Pubblicato: 12 dic 2008 da V.
Commenti dei lettoriEcco come il New York Times racconta l’epidemia di colera che sta causando migliaia di morti in Zimbabwe, nella pressochè totale indifferenza della comunità internazionale. Mugabe non sembra intenzionato a fare passi indietro: anzi, per lui l’epidemia non esiste neanche. E non è un modo di dire, come ci spiegano su Peace Reporter.
Foto | New York Times
Zimbabwe: continua l’epidemia di colera
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Azurik
12 dic 2008 - 12:50 - #1E intanto le preoccupazioni dei nostri analisti sono che quest’anno gli Italiani spenderanno meno per i regali di natale. Ma è assurdo che ci siano zone del mondo dove si muore ancora di colera… No comment!!!
SPUTAFIAMME DRAGHON
12 dic 2008 - 16:30 - #2E INVECE LE TUE PREOCCUPAZIONI QUALI SONO???
SPUTAFIAMME DRAGHON
12 dic 2008 - 16:32 - #3non facciamo demagogia inutile, la prima parte del tuo intervento è da censurare, sulla seconda c’è veramente da riflettere.
paix
12 dic 2008 - 17:30 - #4Ehi azurik… vorrei ricordati che in europa morivamo di colera fino a 200 anni fa… e non è mica arrivato il mago otelma ad aiutarci!!!
simosardo
12 dic 2008 - 18:14 - #5Sono perfettamente d’accordo col commento di Azurik. La nostra crisi economica, vista dalla prospettiva del miliardo di persone che muore di fame, è ridicola e vergognosa. Ma ormai siamo tutti senza vergogna. A paix: in Europa fino a 200 anni fa si moriva di colera, ok, ma già da qualche secolo si sfruttavano le colonie africane e si schiavizzavano intere popolazioni. I vaccini li produciamo noi, e con pochi soldi potremmo fare vaccinazioni di massa, oltre che contribuire alla potabilizzazione dell’acqua in un paese già abbastanza organizzato come lo Zimbabwe. Non parlo di miliardi di euro, ma di poche decine di milioni. I nostri padri e nonni hanno costruito una società in cui il diritto alla vita è garantito per tutti; ora sarebbe il caso che noi tentassimo di estendere questo diritto fondamentale a chi non l’ha mai avuto. Dire: “se solo si impegnassero di più, ci riuscirebbero da soli” è ipocrita, visto che il nostro miliardo e mezzo di popolazione ricca possiede e sfrutta l’80% delle risorse di tutto il mondo. Dunque le strade sono due: o continuiamo a fregarcene, o dividiamo.
paix
12 dic 2008 - 18:42 - #6@Simosardo
La tua visione è un po miope…
Visto come siamo presi in questo preciso momento e visto che c’è ancora gente che muore di fame anche in europa… quindi non capisco tutto questo impegno nell’aiutare popolazioni che sono nella mer da non certo per colpa nostra… quando non riusciamo a fare in modo che in europa/america/giappone non muoia nessuno di fame!!!
simosardo
12 dic 2008 - 19:05 - #7Tanta gente che muore di fame, da noi, con la speranza di vita a 85 anni, non ne vedo. Forse viviamo in due mondi paralleli. Morire di fame, per me, non significa non potersi permettere un cellulare o una casa di proprietà. Significa morire di malnutrizione, o di mal di pancia come nel caso del colera. Ma vi immaginate cosa può significare morire di diarrea? E noi non dovremmo intervenire per aiutarli? un po’ di coscienza, sù!
Liberty Valance
13 dic 2008 - 00:45 - #8#7 scusa simosardo, nessuno ti impedisce di partire per lo Zimbabwe e portar loro soccorso.
A me stringe il cuore leggere simili notizie, e a volte non ho nemmeno le “palle” per approfondire per un senso d’impotenza, ma non posso nemmeno permettermi di accusare qualcuno per colpe non nostre.
V.o.m.i.t.u.s Ω M.a.x.i.m.u.s.
13 dic 2008 - 18:18 - #9Quella gente non si risolleverà mai, è questione di DNA.
ZARON
13 dic 2008 - 23:52 - #10DNA???Ma dai,non diciamo cretinate xfavore eh!