Legalizzazione della cannabis in Italia, la relazione della DNA

Primi concreti passi avanti sulle legalizzazione della cannabis. Italia presto come il Colorado?

18 luglio - I Radicali, sul sito internet Radical Party, hanno pubblicato la relazione della Direzione Nazionale Antimafia in materia di droghe, mafie e narcotraffico. Di seguito vi proponiamo lo stralcio relativo alla cannabis, oggetto della proposta di legge di cui è firmatario l'ex-esponente proprio dei Radicali Benedetto Della Vedova.

Direzione Nazionale Antimafia Depenalizzazione Cannabis Relazione 2015

Lo straordinario documento, si legge nel sito radicale, viene definito "pressoché sconosciuto perfino alle classi dirigenti del nostro Paese" e viene pubblicato nella versione italiana, inglese, francese e spagnola. La versione integrale della relazione (730 pagine) viene resa disponibile in italiano qui.

Più che una relazione della Direzione Nazionale Antimafia al Parlamento sembra di leggere un dossier preparato proprio dal Partito Radicale: la depenalizzazione come unica arma oramai rimasta a disposizione per la chiusura dei rubinetti del narcotraffico di cannabis, per stabilire un vero punto fermo nella lotta alla mafia. Un tema che i Radicali portano avanti, più o meno inascoltati, da quasi 40 anni.

16 luglio - Tre mesi esatti dopo il via dell'intergruppo parlamentare che ha lavorato alla proposta di legge per la legalizzazione della cannabis a scopo terapeutico e anche ludico, Benedetto della Vedova - oggi gruppo misto, prima Scelta Civica, prima ancora finiano del Pdl, ma da sempre legato alle sue origini Radicali - ha presentato la proposta di legge parlamentare firmata da 218 deputati e senatori trovati trasversalmente tra le forze in campo. La proposta di legge, e altro materiale, si può trovare sul sito cannabislegale, dove come incipit si legge un significativo:

Il problema non è più dichiararsi favorevoli o contrari alla legalizzazione, piuttosto regolamentare un mercato che è già libero.

In estrema sintesti: i maggiorenni potranno detenere una modica quantità di cannabis per uso ricreativo, 15 grammi a casa e 5 grammi fuori casa. Divieto assoluto per i minorenni. Sarà inoltre possibile coltivare in casa fino a cinque piante e detenere il prodotto da esse ottenuto, previa una semplice comunicazione. È invece vietata la vendita del raccolto e la comunicazione, attraverso una modifica della legge sulla privacy, sarà trattata come richiesto dai dati sensibili.

Consentita anche la nascita dei Cannabis Social Club: enti senza fine di lucro e fino a 50 membri all'interno dei quali si possono quindi coltivare fino a 250 piante. Non si potrà fumare in nessun luogo pubblico e in nessun luogo aperto al pubblico, compresi i parchi.

Legalizzazione della cannabis in Italia: via all'intergruppo

16 aprile 2015 - Il principale promotore dell'intergruppo parlamentare che studia una legge che apra alla depenalizzazione del consumo di cannabis Benedetto Della Vedova sarà presente, il prossimo 20 aprile, ad un incontro organizzato a Milano dal parlamentare PD Giuseppe Civati assieme alla Nazionale Antiproibizionisti, nel corso del quale si farà il punto sia sui lavori dello stesso intergruppo sia sulle possibilità che offrirebbe una normativa liberale e non proibizionista in materia di produzione, vendita e consumo di cannabis, sia questo a scopo ludico che a scopo medico.

L’intergruppo parlamentare, o una parte di esso, che spinge per la depenalizzazione si incontrerà a Milano pubblicamente proprio quel giorno e all'incontro saranno presenti, fra gli altri, anche Carlo Alberto Zaina (avvocato patrocinante in Cassazione e Magistrature Superiori e storico attivista e membro di antiproibizionisti.it) e Achille Saletti (criminologo e presidente di Saman).

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26 marzo 2015 - Oggi si è tenuta la prima riunione dell'intergruppo parlamentare promosso dal sottosegretario agli esteri e senatore Benedetto Della Vedova, per portare il Parlamento italiano a redarre e votare una nuova legge in materia di cannabis e droghe leggere.

La deputata PD Enza Bruno Bossio ha postato su Twitter una fotografia della riunione:


Qualche utente ha fatto notare qualche assenza, visto e considerato che alla proposta del senatore Della Vedova avevano aderito 60 parlamentari di schieramenti diversi. "Un flop?" si chiede qualcuno.

Probabilmente no: un'ora dopo è stato il turno del promotore dell'intergruppo, che scegliendo un'altra angolazione ed un'inquadratura più larga, mostra che la riunione è stata piuttosto partecipata (anche se certamente non erano in 60 i parlamentari presenti):


La prima riunione è durata circa un'ora.

Nei giorni scorsi anche molti personaggi pubblici si sono espressi, a vario titolo, a favore della legalizzazione del consumo e del commercio di cannabis, anche per uso ludico (una battaglia che, a dirla tutta, era di proprietà intellettuale dei Radicali, salvo poi "dimenticarsene" un po' in favore di quella medica). Il giornalista e scrittore anticamorra Roberto Saviano ha invitato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi a prendere una posizione netta, anche se politicamente scomoda, nei riguardi della cannabis legalizzata sia a scopo medico che ludico, sottolineando come la repressione abbia avuto come uniche conseguenze una spesa costante e insostenibile per lo Stato, un costo sociale altissimo (con migliaia di piccoli consumatori incarcerati dalle forze dell'ordine le quali, sotto organico, si occupano dei piccoli reati tralasciando i grandi traffici di stupefacenti).

A Saviano ha fatto eco l'oncologo Umberto Veronesi, notoriamente uno dei principali promotori italiani della cannabis terapeutica.

Nel frattempo, sempre nella giornata di oggi, il Consiglio comunale di Genova ha approvato una mozione affinchè il Parlamento legalizzi i derivati dalla cannabis e contrasti il narcotraffico:

"Il documento impegna il sindaco e la giunta ad attivare un percorso di legalizzazione favorendo iniziative di informazione e prevenzione sugli effetti nocivi dell'abuso di sostanze stupefacenti [...]".

Ieri invece i parlamentari di SEL, in una conferenza stampa alla Camera, hanno presentato la propria proposta di legge enunciando i vari obiettivi che si potrebbero centrare in regime definito "cannabis free": principale auspicio per i parlamentari di Sinistra Ecologia e Libertà è "generare miliardi di euro" con la tassazione della cannabis legale, sottraendo una larga fetta di mercato al narcotraffico:

"Dopo il decreto Lorenzin gli atti incardinati in Parlamento per una riforma di questo tipo sono stati congelati, perché il governo, con la sua maggioranza contraddittoria, ha deciso che di questo argomento non si dovesse più parlare. [...] Ma il mondo nel frattempo è andato avanti, con un alto numero di Stati del mondo che hanno preso atto del fallimento della legislazione proibizionista e cercato altre vie. Esperienze utili per riformare".

ha spiegato in conferenza stampa Daniele Farina, primo firmatario della proposta di legge.

15 marzo 2015 - L'iniziativa parlamentare di Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri e senatore del gruppo Misto che ha proposto un intergruppo parlamentare per lavorare ad una nuova legislazione e a nuove politiche nazionali in materia di cannabis, avrebbe raccolto già circa 60 adesioni di colleghi senatori pronti a lavorare per predisporre e fare approvare una legge per rendere la cannabis legale.

Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, si sa: da anni in Italia si parla di liberalizzazione, di legalizzazione e di depenalizzazione, senza che sia stato fatto alcunchè (dal punto di vista politico) se non reprimere il più possibile. Secondo quanto riporta Repubblica.it questa potrebbe essere "la volta buona": ad aderire all'iniziativa di Della Vedova ci sarebbero alcuni deputati del Pd sia di fede strettamente renziana come Roberto Giachetti (di estrazione radicale, come Della Vedova) che non, come Pippo Civati, ma anche grillini e fuoriusciti da M5S e persino un nome di spicco di Forza Italia come l'ex ministro della Difesa Antonio Martino, un nome che non stupisce se si pensa alla cultura liberale dell'ex candidato al Quirinale.

"Si tratta di adesioni bipartisan, da parte di parlamentari di diversa estrazione politica. Ciò dimostra come anche in Italia un approccio pragmatico, ispirato a una rigorosa analisi costi/benefici, sia ormai sempre più diffuso sul piano politico-culturale e decisamente trasversale, non solo fuori ma anche dentro il Parlamento [..] Nei prossimi giorni proporrò una data per un primo incontro, al fine di organizzare il nostro lavoro, che dovrà portare a una proposta di legge quanto più possibile condivisa per la legalizzazione della cannabis".

ha spiegato al Giornale lo stesso senatore Della Vedova.

12 marzo 2015 - I membri del M5s e di Sel in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, con una dichiarazione, accolgono con favore l'invito del sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, che ha annunciato l'intenzione di promuovere un intergruppo parlamentare per discutere di una nuova legge che porti alla legalizzazione delle droghe leggere.

Mentre il governo latita alla Conferenza internazionale di Vienna, che preparerà i lavori in materia di droghe e narcotraffico della prossima Assemblea Generale dell'Onu, a Roma sembra che qualcosa si stia muovendo, cautamente: Vittorio Ferraresi, capogruppo M5s della commissione Giustizia, si è detto contento della proposta ed ha aperto ad una collaborazione dei pentastellati in materia di cannabis.

"Siamo pronti a partecipare all'intergruppo parlamentare sulla legalizzazione della cannabis, ma che non sia un contenitore vuoto. Il tema è importante e non può essere affrontato con ipocrisia. La repressione contro la cannabis ha dimostrato il suo essere fallimentare. Negli Stati Uniti la legalizzazione ha dimostrato notevoli risultati sia sul piano della sicurezza, sia da un punto di vista di entrate economiche. Siamo pronti quindi a dare il nostro contributo. [...] Stiamo lavorando da inizio legislatura alla questione, e bisogna guardare oltre la semplice depenalizzazione, ma arrivare alla legalizzazione, altrimenti è uno spreco di risorse e di uomini.
Purtroppo immaginiamo già che il governo Renzi sarà timido, ad esser gentili, su un tema sociale di grande importanza che non si può nascondere sotto il tappeto [...]. Quindi ci auguriamo che Della Vedova riesca a farci capire cosa vuole fare questo governo, di cui fa parte".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche i deputati di Sel, che affidano a Daniele Farina, primo firmatario della proposta di legge di Sel sulla regolamentazione della coltivazione domestica della cannabis, le impressioni del gruppo parlamentare di sinistra:

"Bene Della Vedova sulla legalizzazione delle droghe leggere. Mentre nel mondo è partito il vento della legalizzazione l'Italia resta inchiodata al pessimo accordo tra Pd e Ncd contenuto nel decreto Lorenzin di quasi un anno fa. Come al solito rischiamo di arrivare ultimi. Anche la Dna nell'ultima relazione al Parlamento ha accennato alla possibilità di legalizzare le droghe leggere per sconfiggere lo strapotere economico delle mafie. Questo si che sarebbe una cosa di sinistra. Cosa pensa il premier Renzi non è dato sapere - aggiunge - Ma lo possiamo intuire, dato che i provvedimenti di riforma giacciono inchiodati da allora nei cassetti della commissione Giustizia della Camera."

Nel corso della legislatura Farina era balzato agli onori delle cronache quando, in compagnia del giornalista David Parenzo, si era acceso uno spinello nei bagni della Camera.

Sembra dunque che qualcosa possa concretamente muoversi, anche se di dichiarazioni nel corso degli anni se ne sono sprecate e la situazione è paradossalmente più arretrata di prima: tra leggi incostituzionali, buchi legislativi, circolari del Ministero dell'Interno, pareri scientifici messi in secondo piano rispetto a quelli politici, il percorso per la cannabis libera in Italia sembra essere ancora molto lungo.

Legalizzazione della cannabis in Italia, Della Vedova propone l'intergruppo

Marijuana

Di legalizzazione delle droghe leggere, sia a uso medico che ludico, si parla oramai quotidianamente da quando Marco Pannella, nel 1975, fumò uno spinello in pubblico e si fece arrestare per chiedere l'abolizione del proibizionismo in Italia.

Ieri il senatore Benedetto Della Vedova, ex-Scelta Civica confluito nel gruppo Misto, ha inviato una lettera agli altri parlamentari nella quale ha chiesto la nascita di un intergruppo sulla questione cannabis.

Negli ultimi 20 anni è cambiato radicalmente il modo di trattare, sui media, l'argomento cannabis: da un lato la qualità dell'informazione si è alzata, aumentando la percentuale di popolazione consapevole dei rischi reali connessi all'uso di cannabis e dichiaratamente favorevole alla sua legalizzazione, sia per uso medico (sul quale oramai il consenso sembra essere quasi unanime) che per uso ricreazionale, dall'altro invece le leggende metropolitane che gravitano attorno alla cannabis e ai suoi derivati sembrano essere diventate storie talmente di fantasia dall'essere oramai semi-credibili.

Nella sua ultima relazione annuale la Direzione Nazionale Antimafia, presentata il 25 febbraio scorso, gli uomini di Franco Roberti spiegano chiaramente quale è il quadro nel quale le istituzioni dovrebbero muoversi: quello della legalizzazione.

Relazione Dna 2014

Nella relazione gli uomini dell'anfimafia decretano, con parole piuttosto definitive, il fallimento del proibizionismo italiano: la DNA certifica di fatto l'ammissione del fallimento della repressione del mercato illegale di cannabinoidi mette nero su bianco una posizione decisamente inedita in materia di cananbis, una secca apertura alla depenalizzazione del loro consumo e della vendita.

In cinque pagine decisamente esplosive (da pagina 355 a pagina 360) la DNA certifica il fallimento del proibizionismo, indipendentemente dalle risorse disponibili, ed apre ad un nuovo corso (culturale verrebbe da dire):

"Davanti a questo quadro, che evidenzia l’oggettiva inadeguatezza di ogni sforzo repressivo, spetterà al legislatore valutare se, in un contesto di più ampio respiro (ipotizziamo, almeno, europeo, in quanto parliamo di un mercato oramai unitario anche nel settore degli stupefacenti) sia opportuna una depenalizzazione della materia, tenendo conto del fatto che, nel bilanciamento di contrapposti interessi, si dovranno tenere presenti, da una parte, le modalità e le misure concretamente (e non astrattamente) più idonee a garantire, anche in questo ambito, il diritto alla salute dei cittadini (specie dei minori) e, dall’altra, le ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite".

Con la sua proposta di un intergruppo Benedetto Della Vedova, un passato nel Partito Radicale ed un presente in Senato (gruppo Misto) e come Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri, spiega di voler imprimere un'accelerata al dibattito parlamentare sulla cannabis e sulla sua depenalizzazione. Una sfida che il renzismo sembrava voler affrontare subito, almeno stando alle prime leopolde ed alle dichiarazioni varie di molti esponenti vicini a Matteo Renzi, ma che oggi continua a restare un taboo prigioniero di preconcetti ed ignoranza.

Della Vedova cita come esempio principe la svolta antiproibizionista statunitense, che nel giro di pochissimo tempo ha letteralmente polverizzato ogni preconcetto, arricchito considerevolmente gli stati "open" e abbassato di molto l'incidenza della piaga del narcotraffico: addirittura il Colorado restituirà ai suoi cittadini milioni di dollari di tasse non più dovute.

Insomma, un esempio virtuoso in tutti i sensi, verso il quale bisognerebbe guardare con maggiore attenzione: l'Italia invece sembra essere ancora piegata sulle posizioni della Fini-Giovanardi, dichiarata incostituzionale con un tempismo da bradipo in toga (giusto in tempo per far finire nei guai giudiziari migliaia di cittadini italiani), calate dall'illuminazione dell'ex-capo dell'antidroga di Palazzo Chigi, Giovanni Serpelloni. Eliminati i "loschi figuri" del proibizionismo, la linea ufficiale dello Stato sembra essere rimasta bene o male la stessa, fatto salvo per qualche circolare che gira nelle questure d'Italia e che invita gli agenti a non perseguire i consumatori di cannabis per un problema di risorse, gestione, sovraffollamento.

"[...] Penso che anche in Europa e in Italia abbia senso lavorare per seguire l'esempio americano e adattarne le caratteristiche al nostro contesto sociale e giuridico. E penso che abbia senso che siano i legislatori a organizzare una vera riflessione pubblica su questo tema, dopo un richiamo autorevole e drammatico come quello della DNA. A questo proposito, sarebbe a mio parere utile la costituzione di un intergruppo parlamentare per la legalizzazione della marijuana, capace di rivolgersi insieme a opinione pubblica e forze politiche e di lavorare a una proposta comune, credibile e concreta da presentare, entro questa legislatura, all'attenzione delle camere. Le mie responsabilità di governo, al momento, non mi consentirebbero di coordinarne i lavori, ma sono più che disponibile a promuoverne la costituzione e a parteciparvi da "parlamentare semplice". Qualcuno ci sta?"

scrive Benedetto della Vedova nella sua lettera. Concetti ribaditi chiaramente anche in un'intervista pubblicata sul Tempo di oggi e che in molti, dai malati ai "rilassati", auspicano si traducano in un dibattito serio e partecipato il più possibile, visto e considerato che ad oggi l'unico gruppo parlamentare ad avere depositato un disegno di legge in materia è quello pentastellato (qui la proposta M5s).

Da quella proposta si potrebbe partire, celermente, per impiantare una discussione che coinvolga anche il mondo scientifico, di modo da abbattere una volta per tutte i falsi miti del proibizionismo che in Italia sembrano duri a morire.

Video | Liberi Tv

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