe arrivare sempre dal 1° settembre in poi e i posti disponibili saranno quelli dell'organico potenziato: 48.812 comuni e 6.446 di sostegno. Altre 55.258 cattedre che sommate a quelle delle fasi precedenti fanno un totale di 102.734 posti.

8 luglio 2015 - E’ ripreso questa mattina alla Camera l’esame della riforma della scuola. Anche oggi, come ieri, si voteranno i vari emendamenti in vista del voto finale che potrebbe arrivare già domani.

7 luglio 2015, ore 11:31 - La Camera dei Deputati da oggi si prepara al varo del ddl "La Buona Scuola": mentre fuori, davanti al palazzo di Montecitorio, i sindacati (Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda, Snals e Cobas), insegnanti e professori, ma anche associazioni e coordinamenti degli stessi professori, protesteranno per l'ennesima volta contro i contenuti del provvedimento:

"Noi non possiamo permettere all’esecutivo di cambiare in maniera così autoritaria la scuola di tutti, saremo uniti per difendere la scuola e ci batteremo sempre: torneremo in piazza anche a settembre con tante iniziative di mobilitazione e lavoreremo sodo perché venga fuori in modo chiaro che con questa riforma si cancellano diritti e libertà di tutti".

Con loro ci saranno esponenti del Movimento 5 Stelle. Con oggi inizia il vero e proprio conto alla rovescia per l'approvazione del ddl: alla Camera infatti la schiacciante maggioranza non preoccupa in alcun modo il governo, dopo che ha passato non senza qualche emozione di troppo l'esame del Senato.

2 luglio 2015 - Il disegno di Legge sulla scuola riceverà l'approvazione definitiva il 7 luglio prossimo alla Camera. Non sono previste modifiche al testo, dunque il nodo da sciogliere rimane solo quello della modalità di assunzione dei 100mila precari, ovvero gli iscritti nelle graduatorie provinciali a esaurimento e i vincitori dell'ultimo concorso. Tali modalità dovrebbero comprendere 4 fasi.

Riforma della scuola, il Senato approva la fiducia. Il testo passa alla Camera

19.00

- Con 159 sì, 112 no e 0 astenuti, l’aula del Senato ha dato il via libera alla fiducia sul maxi emendamento al ddl scuola presentato da Francesca Puglisi del Partito Democratico e e Franco Conte di Alleanza per l'Italia.

Ora il provvedimento passerà alla Camera.

11.25 - Il voto di fiducia sul maxi emendamento, una sintesi degli oltre duemila emendamenti presentati da tutte le forze parlamentari - è previsto per il pomeriggio di oggi. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha annunciato che la prima chiama inizierà prevedibilmente alle 16 di oggi e che il voto è atteso per circa un’ora dopo.

Non si esclude uno slittamento dovuto al parere della commissione Bilancio, dopo il quale inizierà la discussione generale sulla fiducia per una durata, come comunicato dallo stesso Grasso, di 3 ore e 20 minuti. Solo a quel punto si potrà procedere con le dichiarazioni di voto e con la prima chiama per la votazione.

25 giugno 2015 - Come anticipato nei giorni scorsi, il Governo ha posto la questione di fiducia sul maxi emendamento al ddl Scuola, quello che servirà a fissare i punti principali della riforma. Lo ha annunciato questa mattina nell’Aula del Senato il Ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi.

Il presidente Pietro Grasso ha quindi convocato la conferenza dei capigruppo per decidere le tempistiche delle votazioni in aula. La seduta dovrebbe riprendere al termine della riunione e il voto di fiducia potrebbe avvenire già nel pomeriggio di oggi o in tarda serata.

I tempi sono stretti: la riforma della scuola, una volta approvata al Senato, dovrà tornare alla Camera entro il 7 luglio prossimo, giorno in cui è fissato l’inizio della discussione.

Riforma della scuola, Renzi: "Le assunzioni dei precari sono rinviate al prossimo anno"

16 Giugno 2015

- Il premier, Matteo Renzi, non accetterà nessuno stralcio per quanto concerne le assunzioni dei precari. Non ci sono i tempi per l'approvazione del Disegno di legge sulla scuola nella sua interezza, e dunque si rinvia tutto di un anno.

La decisione è stata presa molto probabilmente per non snaturare il provvedimento e per non fare un favore alla minoranza dem. Così almeno per l'anno scolastico 2015-2016 non solo non ci sarà il "super-preside", l'alternanza scuola-lavoro, i finanziamenti alle paritarie, ma nemmeno le 100 mila assunzioni di ruolo. A tale proposito, il rottamtore, intervistato da Bruno Vespa a nella trasmissione a Porta a Porta, ha detto: "

"Quest'anno con tremila emendamenti mi pare difficile che si assumano i precari. Si andrà al prossimo anno"

Dunque, ad agosto si assumeranno solo 44mila precari, con le vecchie modalità. Per quanto riguarda le rimanenti 79mila cattedre (57mila posti dell'organico dell'Autonomia + 22mila di turn-over) bisognerà attendere. Esclusi dalle assunzioni, rimarranno comunque i 60mila supplenti di seconda fascia.

Riforma della scuola, maggioranza battuta in Commissione

9 giugno

- Gli scricchiolii della maggioranza iniziano a farsi sempre più evidente, rendendo inevitabili le aperture un po' a tutto campo che il premier sta concedendo alla finora bistrattata minoranza del Pd. Le difficoltà riguardano anche la riforma della Scuola, che ha appena subito uno stop in commissione al Senato. Con 10 voti contrari e 10 a favore la commissione Affari Costituzionali del Senato ha dato parere negativo sulla costituzionalità della legge. La legge, insomma, non passa per il voto determinante di Mario Mauro senatore di Gal che nei giorni scorsi ha annunciato l'uscita dalla maggioranza.

Riforma della Scuola: il premier contestato in Liguria

19:30

- Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato oggi a La Spezia, a un comizio a sostegno della candidata del Pd alla presidenza della Regione Liguria Raffaella (detta Lella) Paita, ma ad attenderlo ha trovato anche un gruppo di contestatori con bandiere Cgil e Uil che lo hanno contestato quando ha parlato della "buona scuola". Si tratta infatti di lavoratori che si oppongono alla riforma e che hanno urlato "scuola pubblica", lamentando il fatto che il Premier non investe nella scuola. La contestazione è durata un paio di minuti e Renzi sul palco ha detto "Potete fischiare quanto vi pare, ma noi non siamo quelli che vanno a fischiare alle manifestazioni degli altri", poi ai microfoni dei giornalisti ha aggiunto che non è possibile assumere tutti, perché l'obiettivo della riforma è quello di offrire un servizio ai cittadini, non quello di assumere tutti coloro che vogliono lavorare nella scuola.

25 Maggio 2015 - L'incontro odierno tra i sindacati e il ministro dell'Istruzione ha avuto un esito negativo. Stefania Giannini ha illustrato il percorso del ddl, che domani approda in Senato dopo l'ok della Camera, a Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Gilda e Snals. Ma i partecipanti non sono rimasti affatto soddisfatti degli ultimi sviluppi della Riforma della Scuola, che, a loro avviso, non ha subito correzioni sostanziali.

Francesco Scrima, segretario generale della Cisl scuola, alla fine dell'incontro ha detto ai cronisti:

"È stato un incontro deludente con una netta chiusura da parte del ministro per quanto riguarda la questione del precariato e la questione delle prerogative dei dirigenti scolastici. Abbiamo registrato soltanto una piccola apertura per quanto riguarda la presenza di genitori e studenti nel meccanismo di valutazione dei docenti, ma il giudizio complessivo resta assolutamente negativo e confidiamo nel dibattito al Senato. Resta confermata la mobilitazione, incluso lo sciopero degli scrutini"

Dello stesso avviso Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil:

"Non c'è stata alcuna risposta concreta e quindi continueremo la nostra battaglia con lo sciopero degli scrutini e delle manifestazioni che si terranno in tutto il Paese il prossimo 5 giugno"

In una nota del Miur, si legge che il ministro, al termine dell'incontro, ha osservato:

"L'impianto generale del disegno di legge va salvaguardato nel passaggio al Senato perché autonomia, valutazione e merito per noi restano centrali sottolineando, però, che sul tema della valutazione è possibile specificare ulteriormente i contenuti del testo per garantirne ancora di più l'oggettività pensata e voluta dal Governo"

Inoltre, Giannini ha richiamato sindacati e docenti al "senso di responsabilità", in vista delle prossime iniziative.

Riforma della scuola, via libera della Camera: il testo passa al Senato


19.00 - Tra i delusi dopo l’ok di oggi della Camera alla riforma della scuola c’è anche il Movimento 5 Stelle, pronto a dare battaglia non appena il testo sbarcherà in Senato. A rivelarlo ci ha pensato, via Facebook, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio:

Sul ddl scuola abbiamo perso una battaglia ma non la guerra. Alla Camera il Pd ha un premio di maggioranza abnorme e noi del Movimento avevamo circa trenta espulsi dall'Aula per aver difeso la Costituzione due mesi fa.
Ma al Senato la maggioranza si regge in piedi per sette voti. Per questo state certi che daremo battaglia, sarà un vietnam.
Molti genitori, studenti e insegnanti ci scrivono per fermare questo scempio.
Noi siamo dalla vostra parte.

Sul ddl scuola abbiamo perso una battaglia ma non la guerra. Alla Camera il Pd ha un premio di maggioranza abnorme e noi...

Posted by Luigi Di Maio on Wednesday, May 20, 2015
14.00

- A pochi minuti dall’ok della Camera alla riforma della scuola è arrivato anche il breve commento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che si è limitata a un secco:

Con questo voto non si chiude la battaglia. Anzi, la battaglia continua.

La minoranza dem del Partito Democratico, intanto, si sta muovendo per scrivere al Senato chiedendo di apportare le modifiche ignorate dalla Camera. La lettera, promossa da Roberto Speranza e Gianni Cuperlo, chiede ai senatori del PD di impegnarsi per ulteriori e necessari cambiamenti” al testo approvato oggi.

13.50 - Con 316 voti a favore, 137 contrari e un solo astenuto, la Camera ha dato il via libera al disegno di legge della riforma della scuola. Il provvedimento passera ora all’esame del Senato.

Il ministro Stefania Giannini, subito dopo il via libera della Camera, ha così commentato:

Sono emozionata e soddisfatta, molto soddisfatta. E' stato un passaggio parlamentare molto vissuto, con coinvolgimento da parte di tutti, con interventi appassionati, talvolta appassionanti. Anche le opposizioni hanno mostrato una carica emotiva molto forte. Credo si faccia un grande cambio culturale. Il primo articolo riassume quello che abbiamo fatto. Intendiamo offrire una scuola di qualità, aperta e inclusiva. Si conclude una maratona cominciata quasi un anno fa, che è stata, contrariamente a quanto si è voluto dire, anche inusuale per l'ascolto continuo di tutta la società.
11.20

- Questa mattina, in una corsa dell’ultimo minuto per non far slittare la votazione finale, la Camera ha ripreso lì dove si era interrotta ieri e ha iniziato la giornata con l’approvazione degli ultimi due articoli, il 26 e il 27.

Poi, come da programma, è iniziata l’analisi degli ordini del giorno presentati dai deputati.

20 maggio 2015 - Si sono concluse ieri sera le operazioni di voto sugli emendamenti al ddl scuola. Seppur con qualche ritardo sulla tabella di marcia, la Camera ha approvato gli articoli 10 e 11, rispettivamente incentrati sulle assunzioni e sul periodo di prova di un anno per i nuovi assunti.

Questa mattina, alle 9.30, la seduta alla Camera riprenderà con l’esame degli ordini del giorno e il voto finale previsto per le 13 di oggi, salvo slittamenti.

Riforma della scuola, salta il 5 per mille

Martedì 19 maggio 2015, ore 16:21

- Proseguono i lavori alla Camera sulla riforma della scuola e sembra aprirsi uno spiraglio di trattativa nel Partito Democratico.

Secondo quanto riferisce laRepubblica l'articolo 17 della riforma della scuola sul 5 per mille sarebbe al centro di una mediazione del Partito democratico con la minoranza dem: dentro il Pd si apre uno spiraglio per una discussione sul tema del 5 per mille, uno spiraglio apertosi dopo che ieri nessun emendamento di rilievo sui poteri del preside, presentati dalla minoranza dem, è stato accolto anche grazie al parere favorevole del governo.

L'articolo 17 sarà dunque stralciato e potrà essere riproposto con le relative coperture nella legge di Stabilità. Il resto della riforma della scuola in Aula alla Camera va avanti a tappe forzate e ci sarà anche spazio per qualche ora notturna di sacrificio, per gli onorevoli deputati: entro oggi dovrebbe esserci quindi l'ok a tutti gli emendamenti e domani il via libera al testo.

22:05 - Dopo aver approvato l'articolo sul Super-Preside, la Camera ha bocciato invece l'emendamento presentato da una minoranza del Pd al disegno di legge sulla scuola che prevedeva l'allargamento delle assunzioni di docenti stabilite dal ddl agli abilitati. Hanno votato a favore in 124, ossia le opposizioni e una decina di deputati del Pd, mentre i contrari sono stati i parlamentari dei gruppi di maggioranza, ben 224. In base a quell'emendamento sarebbe stati assunti non solo i vincitori del concorso del 2012, ma anche gli abilitati con PAS, TFA o in possesso di un servizio pregresso a tempo determinato superiore a 36 mesi. La prima firma di questo emendamento bocciato è quella di Stefano Fassina.

19:45 - La Camera ha approvato l'articolo 9 del disegno di legge di riforma della scuola che definisce i poteri dei presidi ed è stato aspramente criticato da sindacati, docenti e studenti. 214 i voti a favore, 100 quelli contrari e 11 gli astenuti.

Lunedì 18 maggio 2015 - Nonostante le "minacce di precettazione" da parte dell'Autorità di garanzia degli scioperi, i Cobas hanno confermato che al termine delle lezioni ci sarà un blocco degli scrutini e di tutte le attività della scuola per due giorni consecutivi. Il 7 giugno ci sarà una manifestazione nazionale contro il disegno di legge del governo Renzi denominato "la buona scuola" che è attualmente in discussione in Parlamento. Inoltre i Cobas hanno invitato anche gli altri sindacati del settore ad aderire allo sciopero.

Riforma della scuola, il sì della Camera

15 maggio 2015

- L’articolo 1 del ddl La Buona Scuola ha ricevuto questa mattina il via libera dalla Camera nella sua versione riscritta dalla commissione cultura.

Maria Grazia Rocchi, deputata del PD componente della commissione cultura, ha così commentato i cambiamenti:

Vengono chiariti gli obiettivi del ddl e l'impianto pedagogico e posti al centro l'autonomia, così come definita dalla legge Berlinguer del 1997, l'apertura delle scuole al territorio, il coinvolgimento pieno della comunità scolastica nella definizione del piano dell'offerta formativa e l'apprendimento per competenze.

L’articolo è passato con 243 sì, 107 no e un solo astenuto.

Riforma della scuola, Garante sugli scioperi: "Blocco degli scrutini sarebbe illegittimo"

14 maggio 2015

- Il presidente dell'Autorità di garanzie per gli scioperi Roberto Alesse ha scritto una nota in cui invita i sindacati a trovare un punto di incontro per evitare proteste con azioni illegittime come il blocco degli scrutini che arrecherebbero danni agli studenti e alle loro famiglie. Il Garante ha detto che in caso di annuncio di blocco degli scrutini si ricorrerebbe alla precettazione e ha specificato che non ci sono comunicazioni ufficiali su uno sciopero del genere e che invece ci sono segnali incoraggianti di dialogo da parte del Governo e dei sindacati più responsabili.

Matteo Renzi alla lavagna spiega la "buona scuola"

14 maggio 2015

- Il disegno di legge sulla scuola approda oggi alla Camera, ma intanto fa molto discutere il video pubblicato ieri dal Presidente del Consiglio.
Nel video Matteo Renzi chiede cinque minuti di attenzione (ma dura 18 minuti) per capire la riforma della scuola e lo fa in piedi davanti a una lavagna, in maniche di camicia, munito di gessetti per spiegare la "buona scuola" in cinque punti:

1) L'importanza dell'alternanza scuola-lavoro per ridurre quel 44% di disoccupazione giovanile.

2) Più cultura umanista, quindi più attenzione a materie come storia, arte, musica e lingue in modo che la scuola educhi il cittadino e non si limiti solo a fornigli un bel curriculum. Secondo il Premier ci vorrebbero anche più ore di latino e ha citato la scienziata Fabiola Giannotti (portavoce del progetto che ha osservato una particella compatibile con il bosone di Higgs e attuale direttore del Cern di Ginevra) che frequentato il liceo classico.

3) Più soldi agli insegnanti, ossia 500 euro annuali a ogni prof e 200 milioni investiti per la valutazione del loro operato.

4) Autonomia degli istituti scolastici, ma a tal proposito Renzi spiega che anche se avranno più responsabilità i presidi non saranno degli "sceriffi".

5) Continuità dell'azione educativa assumenti i precari ed evitando di ricorrere a continue supplenze affidate a persone diverse.

Renzi ha parlato (senza entrare nei singoli dettagli) anche dei punti della riforma che si occupano di asili nido e scuole materne, di diritto allo studio per i ragazzi meno fortunati e di scuola digitale. Qui il video integrale postato su YouTube da Palazzo Chigi.

Renzi alla lavagna

13 maggio 2015 - Il voto finale sul ddl scuola non sarà più martedì 19, ma mercoledì 20 maggio.

6 maggio 2015 - Il quotidiano La Stampa, dopo la riuscita dello sciopero generale contro la riforma, evidenzia come Renzi, già da qualche settimana, stia pensando ad una mediazione sul tema.

Secondo il quotidiano di Torino, è già passato un emendamento in Commissione cultura su proposta del Partito Democratico. La correzione di rotta riguarda il Piano dell’offerta formativa, che non dovrebbe più essere solo un compito del preside. Questo, infatti, dovrebbe dare solo l’indirizzo, mentre il Piano verrebbe elaborato dal Collegio docenti e approvato dal consiglio d’istituto.

Il Presidente del Consiglio, inoltre, starebbe pensando ad un'altra modifica, inerente alla scelta dei docenti più meritevoli da premiare (per i premi sono stati stanziati 200 milioni). La scelta non sarebbe più affidata unicamente al preside, ma anche ad un Comitato di valutazione, nominato dal Consiglio d’istituto.

Riforma della scuola, 100mila nuove assunzioni. Ma i tempi rischiano di allungarsi

20 marzo 2015

- È stata allegata la relazione tecnica -non ancora pubblicata- al Disegno di Legge sulla scuola. Secondo quanto riportato da Repubblica, saranno 100.701 i posti che potrebbero essere assegnati ai precari della scuola. Le assunzioni dovrebbero riguardare tutti i vincitori del concorso a cattedre del 2012 e tutti gli inclusi nelle graduatorie ad esaurimento per la scuola primaria e secondaria. Inoltre, per i supplenti, l'attesa potrebbe terminare presto.

Non è noto ancora conoscere chi verrà assunto, ma i numeri contenuti nel documento danno già qualche suggerimento in tal senso. Il ministero dell'Istruzione elenca le tipologie di posti che verranno assegnati e l'ordine di scuola in cui ci saranno le assunzioni. Le prime cattedre che saranno occupate sono le 18.536 lasciate vacanti dai pensionati, a partire dal prossimo anno.

Poi sarà la volta delle 8.895 cattedre di sostegno,già comprese nella stabilizzazione voluta dall'ex ministro Maria Chiara Carrozza. Insieme a queste saranno assegnate anche le 16.835 cattedre per i supplenti annuali, fino al termine dell'anno scolastico (il 30 giugno).

Bisogna aggiungere alle cattedre di sostegno altri 7.623 posti, che il ministro Giannini intende mettere insieme con i cosiddetti "spezzoni" di cattedra. Ovvero, quelli che non arrivano a 18 ore settimanali alle medie e alle superiori o a 24 ore settimanali all'elementari e che possono formare cattedre tra più scuole, a patto che non siano troppo distanti tra di loro.

Il maggior numero di assunzioni riguarda la scuola superiore, in questo caso dovrebbero essere 44.298 in totale i posti a disposizione. La parte più consistente dei precari sarà reclutata nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria, per il quale il ministero si limiterà a coprire il turn over: pari a 2.425 cattedre.

Ai precari della scuola media, in attesa di stabilizzazione, dovrebbero andare 18mila cattedre e 1.284 agli insegnanti tecnico-pratici, che affiancano gli insegnati in attività di laboratorio.

Tuttavia, se la discussione in Parlamento prenderà tempo, dei 100.701 nuovi posti ne saranno assegnati solo la metà a settembre. La parte rimanente potrebbe essere posticipata al 2016.

Riforma della scuola, il consiglio dei ministri dà il via libera. Ecco cosa prevede

12 marzo 2015

- Il consiglio dei ministri ha dato il via libera alla riforma della scuola del governo Renzi. Il disegno di legge di riforma della Scuola prevede la "Carta del Prof", che assegna 500 euro per "le spese culturali" degli insegnanti a partire da settembre 2015. In più è previsto uno stanziamento di 200 milioni dal 2016 per la valutazione del merito: "Non togliamo gli scatti di anzianità ma aggiungiamo gli scatti di merito",ha detto Renzi. Inoltre, compare la "chiamata diretta" degli insegnanti da parte dei presidi, che potranno scegliere gli insegnanti in un Albo. Tra gli altri punti, autonomia e personalità giuridica delle scuole, scelta degli insegnati da parte del preside entro un Albo, organico funzionale e no ai supplenti. "La scuola forma ed educa, è cuore e motore di un territorio, ora la palla passa alle Camere, che lavoreranno con urgenza".

Aggiornamento 2 marzo 2015 - In Consiglio dei ministri, il Governo Renzi varerà domani un Ddl sulla scuola, ovvero un disegno di legge. Inoltre, sarà richiesta al Parlamento l'approvazione in tempi certi.

Dunque Renzi non ricorrerà, come precedentemente annunciato, al decreto, strumento che l'articolo 77 della Costituzione prevede solo in "casi straordinari di necessità e urgenza". In questo modo, l'esecutivo viene incontro alle istanze dell'opposizione, che ha chiesto più volte un maggiore coinvolgimento nell'elaborazione della Riforma.

La marcia indietro del premier è stara probabilmente dettata anche dalle molte critiche mosse dagli insegnati e dai sindacati di categoria. Critiche emerse non solo in rapporto ai contenuti della Riforma, ma anche riguardo all'esigenza di agire tramite decreto.

Riforma della scuola, la presentazione dei 12 punti

Il Governo di Matteo Renzi compie 12 mesi e per festeggiare questo primo anno alla guida dell’Italia, il Partito Democratico ha organizzato un evento con l’obiettivo di presentare la riforma della scuola.

Un evento, dal titolo La Scuola che cambia, cambia l'Italia, che si è tenuto questa mattina nella sala conferenze Nazionale Spazio Eventi di via Palermo a Roma in presenza, tra gli altri, del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, della responsabile della Cabina regia sull’Edilizia scolastica Laura Galimberti, e della responsabile Scuola del Pd Francesca Puglisi, oltre ovviamente del Presidente Del Consiglio Matteo Renzi, che ha tenuto il discorso conclusivo.

A prendere la parola, all’inizio dell’evento, è stato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, contestata durante il suo discorso, che ha delineato brevemente quali saranno i punti principali di questa riforma, il decreto La Buona Scuola:

La prima candelina l'ha spenta Poletti con il Jobs Act con il quale si è cercato di tornare alla normalità nel mercato del lavoro, togliendo il precariato e dando lavoro buono all'Italia. Anche nella scuola vogliamo tornare alla normalità con la fine del precariato scolastico. Col decreto 'La buona scuola' vogliamo portare la scuola dal '900 al terzo millennio. A giorni un decreto legislativo darà corpo ad un lavoro intensissimo. Vogliamo dare un nuovo progetto educativo all'Italia per una scuola migliore.

L’obiettivo del Governo Renzi, ha spiegato il Ministro, è quello di restituire la dignità e un ruolo sociale agli insegnanti. Giannini si è anche rivolta agli imprenditori e agli studenti, lanciando un messaggio:

Ai primi ricordo che portare in azienda un giovane e non è un costo ma un investimento per l’azienda e quindi per il futuro del paese. Ai giovani voglio dire che misurarsi con un lavoro durante il corso di studi è un’esperienza di completamento delle vostre coerenze, un esperienza essenziale che arricchisce la vostra formazione.

Il ministro, prima di lasciare la parola al Premier per l’intervento conclusivo, ha spiegato nel dettaglio quali saranno gli ambiti in cui si intenderà intervenire col decreto, quelli già presentati nei mesi scorsi.

Matteo Renzi, a ruota libera come al solito, rivolgendosi anche ai contestatori presenti in sala che l’hanno accusato di lavorare senza aver interpellato gli insegnanti, diretti interessanti di questo cambiamento:

L'idea che il governo fa la riforma passando sulle teste degli insegnanti è quanto di più lontano ci sia. Non è vero che non abbiamo ascoltato gli insegnanti, questo è falso. Chi viene qui a fare le pagliacciate per prendersi uno spazio in tv, glielo diamo ma chiaramente noi stiamo facendo un'altra cosa.

Renzi ha così proseguito:

Siamo nell’imminenza di un momento molto importante dal punto di vista normativo: stiamo per riscrivere le regole sulla scuola. Nella scuola c’è l’idea stessa di cittadinanza, è dalla scuola che l’Italia deve ripartire. La frustrazione porta gli insegnanti a non crederci più, nello Stato, lo so. Ma sbagliano. La riforma della scuola non può essere semplicemente un dibattito tra gli addetti ai lavori. Le classi pollaio? Sono inaccettabili non solo per sè, ma anche perchè danno l’idea del carico di lavoro degli insegnanti. E finora abbiamo permesso che la figura del docente fosse poco valorizzata. Smettiamo di giocare sulla pelle degli insegnanti precari, non puoi consentire che prima di fare l'insegnante, i ragazzi e le ragazze che si avvicinano alla scuola passino anni da precari.

All’evento ha preso parte anche Javier Zanetti, storico capitano dall’Inter e ora presidente onorario della squadra nerazzurra, che ha regalato una maglia personalizzata a Matteo Renzi.

riforma scuola 2015 renzi

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 702 voti.  
0 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO