Erri De Luca all'#Ijf15: La parola contraria

Erri De Luca - IJF

Erri De Luca propone, all'International Journalism Festival 2015 un incontro dal titolo La parola contraria (come il libro pubblicato per Feltrinelli).

Lo scrittore esordisce citando un aneddoto che riguarda il dizionario Palazzi, raccontato anche dalla Treccani.

Nella seconda edizione del dizionario, Palazzi cita e ringrazia Eugenio Treves nella prefazione. Nella prima edizione del 1939, Treves, scrittore e studioso, non poté vedere il proprio nome citato per le leggi razziali.
Nella prefazione di Palazzi si dice che ciò accadde «per ragioni contingenti». È da qui che parte De Luca:

«Il nostro giornalismo soffre di ragioni contingenti. I giornalisti tendono a essere prudenti, a censurarsi, a sentirsi più leali nei confronti dei datori di lavoro che dei lettori.
Credo che questo sia uno dei motivi per cui la nostra stampa sia una delle più deboli d'Europa, dal punto di vista dell'indipendenza».

«Il motivo per cui sono stato chiamato al Festival del giornalismo, visto che qui sono un intruso, è che posso occuparmi della libertà d'espressione dal punto di vista dell'imputato»

La ragione di questa particolare condizione dello scrittore si trova, come noto, nell'accusa mossgli per aver parlato della necessità di sabotare la Tav. Sabotare è un termine che ha un significato materiale e un significato figurato. Ecco la definizione del Vocabolario Treccani.


    sabotare
    sabotare v. tr. [dal fr. saboter (der. di sabot «zoccolo»), propr. «urtare con gli zoccoli», e fig. «fare un lavoro in fretta e male»] (io sabòto, ecc.). –

    1. Compiere atti di sabotaggio; distruggere o deteriorare gravemente edifici e impianti, opere e servizî militari, intralciare gli spostamenti e i rifornimenti di truppe nemiche, impedire o limitare il funzionamento di servizî pubblici, come azione di lotta o di rappresaglia economica, politica o militare: s. un macchinario; s. la produzione di un’azienda; i partigiani hanno sabotato la linea ferroviaria e le installazioni aeroportuali della zona; gli ambientalisti sono accusati di aver sabotato gli impianti di risalita per gli sport invernali.

    2. fig. Intralciare la realizzazione di qualche cosa, o fare in modo che un disegno, un progetto altrui non abbia successo: s. un’iniziativa; s. un negoziato; il vasto programma di riforme del direttore è stato sabotato dal consiglio di amministrazione. Anche, svalutare, denigrare lavorando male e con scarso impegno o non facendo quanto si dovrebbe fare: il comportamento di molti funzionarî aveva lo scopo di s. l’immagine dell’azienda.

Il primo applauso, De Luca lo strappa quando dice che ai propri avvocati non consentirà di chiedere le attenuanti generiche in caso di condanna («sarebbe come attenuare le mie parole, e io questo non lo consento»). Così come non vuole che si opponga all'accusa il principio di libertà d'espressione tutelato dalla costituzione.

La prossima scadenza del procedimento penale è il 20 maggio a Torino.

«Il 20 maggio [giorno del sessantacinquesimo compleanno di De Luca, ndr] difenderò le mie parole con le mie parole»

De Luca vuole mantenere fermo il suo diritto a utilizzare la parola «sabotare, che è appartenuta al movimento operaio, a tutte le resistenze». Poi ricorda almeno una piccol parte delle ragioni dei No Tav

Erri De Luca - No Tav

«L'ordine del giorno resta la salute, l'incolumità dei cittadini che resta ignorata, calpestata, sabotata dalla legalità».

A chi gli chiede se non crede che questo suo intervento non possa essere causa di istigazione a delinquere, De Luca risponde così, con una battuta (in qualche modo anche amara): «L'idea che qualcuno potesse essere spinto ad agire dalle mie parole mi ha suscitato un moto di vanità. Ma poi, durante una delle udienze del processo, è stato detto che dopo le mie parole non sono aumentati gli episodi di terrorismo. Questo significa che per gli insurrezionalisti non conto un accidente»

Poi cita Renato Accorinti, sindaco di Messina. Questo l'aneddoto (dal sito del sindaco):

Nel 1982, a Comiso, manifesta contro l’installazione di una Base NATO. Il 15 gennaio 1991 è imputato del delitto p. e p. dall’art. 414, 1° comma n.1 C.P. e rinviato a giudizio, poiché durante lo svolgimento di una manifestazione contro l’intervento italiano nella Guerra del Golfo istiga i militari a disertare nel caso fossero inviati a combattere nel Golfo Persico e i giovani che ricevessero la cartolina precetto, a strapparla. Il 9 giugno del 1992, a Messina, in un Tribunale colmo di studenti e concittadini solidali, il presidente Ernesto Morici sentenzia che il fatto sussiste ma non costituisce reato: è assolto.

«Ebbene», dice De Luca, «il fatto sussiste ma non costituisce reato è la formula che mi aspetto per il mio processo».

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