ONU: la Palestina diventa stato osservatore non membro

23.04 del 29 novembre 2012

: con 138 sì, 9 no e 41 astenuti, la Palestina è diventata uno stato non membro osservatore permanente alle Nazioni Unite. Nel frattempo, il bilancio dell'operazione di Israele all'interno della Striscia di Gaza è salito a 177 vittime (fonte Infopal).

L'Italia ha votato sì alla risoluzione dell'ONU, come auspicato ieri da Bersani, nel corso del dibattito televisivo che lo ha visto contrapposto a Matteo Renzi. L'Europa si è presentata divisa a questo appuntamento storico (sebbene molto prudente da parte delle Nazioni Unite). Hanno votato sì, oltre all'Italia, Spagna, Francia, Irlanda, Grecia e Islanda. Astensione per Germania, Gran Bretagna, Olanda e Repubblica Ceca. Gli Stati Uniti si sono dichiarati fortemente contrari, e la Rice ha commentato duramente la decisione dell'ONU.

Napolitano condanna il terrorismo


 
 
 
 
 
 
 
   
 

In visita a Parigi, Giorgio Napolitano, al termine della conferenza stampa tenuta con il Presidente francesce Francois Hollande, ha parlato della crisi mediorientale senza uscire dagli schemi facilmente immaginabili e dichiarando:

«Noi ribadiamo la nostra più ferma condanna nei confronti del terrorismo, esprimiamo solidarietà a Israele che si vede brutalmente attaccata e siamo vicini alle vittime di entrambe le parti, a Gaza e in Israele»

La tregua

Gaza: tregua fra Israele e Palestina21.00: secondo RaiNews24, una volta ufficializzata la tregua, Netanyahu ha telefonato a Barack Obama, per informarlo di aver voluto «dare una chance» alla proposta di tregua egiziana.

Da Hamas si commenta con toni trionfalistici:

«Grande vittoria per le Brigate al-Qassam»

Non si vede, tuttavia, dove sia la vittoria. A Gaza, il tragico bilancio di questa "crisi" è di oltre 1100 feriti e di 151 morti.

Nella striscia sono esplosi i festeggiamenti per il cessate il fuoco.

20.30: ecco i punti dell'accordo fra Israele e Hamas.

Israele cessa gli attacchi contro Gaza, viene accantonato il piano di invasione via terra che era stato paventato nei giorni scorsi. Allo stesso modo, dal lato Palestinese si cesserà il lancio di razzi contro israele e gli attacchi alle frontiere.

La tregua dovrebbe reggere: in tal caso, dopo 24 ore (quindi, domani, alle 20 italiane) verranno aperti i valichi di Gaza (che, lo ricordiamo, è una striscia sostanzialmente chiusa) a merci e persone.

Sarà l'Egitto ad essere garante della tregua.

20.00: Alle 20 ora italiana, è stata dichiarata la tregua fra Israele e Hamas. Lo ha annunciato Hillary Clinton al Cairo.

12.05: la polizia israeliana ha arrestato un sospetto che sarebbe il responsabile dell'attentato di oggi su un autobus a Tel Aviv.

Israele Palestina11.55: esplode un autobus a Tel Aviv. Si tratta di un attentato. Al momento risultano decine di feriti. Continuano i bombardamenti a Gaza.


 
 
 
 
 
 
 
   
 


18.15: non c'è altro modo per definire quel che sta accadendo a Gaza: è una vera e propria strage. Altri 8 civili sono stati uccisi oggi durante un bombardamento israeliano. Un missile partito da un drone ha ucciso un bambino, Mohamed Ibrahim Ashour, che stava giocando a palla con alcuni coetanei (via Infopal).

Eppure, la situazione di tensione che si è creata storicamente fra Israele e la Palestina, la narrazione di questo conflitto, impedisce quantomeno una condanna unanime da parte della comunità internazionale.


 
 
 
 
 
 
 
   
 


18.00: l'economia di Gaza è completamente in ginocchio. Dei quattro mercati ne sono rimasti aperti solamente due e la paura per il futuro è enorme.

20 novembre 2012: ieri sera a Beit Lahiya (Striscia di Gaza, a Nord) un bombardamento israeliano ha colpito la casa di una famiglia palestinese, uccidendo i due genitori e i due bambini di quattro e due anni. Il bilancio sale a 116 morti.

12.28: al termine di un colloquio a Doha con il premier del Qatar, Mario Monti è intervenuto a proposito della crisi di Gaza, auspicando al più presto il cessate il fuoco. Ed ha aggiunto:

«Siamo estremamente preoccupati per l'escalation di violenza».

19 novembre 2012, 11.45: siamo giunti al sesto giorno della crisi di Gaza. I raid israeliani non si arrestano, secondo Infopal il bilancio dei bombardamenti è di 92 morti e di 790 feriti. Nel frattempo, sempre secondo l'agenzia che cita una fonte anonima, si sarebbe svolta un'operazione al Cairo per il cessate il fuoco, protagonisti un inviato del premier israeliano Benjamin Netanyahu, Timer Paord, e il Ministro Egiziano dell'intelligence Ra’fat Shehadeh. Oggetto del colloquio: il punto di vista della resistenza palestinese a proposito della tregua.

22.32: i raid aerei, dell'artiglieria e della marina israeliani hanno provocato, fino a questo momento, 71 morti e 660 feriti.

18.00 I cooperanti italiani a Gaza sono stati evacuati dalla striscia.

Da Bangkok, il Presidente americano Barack Obama rinnova l'appoggio U.S.A. nei confronti di Israele.
«Bisogna capire che l'evento scatenante della crisi è l'aumento del numero dei missili che colpiscono non solo il territorio israeliano ma aree popolate. Non c'è Paese che tollererebbe una pioggia di missili nel suo territorio. Noi sosteniamo del tutto il diritto di Israele a difendersi dai missili che colpiscono le case delle persone, i posti di lavoro e che potenzialmente possono uccidere i civili».
Tuttavia, il presidente auspica in qualche modo che i raid finiscano:
«L'escalation delle violenze a Gaza allontanerebbe ogni prospettiva di pace nel futuro».
C'è da chiedersi di quale futuro si stia parlando, visto che è da decenni che si auspica la pace nel futuro.
18 novembre 2012 A Gaza City, i raid israeliani hanno colpito il palazzo della stampa, sede di testate internazionali e del canale Al-Aqsa, vicino alle posizioni di Hamas. Feriti alcuni giornalisti. Il bilancio di cinque giorni di raid è di oltre 50 vittime palestinesi, fra cui alcuni bambini. 16.20: secondo Infopal, il bilancio dei raid israeliani sale a 25 vittime e 255 feriti.
14.00: il primo ministro egiziano condanna gli attacchi di Israele nel territorio palestinese. Il Cairo fa sapere che tenterà di
«fermare l'aggressione e raggiungere una tregua».
16 novembre, ore 11: due palestinesi sono stati uccisi durante la visita del Primo Ministro egiziano Hesham Qandil a Gaza: lo riporta Al Jazeera, che racconta di un nuovo attacco aereo sul campo di rifugiati di Jabaliya. Israele - GazaIsraele sta per lanciare un'offensiva di terra su larga scala verso Gaza? E' questo che dobbiamo aspettarci? Difficile capirlo, leggendo pezzi nostrani. Che i media italiani ci capiscano poco, della questione israelo-palestinese, è dimostrato dal fatto che tutti i resoconti in merito a quanto accade in quella terra spesso devastata dalla violenza siano parziali, tutti simili, tutti di ispirazione proveniente dalle medesime agenzie. Qui ci piace cercare altri punti di vista. Altri modi di costruire il racconto di una situazione talmente complessa che quando si legge un titolo come quello del Corriere (Razzi su Tel Aviv, 19 morti nei raid, e Israele richiama 30mila riservisti) non si può che alzare gli occhi al cielo. Soprattutto considerato il fatto che, secondo l'esercito israeliano, il razzo lanciato da Gaza sarebbe finito in mare. Israele attacca Gaza E' possibile avere un'informazione non faziosa, non partigiana, scevra da preconcetti, quando si parla di Palestina? Difficile a dirsi. Ecco, dunque, che mi sembra il caso di riportare il racconto di Meri Calvelli, da Gaza, e di altri internazionali che conoscono la situazione per esperienza diretta. Meri, che ho avuto il piacere di conoscere tanto tempo fa, in un'altra vita, durante un viaggio in Palestina (tentammo due volte di entrare a Gaza, entrambe le volte venimmo fermamente respinti alla frontiera, e Meri fu nostra guida nel West Bank), è un'attivista e vive nella striscia.
«Ci rivolgiamo alle persone di coscienza in tutto il mondo perché si oppongano a questa aggressione illecita contro i civili palestinesi. La comunità internazion ale deve intervenire con urgenza per fermare questi violenti attacchi. Per maggiori informazioni, contattare: Adie Mormech +972 (0) 592280943 Gisela Schmidt Martin +972 (0) 592778020 blipfoto.com/GiselaClaire Joe Catron +972 (0) 595594326 Julie Webb-Pullman +972 (0) 595419421 todayingaza.wordpress.com Lydia de Leeuw +972 (0) 597478455 asecondglance.wordpress.com Meri +972(0)598563299 Adriana +972 (0) 597241318 Siamo un gruppo di internazionali che vivono nella Striscia di Gaza e lavorano negli ambiti del giornalismo, dei diritti umani, dell’educazione, dell’agricoltura. Cerchiamo di difendere e promuovere i diritti della popolazione civile palestinese di fronte all’occupazione israeliana e alle operazioni militari. Oltre ad essere noi stessi testimoni oculari, raccogliamo informazioni dalle nostre reti personali in tutta la Striscia di Gaza, dai media locali, dal personale medico e dalle ONG internazionali presenti a Gaza. Verifichiamo ciò che divulghiamo e speriamo che i nostri resoconti possano contribuire a rendere più accurata la copertura mediatica della situazione di Gaza.
Ecco la testimonianza:
14 novembre 2012 - Alle 15.35 di oggi Gaza è stata scossa da molteplici attacchi militari israeliani lanciati da droni, elicotteri apaches, caccia F16 e navi militari. Una delle prime persone uccise è stata Ahmed Al Jabari, comandante in capo dell’ala militare di Hamas. Le fazioni palestinesi hanno giurato vendetta e i militanti hanno sparato dozzine di razzi verso Israele. Dopo il primo attacco, le forze aree israeliane hanno condotto più di 50 bombardamenti su tutta la Striscia di Gaza che hanno causato almeno 8 morti, compresi 2 bambini e un neonato. Il Ministro della Salute ha inoltre dichiarato che più di 90 persone sono state ferite. Cresce il timore che Israele possa lanciare un’offensiva di terra su larga scala, paura alimentata dal lancio di volantini nel Nord della Striscia da parte dell’esercito israeliano che annunciavano un’imminente invasione via terra dell’area. Israele ha lanciato l’operazione denominata “Pillar of Defence” questo pomeriggio con l’uccisione mirata di Al Jabari la cui macchina è stata bombardata nell’area di Thalatin a Est di Gaza City. Mohammad Al-Hams, la guardia del corpo di Al Jabari che viaggiava con lui in macchina è rimasto gravemente ferito ed è morto poco dopo in ospedale. In seguito a questo attacco, una serie di bombardamenti è stata lanciata in tutta la Striscia di Gaza, colpendo aree abitate a Khan Younis, Tel Al Hawa, Sheikh Zayed Square e At Twan nel nord di Gaza, Al Sabra a Gaza City, Rafah, Beit Lahia, Khuza’a, al Bureij. Le navi da guerra israeliane sono entrate nel mare di Gaza e si sono posizionate vicino alla costa, sparando verso terra. Verso le ore 20, le forze navali israeliane hanno sparato tra i 12 e i 15 colpi di artiglieria verso la base navale di Hamas a nord ovest del campo rifugiati di Shati a Gaza City. Si moltiplicano le ipotesi secondo cui l’offensiva si prolungherà per diversi giorni e il Primo Ministro israeliano ha dichiarato che è pronto a espandere l’operazione. In una conferenza stampa tenuta oggi il Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha dichiarato: “le provocazioni che abbiamo subito e il lancio dei razzi verso gli insediamenti nel sud di Israele ci hanno costretto a intraprendere quest’azione. Voglio che sia chiaro che i cittadini israeliani non ne subiranno le conseguenze. L’obiettivo è di fermare i razzi e danneggiare l’organizzazione di Hamas”. Nonostante ciò, la maggior parte delle vittime di questo attacco sono state civili. La popolazione di Gaza si è rifugiata nelle case e il personale della maggior parte delle organizzazioni internazionali è sotto coprifuoco. Gli ospedali di tutta la Striscia sono stati invasi dalle vittime degli attacchi. Nella conferenza stampa tenuta di fronte all’ospedale Al Shifa, il Dr Mafed El Makha El Makhalalaty, Ministro della Salute, ha spiegato che gli ospedali soffrono delle carenze causate dalla prolungata chiusura della Striscia di Gaza e dal crescente numero di attacchi avvenuti nelle ultime settimane, in cui molti bambini sono stati uccisi. Gli attacchi di oggi hanno lasciato gli ospedali privi di medicine e forniture mediche. Inoltre, ha sollecitato un intervento immediato da parte della comunità internazionale per fermare il massacro. La stampa araba riporta che gli ospedali nel Sinai sono stati posti in stato di allerta per affrontare l’emergenza e ricevere i feriti di Gaza. La popolazione terrorizzata di Gaza sta subendo i continui attacchi di droni, bombardamenti, fuoco navale di questa offensiva militare indiscriminata e sproporzionata. Rimane imprigionata all’interno della Striscia di Gaza e costituisce un facile obiettivo nella guerra controllata a distanza.

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