Maurizio Lupi si dimette: "Lascio a testa alta". Renzi: Gesto di dignità"

Maurizio Lupi si è dimesso. Le reazioni dei colleghi in Parlmento

14.00 - "Il gesto di Lupi è stato di grande sensibilità e dignità". Così il Presidente del Consiglio ha commentato le dimissioni del ministro delle Infrastrutture durante il vertice europeo.

Inoltre, il premier ha detto che appena rientrerà nella Capialte assumerà "l'interim del ministero". Ed ha aggiunto: "Le dimissioni sono state mosse da opportinità politica. Siamo garantisti e sottlineiamo che non basta un avviso di garanzia per chiedere le dimissioni di qualcuno".

11.55 - La Presidente della Camera, Laura Boldrini, commenta positivamente le dimissioni di Lupi. Da Cagliari, dove si trova in visita, ha dichiarato: "Credo che un politico non indagato che si dimette rappresenti un segnale di attenzione alle istituzioni".

11.30 - Il segretario della Lega Nord è intervenuto sulle dimissioni di Lupi. Matteo Salvini esprime solidarietà all'ex ministro delle Infrastrutture e fa insinuazioni pesanti sul Presidente del Consiglio, Matteo Renzi: "A me spiace per Lupi umanamente, per come l'ho conosciuto non lo ritengo una persona corrotta. Ma non escludo che questo abbia fatto molto piacere a Renzi [...] Non sono un dietrologo, ma il fatto che l'inchiesta parta dalla procura di Firenze qualche dubbio me lo lascia e che sia Renzi a mettere le mani su questo mega-ministero qualche altro dubbio me lo lascia".

11.25 - Lupi: "Lo scopo della politica è servire il bene comune. Se questo mio passo indietro, significa rilanciare l'azione del Governo, allora il mio gesto avrà un senso. A voi giovani deputati che mi avete insultato, auguro di non trovarvi mai in una bolla mediatica. Vi auguro di non avere mai nessuno che tira in ballo la vostra famiglia. Sarò un ingenuo, un fuori moda, ma la cosa a cui più tengo nella mia vita sono i rapporti personali. Nessuna intercettazione può togliermi la mia dignità"

"Lascio il governo a testa alta e continuerò a fare il mio dovere in parlamento. Lasciatemi ringraziare i colleghi di maggioranza e opposizione che mi hanno espresso la loro stima in questi giorni. Infine ringrazio il Presidente del Consiglio, che non mi ha mai chiesto di dimettermi ed ha affidato alla mia scelta personale questa decisione".

11.20 - Lupi: "Mai fatto pressioni per procurare lavori a mio figlio. L'intercettazione documenta che ho proposto a mio figlio, appena laureato, l'incontro con una persona che potesse consigliargli cosa fare. Mio figlio lavora in America, è stato mandato a San Francisco da Politecnico di Milano, non da altri". E aggiunge che la società americana SOM ha confermato di averlo assunto perché è bravo.

Sul Rolex: "Se il mio errore è stato non chiedergli di restituire l'orologio ricevuto come regalo di laurea, allora ammetto l'errore".

11.15 - Maurizio Lupi spiega di non aver rimosso Ercole Incalza "perché a seguito di un'approfondita istruttoria ho potuto verificare che non ha subito alcuna condanna". Per lui "nessun incarico di consulenza ministeriale".

11.10 - Lupi rivendica il suo operato al ministero: "Non farò cancellare in tre giorni ciò che ho fatto in due mesi".

11.05 - Maurizio Lupi sta parlando alla Camera: "Non invoco garantismo nei miei confronti perché non ho ricevuto avvisi da garanzia. Sono qui non per responsabilità giudiziaria ma politica, per scelte politiche che ho fatto per il mio ministero".

Maurizio Lupi si dimette... a Porta a porta

19 marzo 201519.10

- Nel corso della registrazione della puntata di Porta a Porta che andrà in onda questa sera il ministro Maurizio Lupi ha detto che domani, dopo l'informativa alla Camera dei Deputati (prevista per le 11) rassegnerà le proprie dimissioni dagli incarichi di governo al Presidente del Consiglio.

"Credo che forse un mio gesto, che non vuol dire ritirarmi alla politica, perché non c’è bisogno di una poltrona per fare politica, questa mia decisione rafforzerà l’azione del governo. Per me la politica non è un mestiere ma passione. E’ poter servire il proprio Stato. Non ho perso né l’onore né la passione. [...] Renzi mi ha detto: ‘Io non ti ho mai chiesto né chiederò le tue dimissioni perché non posso chiederle, dico che è una tua decisione’. Lo ripeto: né il segretario del Pd, né il presidente del Consiglio mi hanno chiesto le dimissioni."
15.17

- Continuano a rincorrersi voci di dimissioni per il ministro Maurizio Lupi, travolto dalle polemiche su alcune presunte pressioni in favore del figlio verso gli indagati nell'ultima maxi-inchiesta sulle grandi opere.

Una posizione decisamente scomoda quella del ministro (che non è indagato, confermano anche i magistrati) e che, proprio per questo, rappresenta un vero e proprio tsunami di notizie e informazioni, anche contraddittorie.

Domani Lupi, si apprende da fonti parlamentari dell'Ansa, terrà alle 11 un'informativa alla Camera dei Deputati, mentre la mozione di sfiducia presentata da M5s e Sel si voterà martedì mattina.

Secondo quanto ha appreso Blogo da alcune fonti parlamentari domani il ministro Maurizio Lupi potrebbe rassegnare, clamorosamente, le proprie dimissioni: questa mattina il ministro lombardo ha annullato tutti gli impegni per incontrarsi con il Presidente del Consiglio Renzi, il quale gli avrebbe chiesto di evitare di passare attraverso la mozione di sfiducia, visti i numeri che non ne garantirebbero necessariamente un esito positivo (le esternazioni di alcuni esponenti del PD, critici con Lupi, dovrebbero essere un segnale piuttosto chiaro).

Su quest'ipotesi lo stesso ministro starebbe riflettendo proprio in queste ore.

Impazza già, tra le stanze di palazzo Chigi, un piccolissimo totonomi tutto interno al Nuovo CentroDestra, con la possibilità di un avvicendamento al Ministero delle Infrastrutture tra Lupi e Gaetano Quagliariello, ex ministro delle riforme nel governo Letta.

Voci, per carità, ma visti i recenti sviluppi hanno un certo peso.

Giovedì 19 marzo 2015 - Una parte del Pd esce allo scoperto e chiede le dimissioni di Maurizio Lupi dal Ministero delle Infrastrutture. Roberto Giachetti, vicepresidente della Camera, in una intervista pubblicata oggi da La Stampa dice:

"Se è innegabile che non vi sia al momento un problema giudiziario, ciò non vuol dire che non vi sia un problema di etica politica. Lupi quindi si dovrebbe dimettere per dare l'esempio che si fa un passo indietro non per una resa, ma per opportunità politica"

Sulla stessa lunghezza d'onda è l'ex Presidente del Pd, Gianni Cuperlo, che sostiene:

"Io penso che sarebbe un fatto positivo se il Ministro, venendo in Parlamento come ha detto e chiarendo tutti questi aspetti, prendesse atto che la mappa degli eventi che lo coinvolgono è tale che... Penso che bisogna avere senso di responsabilità di appartenere a un partito, e prenderemo una posizione congiunta, mi auguro condivisa. Ritengo che la situazione sia abbastanza insostenibile"

Anche Stefano Fassina insiste sulla necessità delle dimissioni di Lupi e lancia qualche frecciatina al governo Renzi:

"Spero che la vicenda si chiuda prima delle mozioni di sfiducia. Sarebbe un gravissimo errore politico se arrivassimo in aula con il governo che non ha preso una posizione, che metterebbe ciascuno di noi di fronte alle proprie responsabilità. Io non farei finta di niente ma sono sicuro che il presidente del Consiglio interverrà prima e si eviterà di mettere ciascuno di noi di fronte a un'alternativa"

Lupi nega le dimissioni

Mercoledì 18 marzo 201516.38

- Mentre tutti si chiedono se Maurizio Lupi darà le dimissioni, il ministro oggi ha risposto alle domande dei parlamentari durante il question time. Si tratta di una sorta di antipasto di quanto andrà in scena prossimamente, quanto Lupi dovrà con tutta probabilità riferire ufficialmente a Camera e Senato. "Ritengo legittime le richieste di chiarimenti puntuali e ritengo doveroso e urgente che questo avvenga il prima possibile in Parlamento. Confermo con forza che l'obiettivo che in questi mesi ha spinto e ispirato l'azione del mio ministero e del sottoscritto è stato garantire la rapida ed efficiente realizzazione delle opere ritenute necessarie e indispensabili e assicurare la massime trasparenza e correttezza di questo processo". Lupi ha anche ricordato come l'ingegner Incalza dal 31 dicembre 2014 non sia più direttore dell'unità tecnica di missione e non abbia un rapporto di consulenza né un rapporto di collaborazione con il ministero.

Le primissime risposte di Lupi non sono state ritenute sufficienti da parte del parlamento, che soprattutto tra i seggi occupati dal Movimento 5 Stelle ha lanciato il coro "dimissioni". Un deputato pentastellato, Carlo Sibilia, ha mostrato un orologio, facendo riferimento al Rolex che il figlio di Lupi avrebbe ottenuto. Espulso dall'aula, ha chiesto che la mozione di sfiducia venga messa in calendario il prima possibile.

11.50 - Il ministro Lupi, prima di riferire in Parlamento, ha brevemente risposto alle domande dei giornalisti e respinto ogni addebito:

Chiederei scusa alla mia famiglia e agli italiani se avessi fatto qualche gesto discutibile.

Il Ministro si è detto certo che questa vicenda arriverà a una soluzione positiva e ha ribadito di non aver mai fatto pressioni per l’assunzione di suo figlio e sottolineato che non esistono intercettazioni che lo confermino.

E, a voler essere precisi, non esiste effettivamente una telefonata in cui Lupi raccomanda suo figlio. Ne esisterebbe una, però, datata gennaio 2014, in cui il ministro chiama Ercole Incalza, senza sapere che i carabinieri del ROS sono in ascolto, e gli dice che il proprio figlio lo andrà a trovare:

Deve venirti a trovare mio figlio.

Lupi, assediato dai giornalisti, ha negato anche di aver accettato l’abito sartoriale da parte di Franco Cavallo, uno degli arrestati nell’inchiesta, né che suo figlio Luca, in occasione delle laurea, abbia ricevuto un Rolex del valore di 10 mila euro da parte di Stefano Perotti, anche lui in manette, tramite lo stesso Cavallo.

Il Ministro ha spiegato di non aver alcun bisogno di regali e che, se glieli avessero proposti non avrebbe mai accettato.

18 marzo 2015 - Maurizio Lupi non sembra avere nessuna intenzione di dimettersi. Mentre l’opposizione chiede a gran voce che lasci la poltrona, NCD continua a difenderlo a spada tratta. Oggi è stato il leader del partito, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, a confermare non soltanto il supporto di NCD a Lupi, ma anche che il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti non ha mai pensato di lasciare l’incarico:

Abbiamo piena fiducia in Maurizio Lupi. Riteniamo che ci siano le condizioni per accelerare la sua informativa in Parlamento. Lui è prontissimo e non pensa alle dimissioni.

Lupi, parola di Alfano, non ha fatto nulla di male ed è pronto a spiegare tutto:

Maurizio Lupi è una persona per bene e onesta. Questo è il punto di partenza. Nessun magistrato ha ritenuto necessario indagarlo, nonostante abbiano indagato diverse persone. Io penso che non essendoci una questione giudiziaria, ma visto che alcuni pongono una questione politica, c'è un luogo dove questa vicenda può essere affrontata.

E, ancora:

Io sono convinto che è giusto accelerare i tempi dell'informativa del ministro Lupi che è prontissimo a riferire in Parlamento su questa vicenda. Ha già detto di volerlo fare dando tutti i dettagli, che del resto ha già fornito. Noi lo sosteniamo perchè abbiamo piena fiducia in lui.

Maurizio Lupi pronto alle dimissioni?

Dopo gli arresti eccellenti per le tangenti sulle grandi opere e le polemiche sul presunto ruolo del figlio il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, di Nuovo CentroDestra, starebbe pensando alle dimissioni.

A dare la notizia è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio nel corso della presentazione del suo ultimo libro nella sala del Mappamondo a Montecitorio, connotando la riflessione del collega Lupi come strettamente politica.

"Lupi non è indagato, i fatti non sono tutti a nostra conoscenza. E' chiaro che ci sono valutazioni politiche che si faranno, ma ci vuole un po' più di contezza delle carte [...] la decisione spetta al singolo e Credo che sia in corso una valutazione da parte del ministro."

Prime Minister Designate Enrico Letta Presents New Italian Government

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