Caso Aldo Moro, don Mennini: "Mai entrato nel covo, le circostanze della confessione sono segrete"

Dopo il via libera della Santa Sede, Mennini si recherà davanti alla Commissione e racconterà quale fu il suo ruolo nel caso Moro.

9 marzo 2015 - Ascoltato oggi dalla Commissione d'inchiesta parlamentare istituita di recente per fare luce sul caso Moro, il sacerdote Don Antonello Mennini ha assicurato di non aver confessato lo statista democristiano all'epoca della prigionia, nel carcere delle Br. Il prelato ha così dichiarato:

"Sono segreti le circostanze della confessione, la 'logistica' e anche i luoghi della stessa e questa è una legge divina e non positiva su cui nessuno può intervenire: neppure il Papa".

Il nunzio apostolico in Gran Bretaglia ha inoltre chiarito di non aver fatto avere oggetti o documenti a Moro, nel "carcere". Resta tuttavia il "mistero" sulla confessione, perchè don Mennini non ha negato in toto di aver parlato con Moro durante la prigionia, una circostanza che però ha chiarito lo stesso prete non potrà essere in alcun modo approfondita.

Caso Aldo Moro, Papa Francesco autorizza la testimonianza di Antonio Mennini

L’arcivescovo Antonio Mennini, attuale nunzio apostolico nel Regno Unito, parlerà per la prima volta del caso Moro. Lo ha deciso Papa Francesco, autorizzando di fatto quello che fu il confessore dello statista, rapito il 16 marzo 1978 e trovato cadavere a Roma il 9 maggio dello stesso anno, a rompere le regole dell’immunità diplomatica e a fornire alla nuova Commissione d’inchiesta parlamentare tutte le informazioni in suo possesso.

A fare il nome di Mennini, all’epoca dei fatti viceparroco nella chiesa romana di Santa Chiara in piazza dei Giochi Delfici, a pochi metri dall’abitazione di Aldo Moro, fu l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga prima di morire nel 2010:

Don Antonello Mennini raggiunse Aldo Moro nel covo delle Brigate Rosse e noi non lo scoprimmo. Ci scappò don Mennini.

Il religioso non ha mai fornito la propria testimonianza, forte dell’immunità diplomatica, ma ora, grazie alla volontà di Papa Francesco, Mennini non soltanto dovrà raccontare cosa è accaduto, se fu davvero il confessore di Aldo Moro durante quei 55 giorni di prigionia e se in questo modo fece da tramite tra le Brigate Rosse e la Santa Sede per tentare di salvare la vita al politico, ma dovrà venire a Roma per farlo, nella sede della Commissione a San Mancuso.

Giuseppe Fioroni, presidente della commissione Moro, ha sottolineato l’importanza di questo gesto:

L’arcivescovo è l’uomo che più di tutti fu spiritualmente vicino ad Aldo Moro. Tanti i punti che potrà affrontare: il suo ruolo in quei giorni, i suoi contatti, l’impegno enorme di Paolo VI ad avviare una trattativa per restituire Moro vivo al Paese e alla sua famiglia e perché questo tentativo non andò in porto. Con Bergoglio, adesso Mennini è libero di parlare.

Il via libera è arrivato nelle scorse settimane, quando l’arcivescovo Mennini è stato chiamato a Roma e invitato a presentarsi davanti alla Commissione che dall’ottobre 2014 si sta occupando del caso Moro.

La testimonianza è in programma per lunedì 9 marzo.

Maturita 2013 | Aldo Moro

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