Dl antiterrorismo, Renzi fa stralciare norme che consentirebbero di frugare nei Pc

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Ore 17: 55 - Droni per controllare il territorio. E quanto previsto in un emendamento al decreto legge antiterrorismo approvato dall'aula della Camera. Secondo il testo, le forze di polizia potranno utilizzare droni per un monitoraggio sul territorio, in particolare per contrastare i reati ambientali, ma anche reati di criminalità organizzata e di natura terroristica.

Entro 120 giorni dall' approvazione del provvedimento, un decreto del ministero dell'Interno, di concerto col dicastero della Difesa e dei Trasporti, disciplinerà le modalidità di uso dei droni.

Giovedì 26 marzo 2015 - Le agenzie di informazione hanno appena battuto (ore 11:40) un flash in cui annunciano che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi farà stralciare dal decreto legge antiterrorismo le norme che consentirebbero di frugare nei Pc dei cittadini.

Dl antiterrorismo, Quintarelli: "Violazione domicilio informatico"


Mercoledì 25 marzo 2015

Stefano Quintarelli, parlamentare eletto tra le fila di Scelta Civica ed esperto informatico, solleva un problema di democrazia e di privacy dei cittadini. Sul suo blog, Svolta Digitale, prende di mira il provvedimento antiterrorismo del Governo Renzi. A suo avviso, l'Italia rischia di diventare "il primo paese europeo che rende esplicitamente ed in via generalizzata legale e autorizzato la “remote computer searches“ e l’utilizzo di captatori occulti da parte dello Stato!".

L'analisi di Quintarelli parte dalla modifica del codice di procedura penale:

"All’articolo 266-bis, comma 1, del codice di procedura penale, dopo le parole: «è consentita l’intercettazione del flusso di comunicazioni relativo a sistemi informatici o telematici ovvero intercorrente tra più sistemi», sono aggiunte le seguenti: anche attraverso l’impiego di strumenti o di programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico"

La cosa grave per l'informatico veneto è che tale modifica non la si prospetta solo in relazione a reati di stampo terroristico, ma per tutti i reati “commessi mediante l’impiego di tecnologie informatiche o telematiche” (art.266 bis). Ciò potrebbe consentire, per qualsiasi tipologia di reato commesso tramite pc, la violazione da remoto (in modo occulto) del domicilio informatico dei cittadini. Dunque sarebbero inglobati anche i reati di opinione, violazione del copyright, ingiuria.

L'impiego dei captatori informatici è una questione sensibile in tutte le democrazie occidentali, che non dovrebbe essere tratta con una tale disinvoltura. A tale proposito, evidenziamo che le Autorità Statali avvalendosi di Trojan, Keylogger, sniffer e smili nella ricerca di prove compiono un'operazione fortemente invasiva. Contestualmente, come ci ricorda il deputato, lo Stato opera "una ispezione (art. 244 c.p.p.); una perquisizione (art. 247 c.p.p); una intercettazione di comunicazioni (266 c.p.p.); una acquisizione occulta di documenti e dati anche personali (253 c.p.p.)". Queste attività, lo ricordiamo, avvengono al di fuori dei limiti statuiti dalla Procedura Penale.

Quintarelli, pur non scartando l'ipotesi di utilizzare i captatori in caso di gravissimi reati, afferma che le ultime norme del governo potrebbero perfino violare il dettato costituzionale. A tale riguardo scrive: "ritengo vi sia la contestuale violazione dei diritti costituzionali previsti dall’art. 13 all’art. 15 della Costituzione, senza le adeguate garanzie da questa previste".

Il Decreto Legge sull'antiterrorismo è entrato in vigore lo scorso febbraio, ma le sue misure sono ancora in parte in conversione in commissione. Anche Antonello Soro, garante della privacy, proprio oggi, ha sollevato rilievi al controverso provvedimento.

L'esponente del Partito Democratico ha dichiarato: " le norme suscitano seria preoccupazione alcuni emendamenti al decreto-legge antiterrorismo approvati in Commissione, che alterano il necessario equilibrio tra privacy e sicurezza". In particolare, si fa riferimento al termine di conservazione dei dati di traffico telematico e delle chiamate senza risposta, innalzato a due anni.

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