Giubileo, la Bolla di Francesco: "Ci unisca a ebraismo e Islam"

«Misericordiae Vultus» è il titolo del documento con cui Papa Francesco comunica ufficialmente date, durata, filosofia e speranze per il Giubileo che si terrà dall'8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016.

19:19 - Davanti alla Porta santa della basilica di San Pietro, papa Francesco ha consegnato la Bolla che indice l'evento straordinario in programma dall'8 dicembre 2015, data che ricorda anche il cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II.

La bolla autorizza i sacerdoti a perdonare i peccati riservati alla Sede Apostolica, non sarà quindi necessario per i pellegrini recarsi a Roma per ricevere l'indulgenza. Rivolgendosi ai fedeli di altre confessioni, in particolare ebrei e mussulmani, Francesco ha invitato anche loro ad unirsi nei festeggiamenti del Giubileo straordinario auspicando che tale occasione possa "unire" i fedeli di tutte le confessioni nel nome della Misericordia di Dio.

18:00 - Nel testo della bolla Misericordiae Vultus Papa Francesco torna su un tema dolorosamente a lui molto caro, la corruzione: in più passaggi della bolla, che nelle sue 13 pagine parla della necessità di un "ritorno all'essenziale":

"Non portiamo il denaro con noi nell’al di là. La violenza usata per ammassare soldi che grondano sangue non rende potenti né immortali. Per tutti, presto o tardi, viene il giudizio di Dio a cui nessuno potrà sfuggire. [...] Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale. La corruzione impedisce di guardare al futuro con speranza, perché con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i più poveri. È un male che si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici. La corruzione è un accanimento nel peccato, che intende sostituire Dio con l’illusione del denaro come forma di potenza. È un’opera delle tenebre, sostenuta dal sospetto e dall’intrigo"

Nel testo della bolla pontificia Francesco parla del concetto di misericordia come idea concreta dell'amore di Dio, attorno alla quale verrà costruito l'anno santo straordinario.

17.34 - E' cominciata la diretta dalla Città del Vaticano per la lettura della Bolla papale che annuncia il Giubileo straordinario. Davanti alla Porta Santa della basilica di San Pietro, papa Francesco consegna la Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia ai vescovi di tutti i continenti: l'anno giubilare si aprirà l'8 dicembre 2015, nella solennità dell'Immacolata Concezione e cinquantesimo della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Giubileo – 11 aprile 2015, oggi a Roma Papa Francesco "pubblica" (ovvero dà lettura) la Bolla giubilare con cui si convoca ufficialmente il Giubileo straordinario.

La "Bolla" è un documento ufficiale, scritto tradizionalmente in latino. Nel caso di un giubileo, attraverso questa lettura il papa chiarisce non solo le date (già note), ma anche le modalità di svolgimento del Giubileo stesso e i suoi valori fondativi (nel caso di questo, il punto cruciale è la misericordia).

La "Bolla" di oggi si intitola «Misericordiae Vultus» (e prende il suo titolo, anche qui, come da tradizione, dalle prime parole della medesima).

Il rito della lettura inizia alle 17.30 nella Basilica di San Pietro, proprio davanti alla Porta santa che verrà aperta l'8 dicembre 2015 per dare il via all'anno santo straordinario.

Nei giorni passati, dal Vaticano si è gettata acqua sul fuoco a proposito delle polemiche sui costi (e dunque, immaginiamo, anche delle polemiche sull'ipotesi di un commissario giubilare). Anche perché – e questa è una notizia – l'indulgenza si potrà lucrare (si dice così) anche senza essere presenti a Roma, come avviene abitualmente nella tradizione cattolica, ma anche soltanto rimanendo nella propria diocesi.

Il che significa che a Roma non dovrebbe proprio servire alcuna grande opera, e che anche questo evento resta in linea con la nuova gestione "sobria" imposta da Papa Francesco. Chiaro che i pellegrini si riverseranno comunque sulla Capitale, ma è anche possibile che, in tempo di crisi e vista la possibilità di questa indulgenza a distanza, in molti preferiscano non andare a Roma. Il che ridurrebbe significativamente la portata di nuove presenze nella Capitale.

Dal Vaticano spiegano:

«La polemica sui costi è del tutto ingiustificata. Non servirà alcuna grande opera, nè opere particolari, basterà procedere a qualche intervento di manutenzione e di riqualificazione della città necessario ad un adeguata accoglienza dei pellegrini e di cui, d'altronde, la stessa città ha bisogno»

[...]

«Certo, noi abbiamo la consapevolezza che tanti vorranno venire a Roma per attraversare la Porta santa e perchè richiamati dalla figura così attrattiva di papa Francesco ma le cifre sui pellegrini al momento sono pure esagerazioni».

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