Caso Aldo Moro | Trovate 17 cassette tra i reperti di Via Gradoli

Maturita 2013 | Aldo Moro

Gero Grassi, componente della Commissione d'inchiesta sul rapimento Moro, ha resa nota una notizia che riaccenderà sicuramente le polemiche. La Commissione è entrata in possesso di diciasette audio cassette, ritrovate tra i reperti del covo di via Gradoli.

Grassi ha dichiarato che "oggi il presidente della Commissione d'inchiesta sul caso Moro, Giuseppe Fioroni, ha acquisito diciassette cassette audio-registrate. Le cassette sono state ritrovate tra i reperti del covo brigatista di via Gradoli grazie al lavoro della dottoressa Antonia Giammaria, magistrato distaccato presso l'organismo parlamentare. Da quel che si conosce dagli atti erano 18 le cassette registrate ritrovate nel covo e mai ascoltate: ad oggi ne manca dunque una. Per il momento le cassette sono nella cassaforte della Commissione, presto ne conosceremo il contenuto e valuteremo la rilevanza per le nostre indagini".

Valter Biscotti, avvocato che rappresenta da anni i familiari dei poliziotti caduti in via Fani, non si è mostrato molto sorpreso e, come riportato dall'Ansa, ha detto: "facciamo una scommessa, so che la cassetta mancante sulle 18 sequestrate nel 1978 in via Gradoli e acquisite ora dalla commissione è una a 'due cifre'; cioè da 10 a 18. Scommetto che alla fine mancherà la numero 13 perché è quella che ha delle voci incise, molto interessanti e mai pienamente analizzate".

Nella cassetta n.13, secondo alcuni ci potrebbe essere uno stralcio di uno degli interrogatori di Mario Moretti, allora alla guida del Comitato Esecutivo delle Br, al Presidente della Democrazia Cristiana. Dello stesso avviso sembra essere Biscotti, che ricorda che il nastro è stato quasi tutto sovra-inciso con canti rivoluzionari, ma che in una piccola parte si sente una voce maschile, come avrebbe annotato anche l'Ufficiale di Polizia Giudiziaria.

Le voce che si percepisce non è certamente quella di Moro, per ragioni di sicurezza le Br non avrebbero registrato un interrogatorio. Piuttosto potrebbe essere uno dei brigatisti che ne riporta qualche passaggio. Il contenuto delle parole registrate è da riferirsi, secondo quanto è dato sapere, ad "alcuni articoli".

Questo fatto rende ancora più suggestiva la faccenda, soprattutto se si pensa che Moretti sottoponeva all'attenzione del politico democristiano degli articoli di giornale inerenti alla sua vicenda. Ma queste sono solo ipotesi.

A noi non resta da fare che una previsione: particolari importanti sul caso Moro, dopo così tanto tempo, non emergeranno. E crediamo, inoltre, che il ruolo assunto dalla Commissione non favorirà un sereno confronto sul significato politico e sociale della lotta armata in Italia, ma solo a generare ulteriore confusione.

E d'altro canto lo Stato si potrebbe permettere quel confronto? E alle istituzioni e alla classe dirigente interessa veramente?

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