Def 2015 approvato alla Camera. Il "tesoretto" sarà usato in futuro per le riforme

La Camera ha approvato il Documento Economia e Finanze dell'anno in corso.

Def 2015 - Renzi in conferenza stampa

Giovedì 23 aprile 2015 - Il Def è stato approvato alla Camera con 328 voti favorevoli e 159 contrari. Il "tesoretto" da 1,6 miliardi di euro sarà usto per l'adozione di specifiche misure a sostegno delle riforme e in attesa di verificarne i margini di utilizzo il governo si impegnerà ad accantonare le risorse.

Def approvato dal Cdm. Renzi: "Niente tasse aggiuntive"


Sabato 11 aprile 2015

- È stato pubblicato sul sito del Ministero dell'Economia e Finanze il testo del Documento di Economia e Finanza approvato ieri dal Consiglio dei Ministri e che dovrà passare ora solo il vaglio di Bruxelles prima di essere applicato.

Obiettivo primario del documento è "sostenere la ripresa economica evitando aumenti del prelievo fiscale e allo stesso tempo rilanciando gli investimenti", come annunciato da Renzi ieri in conferenza stampa, oltre che avviare un percorso di riduzione del debito pubblico per consolidare la fiducia del mercati ed abbattere la spesa per interessi, favorire gli investimenti e le iniziative per consentire un deciso recupero dell’occupazione nel prossimo triennio.

La notizia più rilevante è che c’è un margine di 1,6 miliardi di euro da sfruttare nei conti pubblici di quest’anno. Un vero e proprio "tesoretto" che il governo vorrebbe impiegare per "trasferire risorse ai poveri", come dichiarato sibillinamente dal sottosegretario Morando, cui ha risposto Salvini chiedendo (o meglio, ingiungendo, anche qui sibillinamente) che tali risorse vengano impiegate a sostegno "delle vittime della legge Fornero". Il Tesoro spiega di stimare entro la fine dell’anno un deficit lievemente inferiore a quello programmato: da qui deriva il “tesoretto” di 1,6 miliardi.

Il Def per il 2015 delinea in realtà la strategia per l’anno prossimo e conferma la linea politica scelta finora dal premier: rispetto delle regole comunitarie e sfruttamento della flessibilità concessa dalla Commissione. Questo si traduce in una clausola di salvaguardia che, sperano i contribuenti, non debba essere mai applicata, confermando la giustezza delle decisioni dell'esecutivo: 10 miliardi di entrate cui se ne dovrebbero aggiungere altri 16.

Nonostante le dichiarazioni salvifiche su possibili aumenti delle imposte, nel Documento la pressione fiscale è stimata in aumento dal 43,5 per cento di quest’anno al 44,1 del 2016, ma non tiene conto, spiega il governo, del bonus da ottanta euro. Il documento prevede anche una stretta energica da un miliardo e mezzo di euro a partire dalle 700 agevolazioni fiscali, mentre un altro miliardo e mezzo arriverà dalla riduzione degli incentivi alle imprese.

In termini di imposte sarà la Local Tax a sostituire Imu e Tasi, con una forte spinta alla semplificazione normativa fiscale in materia: la local tax assorbirà tutti i tributi comunali sugli immobili e permetterà ai consigli di approvare bilanci di previsione credibili.

Resta invece il rebus sugli sgravi per le imprese che assumono: al momento i finanziamenti potrebbero non bastare neanche per coprire l’intero 2015 e il governo sta cercando sul campo europeo un sostegno alla manovra, aiuto che potrebbe concretizzarsi con una maggior flessibilità europea sui conti.

Def 2015 approvato dal Cdm. Renzi: "Niente tasse aggiuntive"

22.07: Renzi ne approfitta per divagare e raccontare tutte le cose fatte dal suo governo, nel continuo tentativo di azzerare qualsiasi critica.

«Questo è l'ultimo Def con tante riforme», chiude il Presidente del consiglio. Che poi ci riprova: «Vi auguro buonanotte?» Ma niente da fare, ci sono domande in sala. Si parla di finanziamento pubblico ai partiti, poi si chiude.

21:57: c'è una domanda, in conferenza stampa: «Ci sono motivi di contrasto con le Regioni?»

Renzi risponde: «Sergio Chiamparino è una persona seria, un amico. Abbiamo incontrato le Regioni due settimane fa e stanno ancora lavorando con il ministero dell'Economia e quello della Salute alla ricerca di una soluzione dal punto di vista della sanità. Per me il fatto che ci siano Regioni con 7 Province e 22 Asl è un'esagerazione. Il Def non aumenta i sacrifici alle Regioni e ai Comuni, non impone loro nuove tasse. È una fotografia. Sottolineare questo aspetto è stato un atto che ha creato polemiche inutili».

Def 2015 - Renzi

21:56 - In conferenza stampa, Renzi ha dichiarato: «Il Def non è la legge di stabilità, è una fotografia della situazione economica del Paese. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questo documento. La cornice economica è quella che via abbiamo già illustrato. Non ci sono particolari novità. Per quanto riguarda il 'ritornello' di oggi, l'hashatag #bonusDef che tanto ha viaggiato, decideremo nelle prossime settimane se e come utilizzare il tesoretto in base alle necessità. non è il Def il luogo in cui si decide come investire quel miliardo e 600 milioni».

Il presidente del Consiglio ha poi ripetuto che non ci saranno tasse aggiuntive, che i cittadini non saranno chiamati ad altri sacrifici, semmai li dovranno fare alcuni amministratori. Quindi ha chiesto se ci fossero domande, accompagnando la richiesta, come di consueto, con una delle sue battute che qualificano la sua concezione del lavoro giornalistico: «Volete andare a letto, immagino».

21.50: il DEF 2015 è stato approvato.

18:25 - Beppe Grillo tramite il suo blog e Twitter ha commentato l'affermazione di Matteo Renzi sul Def 2015 che non prevederà "né tagli né nuove tasse" dicendo che secondo un sondaggio Ixè il 69% degli intervistati non considera credibili le parole del Premier e solo il 26% ci crede. Inoltre il 73% del campione ritiene che il governo abbia aumentato la pressione fiscale e solo il 10% ritiene che le abbia abbassate.

Grillo ha commentato questi dati scrivendo "Alle balle del governo non ci crede più nessuno, era solo questione di tempo" e ha aggiunto una citazione, una frase di Abraham Lincoln:

"Potete ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non potete ingannata tutti per sempre"

15:00 - In queste ore di attesa del Consiglio dei Ministri che approverà il Def, si è diffusa una voce, riportata dalle agenzie di informazione, secondo la quale i tecnici del governo e quelli del Ministero dell'Economia avrebbero individuato delle risorse aggiuntive: si parla di 1,5 miliardi di euro che costituirebbero una sorta di bonus o di tesoretto che il governo sta valutando per decidere dove destinarle con il Def.

11:30 - La riunione di stamattina del Consiglio dei Ministri ha conferito le deleghe di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio a Claudio De Vincenti, che ha giurato. La riunione si è conclusa piuttosto rapidamente perché non si è ancora discusso sul Documento di Economia e Finanza: il Cdm su questo argomento è stato infatti aggiornato alle ore 20.

Venerdì 10 aprile 2015 - Questa mattina, alle ore 10, è in programma il Consiglio dei Ministri che darà il via libera definitivo al Documento di Economia e Finanza che sarà poi esaminato dalla Camera il 23 aprile ed entro il 30 aprile dovrà essere trasmesso alle istituzioni europee.

Nei giorni scorsi il governo ha dialogato con l'Associazione nazionale dei Comuni italiani presieduta da Piero Fassino il quale ha ricevuto rassicurazioni dal Premier che gli ha promesso che non ci saranno nuovi tagli per i Comuni e che nei prossimi mesi ci sarà un ampio dialogo per l'impostazione della legge di Stabilità sulla base del Def. Renzi ha anche detto ai sindaci che il governo si impegnerà a dare corso agli investimenti per le grandi città previsti dallo Sblocca Italia.

Intanto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha detto che il governo nel Def ha stimato che con l'attuazione delle riforme strutturali si avrà un aumento del Pil dello 0,4% nel 2016, dell'1,8% nel 2020 e del 3,1% nel 2025.

Renzi: "Né tagli né aumenti di tasse"


Martedì 7 aprile 2015

20.07 - Iniziano ad arrivare le prime reazioni alle anticipazioni sul Def presentato quest'oggi in consiglio dei ministri. E non sono positive né da parte dell'opposizione esterna né da quella interna al governo: "È una linea di finanza recessiva e iniqua", spiega Fassina, "La previsione di ulteriori tagli al welfare locale per 10 miliardi porterà a un ulteriore effetto negativo sul Pil". Da parte di Sel si dice che "Renzi continua nelle bugie e noi continueremo a fare una ferma opposizione". Non va meglio guardando alle reazioni di Forza Italia: "Sulle tasse Renzi come sempre racconta balle. Qualcuno gli ricordi che nel 2014 la pressione fiscale è aumentata di un decimale", afferma via Twitter Brunetta.

Quello che conta più di ogni altra cosa, però, è il quadro strutturale che Padoan ha delineato per il paese, quello fatto di stime del Pil, del rapporto deficit/pil e del debito pubblico. Il tutto tenendo conto che ben sei miliardi saranno risparmiato da una correzione del deficit/pil del solo 0,1%, reso possibile dalle nuove norme europee. Ecco sintetizzato il quadro generale:

def 2015 anticipazione testo

16.02 - Renzi ha parlato al termine del consiglio dei ministri: "È falso che alzeremo le tasse, anzi se possibile le abbasseremo a partire dal 2016. Già quest'anno i cittadini pagano meno tasse per 18 miliardi di euro. Leggo su tutti i giornali che alzeremo le tasse, ma queste sono frasi semplicemente false. Ci sono cinque fattori di novità importantissimi, quattro di questi dipendono anche dall'azione dal governo, uno da fattori geopolitici: il piano di investimenti, la comunicazione della flessibilità, il quantitative easing e il deprezzamento dollaro/euro. Questi fattori sono anche merito nostro e delle nostre battaglie. Il quinto fattore che non ci riguarda è il deprezzamento del petrolio".

"È finito il tempo in cui i governi chiedevano sacrifici ai cittadini, continueremo con la detassazione delle misure che serviranno a creare crescita e occupazione. Le clausole di salvaguardia che sono state previste saranno totalmente eliminate, non ci sono dunque alla vista né aumenti di tassazione né tagli alle prestazioni che i cittadini ricevono. C'è bisogno di dimagrire un po' la macchina pubblica, ma i sacrifici li faranno i politici. Se salteranno delle poltrone nelle partecipate lo considero un fatto positivo. Chi dice che aumentano le tasse perché ci sono i tagli dice qualcosa di non vero. Nel 2015 le tasse diminuiscono con gli 80 euro e le misure sull'Irap".

Il Documento di Economia e Finanza 2015, le prime anticipazioni sul testo

La manovra finanziaria che verrà anticipata nel Def (documento di economia e finanza) dovrebbe valere dieci miliardi di euro, trovati non attraverso un aumento delle tasse (che il governo Renzi ha tutte le intenzioni di scongiurare), ma attraverso una nuova spending review e una riduzione delle agevolazioni fiscali (che peraltro, è cosa molto simile ad aumentare le tasse). Si vuole evitare di arrivare a un nuovo aumento dell'Iva, scongiurando la clausola di salvaguardia che varrebbe dieci miliardi di aumenti dell'Iva e delle accise a partire dal primo gennaio del prossimo anno.

Si tenterà di fare una manovra espansiva, che aiuti ad agganciare la ripresa economica e che non contribuisca a strozzare un'economia che stenta a uscire dalla crisi. Il Def sarà presentato venerdì prossimo, ma nel governo se ne inizierà a discutere già martedì, nella prima riunione dopo lo stop pasquale. Il tutto sarà poi presentato a Bruxelles assieme al Piano nazionale di riforme, che più o meno ne ricalca i contenuti che viene anticipato oggi da Repubblica, che però avverte di non considerarlo come definitivo.

Le detrazioni fiscali - Il governo si impegna ad assicurare ulteriori risparmi per 0,45 punti percentuali del Pil nel 2016. Sarebbero quindi 7,2 miliardi che dovrebbe bloccare l'aumento dell'Iva, ai quali si aggiungerebbe qualche altro miliardo che arriverebbe da "risparmi strutturali che verranno dalla revisione dell'insieme delle tax expenditures".

Riduzione degli sprechi - Il capitolo che non può mai mancare in nessuna bozza di interventi economici, si cercherà come sempre di rendere più efficiente la pubblica amministrazione. Gli enti locali dovranno allinearsi alle regole europee nel Patto di stabilità interno: costi standard, pubblicazione online degli indici di performance, pareggio di bilancio. Nel mirino sono soprattutto le municipalizzate, tra le quali ancor quelle del trasporto pubblico e della raccolta dei rifiuti.

Riforme strutturali - L'Italia deve per forza agganciare il treno della ripresa che sembra passare nel resto d'Europa. Il Pil italiano quest'anno crescerà dello 0,7%, ma per l'anno prossimo bisogna arrivare almeno al punto e mezzo. Si punterà ad avere uno sconto di 7/8 miliardi sul rapporto deficit/pil mettendo in campo quelle riforme strutturali che consentono di accedere a uno sconto pari allo 0,5%.

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Martedì 7 aprile - Oggi e venerdì si terranno i due consigli dei Ministri decisivi per arrivare al varo del Documento di Economia e Finanza che porrà le basi per quella che sarà la prossima manovra finanziaria. Rispetto alle prime anticipazioni circolate (e che trovate più avanti nel post), si aggiungono principalmente altri tagli: tagli alle pensioni di invalidità per evitare abusi - soprattutto in alcune zone del paese -; tagli alla sanità, con un monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza e anche una rivisitazione del sistema di remunerazione delle prestazioni sanitarie. Come sempre, però, i comuni finiscono dentro il capitolo tagli delle manovre. Si calcola che 2,2 miliardi di risorse verranno sottratti a piccoli e grandi centri, scatenando i sindaci delle città più grandi. D'altra parte, per varare una manovra da dieci miliardi senza aumentare tasse e Iva, non si può che passare da una spending review.

Lunedì 6 aprile 2015 - È stato convocato per domani il Consiglio dei Ministri che avrà il compito di procedere al primo esame del Documento di Economia e Finanza. Secondo fonti del ministero dell'Economia riportate dalle agenzie di stampa, il Def prevede per quest'anno una crescita tra lo 0,7 e lo 0,8% e un calo del rapporto deficit/Pil dal 3 al 2,6%. Si parla di un risparmio di 10 miliardi sulla spesa pubblica nel 2016. Inoltre, come auspicato dalla associazioni dei consumatori, dovrebbero essere bloccati gli aumenti di Iva e accise per 16,8 miliardi e il pareggio del bilancio slitterebbe dal 2017 al 2018-2019. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha escluso l'aumento delle tasse. La riunione domani comincerà alle ore 13:30.

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