La riforma Rai del governo Renzi: come funziona e cosa cambia

Ecco come funziona e cosa cambia con la riforma della Rai del governo Renzi.

22 dicembre - La riforma della Rai è diventata legge in seguito all'approvazione definitiva del Senato, che ha votato per alzata di mano.

La riforma Rai del governo Renzi: come funziona e cosa cambia

Il consiglio d'amministrazione - I consiglieri diventano sette: 2 di nomina governativa, 2 della Camera, 2 del Senato, uno è il rappresentante dei dipendenti. Precedentemente, il cda era formato da nove membri: 7 eletti dalla commissione di Vigilanza (quindi, dal Parlamento) e due dal Tesoro.

Amministratore delegato forte - Con la riforma viene introdotta la figura dell'ad, che può nominare i dirigenti dopo aver sentito il parere del cda. L'ad è nominato per tre anni dal cda su proposta del ministro del Tesoro e, a differenza dell'ex figura del direttore generale, può votare.

I poteri dell'ad - L'amministratore delegato nomina i direttore di rete, di testata e i dirigenti di seconda fascia. Il cda esprime solo un parere, che non vincola l'ad, a meno che non siano contrari i due terzi del cda. L'amministratore delegato può firmare in totale autonomia contratti fino al dieci milioni di euro.

La norma transitoria - Appena approvata la riforma al direttore generale della Rai saranno conferiti i poteri stabiliti nel disegno di legge per l'amministratore delegato, in attesa che questo venga nominato.

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