Su Silvio Berlusconi si può dare qualsiasi giudizio. Ma non si può dire che il Cavaliere non sia abile e furbo.
Prendete la vicenda Villari-Rai perché, al di là del fatto specifico, è un po’ la cartina del tornasole dei rapporti politici fra il Premier e l’opposizione ed è, insieme al “caso Latorre”, l’atto che rischia di far saltare i traballanti equilibri interni del Partito democratico.
Villari non si schioda dalla sua poltrona di presidente della Vigilanza Rai e Berlusconi, sordo a qualsiasi appello di Veltroni, lascia che i fatti proseguano per proprio conto, senza interferenze o forzature. Tanto i costi saranno pagati completamente dal piddì e dal suo segretario.
Berlusconi gode, da “spettatore” interessato e privilegiato, nel gustarsi il film sul duello fra Walter e Max.
L’ultima dichiarazione di quest’ultimo: “Tornerò a impegnarmi di più nel partito” non significa mettersi a disposizione del segretario per dare una mano ai remi. E’ una minaccia. Adesso arrivo e vi faccio vedere io! Anche nel Pd c’è un problema di cesarismo. Che copre la mancanza di leadership.
Fra Veltroni e D’Alema non c’è un braccio di ferro per la lotta sulla segreteria. C’è il dispiegamento delle forze per sferrare la battaglia finale: in gioco c’è la linea del partito (identità, strategia, alleanze) e il futuro dei due amici-nemici.
La stessa “rivolta” dei nordisti (Chiamparino, Cacciari ecc.) per un partito federato e “autonomo” sul modello Dc bavarese Cdu, è un tassello che si inserisce in questo quadro e in questa lotta senza quartiere.
Veltroni crede ancora, con qualche correzione, nel partito a vocazione maggioritaria. D’Alema pensa che così il governo diventa un miraggio e lavora per una forza “socialdemocratica” alleata con un nuovo “centro”, per un nuovo centro sinistra che somigli, fatte le debite differenze, ai tempi della Dc e del Psi.
Qui si gioca il futuro della “sinistra” riformista.
Da questa lotta, sia Veltroni che D’Alema, potrebbero uscirne distrutti. Comunque non ci sarà più spazio per entrambi. Uno dei due sarà politicamente travolto.
Gli ex “popolari”, almeno per ora, stanno a guardare, smarriti, in una casa (il Pd) che non hanno mai sentito casa loro.
E Berlusconi aspetta che passi il “cadavere”. Non sulla riva del fiume. A Palazzo Chigi.
sandokan71
01 dic 2008 - 12:51 - #1Vi prego tenete viva la memoria di Tangentopoli! Guardate la puntata di Blu Notte che trovate su youtube perché vi fa capire che l’Italia poteva cambiare, ma poi…
Stef500f
01 dic 2008 - 14:03 - #2Poteva.ma poi è stato tutto risotterrato..
andrea4381
01 dic 2008 - 21:07 - #3io spero vivamente che D’Alema e Veltroni si eliminino a vicenda..